I BASTARDI UCRONICI DI TARANTINO

Non so se Quentin Tarantino sia consapevole di aver girato, con “Bastardi senza gloria”, un film ucronico. Certo il suo intento principale deve essere stato piuttosto quello di descrivere, come solo lui sa fare, la malvagità umana e il desiderio di vendetta.
Tarantino, infatti, ha l’incredibile capacità di trattare con ironica leggerenza la violenza più estrema, un po’ come fa Almodovar con il sesso. I loro eccessi sono tali che diventano ironia pura.
Il titolo di questo film è quanto mai azzeccato, perché, in effetti, i protagonisti sono davvero dei bastardi della peggior specie. È un lurido bastardo il Colonello nazista Hans Landa, interpretato da Christoph Waltz), soprannominato “il cacciatore di ebrei”, ma sono dei veri bastardi anche il tenentino americano Aldo Raine (indossato con leggerezza da Brad Pitt) e persino la vittima vendicatrice Shosanna Dreyfus.Brad Pitt in Bastardi senza gloria
Sono invece delle macchiette ridicole (che Tarantino si poteva evitare) Hitler e Goebels. Assolutamente esagerato (e inutile) è, infatti, il Fuhrer che sghignazza al cinema guardando il cecchino tedesco che uccide i nemici.
Quello che è interessante per me, in questo film, però è proprio la sua natura ucronica.
La divergenza allostorica si pone nella scena iniziale (nel Primo Capitolo, dato che anche qui Tarantino usa questa suddivisione “letteraria”), quando il Colonnello nazista punta la pistola nella schiena della fuggitiva ebrea Shosanna e poi decide di non sparare.
Se l’avesse fatto, il film non ci sarebbe stato e non c’avrebbe portato irrimediabilmente verso il finale, con il quale la Storia, quella vera, della Seconda Guerra Mondiale, prende un diverso corso, con (scusatemi lo spoiler) la morte prematura di Adolf Hitler e delle più alte gerarchie naziste.
In questo film troviamo dunque, in un certo senso, due divergenze. La prima, quella vera, è la scelta di non sparare del Colonnello e la seconda, sua conseguenza, è la Divergenza che pesa davvero nella Storia e la trasforma a livello mondiale: la morte dei gerarchi nazisti.
È questo, infatti, il vero spirito dell’ucronia: ogni piccolo gesto, apparentemente insignificante, muta per sempre la Storia. A volte di poco, a volte crescendo, come in questo caso, a valanga. 
Quentin Tarantino - Unglorious bastardsÈ lo stesso meccanismo che ho utilizzato scrivendo il romanzo “Il Colombo divergente”. Quando Cristoforo Colombo arriva in America interpella gli indigeni e dai loro gesti deduce che la sua meta sia verso nord, mutando la propria rotta e dirigendosi verso l’impero azteco. Il semplice gesto di un indigeno porterà al fallimento della spedizione e alla mancata scoperta dell’America, con tutto quello che ne consegue.
Tarantino non ci racconta come sarà il mondo grazie a queste morti impreviste. Il Colonnello Landa suggerisce che in questo modo la Seconda Guerra Mondiale si interromperà. Se fosse stato questo lo sviluppo, molte persone non sarebbero, forse, morte, la bomba atomica non sarebbe, magari, stata sperimentata su Hiroshima e Nagasaki. Sarebbe stato un mondo migliore? Non è detto. Una Germania che fosse uscita prima dalla Guerra avrebbe rinunciato a tutte le conquiste fatte sino a quel momento? Un’umanità che non avesse sperimentato gli orrori nucleari, sarebbe stata pronta a lanciare altrove bombe anche più potenti?
L’ucronia apre nuovi scenari e apre la mente a infinite possibilità. Anche per queste riflessioni ringraziamo Tarantino, oltre che per la sua innegabile capacità di ritrarre la perfidia umana.
 
Firenze, 07/03/2010

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9 responses to this post.

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  7. […] i libri”, “Il cielo cade”, “I cani e i lupi” – anch’esso con ucraini – o “Bastardi senza gloria”) non si può […]

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  8. […] sulla Luna; “I vestiti nuovi dell’Imperatore” in cui Napoleone fugge da Sant’Elena; “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino, che vede la morte prematura di Adolf Hitler;  il comico “Non ci resta […]

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