IO SONO UNO SCRITTORE

Giorgio Faletti - Io sono Dio

Giorgio Faletti – Io sono Dio

Io sono Dio” credo sia il quarto romanzo scritto dall’ex-comico Giorgio Faletti e il secondo suo che leggo. Come scrive nei ringraziamenti finali, “chi ha letto questo romanzo ha capito che non c’è nulla di autobiografico nel titolo. A chi non l’ha letto e pensa che ci sia, lascio intatta questa presunzione che mi onora”.

In effetti, trai suoi detrattori c’è certo stato chi avrà detto: “uffa, ‘sto Faletti, prima si crede un comico, poi uno scrittore, ora pensa pure d’essere Dio”! Uno che cambia mestiere e ha successo e qualcosa che non a tutti va giù.

Faletti però se era un comico simpatico è certamente un buon autore, anche se ha ancora certi vezzi che, pur essendo il suo stile, il suo carattere distintivo, appesantiscono la lettura. Mi riferisco soprattutto all’uso un po’ barocco che talora fa degli aggettivi.

Sfoglio ora il volume alla ricerca di un esempio da citare, ma non lo trovo, perché in effetti sono solo piccole frasi, che compaiono qua e là in una lettura per il resto moderna e scorrevole. Ho anche visto e contato due o tre refusi, sciocchezzuole, che però un editore importante come Baldini Castoldi Dalai non si dovrebbe far sfuggire.

Io sono Dio” non è dunque un’autobiografia teologica, ma un bel thriller con tanto di serial killer industriale: uno che le persone le fa fuori varie decine per volta.

L’ambientazione è statunitense e l’atmosfera è quella da post-11 settembre 2001 (ormai un decennio fa!), con le angosce tipiche da fobia anti-terroristica e i personaggi sono reduci del Vietnam. In America ci sono stato l’estate scorsa ed erano ancora terrorizzati: controlli ovunque!

Insomma, Faletti prende le due grandi paure americane e ci fa sopra il suo romanzo. E ci mette anche nel mezzo un bel centro per il recupero dei drogati, tanto per aggiungere un’altra delle angosce occidentali.

Il tipo che va in giro a far saltare palazzi con esplosivo a base di napalm ha velleità religiose e dichiara la propria divinità. Anche i delitti hanno una (esile) chiave di lettura biblica, ma siamo su un terreno assai lontano da quello del Codice da Vinci.

Giorgio Faletti

Giorgio Faletti

La trama è ben disegnata e scorre fino al finale, che può avere la capacità di sorprendere, con personaggi robusti e ambientazioni credibili.

Insomma, chi l’ha detto che un comico non possa diventare uno scrittore serio? Qualcuno non gli perdona il suo giocare con i sentimenti e con i grandi drammi esistenziali e politici, ma è esattamente quello che fanno la maggior parte degli autori di successo. Perché lui non dovrebbe?

 

Firenze, 23/08/2011

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