GOMORRA AL SUD. E AL NORD? SODOMA?

Roberto SavianoDi Saviano ultimamente se ne è parlato così tanto da rendermelo antipatico. Non mi piace però lasciarmi condizionare da queste impressioni, percui, nonostante questo e nonostante non abbia alcuna simpatia per le storie di mafia (o camorra), alla fine, con un po’ di ritardo, mi sono deciso (era luglio 2009) a leggere il suo “Gomorra”, sottotitolo “Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra”.

Innanzitutto va detto che non è un romanzo, come mi aspettavo fosse, dato che ne hanno ricavato anche un film. Non è però neanche un saggio, perché mancano riferimenti precisi alle fonti, documentazione, analisi scientifica o impostazione divulgativa.

In effetti il sottotitolo ne rappresenta la miglior definizione: è un libro di viaggio. Non però in terre esotiche ma nella terra stessa dell’autore, nelle zone in cui vive. Quello che ci descrive però è un mondo così assurdo e alieno (pur essendo realistico e verissimo, ne sono convinto) per la maggior parte degli abitanti della terra (e forse per buona parte degli italiani) da renderlo un viaggio ancor più straniante che se fosse stato fatto nella giungla del Borneo o nel deserto australiano.

Eppure si parla di una fetta di terra a poca distanza da Roma, dal cuore d’Italia. A pochi passi da Napoli, la città da vedere e poi morire (come non dirlo e pensarlo leggendo un simile libro). Il motivo percui però si muore in Gomorra è assai diverso da quello che dà senso al proverbio.

Gomorra” è, ìnfatti, un viaggio nella violenza. Una violenza cruda e spietata. In terra di camorra si uccide e si tortura con ponderata leggerezza. C’è gente fatta a pezzi, fatta affogare mangiando sabbia, fatta esplodere riempiendole la bocca di benzina, mutilandola pezzo per pezzo. Tutto quanto può servire per il peggior horror ma è pura verità, storia di gente che non si sente neppure colpevole dopo i più atroci abomini. I pentimenti sono solo dei trucchi per le lotte tra bande, per far fuori le famiglie nemiche.

Quello che maggiormente sconvolge però di questo libro è che questo mondo assurdo e Gomorra - Roberto Savianobastardo che descrive non è solo quella fetta di paesi sotto il Vesuvio che si fanno chiamare Secondigliano, Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano e simili. Se fosse così basterebbe recintarli o raderli al suolo e il problema camorra sarebbe risolto.

Quello che ci dice Saviano (ma già lo sapevamo, purtroppo) è che la camorra è anche altrove, persino all’estero, che la sua rete di potere è pari o forse superiore a quello di una multinazionale. Una multinazionale armata e senza etica (nonostante una falsa fede cattolica in cui questa gente crede di credere).

Quello che non ci dice ma che capiamo (e anche questo già sapevamo) è che lo spirito della camorra è lo spirito dell’Italia, di questo nostro Paese. Non per nulla la Sicilia ha generato la mafia e le altre regioni del Sud le loro n’dranghete e simili. Non per nulla molti degli atteggiamenti camorristici (con minor connotazioni violente) le ritroviamo anche nel centro e nel nord Italia. Non per nulla certi atteggiamenti di ostentazione, di arroganza, di falsa morale, sono caratteristica innegabile dei nostri politici, che come i boss camorristici, pretendono rispetto, si circondano di leccapiedi e guardaspalle, si procurano donnine facili (ma sì, non chiamiamole escort, che facciamo ridere!). Non per nulla certi imprenditori considerano le loro imprese proprietà loro anche se se le sono guadagnate violando ben più di una legge, non pagando le tasse, facendosi favorire dai giudici e a volte persino dai legislatori. Da Sud a Nord.

Buffo è stato leggere a pochi minuti di distanza su “Gomorra” prima, che i camorristi non vogliono usare i preservativi, e, su un quotidiano dopo, che anche il nostro Presidente non ne gradisca l’uso. La fede cattolica in questo sembra averla vinta! Poco importa, sembra, che i rapporti siano extraconiugali (per non dire altro).

La logica delle Famiglie prevale sulle leggi dello Stato, sull’educazione civica e sul senso morale e etico. La Famiglia prima di tutto. Purché sia la propria, che quelle degli altri non contano. Spirito tribale primitivo.

Affascinante poi vedere come la camorra, infantilmente (o primitivamente), scimmiotti il cinema, quasi che persone incapaci di capire la propria stessa perversione, non siano in grado di trovare in se stesse un’auto legittimazione e la cerchino quindi identificandosi nei personaggi violenti dei film, poco importa se questi siano già delle parodie di uomini come in Pulp fiction o in Kill Bill: il camorrista sembra non essere in grado di cogliere l’ironia e si maschera da pagliaccio, credendo di fare il duro (questo non toglie che poi siano davvero dei “duri”, anzi peggio).

Quest’incapacità di essere se stessi traspare anche dal costante ricorso a soprannomi, che non servono, come si potrebbe pensare a nascondersi, perché tutti sanno chi siano Sandokan, la Tigre Arkan, Pikachu, O Russo, Ugariello, O’ Schizzato. Il soprannome serve a fare il personaggio. Sono tutti attori. Ma un attore se recita, non può essere se stesso. Non è nessuno. Forse per risolvere il problema camorra non ci vorrebbero polizia, giudici o leggi speciali, ma un esercito di psicologi!

Interessante (ma già l’intuivamo) l’analisi del potere economico di questa multinazionale armata, le sue radici nell’edilizia, nel cemento, da cui sono nati tanti imprenditori italiani, che da questo hanno differenziato le proprie attività. Non ve ne viene in mente nessuno? Interessante l’analisi della struttura economica a rete (apparentemente moderna, dunque). Interessante il discorso sulla gestione dei rifiuti (che fa capire, a chi non l’avesse inteso, il perché il problema sia esploso recentemente a Napoli).

Drammatico è pensare che tutto ciò sia profondissimamente radicato nel Paese, perché la morale amorale di questi uomini è solo di poco diversa da quella di molti uomini che guidano l’intera Italia a tutti i livelli.

Certo non di tutti, ma non ci si deve stupire se i politici da noi non si dimettono anche se sono stati colti con le mani nella marmellata. Anche i boss non lo fanno. E anche se finiscono in galera, continuano a governare i loro imperi da lì, oppure nascosti in qualche buco sotterraneo.

Perché non c’è vergogna. Non ci può essere vergogna. Loro stano solo gestendo. Nessuno se la prende con loro. Mica tutti possono essere santi, no?

Annunci

4 responses to this post.

  1. Posted by charliebrown01 on 17 maggio 2010 at 20:39

    Fortunatamente esistono autori e soprattutto forze dell'ordine, magistrati che combattono quotidianamente la criminalità organizzata.Ma essendo una vera e propria S.p.A del crimine e dell'enorme ricchezza che ruota intorno,combatterla con i soliti eroi equivale ad usare la fionda d'un famoso Davide.Il sistema nel mezzogiorno si fonda su di essa,è radicata al territorio in modo infinito,non ho ricette,ma come esempio può calzare il chirurgo che aprendo i tessuti del paziente scopre una diffusa metastasi.Se poi si arriva a criticare aspramente uno scrittore reo d'aver portato alla ribalta la situazione camorristica in Campania,ciò fa pensare come ad alti livelli,da sempre,con costoro più che combatterli si va a patti.grazie del commento da mesaluti

    Rispondi

  2. Posted by ASerpentineKiss on 31 maggio 2010 at 14:21

    Bah.. io proprio non capisco.. Il povero Saviano vive sotto scorta.. perchè? Alla fine quasi tutti sapevano. Io sono di Napoli, abito in un paese vesuviano (fortunatamente tranquillo!) e sapevo già tutto prima che Saviano scrivesse Gomorra. Lo sapevo perchè qui le notizie girano.. Con la differenza che Saviano ha vissuto queste esperienze camorristiche in prima persona. La gente di Casal di Principe lo odia. Una ragazza in tv, qualche mese fa, disse che per colpa di Saviano lei non poteva più dire che vive a Casal di principe. Ma Saviano ha detto che a Casal di Principe sono tutti camorristi? No, ha fatto nomi e cognomi.La camorra, la mafia, la 'ndrangheta ci sono e ci saranno sempre. Basterebbe così poco per eliminare queste associazioni se solo si volessero eliminare davvero. No, il punto è proprio questo: non si vogliono eliminare. Il governo può, ma non fa. Perchè gli stessi parlamentari sono mischiati in queste storiacce e perchè fa comodo anche a loro, fa comodo a tutti quelli che si trovano al vertice della piramide sociale.Ciao, Valeria.

    Rispondi

  3. Posted by Menzinger on 31 maggio 2010 at 16:14

    Saviano ha detto alcune cose in modo un po' diverso e con una certa precisione, con ricchezza di particolari, nomi e cognomi, però, hai ragione, la situazione di degrado connessa alle organizzazioni mafiose e camorriste sono decenni che le conosciamo. Quasi tutti.

    Rispondi

  4. […] – AA.VV. 30) L’Aleph – Jorge Luis Borges 31) Il mondo perduto – Arthur Conan Doyle 32) Gomorra – Roberto Saviano 33) Saper scrivere – Vol. 4 – Scuola Holden 34) Londra insolita e segreta 35) The etiquette […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: