LA DISPERSIONE ENERGETICA DI McEWAN

Ian McEwan - Solar

Ian McEwan – Solar

Ian McEwan – SolarMichael Beard, secondo la quarta di copertina di “Solar”, nuovo romanzo di Ian McEwan, è “un personaggio improbabile per la soluzione dei problemi energetici del pianeta; ma perfetto per una commedia di rara cattiveria come Solar”.

Ora è vero che questo Premio Nobel, calvo, basso, grasso e donnaiolo non sia il massimo della simpatia, pur riuscendo a sposarsi ben cinque volte, e che si muova emotivamente con la grazia di un elefante, ma tutta questa “cattiveria” in “Solar” non l’ho vista.

Nel primo risvolto di copertina si legge anche che “pochi autori riescono come McEwan a far appassionare il lettore ai destini di personaggi quantomeno discutibili, <<eroi>> che attraggono in misura proporzionale al disgusto che suscitano”.

Si vede che chi ha scritto questo commento non è mai stato in Italia: uno qualsiasi dei nostri politici è in grado di suscitare in noi maggior disgusto e ad attrarre ugualmente una quantità esagerata di voti!

La trama di “Solar” sarebbe piuttosto suggestiva: un Premio Nobel antipatico e ormai incapace di slanci creativi, incontra un giovanotto brillante che gli prospetta la soluzione finale per i problemi energetici del pianeta. Il ragazzo muore e l’odioso scienziato si appropria delle sue idee. Potrebbe poi non esser male l’idea di condire il tutto con i rapporti con le sue quattro ex-mogli e soprattutto con l’attuale, che lo cornifica proprio con il giovanotto in questione. Peccato però che alla fine non si capisca se l’autore voglia farci leggere una sorta di romanzo biografico sulla vita di questo Nobel immaginario, condurci verso ipotesi fantascientifiche o raccontarci un giallo con omicidio e furto. Nessuno di questi sviluppi prende concretamente corpo. E c’è persino una piccola parte con ambientazione polare di tipo avventuroso!

Ian McEwan

Ian McEwan

Rispetto alla trama principale la maggior parte del romanzo suona come una divagazione, una serie di episodi utili forse a descrivere meglio il famigerato Michael Beard, ma poco a far avanzare la storia. Solo alcuni poi hanno una vera efficacia, come l’episodio della drammatica pisciata al polo nord, da cui il protagonista esce mi pare anche troppo bene e l’inseguimento dell’orso polare (il viaggio all’artico però occupa solo poche pagine del volume, mentre ci si sarebbe potuto costruire un intero romanzo), lo scontro con il muratore, il simpatico episodio delle patatine sul treno o la morte del giovanotto, da cui tutto si snoda. Altri episodi li ho già dimenticati per quanto poco valevano.

Insomma, ultimamente mi sta capitando un po’ troppo spesso di legger libri di successo e restare piuttosto deluso. Questo non è stato certo il peggiore, anzi, in qualche modo si salva e se l’avesse scritto un esordiente pubblicandolo con Lulu l’avrei certo osannato, ma da un autore affermato e edito da Einaudi mi aspetto di più e non mi pare che basti il pregio di sollecitare l’attenzione verso i problemi dell’effetto serra e dell’esigenza di energie alternative al petrolio, anche perché non lo fa poi in modo troppo convincente.

 

Firenze, 14/07/2011

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2 responses to this post.

  1. […] Di McEwan, tempo fa, ho letto anche Solar e rileggendo ora il mio commento di allora, noto le stesse conclusioni: belle idee, ma senza il […]

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