IL MANCATO DAN BROWN SPAGNOLO

Jorge  Molist - L'anello de Tempio L’anello del Tempio” dello spagnolo Jorge Molist (Edizioni Sperling & Kupfer) mi è stato regalato qualche tempo fa ma, fino alla fine del 2009 ancora non l’avevo letto. Nel cercare trai libri in attesa di lettura qualcosa da portarmi nel mio viaggio di fine anno a Barcellona, ho notato che il libro è ambientato nel capoluogo catalano, percui l’ho messo in valigia e iniziato in albergo, non lontano dalle Ramblas che vi compaiono più volte. Ho poi scoperto che viene persiono citato un paio di volte un ristorante in cui sono stato durante questo viaggio: Els Quatre Gats. La trama del resto sembrava promettente.
 
Se nella trilogia di Dan Brown sul Professor Langdon gli elementi sono sempre gli stessi: una caccia al tesoro, un’associazione potente e misteriosa, l’attrazione tra un uomo e una donna, riferimenti storici, si potrebbe dire che “L’anello del Tempio” si potrebbe confondere con uno dei romanzi dell’autore de “Il Codice Da Vinci”.
Purtroppo Molist non mi pare all’altezza di ambire alla definizione di “Dan Brown iberico”.Jorge  Molist
In questo libro un’avvocatessa americana, abbandona la New York delle Perdute Torri Gemelle (già questo rifarsi a una tragedia mi è parso una forzatura) per tornare nella natia Barcellona, dove resterà intrigata nei rapporti con vecchi amici d’infanzia e un mistero a base di Templari, anelli e trittici medievali, con tanto di trafficanti d’arte cattivi a metterle i bastoni tra le ruote.
La storia sembrerebbe affascinante eppure non sono mai riuscito a entrare veramente in sintonia con il libro, pur essendo scritto bene e con una certa tecnica.
Probabilmente ciò che me l’ha reso poco gradevole sono state alcune ingenuità come il (troppo lungo) testo medievale scritto in modo troppo moderno (si scopre subito che non è autentico, ma allora perché mettercelo? Solo per raccontarci un po’ di Medioevo? Oltretutto non sembra essenziale alla trama) o altre (troppo banali) digressioni storiche (che non mi sono parse fondamentali per la storia).
Oppure a rendermelo poco gradevole saranno state frasi traballanti come “Si sentivano le note di una musica francese, provenienti da una di quelle vecchie radio di legno verniciato, prima dell’era del transistor” (non manca qualcosa?) o magari scene un po’ fuori posto come il bagno nudi in mare con una comunità di rasta-hippie, apparsa solo per l’occasione o forse la forzata presenza di personaggi omosessuali, che pur non risultando grottesca, sembra messa lì per fare “effetto”.
Sarà stato il rivolgersi ad un pubblico che, secondo l’autore, dovrebbe ignorare ogni principio di storia al punto da scrivere dialoghi come il seguente:
<<“Hai sentito parlare di Epaminonda?”
“Chi è, un abitante di Paperopoli?” scherzai, cercando di sdrammatizzare. Mi sembrava il nome di un eroe greco, ma non ne sapevo molto di più.
“Epaminonda, il principe tebano” rispose con un sorriso.>>
anelloOppure mi avrà convinto poco questa avvocatessa che dell’avvocato sembra non aver nulla e che si dibatte come in un romance o in un romanzo rosa, tra l’amore per il bel Mike, ricco personaggio di Wall Street e l’amico d’infanzia Oriol, presunto omosessuale, e che si sente persino attratta dal bel mafioso Artur (ma sono così i mafiosi?).
Insomma, è un libro con buoni elementi ma con varie, piccole, debolezze che mi hanno reso faticosa e lenta la lettura.
 
Firenze, 24/01/2010
 

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3 responses to this post.

  1. […] L’anello del Tempio – Jorge Molist – Sperling & Kupfer […]

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  2. […] Giuseppe Marrone 63) USA – Le guide Mondadori 64) La filosofia di Lost – Simone Regazzoni 65) L’anello del Tempio – Jorge Molist (lettura in corso)   Inoltre ho riletto alcuni miei testi in […]

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  3. […] al nostro Michele Ciardelli con il suo “16 Rose Arancioni” o al modesto Jorge Molist, con “L’Anello del Tempio”), G.L. Barone ha tutte le carte in regola per seguirne le orme e, magari, un giorno trovare una […]

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