LA FILOSOFIA DI LOST

Simone Regazzoni - La filosofia di Lost"Lost” è un film per la televisione (definizione riduttiva, ma come definirlo altrimenti? Non certo solo “telefilm”)  davvero affascinante. Essendo però un film con una sua epica unitarietà non si dovrebbe assolutamente vederne solo qualche episodio qua e là, come a qualcuno certo sarà capitato.

Per poter capire che dietro “Lost” c’è una filosofia, come ci spiega il Prof. Simone Regazzoni (docente dell’Università Cattolica di Milano e filosofo dei media) nel suo saggio “La filosofia di Lost” edito da Ponte alle Grazie, occorre fare come lui e vederne almeno quattro stagioni (io quando ho letto il saggio avevoe scritto questo articolo avevo visto le prime cinque).
Ci si potrà allora rendere conto che “Lost” non solo è un prodotto che avrà il suo peso sulla letteratura in senso lato (e il buon cinema è letteratura) per il suo uso dei punti di vista, dei salti temporali (flashback, flashforward e non solo), delle ambientazioni e della trama in continua coerente reinvenzione, ma anche un raro esempio di fiction televisiva che, senza parlare espresssamente di filosofi o di filosofia, in reltà offre al telespettatore ampi spaccati di diverse filosofie e approcci culturali all’essere.

A renderlo un’opera filosofica non è certo il fatto (ne è semmai un indizio) che ci siano personaggi che si chiamano Rousseau, Hume, Locke, Bentham (come gli omonimi filosofi) o Faraday e Hawking (come i fisici), ma che ponga continui interrogativi su cosa sia l’Isola, sul perché i naufraghi e gli Altri si trovino lì, su cosa debbano fare e perché, su quale organizzazione debbano darsi. E sempre presente è la contrapposizione tra Fede e Ragione, tra Sogno e Realtà, tra Fisica e Religione.

All’inizio si pensa di avere solo a che fare con un gruppo di Robinson Crusoe, quali tanti ce ne hanno regalati letteratura e cinema, ma poi si capisce che la forza della storia è nell’offrirci, con i flashback, una ricostruzione dei personaggi e siamo già dalle parti di Dante Alighieri e della legge del contrappasso. Come dei dannati infernali alla rovescia, i Sopravvissuti vivono la negazione della propria vita (nel bene e nel male): l’invalido che torna a camminare, il fortuanto sfortunato, la ragazza che voleva abortire che riscopre la maternità, lo spacciatore che diventa prete… A ciascuno sembra sia stata data una nuova chance, una nuova possibilità per ricominciare, per rifarsi una vita.”Siamo tutti morti tre giorni fa. Dobbiamo rocominciare da capo” dice Jack a Kate nell’episodio 3 della Stagione I (come ricordato a pag. 42 del libro).
Protagonisti di Lost
E allora ci si chiede se quando l’aereo è precipitato i passeggeri non siano tutti morti e vivano ora in una sorta di Limbo, in cui i misteriosi Altri sono angeli o demoni. Poi vediamo il loro aereo in TV e scopriamo che nessuno si è salvato. Ma non finisce lì: si è trattato tutto di un trucco. Davvero?
Insomma dove comincia la realtà e dove la finzione? Non è questo un interrogativo filosofico? Cos’è la realtà? È vero ciò che percepisco con i miei sensi o i miei sensi sono illusori?
Cos’è dunque l’Isola? È inferno, limbo, paradiso o, addirittura, Dio stesso? Perché l’Isola ha una propria volontà. O no?
E il mondo? L’Isola è il Mondo? C’è un Altro Mondo oltre l’Isola o è solo illusione dei Sopravvissuti?
E la Morte? L’Isola sconfigge la Malattia (non sempre) ma porta la Morte e a volte l’allontana. Nascita e Morte sono particolarmente vicine: le donne incinta non sopravvivono, i bambini non possono nascere.
E i naufraghi si interrogano sul senso della Morte e della Vita.
Di cosa ci parla Regazzoni nel suo libro? Penso che un elenco dei capitoli possa dare una traccia:

  • Tutti gli uomini sono filosofi.Lost
  • Che cos’è un’isola?
  • Il deserto e il sacro.
  • Sopravvivere.
  • Lutto e gravidanza.
  • L’Illusione del mondo esterno.
  • Punti di vista sul mondo perduto.
  • Tutto è relativo.
  • L’enigma della verità.
  • La società invisibile
  • La tortura della verità.
  • La verità della tortura.
  • Real life.
  • Superstites.
  • Il sentimento oceanico.
  • Comunità
  • La costante.

Firenze, 4/1/2010

Leggi anche:
Il tempo ucronico di Lost

Annunci

2 responses to this post.

  1. […] perduto – Dan Brown 62) Ufollia – Giuseppe Marrone 63) USA – Le guide Mondadori 64) La filosofia di Lost – Simone Regazzoni 65) L’anello del Tempio – Jorge Molist (lettura in corso)   Inoltre ho riletto alcuni miei […]

    Rispondi

  2. […] ne parlo? Il telefilm non ha certo la profondità e genialità di “Lost”. Qui la trama è semplice: un virus ha trasformato quasi tutti in zombie. Appena uno muore, […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: