LA VISIONE DEL FUTURO DI ASIMOV

Ho deciso di rileggere in ordine cronologico, con la dovuta calma, i romanzi (e i racconti) di Isaac Asimov presenti nei cicli Robot, Impero e Fondazione o a questi connessi tra loro. Tali libri descrivono, infatti, una successione di eventi e storie tra loro collegate e nella lettura fatta trent’anni fa non ero riuscito a seguire un ordine preciso.

Isaac Asimov

Isaac Asimov

Casualmente mi è capitato di leggere piuttosto di recente “La Fine dell’Eternità”, che, secondo alcuni, sebbene fuori ciclo, aprirebbe la serie. Dato che gli eventi narrati si svolgono nel 27° secolo, credo che andrebbe messo molto più avanti, ma non saprei dove. Per ora lo colloco alla fine. (RETTIFICA SUCCESSIVA: poiché “Tutti i miei robot” è ambientato ai giorni nostri e il Ciclo dei Robot tra mille anni, “La Fine dell’Eternità” si pone tra questi due gruppi di storie). Direi dunque la successione temporale dovrebbe cominciare con le raccolte di racconti sui robot. Avevo già letto da ragazzo “Io, Robot” e, in inglese, “Il Secondo Libro dei Robot” e, forse avevo letto anche qualche altro racconto sciolto. Non avevo però ancora letto la raccolta “Tutti i Miei Robot” che tali volumi riunisce, con l’aggiunta di storie non ricomprese nell’antologia. La raccolta comprende persino “L’Uomo Bicentenario” da cui fu tratto un bel film con Robin Williams, che avevo visto, senza sapere fosse tratto da un racconto di Asimov (non ancora letto).

Io Robot - il Film

Io Robot – il Film

Comincia dunque qui il mio viaggio nel tempo asimoviano.

Riporto di seguito la successione cronologica dei libri (se non vi torna, vi sarò grato se mi vorrete segnalare le incongruenze). Il prossimo passo sarà dunque leggere “Nemesis”, prima di calarmi del tutto nel ciclo dei Robot.

FUORI CICLO

*Tutti i miei Robot (Io robot, Il Secondo Libro dei Robot e racconti vari)

*La Fine dell’Eternità
*Nemesis

ROBOT

*Abissi d’acciaio (1954),
*Il Sole Nudo (1957),
*I Robot dell’Alba (1983),
*(Immagine speculare – racconto in “Il meglio di Asimov)
*I Robot e l’Impero (1985).

IMPERO

*Il Tiranno dei Mondi
*Le Correnti dello Spazio
*Paria dei Cieli

FONDAZIONE

* Preludio alla Fondazione (1988)
* Fondazione Anno Zero (1992)
* Fondazione o Cronache della Galassia o Prima fondazione (1951)
* Fondazione e Impero o Il crollo della Galassia Centrale (1952)
* Seconda Fondazione o L’Altra Faccia della Spirale (1953)
* L’Orlo della Fondazione (1982)
* Fondazione e Terra (1986)

 

 

Isaac Asimov - Tutti i miei Robot

Isaac Asimov – Tutti i miei Robot

La maggior parte dei racconti compresi in “Tutti i Miei Robot” (antologia di 31 racconti scritti tra il 1940 e il 1977, composta nel 1982 dallo stesso autore) furono realizzati negli anni ’40 e ’50 e alcuni descrivono un futuro che per noi è già passato. Si dice a un certo punto che erano passati cinquanta anni dalla Seconda Guerra Mondiale e una volta si dice esplicitamente che siamo negli anni ’90.

Gli ultimi racconti sono, invece ambientati in un futuro che è ancora tale.

Di fatto, dunque, la maggior parte delle storie si svolge prima del ciclo dei Robot, ma alcuni sono successivi, dimostrando come la successione cronologica appena proposta abbia i suoi limiti. Mi piace però l’idea di affrontare di nuovo questo mondo, che tanto mi aveva affascinato ai tempi del Liceo, leggendole in modo organico.

Anche a distanza di 30 anni da quando adoravo Asimov (portavo persino dei basettoni come i suoi), devo dire che la lettura di questa raccolta mi ha affascinato.

Trovo che l’autore sia abilissimo nel costruire storie che somigliano per struttura a dei gialli d’investigazione, pur avendo ambientazione e sviluppo diversi. La robopsicologa Susan Calvin mi fa pensare a una sorta di Sherlock Holmes della psiche robotica.

La maggior parte dei racconti (quasi tutti a dir il vero) si gioca sulle implicazioni delle ormai celeberrime Tre Leggi della Robotica di asimoviana invenzione (in sintesi un robot, primo, non può fare del male a un uomo; secondo, deve ubbidire ai suoi ordini, purché non in contrasto con la prima legge; terzo, deve proteggere la propria integrità, purché questo non contrasti con le altre due leggi).

È affascinante vedere quante implicazioni, contraddizioni e sviluppi Asimov riesca a trarre da quest’idea.

Partendo da questo concetto, costruisce, genialmente, nuovi mondi che avranno sviluppi futuri nei cicli che seguiranno. Gli stessi viaggi interstellari saranno resi possibili dalla creatività degli automi.

Risultati immagini per l'uomo bicentenario

Robin Williams ne “L’uomo bicentenario”

La sua scrittura è semplice, ma molto diretta ed efficace. A volte si lascia andare a spiegazioni tecniche, ma (quasi) sempre senza strafare. Mai viene voglia di saltare qualche riga (ci sono libri di altri autori in cui si salterebbero volentieri interi capitoli), perché riesce a tenere sempre desta l’attenzione (tranne forse quando descrive la nuova suddivisione politica della Terra).

Temevo che questa lettura mi avrebbe deluso per due motivi: la mia età più matura e il tempo trascorso da quando le storie furono scritte. Invece Asimov è così arguto che riesce ancora ad affascinarmi e la sua visione del futuro era così razionale e chiaroveggente che riesce a essere ancora attuale dopo sessant’anni.

Certo, su molte cose era stato decisamente ottimista (l’ottimismo forse è la cosa più ingenua che notiamo in lui, da tragici pessimisti del XXI secolo). Immaginava che già vent’anni fa ci fossero colonie sulla Luna e su Marte e che i robot umanoidi fossero in piena fase di sviluppo!

L’ottimismo nei confronti dei viaggi spaziali era una caratteristica di molta fantascienza di quegli anni (il Presidente Kennedy stesso parlava di viaggi spaziali negli anni ’90!), eppure l’umanità ha cancellato il sogno dello spazio in quei pochi anni passati dal primo all’ultimo allunaggio, allontanando stoltamente una frontiera che avrebbe potuto essere una valvola di sfogo per tanti problemi. Del resto oggi si ragiona in termini economici di breve periodo e lo spazio non potrà dare frutti altro che in termini temporali di così lungo periodo, che solo un genio come Asimov poteva immaginare.

Se per certi aspetti vedeva per la fine del XX secolo un mondo ben più evoluto di quanto siamo riusciti a farlo diventare finora, per altri gli erano sfuggiti altri campi di crescita. Fa sorridere, a esempio, quando racconta di un robot dedicato alla correzione di bozze, perché prendere un libro e trasformare le parole in codice per correggerlo e poi ritrasformare il codice elettronico di nuovo in parole sarebbe stato un processo troppo lungo: non aveva immaginato né la videoscrittura, né internet, né gli scanner!

Analogamente i suoi robot sfogliano i libri velocemente per raccogliere informazioni, senza immaginare la possibilità di immetterle nei loro cervelli sotto forma di file elettronici.

Peraltro, mentre parla con largo anticipo di aspetti della tecnologia che ancora si stanno sviluppando, come le colture idroponiche, dall’altra si basa su teorie che ci paiono ancora non plausibili come quando immagina viaggi a velocità superiore a quella della luce o definisce i cervelli dei robot “positronici”, come se fosse possibile immaginare una tecnologia in grado di manipolare l’antimateria costituita dai positroni in modo così agevole da inserirla in “scatole” piccole come una testa meccanica senza provocarne l’annichilimento.

La grandezza di questo autore e di questo libro sta comunque non solo nella capacità di immaginare mondi futuri, ma anche nella capacità di descriverli attraverso storie che, pur con semplici tratteggi, ci restituiscono personaggi di grande “umanità”, quale, ad esempio, Andrew, il robot che sognava di diventare un uomo e nella sottile ironia con cui scrive, che rende sempre piacevole la lettura.

Firenze, 24/03/2012

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14 responses to this post.

  1. […] 10)  Tutti i Miei Robot – Isaac Asimov (ebook) […]

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  2. […]  “Tutti i miei Robot” (“Io robot”, “Il Secondo Libro dei Robot” e racconti vari) […]

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  3. […] aver letto i romanzi “fuori ciclo” di Isaac Asimov “La Fine dell’Eternità”, “Tutti i miei Robot” (che racchiude “Io Robot”, “Il Secondo Libro dei Robot” e racconti vari) e “Nemesis” […]

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  4. […] Dopo aver letto i primi testi fuori ciclo, ma che a questi preparano (La fine dell’eternità, Tutti i miei robot, Nemesis), ho iniziato il Ciclo dei Robot, leggendo Abissi d’Acciaio, il primo dei romanzi che […]

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  5. […] Tutti i miei robot (Io robot, Il secondo libro dei robot e racconti vari) (The Complete Robot, […]

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  6. Posted by Federico Suriani on 19 gennaio 2014 at 16:03

    Letto il ciclo de robot, trovato assai interessante ed avvincente anche se trovo che non si riusciranno a creare robot di intelligenza pare a quella umana.

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  7. […] fine dell’eternità (The End of Eternity, 1955), Urania n.119, 1956 *Tutti i miei robot (Io robot, Il secondo libro dei robot e racconti vari) (The Complete Robot, 1982), per I Massimi […]

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  8. […] fine dell’eternità (The End of Eternity, 1955), Urania n.119, 1956 *Tutti i miei robot (Io robot, Il secondo libro dei robot e racconti vari – Contiene 31 storie scritte fra il […]

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  9. […] maggior parte dei racconti compresi in “Tutti i Miei Robot” descrivono un futuro che per noi è già passato. Asimov immaginava che già vent’anni fa ci […]

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  10. […] *Tutti i miei robot (Io robot, Il secondo libro dei robot e racconti vari – Contiene 31 storie scritte fra il 1940 e il 1977) (The Complete Robot, 1982), per I Massimi della Fantascienza n.9, Mondadori, 1985 […]

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  11. […] i robot di Asimov s’interrogano su cosa sia un uomo, cosa sia il bene e se il bene di una comunità debba prevalere […]

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  12. […] “Condanna a morte” parla di un mondo popolato solo da robot positronici, ma a parte questo il racconto non ha altri riferimenti con il “Ciclo dei Robot” o con i racconti di “Tutti i miei robot”. […]

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