TRE LIBRI DI (quasi) FIABE

LA FIABA DEL RAGAZZO DAI CAPELLI VERDI

Marco MazzantiDi Marco Mazzanti avevo già letto “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, la storia di un pittore albino che era stato cieco. Mazzanti ci offre ora in lettura il suo nuovo romanzo “Demetrio dai capelli verdi” e non si può non notare subito come la passione per la pittura e il cromatismo, che aveva già caratterizzato l’opera precedente, sia ben presente anche qui. I capelli che nell’altro romanzo erano bianchi, qui diventano addirittura verdi, la pelle del nuovo protagonista si fa azzurrina e splendente (mi viene da pensare a Edward Mc Cullen in “Twilight”!). Tutto ciò sempre per descrivere il disagio di un “diverso” nei confronti del mondo.
Eppure questo Demetrio, sebbene chi poco lo conosce lo aggredisca, sembra trovare facilmente l’amicizia, persino nella donna che più duramente l’aveva attaccato, quasi a dirci che, in fondo, le diversità non sono un vero ostacolo a vivere una vita normale in mezzo agli altri.
Per tutto il romanzo ci si chiede il perché di questo strano aspetto del protagonista e come mai Demetrio abbia simili colori. Lui stesso si interroga in merito e non riesce a trovare risposte. Solo nel finale arriva a scoprire chi fossero i suoi genitori, eppure questo non spiega nulla. Il romanzo finisce ma la vita di Demetrio continua, la sua fuga dal mondo pure e il mistero non si scioglie, quasi a preparaci a un inevitabile sequel.
Se “L’uomo che dipingeva con i coltelli” era ambientato nel medioevo, qui siamo nel XIX secolo, ma in questo romanzo come nel primo l’ambientazione storica e geografica non ci pare rilevante. Questa è una fiaba e potrebbe essere ambientata in qualunque tempo e luogo, anche in un classico “Paese Lontano Lontano” da favola. Peccato allora cercare di far parlare i personaggi in un finto linguaggio ottocentesco, che nulla aggiunge alla costruzione narrativa, ma anzi rende meno fluida la lettura.
Demetrio dai capelli verdi - Marco Mazzanti INVESTIGATORE PER CASO

quando la luna ride.jpegDi Natalfrancesco Litterio (alias Oblomov Il Pigro) avevo già letto la raccolta di racconti “Il Dio del Jazz è nato in Alabama” di cui avevo parlato qui.
Già leggendo quei racconti mi ero reso conto che questo autore aveva le carte in regola per scrivere qualcosa di più compleUomini e topi - Steinbecksso. “
Quando la luna ride”, edito da Silele edizioni, conferma questa sensazione, sebbene sia, anche questo un libricino di sole 86 pagine, in un formato ultra-tascabile. Sebbene brevissimo, si tratta però di un romanzo e, come sospettavo, qui l’autore riesce a dare miglior prova di sé.
È un libro che si legge tutto d’un fiato, con piacere. Il protagonista Nick La Bestia è un gigante buono ma brutale, che fa quasi pensare a Lennie di “Uomini e topi” di John Steinbeck. Un uomo che per attitudine avrebbe potuto fare il criminale, ma che finisce per fare qualcosa di simile a una guardia del corpo in un’agenzia di sicurezza e investigazioni. L’incontro con un vicino appiccicoso e i suoi amici studenti lo trascinerà per caso a trasformarsi in investigatore, dove mostrerà doti inattese che lo porteranno molto vicino alla soluzione di uno strano caso in cui sembrano essere immischiate strane sette religiose.
Ben delineati anche i personaggi secondari, dal vicino Giò alla sua amica Marla (che Nick si ostina a chiamare Carla) al capo Gino.
La simpatia del personaggio ci accompagna e ci spinge a parteggiare per lui, nonostante le sue abitudini manesche.
E ora? Ora Natalfrancesco dacci un romanzo vero che duri di più di una corsa in treno!

 I GIOCHI DI PAROLE DI DILILLO
 
Nuove leggende lucane - Costantino DililloCosa vi aspettereste da un libro intitolato “Nuove leggende lucane”? Difficile dirlo. Cominciandone la lettura non mi ero fatto un’idea precisa, ma ovviamente pensavo a qualcosa di legato alla tradizione popolare della Basilicata, magari un lavoro di ricerca sull’evoluzione delle tradizioni locali.
Questo volume scritto da
Costantino Dilillo e edito da BMG è invece una raccolta di racconti dal tono prevalentemente umoristico, aspetto, quest’ultimo che poco il titolo lascia presagire, sebbene, pensandoci bene, già in esso si colga una certa ironia.
Si comincia con un racconto leggero che mescola con grazia credenze antiche e mondo moderno per parlarci di Giacomino, un bambino che non impara a parlare e poi regalarci una fantasiosa (leggendaria?) etimologia del fiume Basento.
Nel secondo racconto c’è ancora una bambina e parlando di figure leggendarie come la Befana e i Cucibocche (figure della tradizione materana che trascinano, legata ai piedi, una catena spezzata, hanno una lunga barba giallastra di canapa, un mantello scuro e un largo cappello, il più delle volte fatto con un disco di canapa da frantoio. In mano stringono un lungo ago con cui minacciano di chiudere la bocca dei bambini) si sorride sul desiderio della piccola che da grande vuol fare la gallina!
Le fantasie di un vecchio nonno sulla sua partecipazione alla colossale battaglia di Lepanto che contrappose la cristianità agli ottomani sono poi l’occasione per un gioco di parole.
Più avanti si gioca ancora con le parole (ma il racconto è quello che mi è piaciuto meno) e sono queste stesse a parlare, componendosi e scomponendosi a piacimentLa battaglia di Lepantoo.
In un altro racconto vediamo un Ragioniere che, prigioniero della propria agenda, di cui dimentica di girar pagina, ogni giorno ripete le stesse azioni.
In “Zann” due ragazzini vanno alla scoperta del sesso.
“Zappatore” è una filastrocca surreale dove al gioco di parole s’unisce uno strano intervento divino.
Il racconto più spassoso di tutti per me è stato quello sul pastorello che va a scuola e fraintende le istruzioni dell’insegnante.
Simpatica anche l’esegesi finale della filastrocca “Topolino, topoletto” (forse un po’ lunga!).
Insomma un volume gradevole e assai più lieve di quanto il tiolo suggerisca, per un paio d’ore di lettura rilassata, per chi ama la nostra lingua non in modo freddo ma come un’amica con cui giocare.

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3 responses to this post.

  1. Posted by Mirtillo14 on 16 novembre 2010 at 08:03

    Grazie per la segnalazione, con calma darò un'occhiata al tuo blog. Buona giornata

    Rispondi

  2. Posted by anonimo on 8 luglio 2011 at 17:06

    interessantissimo.

    Rispondi

  3. […] Demetrio dai capelli verdi – Marco Mazzanti – Eiffel […]

    Rispondi

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