NON È UN PAESE PER BAMBOCCIONI

Tra gli ultimi cento libri che ho letto uno dei migliori (forse il migliore in assoluto) è stato “La Strada” (vincitore del Pulitzer per la narrativa) di Cormac McCarthy.

Cormac McCarthy - Non è un Pese per Vecchi

Cormac McCarthy – Non è un Pese per Vecchi

Non potevo dunque non leggere anche “Non è un Paese per Vecchi”, che mi pare abbia avuto persino più successo dell’altro, sia come romanzo che come film, essendo stato il romanzo che l’ha fatto conoscere al grande pubblico.

Ne ho ottenuto impressioni molto differenti.

Ci sono autori poliedrici capaci di scrivere cose molto diverse, per cui non stupisce se un romanzo piace ad alcune persone e un altro ad altre che non hanno apprezzato il primo.

La Strada” e “Non è un Paese per Vecchi” però non sono così diversi tra loro. Si tratta, in fondo, di due distopie, anche se il primo è una distopia apocalittica, fantasiosa e futuristica e il secondo descrive un presente reale e crudele, un’America precisa e attuale, un Texas e un Messico come si possono leggere sui quotidiani.

Quello che cambia tra i due libri è soprattutto il numero di personaggi.

La Strada” è il viaggio solitario di un uomo e un bambino. “Non è un Paese per Vecchi” narra, come il primo, una fuga verso una meta imprecisa. Moses è persino più solo dell’Uomo de “La Strada”, ma accanto alla sua storia seguiamo quella del killer che lo insegue e quella dello sceriffo che insegue entrambi. Sembra quasi la trama di un western, ma leggendolo non si pensa a cowboy e banditi.

Tutti e tre sono dei solitari, uomini pronti a tutto. La caratteristica principale di questo libro credo sia qui. Credo che questo sia uno dei suoi pregi e, per me, forse il suo maggior difetto: i tre personaggi rappresentano tre mondi diversi, ma sono tra loro così simili, che all’inizio li confondevo tra loro.

Cormac McCarthy

Cormac McCarthy

Questo perché? Perché forse rappresentano la distopia del nostro mondo contemporaneo, il suo gelo, il suo non essere un paese per uomini deboli, per “bamboccioni” o per vecchi. È un mondo così cupo e violento che solo uomini dal sangue freddo come loro sono in grado di sopravvivere e morire. Sì, anche morire, dato che persino loro muoiono, nella carneficina che si spande attorno a loro. I loro tre mondi sono, in realtà, lo stesso: il nostro.

Se “La Strada” mi aveva appassionato, questo libro faccio più fatica a inserirlo in una graduatoria. I personaggi minori, mi paiono troppi. I percorsi dei tre personaggi principali si intrecciano, ma rimangono distinti, togliendo, in qualche modo unità alla storia.

Il quadro disegnato è realistico e inquietante nella sua spietatezza e questo non si può non apprezzare, ma se non avessi letto prima “La Strada”, forse avrei capito e apprezzato meno questo romanzo e sarebbe passato molto più tempo prima di riprendere in mano un romanzo di McCarthy.

Stando così le cose, invece, penso che gli darò ancora una chance e che proverò presto qualcos’altro di suo, forse “Suttree” che i critici considerano la sua opera migliore.

Firenze, 06/08/2012

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11 responses to this post.

  1. Ciao Carlo ti consegno il premio Liebster Blog Award! Per il riferimento guarda al seguente link http://zeroperinfinito.wordpress.com/2013/03/19/liebster-blog-award/
    Complimenti!

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  2. Posted by Mena on 20 marzo 2013 at 01:51

    Salve, magari non è il posto giusto, ma la contatto qui per qualche informazione. Sto preparando la mia tesi in letterature comparate sull’ucronia, e ho scoperto cercando notizie su internet quanto Le sia caro questo genere, (sono settimane che leggo suoi scritti, interviste etc in proposito – sarà citato senza dubbio nella mia bibliografia) . Ecco perchè mi rivolgo a Lei: vorrei sapere se può consigliarmi qualche saggio, testo critico, qualsiasi cosa insomma tratti dell’argomento, visto che fatico a trovare qualcosa. Ho già ordinato il numero 3 di If, ma avrei bisogno di ulteriori fonti.
    Grazie per l’attenzione!

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  3. La mia scoperta dell’ucronia è stata come autore, più che come studioso del genere. Mi trovai, anzi, a scoprirne l’esistenza, dopo aver già pubblicato un romanzo (Il Colombo Divergente) che si può ricondurre all’allostoria e mentre ultimavo il secondo (Giovanna e l’Angelo). L’esigenza di catalogare (per meglio presentare) i miei scritti mi ha portato a esplorare la materia, trovando una generale ignoranza (assai maggiore dieci anni fa di oggi) e un’assenza di testi che ne parlassero in modo sistematico o ne catalogassero le opere. Su questo blog, si possono leggere, al tag “ucronia” le mie principali riflessioni e recensioni sull’argomento.
    Purtroppo il n. 3 di IF, rimane il testo più completo e articolato sull’ucronia che io abbia sinora letto. Anche i numerosi riferimenti bibliografici che vi sono presenti sono a opere di narrativa o a testi filosofici, ma non a saggi di letteratura.
    Una tesi che ne parli mi pare opera meritoria, ancor più perché mi pare si parta da una notevole carenza di materiale. La strada mi pare sia quella di leggere il maggior numero possibile di opere (ho cercato di farne un elenco) e farsene un’idea.
    Mi piacerebbe molto leggere la tesi quando sarà finita.

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    • Posted by Mena on 23 marzo 2013 at 12:49

      L’argomento mi ha sempre affascinato, ma purtroppo il mio entusiasmo si è dovuto scontrare in effetti con una carenza di testi dedicati all’argomento. Per fortuna ho trovato i suoi scritti, che mi hanno aiutata ad orientarmi nell’universo ucronico con più facilità. Quando l’avrò completata sarà un piacere per me farle leggere la mia tesi, anche per avere un suo parere in quanto esperto del genere. Grazie mille della sua disponibilità, spero a presto!
      Mena

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  4. Posted by Mena on 26 marzo 2013 at 12:27

    Certo! Grazie ancora e a presto!

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  5. […] aver letto un altro autore texano come Cormac McCarthy (“La Strada” e “Non è un Paese per Vecchi”) verrebbe proprio da pensare che il Texas non sia un posto da […]

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  6. […] in “Non è un Paese per Vecchi”, forse il più celebre dei romanzi di McCarthy, ritroviamo l’abbinamento di solitudine e […]

    Rispondi

  7. […] ma questa non è quasi mai del tutto assente. La Cina che ne esce fuori, non è davvero “un paese per vecchi”, è un mondo persino più spietato di quelli di McCarthy, anche perché si percepisce come […]

    Rispondi

  8. […] Non è un Paese per Vecchi – Cormac McCarthy […]

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