LA MERAVIGLIA DI SALGARI

Emilio Salgari - Le Meraviglie del Duemila

Emilio Salgari – Le Meraviglie del Duemila

Da bambino ho divorato decine di libri di Emilio Salgari e, persino, alcuni dei romanzi scritti dai figli, poi, finite le scuole elementari, non ne ho più letti. Non avevo mai sentito parlare de “Le Meraviglie del Duemila” fino a quando non ho visto l’e-book prodotto e distribuito gratuitamente dalle Edizioni Scudo. Mi sono dunque “meravigliato” anche io!

Pubblicato nel 1907, narra di due uomini che grazie ai poteri medicinali di una pianta riescono ad addormentarsi per cento anni e, dal 1903 si risvegliano nel 2003. È per Salgari l’occasione di mostrarci come, secondo lui, sarebbe stato il mondo un secolo dopo.

Leggere oggi, nel 2012, questo testo è interessante soprattutto per fare un raffronto tra la visione salgariana e la realtà.

Il libro mi pare diviso in tre parti. Una prima, introduttiva, in cui vediamo delineati i due personaggi e assistiamo alla loro preparazione per l’inconsueto esperimento. L’uso della pianta per simulare la morte ricorda un analogo episodio di cui è protagonista Sandokan. Questa parte mi è parsa particolarmente gradevole, predisponendomi bene al resto della lettura, al punto che, essendo quasi quarant’anni che non leggevo questo autore, mi sono detto “certo che Salgari non scriveva poi male, se mi piaceva da bambino c’era un motivo!”

La seconda parte consiste nell’elencazione delle cose portentose che sono state realizzate dall’uomo nel secolo passato. Questa parte l’ho trovata più pesante e il continuo ripetersi del concetto “che meraviglie nel Duemila!” e “come sono fantastici gli uomini del Duemila!” mi ha sinceramente piuttosto infastidito. Sarà forse perché così fantastici i nostri anni non sono!

La terza parte mi ha ricordato il Salgari che conoscevo: inizia l’avventura. Il vascello volante fa naufragio su una città galleggiante di galeotti, i prigionieri si ribellano, la nave va alla deriva nella tempesta, gli eroi approdano su un’isola popolata di belve feroci.

Emilio Salgari

Emilio Salgari

Nonostante sia narrativamente la più debole delle tre parti, la seconda è però, oggi, la più interessante. In essa Salgari si mostra non secondo al grande futurologo di quei tempi, Jules Verne.

Insomma, come sarebbe stato questo nostro Duemila per il padre di Sandokan e del Corsaro Nero?

Innanzitutto, un mondo sovrappopolato, con così tanti abitanti da non lasciar spazio agli animali, tutti relegati nelle Isole Canarie, per non farli estinguere (dimenticandosi del tutto dell’esigenza di preservare anche un ecosistema).

E quanti sarebbero questi umani? Due miliardi! Appena un terzo di quanti siamo! Salgari ci spiega anche che i cinesi sono cresciuti enormemente di numero, divenendo la razza più popolosa (sarebbero un miliardo), sebbene le potenze europee, per scongiurarne il pericolo, abbiano smembrato la Cina. In Russia regna ancora uno Zar, ma in una democrazia parlamentare. Il socialismo è stato sconfitto e relegato in piccoli stati tropicali. L’Inghilterra ha perso le colonie. I popoli latini, a parte (patriotticamente) l’Italia, si stanno estinguendo. L’Italia comprende anche Istria, Corsica e Malta.

I ghiacci non si stanno sciogliendo, ma quelli del Polo Sud stanno crescendo, rischiando di “destabilizzare il pianeta” (!). Il Polo Nord è pieno di alberghi e attraversato da ferrovie sotterranee.

Emilio Salgari - Il Corsaro Nero

Emilio Salgari – Il Corsaro Nero

I treni corrono ovunque sottoterra in tubi ad aria compressa, a 300 chilometri all’ora.

Nelle città sono scomparsi cavalli e carrozze e anche le automobili quasi non ci sono più, sostituite da migliaia di veicoli volanti. L’uomo ha conquistato il cielo e anche per i voli internazionali ci sono macchine straordinarie, più veloci di condor e albatros (!): dei dirigibili dalle molte ali che “sfrecciano” in cielo anche a 150 chilometri orari (!).

Nei ristoranti non ci sono più camerieri, ma colonne da cui gli avventori prelevano piatti già pronti che arrivano fin lì dalle cucine con speciali piccoli treni.

Le guerre sono finite e l’ordine pubblico è gestito dai pompieri (come in Fahrenheit 451), che uccidono i manifestanti con getti d’acqua elettrizzata. I galeotti (cui Salgari riserva i terribili epiteti di “furfanti” e “birbanti”) sono relegati in colonie popolari o in città marine galleggianti. Se si ribellano, le città-prigione vengono affondate con bombe di “silurite” potentissime, capaci di distruggere una casa di venti piani (!).

Le città normali sono costituite da case altissime, di venti piani appunto, per far fronte al sovrappopolamento. La gran presenza di macchine elettriche crea nell’aria una tensione tale che tutti camminano veloci (!) e i nostri viaggiatori nel tempo, poco abituati, ne soffrono fino ad ammalarsi e impazzire. La voce narrante si chiede, infine, se non sarà questa la sorte di tutta l’umanità, sebbene gli uomini del Duemila si siano abituati poco per volta a tale tensione.

L’energia elettrica deriva soprattutto dall’idroelettrico. Gli americani traggono quasi tutta la loro energia dalle cacate del Niagara e gli europei sfruttano la Corrente del Golfo. Di petrolio non si parla e le miniere di carbone sono ormai chiuse. Altra fonte di energia e calore è il radium.

Quanto allo spazio, grazie a telescopi potentissimi si riesce a vedere la superficie di Marte come si fosse a poche decine di metri. Il pianeta rosso è popolato e ricco di vegetazione. I viaggi interplanetari sono ancora un sogno e si cerca di trovare un esplosivo (!) sufficientemente potente da consentirli, ma con i marziani (degli anfibi dall’aspetto di foca), si conversa via telegrafo.

La telefonia mobile e anche quella fissa non sono nella mente dell’autore, del resto non l’avevano prevista autori ben più recenti!

Insomma, un mondo spesso assai diverso dal nostro, ma considerato che si descriveva un’epoca lontana cento anni, bisogna dire, che per certi aspetti Salgari si è sbagliato meno di molti scrittori di fantascienza degli anni ’50 che descrivevano un duemila in cui le astronavi sfrecciavano da un pianeta all’altro.

Firenze, 22/04/2012Le meraviglie del Duemila - Salgari Emilio

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9 responses to this post.

  1. […] 15)  Le Meraviglie del Duemila – Emilio Salgari (ebook) […]

    Rispondi

  2. […] ma che aveva invece allargato la sua opera anche ad altri generi, come la fantascienza (vedi “Le Meraviglie del Duemila”) e il romanzo […]

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  3. […] Romolo Runcini, L’irrazionalismo fantastico nel dottor Jekyll di Stevenson Michele Martinelli, Fantastico e avventuroso in Emilio Salgari Gianfranco de Turris, Tradizione o tentazione fantastica italiana? Morena Corradi, Il fantastico […]

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  4. […] (“Il vampiro della foresta”) e di affrontare una sua opera minore che mi era sfuggita “Le meraviglie del duemila”, due lavori poco conosciuti e senz’altro poco significativi della sua […]

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  5. […] spazio viene dedicato persino al nostrano Salgari, con il suo fantascientifico “Le Meraviglie del duemila” e ad altri autori italici, come  Ippolito Nievo, Antonio Ghislanzoni, Paolo Mantegazza, Della […]

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  6. […] da bambino amavo Emilio Salgari, da ragazzino Isaac Asimov, da adolescente Herman Hesse e Milan Kundera li dovrei porre ai primi […]

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  7. […] pallone” (1863) di Jules Verne. Oltretutto ricordando la meraviglia con cui autori come Verne o Salgari parlavano delle innovazioni tecnologiche del loro tempo, dovendo descrivere una situazione […]

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  8. […] tre autori preferiti erano, nell’ordine, Emilio Salgari, Jules Verne e Jack London. Mentre di Salgari in quel periodo credo di aver letto quasi tutto, ovvero decine di romanzi, suoi o dei suoi figli, e […]

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  9. […] Tantissime saranno le storie di questo filone, da “Paria dei cieli” di Isaac Asimov, a “Le meraviglie del duemila” di Emilio Salgari (ma in entrambi il viaggio è effettuato in avanti, sebbene accelerato), alla […]

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