MENZINGER È UN NEW ITALIAN EPIC WRITER?

Leggo  Ansia assassinasu Wikipedia
New Italian Epic è una definizione proposta dallo scrittore
Wu Ming 1 per circoscrivere un insieme di opere letterarie scritte in Italia da diversi autori – tra cui lo stesso collettivo Wu Ming – nel periodo dal 1993 (fine della "Prima Repubblica") al 2008. Tale corpus di libri è descritto come formato da romanzi – in prevalenza, anche se non esclusivamente, romanzi storici – e altri testi letterari, che avrebbero in comune diverse caratteristiche stilistiche, costanti tematiche e una natura allegorica di fondo. Si tratterebbe di un particolare tipo di narrativa metastorica, con tratti peculiari derivanti dal contesto italiano
 
Secondo Wu Ming 1, le caratteristiche della New Italian Epic (vedi il suo celebre Memorandum) sono:
1- Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico".
2- "Sguardo obliquo" o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi.
3- Complessità narrativa unita a un'attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico.

4- Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”.
5- Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall'interno” il registro della prosa.
6- Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects).
7- Comunità e transmedialità.

 
La prima volta che ho visto un elenco simile a questo mi sono posto tre domande:  Il Colombo divergenteesistono davvero degli autori che appartengono a questa corrente? Ne conosco qualcuno? Io sono un New Italian Epic Writer (un NIEW, dico io)?
Se per la prima domanda mi mancano gli elementi per una risposta (chiedo indicazioni a chi mi legge) ma propenderei per rispondere con un no, per la seconda  la risposta non potrbbe che essere “no”, per la terza la questione è più complessa.
 
Ormai la definizione di New Italian Epic sembra cosa vecchia e fuori moda, ma vorrei rispolverare lo stesso alcune mie riflessioni di un paio d’anni fa in merito, che non avevo ancora avuto tempo di postare.
Evidenzio, innanzitutto, che, rispetto alla definizione di wikipedia posso dire di avere alcune delle caratteristiche sopra elencate:

  1. ho scritto e pubblicato in Italia nel perido indicato (anche se si tratta di una limitazione temporale che non condivido, sia perché la Prima Repubblica, secondo me, non è mai finita, sia perché anche il 2008 non mi pare rappresenti nessun tipo di spartiacque letterario o culturale);
  2. ho scritto soprattutto romanzi;
  3. non mancano aspetti allegorici in alcuni di questi come “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l'angelo”.

Giovanna e l'angeloQuanto poi a parlare di “narrativa metastorica” nel 2010 per libri scritti nel decennio precedente, mi pare quanto meno azzardato, dato che con una prospettiva così ristretta mi pare ben difficile dire se un’opera trascende la storia o meno. Mi pare ardua sentenza necessariamente da rimandare ai posteri.
 

Esaminando, invece, i miei scritti alla luce dei punti dell’elenco di Wu Ming 1, in effetti noterei:

1- Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico": Questo punto è un po' difficile da definire ma direi che mi ci ritrovo abbastanza, anche se, certo, “Ansia assassina” ha uno stile narrativo piuttosto netto e tagliente, ma altri romanzi, come “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” sono piuttosto “riflessivi”.
2- “Azzardo del punto di vista”: "Il Colombo divergente" è scritto in seconda persona da due voci narranti molto particolari; "Giovanna e l'angelo" è la storia di Giovanna D'arco vista attraverso gli occhi di un angelo inconsapevole della propria natura e che non conosce Dio; in "Ansia assassina" il protagonista compare solo nell'ultimo capitolo e viene descritto come assenza.
3 – Complessità-pop: "Il Colombo divergente" e "Giovanna e l'angelo" sono romanzi Ucronie per il terzo millennio stratificati e tutt'altro che semplici ma che possono essere letti, soprattutto il primo, anche solo come "avventura", si alternano dunque piani di lettura colti e complessi a piani di lettura più superficiali e “popolari”;
4- “Ucronie potenziali”: "Il Colombo divergente" e "Giovanna e l'angelo" sono due vere e proprie ucronie (altro che “potenziali”), descrivendo uno un Colombo che rimane prigioniero degli aztechi e l'altro immaginando che Giovanna D'Arco sopravviva al rogo e, addirittura, oniricamente, muti sesso;
5- Sperimentazione linguistica: "Il Colombo divergente" alterna prosa e cantilene (non oserei dire poesie) e si muove sul piano dei giochi di parole, dell'allegoria e della metafora; "Cybernetic love" narra un triangolo amoroso usando le parole dei classici della letteratura riscritte in linguaggio informatico anglofono.
6- Unidentified Narrative Objects: vale quanto detto al punto 5, inoltre ho tentato contaminiazioni tra narrativa e immagine, sia con romanzi illustrati, sia con la c.d. "gallery novel": un romanzo collettivo, illustrato da numerosi artisti, progetto sviluppato in rete con il nome "Il Settimo Plenilunio". Anche “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” nasce come mix di narrativa e illustrazione.
7- Comunità e transmedialità: oltre a quanto detto al punto 6 (“
Il Settimo Plenilunio”, con 20 autori è davvero opera “comunitaria” e con la presenza di scrittori, pittori, fotografi e disegnatori, quanto di più “trans mediale” si possa immaginare), ho curato e stimolato la realizzazione dell'antologia allostorica "Ucronie per il terzo millennio", nata nel web e ho scritto oltre a "Cybernetic love" e a "Il Settimo Plenilunio" altri lavori a più mani, come il romanzo "Se sarà maschio lo chiameremo Aida", scritto per e-mail e che narra la costruzione di un teatro lirico tra le nevi di un'inesistente altissima montagna del sud Italia.
 
 Il Settimo PlenilunioIl nome “New Italian Epic” non mi è chiaro cos’abbia a che fare con i sette punti di sopra. Ma se vogliamo dire che i romanzi di questo genere rappresentano un nuovo modo di fare epica, e che l’epica parla di eroi, credo che ancora una volta “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo”, descrivendo due eroi reali in modo fantastico, stravolgendone il ruolo, facendo di un vincitore un perdente e di una vittima una vincente, siano esempi di NIE. E le avventure del piccolo Jacopo Flammer nei romanzi del ciclo “I Guardiani dell’Ucronia”, quali “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” non sono un po’ epiche?
Vi pare allora che mi possa considerare un NIEW?
 
Certo se si osa dire che uno come Saviano è un NIEW, allora possono esserlo tutti. Ditemi voi cos’ha a che fare uno che ha scritto una sorta di reportage giornalistico con la letteratura e ancor più con quanto si dice sopra? Eppure è uno degli esempi di NIEW, più spesso citato! Persino Wu Ming 1 segnala espressamente GomorraJacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale
Sarà una cosa seria? A me non pare. Credo che una simile corrente letteraria non sia mai esistita e che il solo autore che mi venga in mente che ne possa essere additato come esempio è proprio il sottoscritto, il che mi pare proprio pochino. Oppure qualcuno di voi è in grado di motivarmi dettagiatamente (almeno come ho fatto sopra rispetto ai miei libri) perché un dato autore (De Cataldo? Lucarelli? Blisset? Saviano ? Santoni? Chi altro?) debba considerarsi NIEW?
Diciamo allora che la trovata di questa (ormai non più tanto) nuova etichetta sa tanto di trovata pubblicitaria, probabilmente legata al lancio del saggio “New Italian Epic. Letteratura, sguardi obliqui, ritorni al futuro” o alla sponsorizzazione degli autori fantasiosamente inclusi nella corrente letteraria.
Diciamo allora che in fondo sia un bene che Wu Ming 1 si sia inventato anche una (pur arbitraria) scadenza per il fenomeno, così almeno possiamo trogliercelo di torno. E pace all'anima sua (se ne ha una). 

9 responses to this post.

  1. Posted by pietroatzeni on 28 novembre 2010 at 20:03

    Penso che sia una farneticazione pubblicitaria e l'inclusione di Saviano ne è la prova. Dopo aver letto "il Colombo divergente" a pieno titolo ti riterrei il Caposcuola di questa corrente letterararia ne hai tutti i requisiti, altri sinceramente non ne conosco. Ma sinceramente sezionare un prodotto letterario in questo modo mi sa tanto di vecchia masturbazione intellettuale a fini esclusivamente pubblicitari. Un abbraccio e buona serata. Pietro.  

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  2. Posted by passeggio on 29 novembre 2010 at 17:06

    Caro Carlo, sicuramente l'avrai già detto a tutti, ma io ancora non lo so… 🙂
    Come mai ti chiami di Preussenthal, che oltretutto scrivi in ogni tuo libro, per quel che riguarda il tuo nome. 🙂

    Rispondi

  3. Posted by Menzinger on 29 novembre 2010 at 20:00

    Anche se forse sembra un nickname, Carlo Menzinger di Preussenthal è proprio il mio nome, quello che compare nei documenti e quando firmo qualcosa di importante devo firmare proprio così!
    Il cognome è di origine austriaca/tedesca. Originariamente era Menzinger Von Preisental, poi quando i miei antenati sono arrivati in Italia nel XVIII secolo, agli italiani deve essere parso troppo "facile" e hanno aggiuto l'"h" e cambiato qualcosa.
    Quando posso mi faccio chiamare solo Menzinger, che è già lungo quanto basta!

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  4. Posted by ceglieterrestre on 30 novembre 2010 at 09:06

    Ciao Carlo sono rientrata, mi puoi spedire il volume.Un caro saluto franca

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  5. Posted by Hatshepsut81 on 30 novembre 2010 at 23:02

    Tu pensi di esserlo? ^_^

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  6. Posted by Menzinger on 1 dicembre 2010 at 17:18

    Mi pare che sia una classificazione che non ha molto senso, però, come vedi, mi pare che corrisponda abbastanza alle caratteristiche dei miei libri. Forse non di uno in particolare, ma dell'insieme.
    Capisco meno quali altri autori possano essere definiti NIE. Se si prende la definizione alla larga, potrebbero starcene molti, se si prende stretta, nessuno! E' un po' come gli oroscopi: sono così generici, che spesso ci azzeccano!
    E voi? Chi si sente un NIEW?

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  7. Posted by colf on 2 dicembre 2010 at 18:21

    non ho ben compreso l'argomento, non me ne intendo, non so, forse ti riferisci ai scrittori dell'Italia della cos'detta bella epoca?

    non so so soltanto che ci sono sempre stati scrittori cge seguivano o cercavano di portare la gente a seguire dei certi canoni di vita, con letterature – guida, attraverso scritti ironoci, allegorici ma che secondo me in un modo o nell'altro interessati a far si che le persone si comportassero
    come volevano loro interessi commerciali, direttive spicoloogiche per non dare troppa ribellione.

    mha un pensiero te l'ho lasxiato perché è sempre piacevole  leggerti

    ciao

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  8. Posted by Menzinger on 2 dicembre 2010 at 22:29

    Il NIE dovrebbe raggruppare alcuni autori con le caratteristiche descritte, che secondo Wu Ming 1 (quello del collettivo di scrittura, ex-Luther Blisset) avrebbero caratterizzato gli anni dal 1993 al 2008.
    In sostanza mi è parso più che altro un modo per autocollocarsi in un universo letterario immaginario.
    Quello che mi ha convinto meno di quella classificazione è stato che vi siano stati inclusi autori che poco (mi pare) rispondono alle citate caratteristiche, e qui chiedo lumi a chi li conosce meglio di me, perché immagino che probabilmente mi sbaglio su questo.

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