Il Tempo lineare di Hyperversum

Hyperversum “Hyperversum” di Cecilia Randall (pseudonimo dietro cui si nasconde la modenese Cecilia Randazzo) è una storia costruita immaginando che sei ragazzi, durante una partita a un gioco di ruolo al computer intitolato, appunto “Hyperversum” si trovino improvvisamente, dentro il gioco, ambientato in Francia durante il medioevo. L’ipotesi, per quanto priva di qualsiasi fondamento logico o scientifico, è molto suggestiva e al passo con i tempi, rendendo il romanzo “alla moda”.
Tolto questo spunto, il romanzo si sviluppa, però, come un classico viaggio nel tempo, uno di quelli in cui i protagonisti si trovano nel passato senza capire come e senza essersi preparati alla situazione.
L’autrice si è ben documentata sul periodo trattato, per cui la narrazione assume i connotati di un buon romanzo storico, a parte l’invenzione di alcuni personaggi e persino di intere regioni della Francia, che comunque non ne alterano il realismo.
I personaggi, sebbene non troppo approfonditi psicologicamente, hanno il giusto spessore per un romanzo d’avventura, perché, in definitiva, “Hyperversum” è proprio questo.
Anche la trama è essenzialmente quella di una storia d’avventure, piena di colpi scena e molto trascinante.
Nel complesso, nonostante la sua mole, questo è un libro che si legge assai piacevolmente e che ti spinge ad andare avanti fino alla fine, anche se, a quanto pare, la storia non finisce con l’ultima pagina del libro, dato che il libreria ne ho già visto il seguito (si tratta a quanto pare di una trilogia, il cui terzo volume è uscito nel gennaio del  2009).
 
Aggiungerei ora una riflessione personale.
Mi ha incuriosito capire come vengono trattati i paradossi dei viaggi nel tempo da quest’autrice: la scelta è stataCecilia Randall - Cecilia Randazzo la più classica. In questo romanzo la Storia è una linea immutabile. Nessun viaggio nel passato può cambiare il presente.
Ian uccide il fratello del Conte, ma ne prende il posto e compie gli atti che, da storico qual è, sapeva esser stati compiuti dal morto e alla fine, tornato nel tempo presente scopre che la Storia ha sempre “parlato” di lui. Il Destino vince su qualsiasi volontà. Non c’è spazio per l’ucronia e gli universi divergenti. Trovo questa una visione del Tempo un po’ limitante per un romanziere (non consideratela una critica all’autrice, che in questo si adegua alla visione comune e comunque riesce a dar pieno sfogo alla propria creatività), per il quale un Tempo ucronico in cui infiniti futuri siano sempre possibili è assai più stimolante. Oltretutto mi pare illusorio pensare di poter rimettere il Tempo “in carreggiata” dopo che un evento nuovo ha mutato il passato. Bastano differenze minimali a mutarne totalmente il corso. In questo è forse stato più moderno Asimov, cinquant’anni prima, scrivendo “La fine dell’Eternità”.

Annunci

3 responses to this post.

  1. Posted by simonebocchetta on 25 settembre 2010 at 13:49

    buon fine settimana

    Rispondi

  2. […] 23) Gli occhi di Salgari – Paolo Ciampi 24) Iostoconletartarughe – Simonetta Bumbi 25) Hyperversum – Cecilia Randall 26) La fine dell’eternità – Isaac Asimov 27) Ho visto l’amore vicino da poterlo toccare […]

    Rispondi

  3. […] più improbabile l’ipotesi alla base di “Hyperversum” di Cecilia Randall, in cui il passaggio nel medioevo avviene attraverso un […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: