Come uscire dall'eterna adolescenza

 Adolescenza - DoltoIl volume di Françoise Dolto Adolescenza” (letto in Oscar Mondadori Saggi) non è un libro recentissimo, dato che la prima edizione francese credo risalga al 1988 e questo un po’ si sente, perché ogni generazione di giovani è diversa da quella successiva e venti anni non sono pochi in tal senso. Diversi sono i linguaggi, diversi i miti e i passatempi.
Inoltre il volume fa riferimento alle realtà di vari Paesi, ma la Francia vi ha un ruolo centrale e questo si sente soprattutto quando si parla delle leggi e del sistema scolastico, che può essere interessante conoscere anche se non si è francesi, per puro interesse culturale, ma che perdono di interesse se si cercano riferimenti concreti.
Premesso ciò, dato che l’adolescente ha certe caratteristiche che permangono a distanza di secoli, buona parte del volume rimane attuale e degno di lettura.
Si parte, infatti, addirittura con un secondo capitolo dedicato ai Miti, seguiti da un terzo e quarto capitolo con interessanti riferimenti storici, che potrebbero essere letti anche tra altri cent’anni.
Vi sono poi parti che parlano del rapporto tra adulti e figli adolescenti e non, che può essere utile anche a chi svolge il difficile mestiere del genitore.
L’analisi sociologica finale, ancorché incentrata sul vissuto francese, mi è parsa particolarmente stimolante, facendo riferimento al fatto che il modello scuola-famiglia non sembra essere la soluzione ottimale per educare un ragazzo.
La Dolto fa notare come spesso si confonda educazione con istruzione e come la scuola   F. Dolto(nel caso francese soprattutto quella pubblica, da noi non vedrei differenze) stia divenendo sempre più luogo deputato alla seconda funzione, mentre la prima viene sempre più trascurata.
Mi ha incuriosito anche l’osservazione che i giovani che vogliono allontanarsi da una famiglia in cui si sentono oppressi o in cui comunque vivono male non abbiano altri spazi in cui rifugiarsi, non offrendone la scuola e non essendo ammesso il lavoro minorile, cosa apprezzabile per altri aspetti ma che priva il giovane dell’autonomia economica e quindi della libertà di scelta. Questo mi ha incuriosito, avendo letto di recente alcuni testi sulla vita a Sparta, dove i ragazzi a sette anni venivano staccati dalla famiglia per avviare una vita comunitaria di formazione e crescita.
La Dolto già in questo volume lamentava, infatti, il fatto che i giovani spesso non abbiano modo di vivere veramente assieme ad altri coetanei (oggi che le famiglie sono ancor più piccole, il fenomeno si va accentuando). Il modello spartano, di cui serbiamo un vago ricordo scolastico come di qualcosa di negativo, forse potrebbe invece offrire qualche suggerimento per migliorare il modo in cui i giovani possono essere educati in un mondo in cui le famiglie sono ambiti sempre più ristretti e i vicini perfetti sconosciuti con cui non c’è relazione.
 
 AdolescentiIl volume, prima delle appendici, si chiude con una proposta di riforma della legislazione francese volta a sostituire il limite d’età per l’obbligo scolastico a sedici anni con un obbligo a imparare a leggere e a scrivere e un’autorizzazione  a studiare senza limiti d’età (studiare come diritto e non come dovere), la possibilità di stage retribuiti in azienda a partire da 15 anni, per rendere presto i giovani economicamente indipendenti dalle famiglie, valorizzare il mestiere d’insegnate, riequilibrando anche il rapporto trai sessi, possibilità di lavorare da 14 anni per chi lascia la scuola, maggiore età abbassata a sedici anni per i ragazzi e quindici per le ragazze, abolizione del carcere per i minori, depenalizzazione ma non legalizzazione delle droghe leggere, soppressione del tribunale d’Assise per i minori, possibilità di abitare a scuola, parificazione delle scuole nell’Unione Europea con introduzione di due ore di attività manuali, dagli undici anni un trimestre in altro Paese UE, da sedici anni volontariato in Africa.
 
Offrire ai ragazzi la possibilità di crearsi una vita autonoma quanto prima è forse ciò  adolescentiche serve al nostro Paese (e non solo) per uscire da quest’assurda situazione di un’adolescenza prolungata all’infinito, con “ragazzi” di trenta e più anni che ancora vivono con i genitori e che non si assumono la responsabilità di creare una famiglia.
Rimandare sempre più il momento della paternità e della maternità porta a una società con sempre meno bambini, che non si rinnova e in cui il distacco generazionale tra genitori e figli si allarga in modo preoccupante.
Senza necessariamente seguire tutti i suggerimenti della Dolto, alcuni dei quali opinabili, però forse solo una seria riforma della struttura sociale, partendo dal modello della scuola, della famiglia e del lavoro e ridisegnandoli in modo da creare nuove intersezioni e nuovi ambiti per ciascuno, potrebbe consentire di rinnovare l’Italia e l’Occidente, dandoci nuovo fiato per affrontare le sfide del futuro. 

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5 responses to this post.

  1. Posted by MaudeandHarold on 6 aprile 2011 at 09:28

    Complimenti per il tuo blog Carlo, è molto interessante. Tornerò presto.

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  2. Posted by anonimo on 12 aprile 2011 at 19:03

    Salve, innanzitutto complimenti per il sito, volevo scrivere per farle conoscere il nostro nuovo sito http://www.ultimociak.com, un spazio di cinema.
    Saremmo lieti se volesse fare uno scambio di link con il nostro  banner per fare pubblicità.
    Per qualsiasi domanda rivolgersi direttamente alla nostra redazione
    redazione@ultimociak.com

    Grazie dallo Staff

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  3. […] nostro figlio – Maurice Nanchen 57) Saper scrivere – Vol. 5 – Scuola Holden 58) Adolescenza – Françoise Dolto 59) Thomas Jay – Alessandra Libutti 60) Barcellona – Le guide Mondadori 61) Il simbolo […]

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  4. […] assai diversa da altri romanzi adolescenziali in voga di questi tempi (“Hunger games”, “Il labirinto”, “La via di fuga”, […]

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  5. […] anch’essa poco più che adolescente, capisce e fa capire ai suoi lettori che una sola virtù non basta, non per nulla la sua […]

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