LA PIÙ GRIGIA DELLE DISTOPIE

La Strada - Cormac McCarthy

La Strada – Cormac McCarthy

La Strada” di Cormac McCarthy è grigia di cenere. “La Strada” di Cormac McCarthy è deserta e priva di vita. “La Strada” di Cormac McCarthy è pericolosa e cupa. “La Strada” di Cormac McCarthy non arriva da nessuna parte. “La Strada” di Cormac McCarthy ti colpisce al cuore come una lama che poi non voglia più uscire. Lungo “La Strada” di Cormac McCarthy ci sono solo un uomo e un bambino, senza nome, senza volto e senza età. L’uomo e il bambino percorrono da soli la loro via verso sud, attraverso luoghi senza nome, in un’epoca futura ma senza date. Loro stessi non hanno bisogno di un nome, dato che non ci sono altri con cui confonderli. Certo ci sono anche i “cattivi”, ma i “cattivi” non sono più umani, non “portano più il fuoco”, sono esseri spenti e malvagi, che mangiano i bambini ma anche gli adulti. Sono pochi ma pericolosi. Il bambino è figlio dell’uomo e l’uomo è il padre del bambino. L’uno è il mondo dell’altro. Se uno dei due dovesse mancare, l’altro non potrebbe andare avanti o così crede.

Il mondo che attraversano è il più grigio dei mondi distopici che si possa immaginare. C’è stata un’apocalisse ma non sono morti tutti subito. Cosa l’abbia causata non lo sappiamo. L’autore non ce lo dice e non importa. Potrebbe essere stata una catastrofe nucleare, ma non si parla di radiazioni, solo di alberi bruciati, cenere, asfalto che si è sciolto. Più probabilmente è stato l’effetto di un enorme meteorite o magari di una colossale eruzione, che ha rilasciato le sue ceneri ovunque, nascondendo il sole. Ma non importa. Fa sempre freddo. Troppo freddo. Un freddo fisico ma anche morale. L’uomo e il bambino viaggiano verso sud, alla ricerca del calore, ma continuano a gelare.

L’apocalisse si è verificata tempo fa. I sopravvissuti hanno fatto il resto. Hanno devastato, depredato, distrutto. Il cibo è finito e sono divenuti cannibali e cattivi. Anche se la rovina forse è stata opera della natura, il vero pericolo è l’uomo. L’uomo senza umanità. Un uomo troppo moderno nella sua mancanza di ideali e morale.

L’uomo e il bambino vanno avanti, anche se non c’è nulla in grado di alimentare la speranza, il piccolo fuoco che si portano dentro. Eppure continuano a cercare. Non sappiamo cosa. Forse il calore del sud, forse i “buoni”, forse un’oasi. In realtà sopravvivono e basta. Malamente. A fatica. A volte sembra che non ce la facciano.

La Strada - Il Film

La Strada – Il Film

La loro è una storia essenziale e primitiva e per questo la più vera e forte e amara e penetrante che si possa immaginare. Una storia così basilare da poter diventare eterna. Un piccolo capolavoro del genere più intenso che la letteratura conosca: un romanzo sulla sopravvivenza, come “Robinson Crusoe” di Defoe, come “La bambina che amava Tom Gordon” di King, come “Io sono Leggenda” di Matheson, come il ciclo di Ayla della Auel. Qui però c’è in più l’aggiunta di un mondo distopico agghiacciante, più cupo di quello di “Blade Runner” o di “Matrix”, descritto con un linguaggio scarno, con dialoghi in cui le virgolette non compaiono, quasi forse un inutile vezzo in una storia di privazioni come questa, in cui i luoghi sono così privi di umanità che dar loro un nome sarebbe inutile: gli scivolerebbe via come pioggia sulla cenere. E non ci sono neppure i capitoli, ma non ci si fa caso, perché non vorremmo mai smettere di leggere, non vorremmo mai fermarci, per paura di gelare anche noi. “La Strada” di Cormac McCarthy va percorsa fino in fondo. Non importa che non conduca a nessun lieto fine o a nessun evento risolutivo. Ugualmente bisogna andare avanti. Chi si ferma è perduto. Chi apre il libro non può chiuderlo fino a quando l’avrà finito e dopo… dopo gli resterà per sempre dentro. L’uomo e il bambino non potranno morire, perché saranno nel cuore di chiunque abbia letto la loro storia fredda e tagliente e aspra.

Cormac McCarthy

Cormac McCarthy

Una storia in cui il passato è sconosciuto, il futuro misterioso, il presente ridotto al piccolo mondo di due corpi in movimento lungo una strada. Due corpi mossi da una piccola fiammella. Una fiammella quasi invisibile, ma sufficiente a sciogliere il gelo che li circonda. Una storia in cui il lettore può immaginare quasi tutto se vuole, le ragioni e le forme dell’apocalisse, lo stato del mondo, il suo futuro, la vita dell’uomo (di cui sappiamo pochissimo), il nome dei protagonisti, i loro pensieri. Cormac McCarthy non ci dice quasi nulla. Anche per questo ha scritto un capolavoro: un romanzo che si lascia sognare da chi lo legge.

Firenze, 18/05/2011

 

Questo articolo è comparso anche sul n. 10 (“Apocalisse”) della rivista IF – Insolito & Fantastico.

 

Tra tutti i libri che ho letto nel 2011 e 2012, credo che questo sia il migliore.

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18 responses to this post.

  1. […] 2011 è stato un anno di belle letture. Al primo posto segnalerei La Strada di McCarthy, il miglior libro tra quelli letti quest’anno e forse anche in passato. In classifica lo farei […]

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  2. […] che si ritrova spesso nelle vicende post-apocalittiche come “Io sono leggenda” di Matheson o “La Strada” di McCarthy, tanto per citare due ottimi esempi tra quelli che ho letto più di recente o nelle […]

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  3. […] gli ultimi cento libri che ho letto uno dei migliori (forse il migliore in assoluto) è stato “La Strada” (vincitore del Pulitzer per la narrativa) di Cormac […]

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  4. […] aver letto un altro autore texano come Cormac McCarthy (“La Strada” e “Non è un Paese per Vecchi”) verrebbe proprio da pensare che il Texas non sia un posto da […]

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  5. […] sul n. 10 di IF – Insolito & Fantastico “La Strada” di Cormac McCarthy, uno dei più bei romanzi che abbia letto negli ultimi anni e certo una delle […]

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  6. […] siamo ai notevoli livelli narrativi del romanzo di Cormac McCarthy “La Strada”, ma se ne respirano atmosfere simili. Se lì, ad attraversare un paese violento, c’erano due […]

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  7. […] fuori, non è davvero “un paese per vecchi”, è un mondo persino più spietato di quelli di McCarthy, anche perché si percepisce come reale. È una Cina fatta di contadini o di figli di contadini, […]

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  8. […] a vicende fantascientifiche come “Io sono Leggenda” di Matheson, “Darwinia” di Wilson, “La Strada” di McCarthy, a film come “127 Ore”, “Frozen”, “In the Wild”. In particolare, ho […]

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  9. […] tale. Se la Munro descrive davvero un mondo crudele e deprimente, allora cosa dovremmo dire di McCarthy? Tra l’altro, quest’anno il Nobel l’avrei dato a lui, […]

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  10. […] primo posto segnalerei La Strada di McCarthy, il miglior libro tra quelli letti quest’anno e forse anche in passato. In classifica lo farei […]

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  11. […] o a non definire le cause della variazione ambientale (vedi “Il labirinto” di James Dashner, “La strada” di Cormac McCarthy, “La Torre Nera” di Stephen […]

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  12. […] È per questo che ci affascinano telefilm come “The walking dead” o “Lost”, romanzi come “La strada” di Cormac Mc Carthy, “Robinson Crusoe” di Defoe, “Io sono leggenda” di Richard Matheson […]

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  13. […] 10 – “La più grigia delle distopie” […]

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  14. […] Non siamo ai toni assurdi del pulp “Notte al Drive-In” ma piuttosto dalle parti di altri romanzi di Lansdale come “Acqua buia” e “Cielo di sabbia”. In tutti si descrive un’America di provincia che sopravvive a fatica, cattiva e violenta, quasi come in un romanzo del suo conterraneo McCarthy. […]

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  15. […] che sopravvive a fatica, cattiva e violenta, quasi come in un romanzo del suo conterraneo McCarthy. Insomma, Lansdale riesce a spaziare dal realismo fantastico al pulp surreale, mantenendo la […]

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  16. […] per esempio, con altre storie di sopravvissuti solitari come “Io sono leggenda” di Matheson, “Sulla strada” di McCarthy o con il citato telefilm “Dead man walking”, ma di certo è meglio di “Memorie […]

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  17. […] “La notte del Drive-in” e “Deadman’s road”, come nei romanzi del suo conterraneo McCarthy, ma, rispetto a questo autore, i toni di Lansdale sono più surreali e quasi grotteschi, ma non per […]

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  18. […] a opere successive dal sapore post-apocalittico come “Io sono leggenda” di Matheson o “La strada” di […]

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