NESSUNO SCRIVE DA SOLO

Avete mai provato a guardare la pagina dei ringraziamenti di un best-seller o di un libro di successo recente?
Riportano spesso lunghe liste di ringraLa bambina dei sogni - dipinto di Angelo Condelloziamenti. Nessun libro oggi nasce senza un team.  Gli autori maggiori dispongono del supporto di case editrici importanti che mettono a disposizione lettori per l’editing, consulenti promozionali e altro. Hanno poi quasi sempre un agente, che non solo cura i rapporti con l’editore, ma spesso contribuisce all’editing iniziale. Ci sono poi spesso numerosi consulenti sugli aspetti più “tecnici” trattati nel libro (studiosi ed esperti di varie materie).
Un piccolo autore parte dunque svantaggiato anche in questo nella competizione con i grandi nomi.
Cosa può fare allora?
Credo che la rete possa essere una risorsa. Nel web si possono trovare altri autori disposti a leggere un testo, segnalarne debolezze, ingenuità, errori e refusi. Questo magari in cambio di analogo lavoro sui propri testi.
L’idea è che potremmo essere ciascuno il team dell’altro. 

Ho alcuni romanzi ancora inediti. Uno di questi si chiama “LA BAMBINA DEI SOGNI”. Lo sto pubblicando, capitolo per capitolo nello Spazio Autori di Liberodiscrivere http://www.spazioautori.it/autori/schedaAutore.asp?AnagraficaID=1207

Trovate qui i primi capitoli:
1 – Undergound’baby
2 – L’Isola dei bambini perduti
3 – La bambina del sogno
4- la visita

Poiché frequento anche il bel Gruppo “Due chiacchiere con gli autori” su aNobii, anche lì ho aperto una Discussione:

http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3174439#new_thread

Vi aspetto dunque tutti e aspetto i vostri commenti, con la speranza che siano spietati, perché l’obiettivo è quello di fare le pulci al romanzo, individuandone ogni minima pecca.
Anche una frase ballerina lo può rovinare. A volte basta cambiare la posizione di un aggettivo o di una virgola per trasformare un brano. Non fatevi scrupoli!

Grazie a chi vorrà partecipare.
_______________________
L’immagine è un dipinto a olio di Angelo Condello, realizzato come copertina per il romanzo “LA BAMBINA DEI SOGNI”.

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19 responses to this post.

  1. Posted by mailameini on 10 settembre 2011 at 10:07

    Verrò. Non credo di avere grossi problemi di editing per il romanzo che ho scritto e non ancora pubblicato. Io stessa ho fatto l'editing di vari testi, da antologie di racconti a tesi di laurea. Avrei bisogno invece di un agente (da ringraziare poi). Quello che mi spaventa e mi blocca è darmi da fare per trovare una casa editrice perchè chiedono soldi e che tu pubblicizzi te stesso e vada a piazzare i libri … Cmq per te ci sono.

    Rispondi

  2. Posted by mMushroom on 10 settembre 2011 at 12:30

    Mah, non sempre ci sono liste lunghissime di ringraziamenti. Ne ho trovate di prolisse anche in libri di scrittori poco noti, pubblicati da giovani editori.

    In realtà io non vedo una grande differenza.

    Rispondi

  3. Posted by Menzinger on 10 settembre 2011 at 12:49

    @mailameini: anch'io mi rileggo varie volte i miei testi, ma un occhio "esterno" riesce sempre a cogliere delle debolezze che a noi sfuggono.
    Pubblicare non è così difficile. Ci sono editori che non chiedono contributi.
    Il difficile è vendere! Per farlo però la base è il "prodotto". Senza un buon editing non c'è romanzo che tenga.

    @Mmushroom: certo una lunga lista di collaboratori non comporta necessariamente la nascita di un capolavoro, ma, al massimo, di un buon "prodotto" e è chiaro che si possono trovare lunghi ringraziamenti in fondo a libri modesti e nessun ringraziamento in fondo a capolavori. Comunque mi sto convincendo che la collaborazione non possa che giovare a un libro.

    Rispondi

  4. Posted by weirde on 10 settembre 2011 at 14:07

    un autore è sempre cieco a molte pecche dei propri lavori vede ciò che ha pensato non ciò che ha poi scritto e molte cose che a lui sembrano palesi per molti lettori sono invece oscure così come lui le ha raccontate. Io stessa ho fatto leggere a due persone esterne conosciute in rete una mia opera e grazie a loro l'ho migliorata davvero tantissimo. loro mi hanno vedere cose orripilanti che io non vedevo. Mi ero incaponita su alcune cose, l'incipit ad esempio che volevo raccontare da un certo punto di vista, ma riscriverlo da capo è stata la scelta giusta. Distruggere un testo da te scritto è difficilissimo ed impossibile se altri non ti spingono. Eppure va fatto. Cercherò di passare a legggere il tuo testo e aiutarti, magari poi tu darai una mano a me legendo un mio testo. Un punto di vista maschile mi sarebbe utilissimo.

    Rispondi

  5. Posted by Ipanema on 10 settembre 2011 at 14:35

    vedo che non hai pensato a noi, del Fiae, che della lettura critica e a volte spietata dei testi degli esordienti abbiamo fatto la nostra "religione". Ma come già detto su Facebook, verrò a leggere il tuo romanzo e lo commenterò come sai che faccio, sempre, con critica e puntualità. Ciao!

    Rispondi

  6. Posted by anneheche on 10 settembre 2011 at 15:47

    E' verissimo ciò che scrivi.
    Ciononostante, Ken Follett – che peraltro amo – parla di fagioli PRIMA della scoperta dell'America…

    Rispondi

  7. Posted by pietroatzeni on 10 settembre 2011 at 19:31

    Ripasso per il commento, ora vadi di fretta. Un abbraccio e buona serata. Pietro 

    Rispondi

  8. Posted by colf on 10 settembre 2011 at 22:06

    Bhè, non sono scrittrice, quindi la cosa mi risulta molto distante, anche se amo scrivere, ma solo a titolo personale, senza autori, senza capacità di farlo, ma solo così come mi viene da buttar giù a modo tutto mio.
    Quindi inquanto a ringraziare autori-editing e compani, li ringrazio sicuramente in cio che leggo!
    Adoro leggere!

    Tu hai molto da regalare come letture, e sicuramente spece per chi lavora molto come te, su questo o in altri generi,
    sono importanti le squadre, in ogni campo che le richiede, per far sì che la collaborazioni diventi talmente complice e creativa, da risultare ricchissima e piena di partecipazioni.

    Intanto ringrazio te per le emozioni che dai.

    Ciao

    Rispondi

  9. Posted by Menzinger on 11 settembre 2011 at 08:32

    @weirde: io scrivo per aggiunte successive ma anche per eliminazioni, però non sai quanto mi costi ogni volta che cancello un periodo! I consigli degli esterni inducono alla riflessione e sono molto importanti. Ci si affeziona troppo a quello che scriviamo e non ne capiamo i limiti.

    @Ipanema: hai ragione, bisogna che provi a sentire anche i ragazzi del FIAE, sebbene ne sia fuori da un po'.

    @anneche: anche Follett! Probabilmente nel team non aveva nessuno esperto dell'argomento. Io però, ad esempio, per scrivere Il Colombo divergente mi sono dovuto leggere vari libri sulla vegetazione e la fauna americana ai tempi della scoperta per descrivere l'ambiente del romanzo. Se avessi avuto un consulente (o internet, che all'epoca non c'era!) sarebbe stato molto più facile.

    @pietroatzeni: ti aspetto.

    @colf: grazie

    Rispondi

  10. Posted by Menzinger on 11 settembre 2011 at 09:02

    @weirde: ovviamente leggerò con piacere il tuo testo.

    Rispondi

  11. Posted by Ipanema on 11 settembre 2011 at 10:55

    sai che dal Fiae si può uscire e poi rientrare senza problemi. Ho ripristinato il tuo cassetto. Fammi sapere se vuoi che sia una critica pubblica o privata, nel caso, ripristino la tua vetrina e metto i tuoi capitoli lì….

    Rispondi

  12. Posted by happysummer on 11 settembre 2011 at 11:30

    La tua idea mi sembra estremamente interessante, Carlo. Io ho due romanzi pressoché finiti, però – rileggendoli – mi accorgo che qualcosa non va… il problema è che non riesco a capire cosa sia quel "qualcosa"…
    Il questo periodo ho troppo poco tempo, ma sicuramente prenderò in considerazione la tua proposta di critica vicendevole, che puà essere di grande aiuto.

    Rispondi

  13. Posted by happysummer on 11 settembre 2011 at 16:07

    Sei molto gentile, davvero. Potrei prenderti sul serio…

    Rispondi

  14. Posted by pietroatzeni on 12 settembre 2011 at 17:50

    Non credo che il problema sia nel fatto che attorno a un libro mettano le mani più persone e che alla fine questo faccia la differenza, perché se così fosse in libreria si dovrebbero vendere un numero maggiore di buoni libri, cosa che sappiamo non essere in questo periodo. A mio parere il problema è un altro e cioè l’esposizione, più il libro è visibile maggiori sono le possibilità che il libro si venda cosa che non può avvenire per gli autori che pubblicano con piccole case editrici ai quali rimane, come spazio per avere visibilità, internet. Il tuo “Colombo divergente”, credimi, dà molti punti a tanti celebrati libri di cui leggiamo sui giornali, parlano in televisione, discutono in radio… Tu puoi anche fare un capolavoro ma se gli altri non lo sanno chi te lo compra? Non sempre i lettori riescono a giudicare nel migliore dei modi, anche loro in un qualche modo sono influenzati dal clamore che si crea attorno a un libro. Può non piacerci ma purtroppo la differenza è data dalle conoscenze di ben altra natura rispetto all’editing e affini e appoggi a queste legate. Un abbraccio e buona serata. Pietro

    Rispondi

  15. Posted by Menzinger on 13 settembre 2011 at 08:17

    La distribuzione e la promozione sono altri due problemi da affrontare e sicuramente assai più penalizzanti della "qualità" del libro.
    Non c'è dubbio che libri di scarsa qualità possano arrivare al successo e viceversa.
    Credo però nelle famose P del marketing (Prodotto, Prezzo, Pubblicità/Promozione, Punto di vendita, Personale). Senza un buon buon Prodotto, mi pare impossibile per uno sconosciuto farsi conoscere.
    Non potendo agire sulle altre variabili, mi concentro sulla prima. In fondo scrivo per gioco e quello che mi importa e soddisfare almeno i pochi che riescono a leggermi.
    I tuoi complimenti per il mio Colombo divergente valgono un premio (grazie)!

    Rispondi

  16. Posted by antares666 on 17 settembre 2011 at 19:35

    Sono come un insetto che assorbe senza posa l'icore delle mie prede, per poi rigurgitare l'opera finita, ciò che le forze ctonie hanno elaborato a partire dal fuoco vivo dell'ispirazione. Leggo, digerisco, secerno nuovi scritti. Un autore di fantascienza, Farmer, parlava di una specie di insetti simili a scarafaggi giganteschi, che producevano bevande alcoliche a partire dai vegetali che ruminavano. Ecco, mi sento simile a loro. Ho appena finito di masticare e di assimilare un libro di James G. Ballard: in questo momento sono una blatta che produce fluidi inebrianti.

    Rispondi

  17. Posted by Menzinger on 18 settembre 2011 at 07:57

    @antares66: ogni lettura, ogni esperienza si inserisce nel nostro essere e, in un autore, si trasforma in qualcosa d'altro.
    Persino da Ballard (la cui lettura mi ha deluso) penso di aver tratto qualcosa.

    Rispondi

  18. Posted by giuliaghini on 22 settembre 2011 at 17:34

    ecco la mia testimonianza sul tema: io ho fatto 5 riscritture del mio romanzo "Giovanna e la tempesta verticale". La prima è stata per correggere le varie incongruenze della trama. la seconda per corregere lo stile. la terza dopo cinque mesi: ho trovato altre incongruenze e stonature di stile. poi ho fatto leggere il manoscritto a 5 persone: un letterato, un professore, un cinico, un romantico, un giornalista. quarta riscrittura sulla scorta delle loro obiezioni. quinta per limare il tutto. Inoltre: mi sono rivolta ad un esperto di dialetto bolognese per correggere le due pagine con espressioni dialettali. Ho notato che quando dici: "sono uno scrittore ma non sono esperto nella tua materia, mi aiuti? gli sconosciuti ti aiutano gratis e con entusiasmo anche se per loro sei un completo sconosciuto. I miei ringraziamenti sono questi:

    Ho scritto quasi tutto questo romanzo a casa dei miei genitori,
    in Romagna. Lo dedico a loro, Angela e Eraldo, e ai miei figli
    Elia e Agata, e sull’alfa e l’omega è inutile aggiungere altro.
    La prima bozza è stata letta da Alessio, Tatiana, Elena, Valentina,
    Giorgio e Roberto: grazie, vi devo molto e non solo per
    questo. Nei primi tentativi di pubblicazione, e prima di avventurarmi
    nell’universo parallelo del web, sono stata pungolata
    da Grazia Verasani e Antonella Beccaria, Vittorio Bongiorno
    e Giovanni Cattabriga, che con poche parole ben assestate
    hanno fatto più di tanti manuali (comunque li ho comperati e
    sottolineati tutti con molta diligenza). Un grande abbraccio a
    Barbara Po, Nicole Manfrin, Carlo Menzinger di Preussenthal,
    i miei portabandiera tra il popolo della rete. Se Mario Russomanno
    non mi avesse preso per mano per fare quel miglio in
    più, non avrei incontrato il mio editore, quindi grazie a Mario
    e grazie a Massimo Foschi e alla sua “squadra”: Gianluca,
    Serena e Alessandra, uomini e donne che con il loro lavoro
    hanno un matrimonio d’amore e non solo d’interesse. In un
    momento di panico filologico “La Bâla dal Bulgnai!” si è precipitata
    in mio soccorso: grazie Luigi Lepri, Amos Lelli, Stefano
    Rovinetti Brazzi, Davide Lazzari! Grazie a Davide Rondoni per
    l’incoraggiamento, i tanti consigli che non sempre ho seguito
    – e per la prefazione. Infine alla Franchina che ha letto con
    passione e alla Donatella che, secondo me, non lo leggerà mai.

    Boh, è servito a qualcosa il mio commento?
     

    Rispondi

  19. Posted by Menzinger on 24 settembre 2011 at 09:33

    Sì, Giulia, è vero, in rete si trova sempre tanta gente disposta ad aiutare, forse di più che nel mondo reale e tu sei una di quelle, che devo a mia volta ringraziare. Si dice sempre attenti a internet, non fidatevi, il che è giusto, ma personalmente ho trovato molta generosità, disponibilità e umanità.
    La lunga lista dei tuoi ringraziamenti spiega (assieme alle tue doti di autrice e alla tua meticolosità), che ho sperimentato personalme la grande qualità del tuo romanzo, che penso di aver letto e apprezzato in una fase intermedia, dato che vedo che ne uscita un'edizione successiva, che a questo punto immagino perfetta.

    Rispondi

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