SOCIAL BOOK NETWORK – Intervista a Carlo Menzinger per tesi di Laurea

Margherita Corradi

Margherita Corradi

Su anobii ho incontrato Margherita Corradi, una studentessa universitaria che sta preparando una tesi intitolata “Leggere social. Social book network e social reading” per il corso di laurea in Cultura e Storia del Sistema Editoriale dell’Università degli Studi di Milano. Mi ha chiesto di contribuire alla sua tesi facendomi intervistare in merito al mio rapporto con i Social Book Network. Ecco la trascrizione dell’intervista.

Ciao e grazie mille per la tua disponibilità a rispondere a questa breve intervista. Prima di tutto presentati brevemente, mettendo in luce la tua esperienza e la tua carriera editoriale.

Grazie a te. Spero che il resoconto della mia esperienza ti possa essere utile. Sono uno scrittore dilettante, nel senso che non vivo dei proventi dei miei libri, ma del mio lavoro in banca. Ho, peraltro, pubblicato vari libri sia come autore singolo, sia come co-autore, curatore o partecipando ad antologie o pubblicando su riviste. Te ne vorrei parlare dal punto di vista del contributo del web alla mia attività di scrittura, pubblicazione, promozione e distribuzione di libri. Il mio editore principale è una casa editrice genovese, Liberodiscrivere, che dispone anche di un sito di scrittura preesistente alla sua attività editoriale. Il mio romanzo “Il Colombo Divergente” nel 2001 fu selezionato dai frequentatori del sito e fu uno dei primi 5 romanzi pubblicati da Liberodiscrivere, che ormai conta centinaia di titoli. Mi considero quindi, fin dall’inizio, un autore internet. Il laboratorio di scrittura di www.liberodiscrivere.it è stato per me molto importante, perché al suo interno ho potuto sviluppare vari progetti. Il volume “Parole nel Web”, per esempio, riunisce tre brani scritti da me, tramite internet ed e-mail, con altrettanti autori, due dei quali conosciuti sul sito www.scritturafresca.org dove i testi hanno cominciato a prendere forma, per essere poi sviluppati su www.liberodiscrivere.it, che li ha anche pubblicati. Sempre sul sito della casa genovese ho riunito 18 autori e realizzato un’antologia di racconti, da me curata, intitolata “Ucronie per il Terzo Millennio”. Su Liberodiscrivere e tramite il mio blog sulla piattaforma (ora chiusa) di Splinder ho realizzato la mia prima “gallery novel”, come mi piace chiamare questo tipo di romanzi collettivi illustrati da diversi artisti. “Il Settimo Plenilunio” riuniva tre autori e 17 artisti, tra disegnatori, pittori e fotografi, che hanno contribuito a illustrare la storia. Un altro lavoro che senza la rete non sarebbe mai nato. Più di recente ho sottoposto il mio romanzo “La Bambina dei Sogni” al web per farlo revisionare e farmi suggerire come migliorarlo prima di pubblicarlo. Ho chiamato la cosa “web-editing”. La revisione è avvenuta in spazi diversi: Liberodiscrivere, Facebook, Splinder, Anobii (dove ho costituito il Gruppo “Web-Editing”). Alla fine ne ho realizzato due edizioni cartacee, autopubblicate mediante i siti Lulu e IlMioLibro (La Repubblica), e un e-book in vari formati, che regalo in copyleft. Attualmente, dopo averlo sottoposto al web-editing, sto facendo illustrare anche il secondo volume della serie “I Guardiani dell’Ucronia”, intitolato “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”. Altri lavori, invece, sono nati senza un particolare supporto della rete, come il thriller “Ansia Assassina” o i romanzi “Giovanna e l’Angelo” o “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” (i due illustratori, però, li ho trovati sulla piattaforma per blog Splinder).   Quali sono i social book network che frequenti? Sei iscritto anche a social network di altro genere (Facebook, Twitter, Linkedin, Google+…)? Frequento soprattutto anobii, ma sono iscritto anche a Goodreads. Oltre ai siti di lettura frequento però anche quelli di scrittura, da un po’ di anni soprattutto www.liberodiscrivere.it.

anobii

anobii

A quando risale la tua iscrizione ai social book network?

Ho frequento vari siti di scrittura come Scritturafresca, Liberodiscrivere, FIAE almeno dal 2000, ma ho scoperto i veri social book network (che sono invece soprattutto siti di lettura), direi intorno al 2008. Non ne ho mai trovato un altro completo e funzionale come anobii, che, nonostante parecchi problemi tecnici, rimane un ottima community. In passato, in realtà, c’erano alcune piattaforme generiche di blog, come Splinder che ho frequentato per alcuni anni, che svolgevano egregiamente la funzione di community per lettori e scrittori, bastava crearsi la giusta cerchia di contatti. Poi è arrivato Facebook è ha assassinato i blog, un po’ come i supermercati cancellano i piccoli negozi. Sopravvivono solo quelli fortemente specializzati come, appunto, anobii.

Da autore, come utilizzi questi siti? Pensi sia importante monitorare le recensioni che pubblicano i lettori relativamente ai tuoi libri?

Goodreads

Goodreads

Ho tentato forme di promozione tradizionale, come presentazioni, interviste, articoletti su giornali, ma i ritorni erano modesti. La rete invece mi consente di raggiungere quei lettori che amano il genere di libri che scrivo e, con sforzo minore, posso raggiungerne numerosi. Seguo sempre con interesse i commenti dei miei lettori, soprattutto quelli negativi, perché mi aiutano a migliorarmi. Inoltre, vedere quante recensioni e quanti lettori hanno i miei libri su anobii mi dà un’idea di quanto si sta diffondendo il libro. L’ultimo romanzo, per esempio, “La Bambina dei Sogni” ha già superato le 45 recensioni e i 200 lettori e questo mi fa sperare che i lettori effettivi possano essere almeno mezzo migliaio se non il doppio. Non posso saperlo con certezza perché distribuisco il volume in copyleft, quindi ognuno può scaricarlo e copiarlo gratis. Un libro che dichiara migliaia di lettori ed è presente solo in cento Librerie di anobii per me non è credibile. C’è qualcosa che non torna. Le recensioni dei miei libri sono quasi sempre positive e questo mi induce ad andare avanti, anche se, non avendo un editore importante, non riesco ad accedere alla grande distribuzione e alla promozione e le vendite sono ridotte. Ogni recensione è utile: se sono positive danno la forza per continuare, se sono negative ci aiutano a correggerci.

Nell’estate 2012, Goodreads ha avuto problemi di “bullismo”: alcuni autori si sono sentiti bersaglio non solo di critiche, ma anche di attacchi personali da parte di utenti del social book network. Ti è mai capitato di sentirti “attaccato” da un lettore?

Assolutamente mai, in tanti anni. Credo che se si ha un comportamento corretto e si accettano le critiche intavolando un dialogo, difficilmente si rimane vittime di questi nervosismi della rete. Purtroppo ho visto spesso autori che si irritano se le loro opere vengono criticate, ma questo è sempre sbagliato. Non si può pensare di piacere a tutti, ma ogni critica va analizzata, perché contiene sempre una certa dose di verità. È solo cogliendola che riusciamo a migliorarci. La rete è una cosa stupenda, che ci aiuta a crescere in tanti modi, ma dobbiamo imparare a usarla correttamente.

I gruppi e le discussioni che si sviluppano sono un buon veicolo per farsi conoscere?

Carlo Menzinger di Preussenthal

Carlo Menzinger di Preussenthal

Io credo che siano praticamente la sola strada valida per autori esordienti che non siano già famosi e non abbiano alle spalle una grande casa editrice che li sostiene come uno dei libri di punta dell’anno. Non ci si può aspettare crescite vertiginose, ma una crescita costante e regolare. Non riesco a capire quando si dice di alcuni libri che in poche settimane, da sconosciuti, vendono un milione di copie con il solo passaparola. Se si fanno due conti, mi pare matematicamente impossibile. Raggiungere cento lettori nella prima settimana è un’impresa quasi impossibile per un autore che si muove da solo, ma, mettiamo che qualcuno lo aiuti e ci riesca, pensate che questi cento lettori leggano il libro nel corso della settimana? Direi che prima che la metà di loro lo abbia letto sarà passato almeno un mese, a essere molto ottimisti. Di questi cinquanta lettori, ammesso che il libro sia un piccolo capolavoro, quanti lo avranno apprezzato? Dato che è un capolavoro, diciamo quaranta (i gusti sono gusti e ci sono autori bravissimi disprezzati da vari lettori). Quanti di questi quaranta pensate faranno passa parola? Sempre a essere ottimisti, diciamo dieci e immaginiamo che riescano a contattare ciascuno altri dieci lettori (sempre ottimistico). Sono cento lettori contattati. Quanti acquisteranno il libro? Dato che i commenti dei loro amici erano entusiastici, diciamo una decina. Cinque di loro lo leggeranno nel corso del mese e due lo suggeriranno ad altri venti amici. Insomma, come vedete si arriva in fretta al milione di copie! Questo è invece possibile solo se vengono collocate subito migliaia di copie, cosa che un esordiente che pubblica con una casa minore non potrà mai fare. Nei Gruppi di lettura in rete, invece, ci si conosce poco per volta, si fa amicizia e i libri buoni trovano un loro spazio, anche se di nicchia.  

Ogni quanto accedi ai social book network?

Mi collego ad anobii quasi tutti i giorni, come per il social network generalista Facebook, e ogni due o tre giorni a WordPress, che, pur non essendo un SBN, può essere utilizzato come tale, selezionando i post con etichette specifiche come “libri” o “letture”.  

Quali sono, a tuo parere, i punti di forza e di debolezza dei social book network a cui sei iscritto? Secondo te come evolveranno nel tempo?

Anobii è uno spazio molto grande in cui si possono incontrare persone con ogni tipo di gusto letterario, ma non è dispersivo, perché chi ha gli stessi gusti si riunisce in appositi Gruppi, su ogni tipo di tema. Purtroppo il sito ha alcuni malfunzionamenti tecnici che ne rendono l’uso a volte difficile, ma trovo ottima la possibilità di sapere chi ha un libro e se è disposto a scambiarlo. In questo modo si riescono a trovare testi non facilmente reperibili nelle librerie. È positiva anche la possibilità di dialogare sia nelle Librerie dei vari utenti, in base alle letture di questi, sia nei Gruppi, per argomenti. Mi piace molto il Gruppo “Due Chiacchiere con gli Autori” in cui si può entrare in contatto diretto con chi scrive o,se sei un autore, dialogare con i propri lettori. Sono molto utili anche le Catene di Lettura di questo Gruppo: libri offerti in prestito e passati di mano in mano. Ora stanno predisponendo una versione Beta di anobii. Ne so poco, ma credo che sarà più commerciale, qualcosa tipo Amazon o InternetBookShop. La cosa mi interessa meno. La tendenza è quella di far rendere i siti e incorporarci le vendite dei libri, purtroppo, è qualcosa che sarà difficile evitare, come la comparsa della pubblicità (molto cresciuta su Facebook ma ancora assente da Anobii).

I siti che utilizzi forniscono funzioni o possibilità particolari pensate per gli autori?

Come scrivevo sopra, in Anobii ci sono alcuni Gruppi dedicati agli autori. La possibilità di presentarsi direttamente ai lettori è importante. Non ci sono però spazi di Laboratorio per la scrittura. Per questo mi rivolgo ancora a Liberodiscrivere, anche se, negli ultimi anni si è molto ridimensionato come numero di utenti. Li ho un mio spazio, con scheda autore, elenco dei volumi pubblicati con loro e brani on-line. Il Laboratorio permette anche di selezionare i brani per genere.  

Sei soddisfatto dei servizi forniti dalle piattaforme che frequenti o vorresti esplorarne di nuove? Esse, se ben utilizzate, sono un mezzo utile per un autore che desideri emergere?

Wordpress

WordPress

Purtroppo non riesco a seguire più di poche piattaforme per volta. Uso Google Sites per il mio sito personale www.menzinger.too.it e WordPress per il mio blog https://carlomenzinger.wordpress.com/  (che parlano solo di libri, anche se le piattaforme non sono dedicate). Come Social Book Network, a parte i problemi tecnici, Anobii è ottimo. La mia Libreria è http://www.anobii.com/menzinger/books. Come laboratorio di scrittura uso invece Liberodiscrivere, dove ho una Scheda personale qui: http://www.liberodiscrivere.it/autori/schedaAutore.asp?AnagraficaID=1207. Come vetrina verso il mondo, una sorta di ripetitore, uso Facebook (http://www.facebook.com/carlo.menzinger).   Ogni spazio ha la sua funzione, ma credo che un autore debba essere presente almeno in uno per ciascuna categoria. Per farsi conoscere il migliore è anobii, ma va usato linkando a sito, blog e laboratorio, dove è possibile avere una maggior personalizzazione. Uno spazio che facesse tutto ciò sarebbe il massimo.

Conosci siti di social reading che consentono la condivisione di sottolineature e annotazioni nel testo? Se non li utilizzi ancora, pensi possa essere un servizio di tuo interesse e perché?

Anobii consente di inserire note, citazioni, commenti e recensioni ai libri letti, però sul sito ci sono soprattutto schede dei libri, non ebook scaricabili come su IBS o Amazon. Ora, però, i gestori di Anobii stanno attivando anche uno spazio per scaricare gratis gli ebook senza copyright.  

Secondo la tua opinione personale, le potenzialità di Internet possono aiutare il mondo dell’editoria a uscire dalla cosiddetta ‘crisi della lettura’ (-8,7% per la vendita di libri in Italia nel 2012) o, al contrario, rischiano di peggiorare la situazione? Come mai secondo te, se ci sono sempre meno lettori, i servizi di social book network e social reading sono in crescita?

Il modo di leggere sta cambiando radicalmente e le case editrici mi pare non l’abbiano ancora compreso pienamente. Non è solo questione di passaggio da un supporto cartaceo a uno elettronico. Questo è il primo passo. L’e-book apre la prospettiva di un diverso tipo di editoria. Gli editori devono capire che gli e-book devono avere prezzo zero e che questo  non vuol dire non poter guadagnare. Vendere oggi un e-book a un qualsiasi prezzo, anche pochi centesimi è come pretendere che qualcuno paghi per accedere a un sito. In passato ci hanno provato, ma i siti a pagamento sono sempre stati dei fallimenti. Non ne ricordo che abbiano funzionato. Per i libri sarà lo stesso. La carta rimarrà per le edizioni di lusso, la fotografia, l’arte e poco più. Il resto sarà elettronico e dovrà essere gratuito. Come? Mi pare l’uovo di Colombo, per come la soluzione è banale eppure non capisco perché non ci si sia ancora arrivati: la pubblicità. Gli e-book, ma anche i cartacei, si dovranno ripagare mediante la pubblicità veicolata. Ormai è elementare riuscire a trovare e-book di ogni tipo gratuitamente, un po’ come per la musica. Negli e-book, però, è più facile inserire réclame. Non puoi interrompere una canzone di tre minuti con un avviso promozionale. Si deve mettere all’inizio. Nei libri è possibile averne all’inizio, alla fine e, con moderazione, all’interno. Nessuno si stupisce della pubblicità nei giornali: perché dovrebbe essere un tabù averla nei libri? La TV sempre più evoluta ruba certo spazio alla lettura, ma non ho la percezione che ci siano meno lettori. Credo siano le vendite a precipitare, perché gli editori non hanno ancora capito il semplice concetto che ho appena illustrato. Gli e-book circolano gratuitamente in rete. Non si riesce più a sapere in quanti li leggono. Il solo modo per capire se vengono letti per me sono siti come anobii. Se un libro è presente in cento librerie, forse ha venduto, poniamo, un migliaio di copie. Anobii rappresenta solo una porzione di lettori, ma dà un’idea di quali libri tirino veramente. Quando vedo un titolo molto letto e commentato, mi incuriosisco. Leggo i commenti e magari mi procuro il libro. Tutto gira lì. Non ho bisogno di altri canali per informarmi. La libreria come luogo fisico ha la vita breve. I libri si scelgono sugli scaffali virtuali dei nostri amici virtuali e a volte sono loro a farceli avere. Conta di più un loro parere di una recensione su un giornale. Qualcuno ha provato a immettere in rete commenti fasulli, ma la gente si conosce. Se un editore si inventa cento avatar e commenta solo i suoi libri, si capisce subito. La rete è limpida. Le informazioni sono più attendibili delle recensioni mercenarie sui media. C’è poi un altro fenomeno che l’editoria non ha ancora compreso: il TTS, il Text-To-Speech, la possibilità data dai sistemi di intelligenza artificiale per il riconoscimento dei testi, mediante i quali un e-reader riesce a riconoscere un testo in qualunque formato e a trasformalo in voce! Io nel 2012 ho cominciato a leggere mediante TTS e la quantità di libri che riesco a leggere in tal modo continua a crescere! Usando il viva-voce o l’auricolare, ascolto pdf, epub, mobi, doc e ogni altro tipo di file, letti da una voce sintetica. Questo mi permette di dedicare all’audio-lettura il tempo in cui guido o cammino o faccio sport! Ore guadagnate per i libri! Eppure sono ancora pochi gli e-reader ad avere il TTS (io uso Leggo di IBS) e quasi nulla è la promozione di questo strumento, che potrebbe far aumentare di buone percentuali letture e vendite!

Grazie per aver dato un contributo alla mia ricerca. Concludi liberamente, con una riflessione finale, un appunto o un messaggio che desideri veicolare attraverso questo lavoro di tesi.

Recensione Leggo IBS PB603 e-Reader

Leggo IBS PB603 e-Reader

Da amante dei libri, come autore e lettore, non posso che sperare che la grande rivoluzione in atto, per me superiore a quella dell’invenzione della stampa a caratteri mobili e forse persino a quella della carta o della scrittura, possa portare a una fortissima democratizzazione della lettura. Credo che, come Gutemberg ha reso possibile portare i libri, prima retaggio della nobiltà e del clero, nelle famiglie borghesi, così l’e-book potrà portarli nelle tasche, negli e-reader, nei tablet e nei cellulari della gente di tutto il mondo, avviando un processo di alfabetizzazione culturale senza pari. Penso, più che all’Europa, alla Cina, all’India e a tutto quello che chiamavamo il Terzo Mondo, dove i figli di persone analfabete potranno tenere in tasca, tutti assieme, migliaia di volumi, reperiti gratuitamente in rete e disporre così di immense biblioteche quali solo pochi potevano avere o usare nell’antichità.  

Buona giornata e ancora grazie!

Margherita 🙂              

Grazie a te e buone letture!

Carlo.

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