IT: UN MOSTRO LOVECRAFTIANO EMERSO DA ARCANI ABISSI SPAZIO-TEMPORALI

IT - Stephen King

IT – Stephen King

Dice Wikipedia che “Stephen Edwin King (Portland, 21 settembre 1947) è uno scrittore statunitense, uno dei più celebri autori di letteratura fantastica, in particolare horror, dell’ultimo quarto del XX secolo, è considerato quindi un autore di spicco anche nel romanzo gotico moderno.

Scrittore notoriamente prolifico, nel corso della sua fortunata carriera, iniziata nel 1974 con Carrie, ha pubblicato oltre sessanta opere, fra romanzi e antologie di racconti, entrate regolarmente nella classifica dei bestseller, vendendo complessivamente più di 350 milioni di copie.

La maggior parte delle sue storie ha avuto trasposizioni cinematografiche o televisive, anche per mano di autori importanti quali Stanley Kubrick, John Carpenter, Brian De Palma e David Cronenberg. Probabilmente nessun autore letterario, a parte William Shakespeare, ha avuto un numero maggiore di adattamenti.

It” è un romanzo horror pubblicato nel 1986 ed è spesso considerato il capolavoro di Stephen King.

Indubbiamente è un romanzo quanto mai denso e corposo, come si deduce dalle 1.238 pagine che lo compongono. La densità non è data solo dal numero di pagine, ma anche dal sovrapporsi delle vicende dei numerosi protagonisti, descritte in due diversi periodi temporali e dalla mescolanza di generi. Definirlo un horror mi pare infatti quanto mai riduttivo. La descrizione dell’infanzia dei protagonisti è parte rilevante della storia e ci fa pensare a “Stand By Me” (il bellissimo film tratto dal suo “Il corpo”) o a “L’ultima estate che giocammo ai pirati” di Alessandro Soprani.

Seguiamo così le avventure di un gruppo di ragazzini (I Perdenti), ognuno con qualche problema (asma, obesità, balbuzie…) e lo svilupparsi della loro amicizia, cementata dallo scontro con la banda dei bulli più grandi e, soprattutto, dall’incontro con un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali, un essere mutaforma che si nutre delle paure infantili e che talora assume le sembianze di un clown crudele, ma che non disdegna forme tipiche dei mostri classici come quella del licantropo o dello zombie, proprio perché il suo aspetto è determinato dalle paure di ciascuno.

A volte, verso metà romanzo soprattutto, ci si può chiedere che bisogno ci fosse di scrivere una storia simile in oltre 1.200 pagine, quando forse ne sarebbero potute bastare tre o quattrocento.

La voluminosità della storia contribuisce però a dare sostanza e peso alla natura ancestrale di questo mostro, che appare ciclicamente a turbare la quiete della cittadina americana Derry e rende epico il romanzo.

Nel leggere ho notato non poche analogie con il ciclo di Harry Potter e non per nulla si tratta in entrambi i casi di due trai massimi bestseller mondiali. Vorrei allora applicare lo stesso tipo di analisi che avevo seguito per i sette romanzi della Rowling, individuando alcuni “ingredienti” che facevano di Harry Potter un best-seller e vedere come compaiono in “It”.

  • Trama: trama vuol dire intreccio, mescolanza di storie diverse. Qui c’è vera trama. Più storie di diversi personaggi e due diversi periodi temporali, il tutto tessuto con maestria, creando perfetta unità narrativa.

    Stephen King

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  • Ambientazione costante: Derry nel passato, Derry nel futuro. Per Harry Potter mi riferivo alla ricorrenza dell’ambientazione nei vari romanzi, ma, vista la lunghezza di questo libro, il concetto si può applicare analogamente.
  • Ripetitività e ritualità: le apparizioni di Pennywise sono cicliche, il suo aspetto muta, ma appare in certi momenti e certi luoghi (secondo certi riti). Per sconfiggerlo occorre una sorta di vero rito. L’amicizia dei ragazzi è sancita dal rito del coccio di bottiglia. I palloncini, i pon pon arancioni, i tombini sono tutti elementi ricorrenti.
  • Magia come estraneamento dalla realtà: i sette ragazzi pur continuando a vivere nel loro mondo abituale vedono e provano cose che altri non possono né vedere, né provare. Sono, per definizione dei Perdenti, che nel mondo magico diventano Vincenti fino al punto di salvare il mondo. Si rifugiano nei Barren per sfuggire a una provincia triste e spesso ostile.
  • Mondo magico come mondo parallelo, specchio della nostra schizofrenia: L’intera Derry è una città schizofrenica di cui una parte nega l’esistenza dell’altra.
  • Amicizia: è la componente più forte del libro. L’amicizia aiuta a superare le prevaricazioni dei bulletti e, magicamente, consente di combattere il Male.
  • Lotta tra Bene e Male: It è il Male assoluto, ma dov’è il Bene? La Tartaruga sembra volere il Bene ma è indifferente. L’Altro non agisce. Qui c’è più manicheismo che nella Rowling.
  • Tanti nemici, grandi e piccoli: Henry Bowers e i suoi bulli per le lotte quotidiane, It-Pennywise per la grande lotta.
  • Un personaggio che si sente debole ma che scopre di essere forte e speciale: i Perdenti sconfiggono senza poteri un mostro all’apparenza onnipotente.
  • Spettacolarità: le multiformi apparizioni di It. Certo mancano i castelli, i draghi volanti, il quiddich e altre trovate della Rowling, ma lo spettacolo, assai macabro, non manca.
  • Competizione: tra i Perdenti e bulli. Mancano le gare tra Case di Howgart e la competizione scolastica.
  • Mistero: It, la Tartaruga e l’Altro sono mostri lovecraftiani provenienti da passati lontanissimi e distanze inimmaginabili e la loro vera natura, che si scopre poco per volta, non potrà mai essere svelata per intero, in quanto troppo lontana dalla razionalità umana.
  • Suspance: l’attesa del mostro e della sua nuova forma.
  • Paura: è un racconto che mira a spaventare e che descrive come i mostri nascano proprio dalle nostre paure.
  • Avventura: per dei ragazzini costruire dighe o tane sotterranee e combattere a sassate sono già delle avventure, affrontare un essere ancestrale che si nutre delle paure infantili e fa strage di bambini, allora cos’è?
  • Iniziazione e crescita verso l’età adulta: cosa ci fa crescere di più della capacità di affrontare  le nostre paure. Vediamo i sette ragazzi crescere, maturare e, talora, persino morire.
  • Morte: onnipresente, fin dalle prime pagine, come in Harry Potter, e ancora più presente nel finale, vera padrona delle scene. Anche qui non risparmia i “Buoni”.

Insomma la Rowling ha mirato a un pubblico più giovane e ha aggiunto qualche tocco di spettacolarità in più, limando gli aspetti macabri che troviamo in King, ma gli ingredienti sono piuttosto simili anche se le storie sono diverse.

L’autrice di “Harry Potter” avrà letto “It”, prima di scrivere il suo ciclo?

Firenze, 07/01/2011

Leggi anche:

Il western fantasy di King – L’ultimo Cavaliere (La Torre Nera) – Stephen King

La bambina che sconfisse la natura – La bambina che amava Tom Gordon – Stephen King

King for President of Ucronia – 22/11/’63 – Stephen King

La gran cuoca Rowling e i magici ingredienti di Harry Potter – Harry Potter e i Doni della Morte – J.K. Rowling

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18 responses to this post.

  1. […] – IT: un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali – IT – Stephen King […]

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  3. […] da IT: UN MOSTRO LOVECRAFTIANO EMERSO DA ARCANI ABISSI SPAZIO-TEMPORALI « La legenda di Carlo Men… in 6 settembre 2012 alle […]

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  4. […] It – Stephen King (letto in gran parte nel 2010) […]

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  5. […] ci sono alcune storie di questo tipo che riescono ancora a stimolarmi. Penso, per esempio, a “It” di Stephen King o al nostrano “L’ultima estate che giocammo ai pirati” di Alessandro […]

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  6. […] It – Stephen King – Sperling & Kupfer (finito il 1 gennaio) […]

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  7. […] Stephen King, di cui in passato avevo letto solo il minore “Cell”, leggendo il grande “It”, il sottovalutato “La Bambina che amava Tom Gordon”, il notevole “22/11/’63” e […]

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  8. […] poi, leggendo “It”, avevo sospettato che King potesse conoscere Lovecraft ed esserne stato condizionato, qui […]

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  9. […] – IT: un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali – IT – Stephen King […]

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  10. […] – IT: un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali – IT – Stephen King […]

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  11. […] – IT: un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali – IT – Stephen King […]

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  12. […] un gradino più sotto segnalarei It, L’indagine del Tenente Gregory, La solitudine dei numeri primi, Esercizi di stile, Mille e […]

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  13. […] “La bambina che amava Tom Gordon”, in storie sullo spirito profondo delle nostre paure come “It”, in ucronie geniali come “22/11/’63”, in romanzi gotici come “Salem’s Lot”, che sono […]

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  14. […] sia a “Le notti di Salem”, opera che direi costituisce quasi un prequel della serie, sia a “It” il cui spirito aleggia sulla storia. Sento persino dei legami con […]

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  15. […] esempio “Il cacciatore di aquiloni”, “La setta degli assassini”, “Amabili resti” “It”, “Il seggio vacante”, “I miserabili”). Quale scritto però si presta meglio del ciclo di […]

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  16. […] “It” (se non altro per la tartaruga e una certa visione del mondo e per una possibile identità tra Dandelo e It) […]

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  17. […] romanzo di crescita e iniziazione e da spazio alle paure, avvicinandolo ai migliori lavori di Stephen King. La concretezza la ritroviamo anche nell’ambientazione, sempre vivida ed efficace. Il mistero è […]

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  18. […] verso i mostri ancestrali di Lovecraft, né a un’analisi delle paure umane come negli scritti di Stephen King, ma, nel guidarci in viaggi nel tempo e nello spazio, mantiene una profonda razionalità, quasi […]

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