FINALMENTE UN REALITY DOVE I PARTECIPANTI VENGONO ELIMINATI DAVVERO!!

IL REALITY DEI GLADIATORI

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Hunger Games – Suzanne Collins

Hunger Games” di Suzanne Collins racconta di un futuro distopico in cui il mondo abitato, a seguito di guerre devastanti, è ridotto a una capitale (banalmente definita Capitol City) e 12 Distretti, più un tredicesimo che fu distrutto anni prima.

Capitol City, dopo le ribellioni di circa 75 anni prima domina i Distretti con pugno di ferro e, come un futuribile Minotauro, richiede il sacrificio mediatico, rituale e ricorrente, di alcuni giovani. Ogni Distretto deve fornire ogni anno un ragazzo e una ragazza, che vengono sorteggiati il Giorno della Mietitura. I 24 tributi così scelti si affronteranno in arene ogni anno diverse e solo uno di loro potrà uscirne vivo. Insomma, nulla di nuovo, sembrerebbe: i soliti giochi gladiatori.

La differenza rispetto al Panem (nome, guarda caso, della nazione che riunisce i Distretti) et Circenses di romana memoria è che lo spettacolo si guarda da casa in TV, comodamente seduti in poltrona, e somiglia tragicamente a un reality, con le sue interviste, con i tributi/ candidati che vengono eliminati uno a uno, con le recite dei partecipanti. A differenza de “L’Isola dei Famosi” qui la gente, anziché fare una dieta forzata, muore davvero di fame, quando non ci pensano le insidie dell’arena e i gli altri tributi / gladiatori a eliminarli.

Suzanne Collins

Suzanne Collins

Il romanzo può essere letto dunque anche come una critica del sistema mediatico, dei reality e della TV Spazzatura.

Non è per questo però che mi piaciuto. Innanzitutto è una storia emozionante. La protagonista Katniss riesce più volte a colpire la sensibilità del lettore. Nel terzo volume della serie che inizia con questo romanzo, quando i ribelli si interrogano su cosa abbia fatto Katniss per farsi amare dal pubblico, Suzanne Collins fa persino un elenco dei trucchi mediatici utilizzati dalla sua eroina (e da lei stessa! – facendoci capire quanto l’autrice stessa sia ben consapevole che certe scene sono costruite ad arte per emozionare i lettori). Se non si fa caso a questo, in effetti, il trucco funziona!

Personalmente quello che ho amato di più è l’ambientazione. L’arena non somiglia affatto a un circo romano: è uno spazio selvaggio, con lago e boschi. I tributi lottano tra loro, ma anche per sopravvivere nella natura, con la natura e, persino, contro la natura. È il grande scontro tra l’uomo e questa. Il ritorno alle origini. Quello che fa grandi romanzi come il ciclo di “Ayla, Figlia della Terra” della Auel, cui ho pensato spesso leggendo queste pagine, vista la somiglianza tra le protagoniste, o mie letture più recenti come “La Bambina che amava Tom Gordon” di King (qui la protagonista è persino più giovane), “Darwinia” di Wilson o gli infiniti episodi delle sei stagioni di Lost, per non parlare di classici per ragazzi come “Robinson Crusoe” di Defoe, “L’Isola Misteriosa” di Verne e di tutti i naufragi possibili o tutti i sopravvissuti immaginabili, come il padre e figlio de “La Strada” di McCarty o il protagonista di “Io sono leggenda” di Matheson.

VENTO DI RIVOLTA NELL’ARENA

Hunger Games - the movie

Hunger Games – il film

Nel secondo volume della serie ideata da Suzanne Collins, “La Ragazza di Fuoco”, gli organizzatori dei Giochi della Fame (Hunger Games), poiché si sono trovati incastrati, da un trucco della tenace Katniss, a proclamare, per la prima volta in 74 anni, due vincitori (e quindi due sopravvissuti) anziché uno, decidono di vendicarsi di lei, proclamando, in occasione del settantacinquesimo anniversario dei giochi, l’Edizione della Memoria, una competizione non più tra ventiquattro ragazzi “qualunque”, ma tra ventiquattro tributi/ gladiatori, un maschio e una femmina per ogni Distretto, selezionati tra i vincitori delle precedenti edizioni. Poiché Katniss è la sola ragazza in vita ad aver mai vinto per il Dodicesimo Distretto, il suo sorteggio è automatico. Assieme a lei scenderà a combattere per lo stesso Distretto anche l’amato Peeta. Questa volta non ci dovranno essere eccezioni: uno solo ne uscirà vivo. I due innamorati (ma Katniss è combattuta tra il nuovo amore Peeta e il vecchio amico Gale) dovranno accettare che uno dei due muoia. Ciascuno di loro cerca di tenere in vita l’altro.

Suzanne Collins - La Ragazza di Fuoco

Suzanne Collins – La Ragazza di Fuoco

Anche questa volta c’è un trucco finale, sempre a opera di Katniss, che fa saltare l’intera arena. Come un deus-ex-machina arrivano i ribelli a salvare i tributi sopravvissuti e si portano via Katniss. Anche Peeta è vivo.

In questo secondo volume, dunque, alla trovata del reality gladiatorio e alla lotta dell’uomo (o della ragazza) contro la Natura, si aggiunge l’insurrezione dei Distretti contro la tirannia decadente di Capitol City.

In questi tempi in cui in Italia e buona parte d’Europa si respira un’aria pesante e la protesta monta, non stupisce che anche questo episodio abbia saputo emozionare il pubblico, sempre più desideroso di svolte rivoluzionarie che tolgano di torno una classe politica ladra e corrotta, non molto dissimile dai molli ma crudeli abitanti di Capitol City. Ci si stupisce dunque quasi che Suzanne Collins viva nel Connecticut e non in qualche provincia italiana.

La Ragazza di Fuoco”, essendo un sequel, presenta alcune parti un po’ ripetitive, che servono a ricordare a chi avesse letto troppo tempo prima o non abbia letto affatto “Hunger Games”, cosa sia accaduto nel primo romanzo. I protagonisti, poi, non sono tutti giovani e questo si sente. Inoltre, la divisione in tre parti/ ambienti (il tour dei Distretti, la gara nell’arena e la ribellione), rende l’opera meno omogenea, unitaria e scorrevole del primo romanzo. Il finale sospeso, rende infine (purtroppo) indispensabile procedere con la lettura del volume successivo “Mockinjai” o “Il Canto della Rivolta”.

 

Firenze, 17/06/2012

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

 

Katniss - Hunger Games

Katniss – Hunger Games

Mockinjai” o “Il Canto della Rivolta” è il terzo volume della serie “Hunger Games” ideata da da Suzanne Collins e ci fa scoprire la potenza e la debolezza del perduto Tredicesimo Distretto, che nel primo volume credevamo distrutto per sempre. Qui veniamo a sapere che per 75 anni i suoi abitanti sono sopravvissuti nascondendosi sotto terra e creando armi sempre più potenti e ora sono in grado di fronteggiare la supremazia tirannica di Capitol City. Sono loro a guidare i ribelli che hanno salvato Katniss e gli ultimi Tributi sopravvissuti durante l’Edizione della Memoria degli Hunger Games. Katniss scoprirà però che la loro organizzazione non è meno rigida e severa di quella di Capitol City e mostrerà ancora una volta il suo spirito ribelle.

Suzanne Collins - Mockinjai

Suzanne Collins – Il Canto della rivolta

Anche questo terzo volume riesce a essere coinvolgente, ma l’idea di trasformare la vittima sacrificale/ gladiatrice Katniss in un simbolo mediatico della rivolta (un Mockingjai) e farla di nuovo affiancare da uno staff di costumisti e truccatori come durante lo spettacolo degli Hunger Games appare assai meno credibile e comunque come una variante di un’idea ormai già pienamente sfruttata.

Anche il suo conflitto interiore tra l’amore/amicizia verso Gale e l’amore/rivalità verso Peeta cerca nuove strade, ma convince assai meno che nei precedenti episodi.

Da una lettura complessiva della serie si ricava l’impressione che un volume solo, il primo, con una ventina di pagine conclusive in più sarebbe in fondo bastato.

Firenze, 8/7/2012

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12 responses to this post.

  1. […] 26)  Hunger Games – Suzanne Collins (ebook) […]

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  2. […] al recente successo planetario di autrici fantastiche come J.K. Rowling o fantascientifiche come  Suzanne Collins (quanti dei loro lettori pensano a queste etichette?), alle distopie di Kazuo Ishiguro, al […]

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  3. […] Crusoe” di Defoe, a “Nelle Terre Estreme” di Krakauer, a (sebbene sia anche altro) “Hunger Games” della Collins, a “La Bambina che amava Tom Gordon” di King, ad “Ayla Figlia della Terra” […]

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  4. […] vi succede e con le piccole e grandi battaglie affrontate dai radurai, fa pensare all’arena di “Hunger Game”, anche se il pubblico sembra assente e se c’è si nasconde dietro quei piccoli marchingegni da […]

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  5. […] aliene, di cui la fantascienza è piena. Talora nascono da distorsioni dell’apparato sociale (“Hunger games”) che usa in modo perverso la scienza (“Non lasciarmi” di Ishiguro, “Il donatore” di […]

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  6. […] saga cui questa somiglia di più, mi parrebbe piuttosto “Hunger Games” di Suzanne Collins, sia per la moria dei partecipanti (alla “ne rimarrà solo uno”, tipo […]

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  7. […] assai diversa da altri romanzi adolescenziali in voga di questi tempi (“Hunger games”, “Il labirinto”, “La via di fuga”, “Divergent”, “Twilight” e altre storie di […]

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  8. […] come protagonisti dei ragazzi, accanto al ciclo di “Harry Potter” della Rowling, a quello di “Hunger games” della Collins, alla serie di “Twilight” della Meyer  e a quello de “Il labirinto” di […]

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  9. […] cose già dette negli altri due. Un altro esempio di questo difetto potrebbe essere il ciclo “Hunger games”. Non è il caso di King, che con coraggio ci lancia subito nell’arena. I re non cercano il […]

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  10. […] romanzo di fantascienza sociologica, insomma, in qualche modo imparentato con “Hunger games”, se non altro per la centralità del gioco nella vita sociale, e ricco di riflessioni […]

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  11. […] primo racconto (“Il premio del pericolo”) è una sorta di anticipazione di “Hunger Games” e dei reality con un tale che partecipa a trasmissioni televisive con giochi sempre più […]

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  12. […] in uno spettacolo e lo sport in morte, anticipando, con questo romanzo del 1979, opere come “Hunger games” (2008) di Collins e “Maze Runner” (2009) di Dashner e, soprattutto, il nostro tempo con i […]

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