GLI ADOLESCENTI E LA PRE-RIVOLUZIONE RUSSA

Puskin - La Figlia del Capitano

Puskin – La Figlia del Capitano

La Figlia del Capitano” è un breve romanzo di Aleksandr Puskin (pubblicato nel 1836) nel quale, con semplicità, l’autore ci mostra al contempo la vita di un giovane nobile russo nel XVIII secolo, i suoi tormenti amorosi e la sua morale (che all’inizio un po’ vacilla, ma si mostra di fatto salda), nonché uno squarcio della rivolta portata avanti da Emel’jan Ivanovič Pugačëv, da noi meglio noto come Pugaciov, dalla cui descrizione emerge come già nel 1700 in Russia ci fosse il potenziale della grande rivoluzione bolscevica del 1917.

Емелья́н Ива́нович Пугачёв, (1740/1742 – Mosca, 10 gennaio 1775), fu un pretendente al trono dell’Impero russo, e guidò una grande insurrezione cosacca durante il regno di Caterina II, coinvolgendo contadini, servi e soldati, che lo seguirono, deponendo e uccidendo i propri padroni.

Il sedicenne Pëtr Andréevič Grinëv è l’unico figlio maschio di un nobile ufficiale a riposo, il quale pensa che per farlo diventare un vero uomo sia ora che il giovane vada a servizio come ufficiale nell’esercito. Lo manda non nella vivace Pietroburgo, come spera il ragazzo, ma in un paese sperduto, dove come sola amicizia trova un altro ufficiale e come amore la figlia del Capitano, che i due si contenderanno, trasformando l’amicizia in vero odio.

Il caso porta Pëtr Andréevič a fare due incontri che saranno poi determinanti nella sua vita: quello con un Maggiore, che lo salverà poi prima dalla prigione e dopo dalla morte, ma, soprattutto, con un vagabondo che lo guida quando si perde in una bufera. Il giovane lo ricompenserà lautamente con un pellicciotto di lepre, di cui l’uomo aveva particolare bisogno. Più avanti si scoprirà che il vagabondo altri non era che Pugaciov, il capo della rivolta e aspirante nuovo zar. Quando il ribelle fa strage di nobili e ufficiali, riconosce il giovane e lo grazia. Potenza del destino!

Vanessa Hessler in La Figlia del Capitano

Vanessa Hessler in La Figlia del Capitano

Il ragazzo rifiuta di passare dalla parte del ribelle, ma questo non se la prende e lo lascia andare. Di nuovo Pugaciov avrà modo di aiutarlo, sebbene il ragazzo rimanga saldamente fedele alla sua Imperatrice. I ribelli uccidono il capitano e sua moglie. La figlia del capitano finisce nelle grinfie dell’ufficiale ex-amico di Pëtr Andréevič, che pretende di farsi sposare, ma lei non vuole. Pëtr Andréevič corre in suo soccorso.

Alla fine l’Imperatrice sconfigge Pugaciov e il cattivo amico del ragazzo lo denuncia come seguace di Pugaciov, facendolo esiliare in Siberia, dove il giovane si appresta ad andare pur di non fare il nome dell’amata figlia del Capitano. Sarà lei a recarsi dall’Imperatrice a implorare la grazia per lui, narrandole la parte della storia che il giovane si rifiutava di rivelare per non coinvolgerla.

La sovrana capisce che il ragazzo non è un traditore e che le sue reticenze non sono quelle di una spia ma di un innamorato e lo grazia.

Aleksandr Puskin

Aleksandr Puskin

Se si pensa ai nostri ragazzi del XXI secolo, pare strano vedere questo ragazzino di soli sedici anni muoversi con tanta disinvoltura tra eserciti e ribelli, difendere la sua donna, duellare.

Se il mondo è davvero cambiato, non è per la nuova tecnologia di cui disponiamo, ma per la diversa percezione dell’età delle persone e per il diverso senso della morale.

Oggi diciamo di un quarantenne che è un ragazzo. Puskin descrive Pugaciov, che è morto intorno ai trentatre anni, come un uomo maturo, se non anziano. Dostojevki scriveva di un suo personaggio che era un vecchietto di quasi cinquant’anni.

La percezione è che si stia giocando con il tempo. Se un giovane come Pëtr Andréevič era, sì, considerato uno sbarbatello, quando suggeriva mosse militari, peraltro, si muove con autonomia da adulto, mentre oggi abbiamo trentenni o quarantenni che ancora dipendono dai genitori.

Si capisce, però, quanta importanza avesse nella letteratura antica l’amore, se protagonisti erano spesso quelli che oggi ci paiono ragazzini. Le storie d’amore sono assai più appassionate e drammatiche se vissute da adolescenti. I moderni cinquantenni che mostrano pene d’amore, sono ridicoli, eppure in questo mondo di eterni fanciulli, ci stiamo abituando anche a loro.

Емелья́н Ива́нович Пугачёв, Emel'jan Ivanovič Pugačëv, Pugaciov

Емелья́н Ива́нович Пугачёв, Emel’jan Ivanovič Pugačëv

Leggere gli autori del passato (e questo romanzo ancora non ha compiuto due secoli!), tra le altre cose, può aiutarci a riflettere e a renderci conto di come sia cambiata la nostra visione del mondo. E non è detto lo sia in meglio. Penso anche alla forza morale di questo giovane, che, pur davanti alla morte, non rinuncia a sostenere la sua fedeltà all’Imperatrice, il suo amore per l’amata Mar’ja Ivanovna, il suo senso dell’onore. Con quanta facilità, oggi i nostri politici cambiano invece bandiera e idea! Con quanta facilità si abbandonano amici, amori, coniugi e figli. Chi crede poi ancora a un concetto come l’onore? Ci lasciamo guidare da gente che l’onore lo tiene sotto le suole delle scarpe, che ruba, corrompe, sperpera, inganna senza ritegno e quando viene scoperta va ancora in giro a testa alta accusando chi li accusa. E nessuno si meraviglia. Che cosa avrebbero pensato di noi gli uomini del XIX secolo?

 

Firenze, 22/04/2012

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2 responses to this post.

  1. […] 16)  La Figlia del Capitano – Aleksandr Puskin (ebook) […]

    Rispondi

  2. […] si svolge nel 1874). L’argomento mi ha subito portato alla mente il bel romanzo di Puskin “La figlia del Capitano” che mostra analoghi istinti rivoluzionari nei russi già nel secolo precedente, ai tempi di […]

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