LA STELLA LUCENTE DI KEATS

il poeta John Keats

John Keats

Già da un po’ avevo voglia di leggere questa raccolta di poesie (“Keats – Poesie – con un saggio di Jorge Luis Borges – Oscar Mondadori) di John Keats, il poeta romantico inglese prematuramente scomparso (Londra, 31 ottobre 1795 – Roma, 23 febbraio 1821).

Mi è capitato poi di vedere il piacevole film di Jane Campion “Bright Star”, la storia romanzata del difficile amore dell’autore per Fanny Brawne e ho quindi finalmente deciso di prendere in mano la silloge.

 

Bright Star

Sebbene la lettura sia gradevole, non mi ha però entusiasmato e le aspettative, suscitate da precedenti letture e dal recente film sono rimaste un po’ deluse, forse per certi toni un po’ giovanilistici e per un senso dell’amore e della vita troppo legati alla visione di un giovane uomo, stroncato dalla malattia a soli 25 anni d’età e per una sorta di voluta sudditanza culturale verso i vari autori da lui spesso citati (“a loving-kindness for the great man’s fame”), da cui si libererà solo nelle liriche dell’ultimo periodo. Chissà cosa mai avrebbe potuto produrre in maturità quest’uomo, comunque considerato uno dei maestri del romanticismo inglese e tanto apprezzato persino da Oscar Wilde (forse per l’uso di paradossi e ossimori di cui proprio quest’ultimo è stato un campione).

Quello che traspare dal film – credo giustamente – è un uomo ossessionato dalla Poesia, cui si dedica anima e corpo (“Sono convinto che… lo scrivere bene sia, dopo l’agire bene, la cosa più nobile del mondo”; “O for ten years, that I may overwhelm Myself in poesy”) e per il quale l’umanità in fondo pare poco portata (“Is there so small a range / In the present strenght of manhood, that the high / Imagination cannot freely fly / As she was wont of old?”).

Per quanto a volte i riferimenti ai classici del passato e ai grandi modelli pesino un po’, altre volte, comunque, i versi si dispiegano in veri e propri piccoli racconti o in delicati quadretti.

Poesie - John Keats

 

 

Ma lasciamo parlare i suoi versi almeno per un poco:

 

WOMAN! when I   behold thee flippant, vain,
  Inconstant,   childish, proud, and full of fancies;
  Without that modest   softening that enhances
The downcast eye, repentant of   the pain
That its mild light creates to   heal again:

        5

  E’en then, elate,   my spirit leaps, and prances,
  E’en then my soul   with exultation dances
For that to love, so long, I’ve   dormant lain:
But when I see thee meek, and   kind, and tender,
  Heavens! how   desperately do I adore

        10

Thy winning graces;—to be thy   defender
  I hotly burn—to be   a Calidore—
A very Red Cross Knight—a stout   Leander—
  Might I be loved by   thee like these of yore.
 
Light feet, dark violet eyes,   and parted hair;

        15

  Soft dimpled hands,   white neck, and creamy breast,
  Are things on which   the dazzled senses rest
Till the fond, fixed eyes,   forget they stare.
From such fine pictures,   heavens! I cannot dare
  To turn my   admiration, though unpossess’d

        20

  They be of what is worthy,—though   not drest
In lovely modesty, and virtues   rare.
Yet these I leave as   thoughtless as a lark;
  These lures I   straight forget—e’en ere I dine,
Or thrice my palate moisten:   but when I mark

        25

  Such charms with   mild intelligences shine,
My ear is open like a greedy   shark,
  To catch the   tunings of a voice divine.
 
Ah! who can e’er forget so fair   a being?
  Who can forget her   half retiring sweets?

        30

  God! she is like a   milk-white lamb that bleats
For man’s protection. Surely   the All-seeing,
Who joys to see us with his   gifts agreeing,
  Will never give him   pinions, who intreats
  Such innocence to   ruin,—who vilely cheats

        35

A dove-like bosom. In truth   there is no freeing
One’s thoughts from such a   beauty; when I hear
  A lay that once I   saw her hand awake,
Her form seems floating   palpable, and near;
  Had I e’er seen her   from an arbour take

        40

A dewy flower, oft would that   hand appear,
  And o’er my eyes   the trembling moisture shake.

 

Firenze, 02/08/2010

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9 responses to this post.

  1. Grazie per avermi fatto venire voglia di ripensare a Keats… la mia preferita è sempre stata La belle dame sans merci:

    Oh what can ail thee, knight-at-arms,
    Alone and palely loitering?
    The sedge has withered from the lake,
    And no birds sing.

    Rispondi

  2. Un grande poeta che in Italia è poco conosciuto

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  3. […] Poesie – John Keats – Mondadori […]

    Rispondi

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  6. […] (“Hyperion”), così come parte dei nomi che si incontrano, è un omaggio al poeta ottocentesco John Keats, che nel 1818 pubblicò un’opera omonima. Keats è citato più volte in questo racconto e […]

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  7. […] non troppo remoto, sulla scia della visione del film “Bright Star” avevo letto la raccolta “Poesie”, che non mi aveva entusiasmato quanto il film biografico faceva […]

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  8. […] della detective Brawne Lamia fosse un cibrido con la personalità (e il nome) di John (Johnny) Keats. Quando il cibrido viene distrutto, trasferisce la propria personalità nella mente della donna. Il […]

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  9. […] (“Hyperion”), così come parte dei nomi che si incontrano, è un omaggio al poeta ottocentesco John Keats, che nel 1818 pubblicò un’opera omonima. Keats è citato più volte in questo racconto e […]

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