Oltre il Giordano – La solitudine dei matematici

La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano

Finalmente ci sono riuscito. Ho letto “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano. Un libro di cui avevo sentito parlare molto bene alla sua uscita e di cui mi era capitato di leggere commenti contrastanti anche se in prevalenza positivi in seguito. Si tratta del primo romanzo di un esordiente italiano piuttosto giovane, almeno rispetto a me, essendo nato nel 1982, quando io già stavo finendo il liceo.

È un romanzo il cui primo capitolo mi ha fatto subito pensare a quel piccolo capolavoro di Stephen King intitolato “La bambina che amava Tom Gordon”, con la piccola Alice persa tra le nevi montane. Solo che qualcosa da cui King ha tirato fuori un intero, emozionante romanzo, qui si esaurisce in sole nove pagine. Del resto sapevo già che il libro parlava d’altro e non del rapporto di una bambina con la montagna e la natura (peccato!).

Anche il secondo episodio potrebbe essere un buon incipit per una storia horror, con il bambino che “elimina” la sorella gemella deficiente. Ma Giordano decisamente non è King! Quella che ci regala è la storia di una “remotissima vicinanza” (come definivo il rapporto trai protagonisti di “Giovanna e l’angelo”, il cui tema, in fondo, è lo stesso), la storia di due “numeri primi gemelli” (come spiega Giordano sono due numeri primi separati tra loro solo da un altro numero, come il 17 e il 19, per intendersi), la storia di due persone che sembrano fatte per stare l’una con l’altro, ma che non riescono mai a colmare questa distanza che li separa.

Numeri primi

Numeri primi

È anche una storia sulla malattia dello spirito e della mente. Alice è decisamente anoressica  e Mattia, con la sua passione per i numeri sfiora l’autismo, ma il suo personaggio non raggiunge certo gli estremi – e il fascino – dei protagonisti di storie come “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, di “Rain man” o magari di “Oltre il giardino”.

Eppure qui la malattia non sembra raggiungere gli estremi, Mattia, tutto sommato, anche nonostante il suo masochismo (che lo porta a infliggersi tagli sulla pelle), riesce a confondersi e a sembrare normale, riesce a muoversi nell’ambiente circostante con una certa impacciata sicurezza (ma non fatelo guidare!). Alice non mangia e per non farsi scoprire fa strani acrobatismi con il tovagliolo (l’episodio del bagno che trabocca è un po’ scontato e ricorda troppi episodi simili, compreso un altro Peter Seller, come quello di “Holliwood Party”), eppure la sua malattia, a parte uno svenimento, non la porta agli estremi del danno e del dolore fisico estremo, la sua somatizzazione si limita all’estrema magrezza (non poi così eccessiva dato che più d’uno la trova “carina” o, all’inglese, “cute”). Messaggio forse non proprio politically correct, perché nasconde il vero orrore del suo stato.

La storia è trascinante e l’ho letta molto più in fretta di quanto pensassi o volessi, perché ti spinge ad andare avanti. La mancanza di lieto fine è un’innegabile pregio, che dimostra in questo autore un certo coraggio anticonformista che fa ben sperare per lui, soprattutto vista la sua giovane età. Fa ben  sperare, perché forse il maggior difetto di questo libro è proprio l’opposto, quello cioè di narrare una storia tutto sommato abbastanza comune: la difficoltà di dichiarare i propri sentimenti, il proprio amore, caratteristica centrale di tutti i romanzi adolescenziali alla Meyer o alla Moccia, tanto per citare due autori di moda.

Oltre il Giardino - Peter Sellers

Oltre il Giardino – Peter Sellers

Il rischio che rimane è quello di un sequel in cui i due si ritrovano e si sposano! Speriamo che Giordano non si lasci tentare. Forse questo accrescerebbe la sua fama, ma lo spingerebbe verso un gruppo di autori assai poco interessanti.

Se avessi avuto la fortuna di leggere “La solitudine dei numeri primi” appena uscito, se non fosse stato edito da Mondadori e non fosse stato già un bestseller, l’avrei magari osannato come il libro di un autore di grande potenziale e tutto da scoprire.

A farmelo piacere c’è poi un altro dei miei tarli fissi: il concetto che basti un attimo per cambiare la vita o la Storia (come nell’ucronia). Qui le esistenze dei due protagonisti prendono la direzione di cui leggiamo per una piccola scelta della loro infanzia, all’apparenza inconsistente. Ma ogni decisione porta delle conseguenze.

Di solito da un bestseller mi aspetto di più (spesso vengo deluso; è più facile avere grandi sorprese da autori sconosciuti, come mi è capitato con Laura Costantini, Loredana Falcone, Alessandra Libutti, Paolo Ciampi, Alessandro Bastasi e non pochi altri), ma in fondo il successo non è una colpa, dunque non mi porrò nelle fila dei detrattori di questo libro. Aspetto solo di leggere ancora qualcosa di Giordano, per capire in che direzione vada.

Firenze, 30/01/2011

Paolo Giordano

Paolo Giordano

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5 responses to this post.

  1. Ho letto questo libro quando era uscito da poco e ancora il successo non aveva assunto le dimensioni che avrebbe raggiunto in seguito pur avendo già vinto due importanti premi.
    E’ un romanzo che mi è piaciuto molto e dal quale, come dici tu, facevo fatica a separarmi in quanto ritengo sia molto coinvolgente e questo è uno dei grandi meriti dell’autore.
    Concordo con te che il mancato lieto fine aggiunga molto al romanzo e distingua Giordano da molti altri autore italiani della sua generazione.
    Proprio in questi giorni è uscito il suo secondo romanzo a distanza di 5 anni dal precedente (molto bene, non è un autore commerciale che scrive compulsivamente) e nel frattempo mi è capitato spesso di leggere suoi articoli sulla terza pagina del Corriere della Sera anche in veste di critico: beh, ti dirò, secondo me Giordano scrive davvero bene!

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  2. […] un gradino più sotto segnalarei It, L’indagine del Tenente Gregory, La solitudine dei numeri primi, Esercizi di stile, Mille e una luna, L’uomo greco, il Profeta, Il trono di spade, Uomini che […]

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  3. […] un gradino più sotto segnalarei It, L’indagine del Tenente Gregory, La solitudine dei numeri primi, Esercizi di stile, Mille e una luna, L’uomo greco, Il Profeta, Il Trono di Spade, Uomini che […]

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  4. […] protagonista ha problemi relazionali, ma il romanzo ha poco a che fare con “Il silenzio dei numeri primi”, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, “Oltre il giardino” o “Rain […]

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