IL FASCINO DEL LUOGO COMUNE

Kahlil Gibran - Il Profeta

Kahlil Gibran – Il Profeta

Di Gibran mi era capitato di leggere alcune massime e alcuni commenti entusiastici. Reduce così dalle letture di altri libri come “Il Piccolo Principe”, “Il Gabbiano Jonathan Livingstone”, “Candido”, “L’Alchimista” o “Il Donatore”, mi aspettavo di trovare nelle pagine de “Il Profeta” di Kahlil Gibran qualcosa di simile: un libro che nella sua semplicità sapesse essere grande e denso di contenuti, all’apparenza magari un po’ scontati, ma nella sostanza con una propria profondità.

L’esito della lettura è stato quindi deludente, innanzitutto perché siamo a mille miglia dalla letteratura. “Il Profeta” non è, infatti, un romanzo, ma neppure un’opera teatrale e anche se viene definito una raccolta di saggi poetici, di poesia non ne contiene molta e anche la saggezza dispensata mi pare spesso a buon mercato.

Il Profeta” è un monologo in cui si succedono numerosi aforismi, alcuni apprezzabili, molti interessanti, altri banali.

Si dice che con quest’opera Gibran si sia posto aldilà della religione, in particolare delle due fedi monoteiste delle nazioni in cui è vissuto, Libano e Stati Uniti d’America, toccando le radici comuni a ogni credo.

Kahlil Gibran

Kahlil Gibran

Diciamo che ha toccato temi del comune sentire e che quindi facilmente sono accolti in diverse confessioni, dalla cristiano-maronita (da cui proviene), all’islamica, fino al cattolicesimo e al buddismo.

Alcuni pensieri hanno, infatti, un certo fascino e una valenza che supera i confini delle culture locali, si pensi alle affermazioni:

Voi siete gli archi dai quali i figli vostri, viventi frecce, sono scoccati innanzi” (pag. 29).

Più profondamente scava il dolore nel vostro essere, e più è la gioia che potete contenere” (pag. 49).

In verità la brama di comodità uccide la passione dell’anima, e poi ridendo va al suo funerale” (pag. 55).

Come vorrei vedervi accogliere e sole e vento con la pelle del corpo e non con i troppi indumenti” (pag. 57).

È nello scambiarvi i doni della terra che troverete l’abbondanza e sarete appagati. Ma se lo scambio non avverrà nell’amore e nella giustizia generosa, condurrà alcuni all’ingordigia e altri alla fame” (pag. 61).

Quale pena infliggete a colui che uccide nella carne me è lui stesso ucciso nello spirito? (pag. 69).

Che dire dello zoppo che ha in odio i danzatori?” (pag. 71).

Voi parlate quando cessate di essere in pace con i vostri pensieri” (pag.95).

La vostra bontà sta tutta nella nostalgia che avete per il gigante che è in voi: ed è una nostalgia che tutti avete” (pag. 105).

Come avrei potuto vedervi se non da molto in alto  e da lontano?” (pag. 135).

Solo ieri ci incontrammo dentro un sogno” (pag. 139).

Se dopo aver letto le citazioni che ho riportato pensate che questo libro possa contenere molto di più, leggetelo, ma per quanto mi riguarda, credo che quel che “il Profeta” mi ha lasciato sia tutto contenuto in queste poche righe.

Firenze, 13/07/2011

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5 responses to this post.

  1. Lo conosco solo e molto bene per la storia dell’arco e delle frecce che detesto quando mi viene ribadita da coloro a cui la freccia va esattamente nella direzione desiderata ….. Un sorriso
    Milena

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  2. Già. I figli somigliano poco a frecce e tendono ad andare dove gli pare!

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  3. Purtroppo ho avuto dei sospetti su Gibran per il fatto che, dall’inizio della mia attività di blogger (quindi anni), non ho fatto altro che incontrarne aforismi appiccicati nelle colonne laterali di tanti ma tanti blog, da farmi venire la nausea, anche perché ne esalava una banalità sconcertante… Del resto troppe delle frasi scelte a questo scopo nei blog hanno origini dozzinali… Non voglio sembrare snob, mi dispiace, però è un fatto che la mediocrità nella blogosfera è l’arma vincente.
    Quindi, non ho letto ‘Il profeta’, ma mi fido senz’altro di questa opinione!
    Ciao, buona serata
    Aurora

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  4. […] Gregory, La solitudine dei numeri primi, Esercizi di stile, Mille e una luna, L’uomo greco, Il Profeta, Il Trono di Spade, Uomini che odiano le Donne, Alexandros, Io sono Dio e […]

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