AVATAR: CINEMA CITAZIONE O PLURIPLAGIO?

Avatar, film di CameronDi solito in questo blog parlo solo di libri e di letteratura ma il cinema è strettamente imparentato con questi, a volte mi capita di divagare verso i prodotti dello schermo. Voglio farlo ancora per fare alcune riflessioni su un film che si preannuncia come un prossimo successo planetario: Avatar di James Cameron, il regista di Terminator (1984), Aliens (1986), The Abyss (1989), True Lies (1994) e Titanic (1997).
Il 3 gennaio 2010, quindi in soli 17 giorni, Avatar ha, infatti, raggiunto e superato il miliardo di dollari d'incassi, battendo in velocità ognuno degli altri 4 film che finora hanno raggiunto il miliardo (il primo è stato il precedente film di Cameron, Titanic).
Il 6 gennaio, quindi in soli 20 giorni, è divenuto il secondo maggior incasso della storia del cinema, grazie ad un incasso mondiale di 1.135.383.229 di dollari, 374.445.852 dei quali ottenuti nei soli Stati Uniti.
Quando un film ha un simile successo, non si può ignorare. L’ho visto lo scorso week end e indubbiamente è un bel film che si guarda volentieri, con degli effetti speciali davvero straordinari e un messaggio ecologista da non trascurare di questi tempi. In alcune sale è proiettato in 3D (non dove l’ho visto io, però), cosa che lo rende ancor più un balocco da parco di divertimenti.
 
Quello di cui vorrei parlare però è la trama, perché ritengo che il successo del film dipenda sicuramente in gran parte dagli effetti speciali ma che la storia raccontata debba avere la sua importanza nel determinare l’attenzione del pubblico.
Ebbene quello che ci troviamo davanti è un incredibile miscuglio di film già visti! La miscela è di grande effetto ma non c’è scena in cui non venga da pensare “ma questo è come in questo o quell’altro film!”
I ragazzini riconoscono subito la trama di film disneyani come AvatarPocahontas o, magari Atlantis e La Sirenetta: l’amore tra il bianco e l’indiana, tra la donna sottomarina e il ragazzo umano, tra la sirenetta e l’umano, per non parlare dei potenti cristalli di Atlantis che fanno Catwomanpensare ai poteri delle foreste di Pandora. La casa sull’albero ricorda invece il cartone Aida degli alberi.
E poi ci sono gli alieni: questi Na’Vi giganteschi e con gli occhi da gatto e la pelle blu striata, che combattono con archi e frecce come gli indiani della migliore tradizione western, con tanto di versi che a volte ricordano quelli dei loro predecessori americani.Aida degli Alberi Solo che anziché combattere tra montagne e deserti lo fanno in una giungla che ricorda quella dei film sul Vietnam, non ultimo Apocalipse Now, di cui vediamo replicata persino la carica degli Avatarelicotteri! E in questa giungla si muovono fiere mostruose e pericolosissime che sembrano fuggite da un Jurassica Park alieno.
E gli Avatar: sembrano presi in prestito da Matrix, dei cui protagonisti i Na’Vi hanno analoga agilità. La protagonista si muove felina e scattante come Catwoman o altri supereroi ben noti.
Le leggendarie montagne fluttuanti di Pandora forse ricordano Il castello errante di Owl o forse semplicemente le pietre magnetiche galleggianti in aria di Viaggio al centro della terra (il recente remake 3D, non certo l’originale). La memoria di Guerre Stellari poi aleggiaAvatar Pocahontas - Disneyovunque, persino nella cabina di regia degli umani, che ricorda quasi quella della Morte Nera.
E che dire della battaglia finale, con l’intervento di Madre Natura e degli animali: non siamo forse dalle parti de Il Signore degli Anelli o delle Cronache di Narnia?
E quel primo piano sull'occhio non viene forse da Lost, come l'attrice che pilota uno degli elicotteri?
 
Ed eccoci al quesito che mi sono posto: è giusto fare un film o scrivere un libro mescolando gli elementi di altri libri o altri film? Il prodotto è qualcosa che si può ritenere abbia una sua autonoma dignità artistica o  siamo ai limiti del plagio?
Quando un film (o un libro) è una copia di un altro, parliamo di remake (e a volte sono migliori dell’originale) e nessuno ormai si scandalizza, però dimenticarsi dell’originale ci fa valutare male il risultato finale. Ci sono registi come Burton che hanno fatto dei remake la propria arte (basti pensare a “La fabbrica di cioccolato” a “Il pianeta delle scimmie”) e realizzato prodotti che aggiungevano genialità alla genialità precedente. Altre volte il risultato è stato deludente, come quando gli americani cercano di copiare film europei (penso, ad esempio, a “Solaris” o “Tre uomini e una culla”).Avatar
Quando però gli elementi copiati vengono da diverse fonti, allora credo che si possa parlare di una vera arte del regista (o dello scrittore) nel mettere assieme le parti in un modo nuovo per ricreare un prodotto che, con mattoni usati, ci regala una costruzione innovativa. Se poi gli strumenti (in questo caso tantissimi effetti speciali) sono particolari e diversi, il prodotto diventa davvero qualcosa di nuovo, anche quando nella torta riusciamo a riconoscere dei sapori già noti.
Del resto anch’io mi sono divertito a scrivere “Cybernetic Love” (una delle tre storie di “Parole nel web” – Edizioni Liberodiscrivere) raccontando un tragico triangolo d’amore nato da una chat realizzando una sorta di collage d i citazioni di classici della letteratura (soprattutto aHarry Potter sull'ippogrifo Fierobeccontica), riscritti con linguaggio informatico. Penso che nessuno possa pensare che “Cybernetic love” sia un plagio di Omero o Virgilio, tanto diverso è il prodotto finale e tanto esplicite sono le citazioni!
Lo stesso credo valga per Avatar: la sua originalità sta nell’aver mescolato tanti film di successo per ragazzi. Che sia poi uno dei primi film degni di questo nome realizzato in 3D potrebbe renderlo degno di un posto nella storia del cinema.
Annunci

26 responses to this post.

  1. Posted by nereide1 on 23 gennaio 2010 at 13:11

    Una interessante analisi di Avatar, considerato prevalentemente sotto il profilo artistico. E’ sicuramente un prodotto degno di nota.

    Anch’io gli ho dedicato un post, come ben sai, ma di questo film mi ha colpito soprattutto il messaggio, a mio avviso un po’ distorto nell’epilogo.

    Grazie del passaggio. Torna a trovarmi, mi farai piacere.

    Complimenti e in bocca a l lupo per il tuo libro.
    annarita

    Rispondi

  2. Posted by gmdb on 23 gennaio 2010 at 13:46

    Avevo già notato alcune delle tante citazioni e riferimenti che elenchi tu. Però devo dire che per me "plagio" è quando il regista fa una brutta copia di un’opera (senza volerne fare un remake). Quando invece, come nel caso di Avatar, il regista crea una storia tutto sommato parecchio originale sia come trama che come scenografie, pur inserendo riferimenti a film o libri famosi, allora non possiamo parlare di plagio. Anche perchè, volendo, in qualsiasi film di grande successo, si possono trovare elementi di storie già scritte, di personaggi già visti.
    Alla fine, secondo me, quello che conta è il risultato: è piaciuto? non ti ha lasciato l’impressione di aver visto la brutta copia di qualcosa che già conoscevi? Ed allora è un buon film.

    Rispondi

  3. Posted by pilloledicinema on 23 gennaio 2010 at 13:49

    Il fatto che Avatar somigli a tutte le storie che hai detto tu è anche dovuto alla sua stessa natura, che è quella di essere un film basato su una storia incredibilmente classica ed accessibile a tutti gli spettatori.
    Poi è vero alcune sequenze ricordano sequenze di altri film, ma il cinema di Tarantino si basa praticamente su questo gioco di rimandi e nessuno si sogna di dire che i suoi sono plagi.
    Secondo me però più che la storia qui è importante il modo in cui questa è stata raccontata e quali messaggi stanno alla base a parte quelli scontati del rispetto dell’ambiente e dell’accettazione del diverso. Credo che propro di questi suoi messaggi più nascosti se ne potrebbe parlare per ore.
    Ciao

    Rispondi

  4. Posted by anonimo on 25 gennaio 2010 at 20:54

    c’è molto di più ragazzi.. guardate oltre.. vi rimando al libro : "la matrix divina" di Braden o al libro "entanglement" di teodonari.. collegamenti, connessioni..è un messaggio, non so quando consapevole, per l’umanità..

    Rispondi

  5. Posted by lafrancybis on 27 gennaio 2010 at 15:40

    premetto che non ho visto il film, quindi non posso apprezzare tutti i riferimenti fatti nel post e nei commenti, ma dopo aver parlato con varie persone che lo hanno visto ho deciso di non contribuire alla sua scalata verso il primo posto degli incassi.
    La decisione è stata presa perchè tutti mi hanno detto più o meno le stesse cose: storia banale resa interessante dagli effetti di scena, ma niente di più.
    Un giorno magari lo vedrò anche io e forse mi pentirò di questa mia scelta, ma per il momento credo che un po’ sia anche l’effetto novità che colpisca. Vedremo se tra tre, quattro, cinque anni ancora sarà un film parlato come colossal, al pari di colossal che lo hanno preceduto!

    Rispondi

  6. Posted by Menzinger on 27 gennaio 2010 at 22:03

    @Lafrancybis: che per certi aspetti sia banale è vero, ma tutte le grandi storie lo sono!
    Quando si va al nocciolo delle cose e si tocca l’anima, si deve per forza essere semplici.
    Questo però, in realtà, è un film semplice solo all’apparenza. Credo sia il film più costoso mai realizzato e gli effetti speciali sono quanto di più elaborato sia mai stato realizzato. Questo si sposa con una trama che è apparentemente essenziale. Come fa, però, ad esserlo veramente se ricorda così tanti film?
    Quello che è stato ottenuto è la semplicità provenendo dal complesso. Una storia "primitiva" con tutta la Storia del cinema alle spalle.
    Purtroppo non è qualcosa che si può ignorare.

    Rispondi

  7. Posted by Elisabhett on 28 gennaio 2010 at 08:44

    si ,si pubblicano anche altro genere , ma questo dei romanzi rosa è una nuova iniziativa….ciao e buona giornata

    Rispondi

  8. Posted by Fioredicollina on 28 gennaio 2010 at 19:16

    bellissime qst tue considerazioni!  veramente da intenditore! anche a me cmq è piaciuto Avatar  e ti ringrazio x il tuo invito a leggerti qui. un saluto e spero di ritrovarti sul mio cammino-blog! 

    Rispondi

  9. Posted by anonimo on 29 gennaio 2010 at 13:11

    Complimenti, molto attento e molto preparato sulla cinematografia…ma sai com’è…Avatar va aldilà della storia in sè per sè (che comunque a me, seppur semplice, o copiazzata come dici tu, è piaciuta!), dietro c’è un lavoro pazzesco da parte del regista e di tutta la produzione, e credo che oltre alla trama, sia cosa da considerarsi importante, in quanto rivoluzionerà il cinema del futuro.
    Avatar è innovazione cinematografica!!  E sinceramente, sono contenta di spendere € 10 di biglietto per un prodotto che mi tiene incollato a meravigliarmi e ad emozionarmi per 3 ore, dove sò che ogni cosa è stata creata con precisione, con scrupolo e attenzione, da uno staff selezionato e scelto dallo stesso regista plurivincitore di Oscar! Di certo non mi va che venga considerato come superficiale un film di questo livello, quando il nostro cinema italiano non fa che sfornare "cinepanettoni" con attori vecchi che tentano di far ridere mettendo in mostra le virtù dell’ultima bonona raccomandata di turno!! Prima di puntare il dito fuori, cerchiamo di vedere cosa produciamo noi?? 
    Vi consiglio di vedere i video 1, 2, e 3 su you tube dello speciale AVATAR di Sky, e forse capirete molte più cose!!!

    Rispondi

  10. Posted by Menzinger on 30 gennaio 2010 at 16:48

    Ho scoperto che anche su Focus hanno notato le analogie tra Avatar e Aida degli alberi, che sono numerosissime, molte di più di quante ne avevo immaginate io.
    http://www.focus.it/Tecnologia/speciali/avatar—aida-due-film-e-tante-analogie.aspx

    Rispondi

  11. Posted by rosdrudidurella on 1 febbraio 2010 at 13:04

    Dopo aver letto il tuo post non potevo davvero esimermi dal commentarlo, il cinema è la mia vita e il mio lavoro da sempre.
    Allora procediamo per gradi. Parli di plagi, scopiazzature o similitudini nel film Avatar e non di citazioni.
    Martin Scorsese è solito dire (e non l’unico) che nel cinema come nelle sette note musicali, è stato già inventato e fatto tutto, rivivere nei propri film prendendo quello che ci è piaciuto dagli altri è normale nel cinema. Apprendere nuove tecniche e riproporle a modo nostro è una sorta d’insegnamento e di progresso creativo, così come le tematiche con relativi contenuti, non c’è nulla di male sia che venga fatto in modo consapevole che inconsapevole. Il nostro inconscio viene colpito da certe immagini sequenze e inquadrature che poi, anche senza esserne consapevoli riproproniamo nei nostri film anche se in modo diverso.
    Fellini diceva che l’occhio è scoppiato, questo negli anni settanta ed aveva ragione, quando l’occhio scoppia pe rimmagini, devi andare a "colpire" in altri lidi, inconscio, psiche io ed altro.
    A proposito dell’occhio, il primo film in cui si vede un occhio in primo piano strettissimo è proprio "l’occhio che uccide" diretto nel 1960 da Michael Powell, scritto dal crittografo  Mark Lewis. Un thriller classico in bianco e nero, (assolutamente da vedere se non lo conosci) introspettivo e psicologico come pochi, da quel film poi sono nati i thriller legati al filone dei serial killer che come sai amo tanto.
    Tornando ad Avatar, tu affermi di non avelro visto in 3d e questo è pazzesco. Mi spiego.
    E’ come ascoltare mono un brano creato in dolby stereo digital. Tutto il film è stato girato pensando al 3d e come tale ogni inquadratura e immagine di racconto è legata a questo. Direi non che hai perso il 50% del film, ma che hai perso il film.
    Non si trattava in questo caso dei soliti effetti speciali fini a se stessi, ma di vivere una nuova esperienza piena di emozioni, con la consapevolezza di essere entrati a far parte di una nuova pagina scritta nella storia del cinema.
    Il 3d esiste da una vita, (già negli anni 60)i proiettava esclusivamente le immagini in avanti e solo in alcune inquadrature.
    Nel film Avatar il 3d è totalmente diverso (si raccomanda infatti di vederlo solo nelle sale realmente attrezzate per il nuovo 3d)
    Noi pubblico siamo al centro del film fino ad entrarvi dentro. Lo schermo in sala non è piatto, ma ha gli angoli è anche più grande dandoci una visione a 360 questo è il 3d.
    Gli occhialini non sono più quelli di cartone con le lenti rosse, ne quelli in plastica nera, ma rossi che s’infilano dalla testa per restare chiusi e darci la visione a 360 gradi.
    Le immagini laterali che escono fuori dallo schermo in questa nuova versione del 3d non vengono più tagliate, ma le vediamo contiunare a camminare e muoversi ai nostri lati.
    Ho visto il film sabato nella sala di lunghezza (tiburtina roma) attrezzata in questo modo.
    L’esperienza e l’emozione vissuta è stata fortissima. Quando loro si buttano in giù per volare o cadono anch’io venivo risucchiata e spinta dentro lo schermo con la sensazione di cadere.
    Spero di essere stata chiara e quindi tu avrai capito cos’hai perso. Il film si basa su questo e non usufruendo di ciò per cui è stato creato è come non averlo visto.
    Adesso vengo al plot e quindi alla storia del film.
    E’ vero, il contenuto della storia è quello già visto e sentito mille volte.
    L’uomo terrestre è solo portatore di morte e distruzione, mentre gli alieni hanno imparato a vivere in armonia con la natura o meglio con madre natura, la madre di tutti noi.Vivono in comunità tutti insieme formano un unico individuo, nulla è fatto per interesse o benessere personale, tutto è fatto per il bene della comunità.
    Ora questo messaggio ottimo per i bambini e le nuove generazioni (da alcuni definito ambientalista, per me è solo crescita spirituale collettiva)
    anche se per noi conosciuto, ma per i piccoli no, è giusto e doveroso ripeterlo specialmente attraverso un film come questo come si fa per la giornata della memoria.

    Con Avatar, ho ho rivissuto le emozioni del grande film di Kevin Costern "Balla Coi Lupi". Dove l’uomo bianco incivile, rozzo e ignorante è convinto di essere superiore agli indiani che considera selvaggi, quando ormai ben sappiamo del contrario.
    Gli indiani d’america vivevano da sempre in armonia con la natura (come in Avatar), rispettando alla perfezione la catena biologica, conoscevano le erbe medicamentose (oggi omeopatia ed erboristeria) e curative, l’importanza dello spirito collettivo della meditazione e qui mi fermo il discorso è troppo lungo e vasto.
    E non capivano la distruzione di animali o cose senza una necessità di sopravvivenza per la collettività a differenza dell’uomo bianco che ha sempre agito per interesse  venale e personale e mai per il bene della comunità.
    Ora il pianeta di pandora per me erano gli indiani e i militari ottusi e arroganti portatori di morte, gli americani o uomo bianco conquistatore in generale.
    Come in balla coi lupi, il contatto diretto di un terrestre con gli alieni, lo porta a capirli e a comprenderne la cultura, usi e costumi, attraverso la conoscenza, diventando sensibile e consapevole, risorgendo dalla sua ignoranza di non conoscenza e di soldato.
    Questo messaggio è eccellente per tutti i bambini del mondo che vedranno il film. Adesso chiudo e chiedo scusa per essermi dilungata anche troppo.
    Ma ce ne fossero di film così costosi se poi i risultati sono questi.
    A scapito di tanti altri film americani costosissimi ed inutili.
    Ciao
    Rossella.
    NB:
    dimenticavao. Avatar ha superato in incassi Titanic.

    Rispondi

  12. Posted by rosdrudidurella on 1 febbraio 2010 at 13:13

    Sempre io,
    avevo dimenticato il plagio. Questo c’è quando il film è tratto da un libro e non ne ha i diritti, nei titoli di testa non c’è scritto tratto dal romanzo di e nemmeno liberamente tratto dal libro di. In questo caso se i contenuti sono simili e se la storia del film nasce anche solo dall’idea del racconto di un romanzo,  è plagio.
    Esistono tante casistiche in tal senso dove il diritto d’autore si fa valere, specialmente in america, da noi un pò meno ma c’è.
    Ma se la fantasia e l’intuizione dello scrittore sceneggiatore o regista è tale da proporre cose simili ad altre, senza esserne consapevole perchè non ha letto quel libro e non ha mai visto quel film, anche questo accade ed è difficile stabilire il plagio, sempre per il discorso delle sette note di cui al mio primo  commento. (ad e esempio io non ho visto i film di favole che tu citi e non li conosco, però avevo immaginato anni fa una storia di esserini abitanti sugli alberi etc etc). Capito?!
    Rossella.

    Rispondi

  13. Posted by Menzinger on 2 febbraio 2010 at 21:41

    @Rosdirudella: dici "Parli di plagi, scopiazzature o similitudini nel film Avatar e non di citazioni."
    In reltà, fin dal titolo del post, io mi limito a chiedere a me stesso e ai lettori se siamo nel campo della citazione o in quello del plagio e, sebbene lasci un finale aperto, mi pare che le mie conclusioni corrispondano alle tue: c’è innovazione.

    Quanto all’occhio in primo piano hai ragione: non l’ha certo inventato Lost, anche se nel telfilm è una costante e questo sembra il richiamo più vicino per Avatar.
    Per quel che riguarda il fatto che io l’abbia visto in 2D e non in 3D, spero di rimediare e rivederlo presto in una sala attrezzata, comunque riesco ad immaginarmelo, avendo visto già varie altre cose in 3D. Anzi ho visto cose anche in 4D (quelle con le poltrone che si muovono, l’aria e l’acqua soffiate addosso agli spettatori e simili).
    Il 3D non è certo una novità assoluta. Ricordo persino delle trasmissioni televisive da vedersi con gli occhialetti bicolori sulla RAI di circa trent’anni fa.
    Avatar però è uno dei primi prodotti ad avere la dignità del film vero (assieme a film come "Viaggio al centro della terra", "L’era glaciale 3", "Shark Boy e Lavagirl") e visto che anche i prossimi due Harry Potter (il settimo volume sarà diviso al cinema) li annunciano in 3D, mi pare che una nuova era stia cominciando per questa tecnica.

    "Balla con i lupi" è uno dei film a cui ho pensato quando citavo genericamente il riferimento al western, però rispetto al film con Kevin Costner mi pare si faccia un passo indietro, tornando ai film classici con le battaglie tra indiani e cowboy.

    Hai ragione che è difficile provare che il regista conosca certi film, ma quelli citati sono tutti ultrafamosi.
    Il solo meno noto è "Aida degli alberi" che credo, essendo italiano, fuori dalla penisola sia poco conosciuto, ma dubito possa esser sfuggito a Cameron: le somiglianze evidenziate anche da Focus sono impressionanti http://www.focus.it/Tecnologia/speciali/avatar—aida-due-film-e-tante-analogie.aspx. Basti pensare all’aria da umanoidi blu con faccia da gatto che hanno i personaggi di entrambe le storie, all’ambientazione della storia e in parte alla stessa trama, per non parlare di intere scene.
    La battaglia con la natura che si ribella, poi è davvero troppo simile a quelle de Il Signore degli Anelli e de Le Cronache di Narnia.

    Comunque lo ripeto: è un gran bel film, con la sua originalità (nonostante tutto) e che va assolutamente visto.
    Se poi lo confrontiamo alla maggior parte dei film in circolazione, beh, non c’è davvero confronto!

    Rispondi

  14. Posted by rosdrudidurella on 3 febbraio 2010 at 18:59

    Caro Carlo,
    Sono d’accordo su tutto, voglio solo specificare cosa intendevo per plagio e citazione perchè non l’ho fatto, molti giovani scrittori sceneggiatori e registi odierni, usano spesso le citazioni di altri film, quindi volute, perchè considerate dai critici cinematografici, citazioni colte.
    Non ho mai amato questa definizione, non vedo cosa ci sia di colto nel rifare scene create da altri. La cultura cinematografica per chi vive di questo lavoro dovrebbe essere normale,anzi il minimo.
    Ma non è così.
    Se pensi agli esami che danno in "scienze della comunicazione" è tutto da ridere, ne cito uno per tutti :" Senso" uno dei capolavori di Visconti . L’esame consisteva nel vedere il film e farne una relazione.
    Quando ero ragazzina non esisteva questa facoltà,  gli appassionati malati di cinema come me, frequentavano i cineforum e i cineclub per poter vedere tutto il cinema mondiale, dal muto a oggi. Mai avrei immaginato potesse diventare una  laurea, ma in che?.
    Oggi si enfatizza tutto perchè continuiamo a vivere nella" mediocrazia" assoluta e nell’ignoranza, ti dicono "bravo" se dimostri di conoscere alcuni film e s’ignora o disprezza il vero talento. Ce ne sono molti in giro di telenti, ma nessuno li incoraggia o aiuta ad emergere E non credo cambierà fino a quando i parametri di giudizio resteranno legati alla mediocrità.
    Sono entrata in un discorso lungo e variegato che non posso ampliare qui
    Ciao,
    Rossella.

    Rispondi

  15. Posted by Menzinger on 3 febbraio 2010 at 22:35

    Certo oggi è molto più facile trovare o vedere un buon film, di quelli che hanno fatto storia. Basta andare su internet. Però se ne guardano, io credo, sempre meno.
    Quando ero giovane era normale guardare film di dieci, venti o quarant’anni prima.
    Se oggi proponi a un ragazzino un film di tre anni prima gli sempre antiquariato!
    Di talenti in giro ce ne sono sicuramente tanti. Il cinema però penso sia un mondo ancor più ristretto della letteratura. Per uno scrittore è difficile emergere ma almeno gli basta un PC (o un quaderno) per scrivere. Un regista ha bisogno di mezzi, di attori, di scenari e quant’altro e se non è nel "giro" penso che difficilmente possa riuscire a realizzare qualcosa, figuriamoci poi a farsi conoscere.
    Tutto comunque si può studiare ma c’è modo e modo di farlo. Anche il talento si può apprendere (con un minimo di predisposizione, magari).

    Rispondi

  16. Posted by rosamaranto on 5 febbraio 2010 at 15:29

    Non ho ancora avuto occasione di vederlo al cinema. La mia domanda comunque è: perchè, se piace, semplicemente non goderselo senza troppe seghe mentali su dove e come perchè prende spunto da altri film? Tra le altrre cose ci sono dei paragon che hai fatto che non c’entrano nulla come quello con lost, avatar è stato sviluppato nel corso di 10 anni di lavorazione, se non di pù, e lost alla fine risale a pochi anni fa.
    La sola verità è che ormai, al cinema, è stato detto tutto. E’ impossibile guardare un film e non trovare citazioni da altri films o elementi simili, ed è impossibile ormai trovare un prodotto davver originale. Pensiamo ai film horror: o si fanno remake di sconosciuti films orientali (che poi se uno è appassionato e comprea i dvd di questi films se ne accorge e si incazza anche alquanto per l’andazzo generale) o si fanno remake di vecchi horror anni ’80, quelli che davvero erano horror.
    Avatar è un bel film a quanto dicono. Appena avrò occasione di vederlo al cinema sicuramente me lo godrò per com’è, e non per quanti presunti plagi mette nel piatto.

    Rispondi

  17. Posted by trans on 5 febbraio 2010 at 18:20

    Gentile amico…a me sembra che al di la d’approfondite analisi stilistiche e citazionali-mi si passi il termine-penso che a meno ed.vn grande salto nel buio,tutto s’è già visto,così come gli esseri umani in migliaia d’anni-biologicamente parlando-son sempre gli stessi…ciò che cambia sono le sensibilità..ora non vorrei mal interpretato il fulcro del dibattito..ma ciò che conta non sono i possibili reminders della memoria,quanto l’effetto globale che ciascuno di noi percepisce di fronte ad un opera..e credo che il modus emotivo di avatar sia il complesso d’input capace di donare..io,confesso,non l’ho visto..non sono un’afficionada delle sale-preferisco attendere la comodità del dvd-ma credo che una nuova cifra linguistica nel creare il fantasy sia stata lanciata..il sogno d’un regista divenuto realtà..vn bimbo che divenuto adulto ha la chance di realizzare il giocattolo tanto agognato..così come credo siamo solo agli inizi d’una rivoluzione tecnologica..vn pò come quando al centro sperimentale mi si diceva d’essere un’illusa,essendo io fautrice della certezza stilistica della poliedricita dell mezzo con l’avvento elettronico-parliamo degli anni ottanta-quale superamento del vecchio concetto legato al gamma televisivo,considerata allora forma d’arte minore rispetto al blasonato cinema a pellicola…il tempo m’ha dato ragione..chi rideva allora,oggi gira in hd…così credo che ancora non percepiamo il multiverso firmamento che s’apre dinnanzi a noi..dalla sceneggiatura alla scenografia..dalla fotografia..cl modo di fare regia..e avatar è solo quello spezzone che può essere paragonato alle sensazioni che provarono i primi spettatori dell’arrivo del treno in stazione all’epoca lumiere..ora,con la speranza di non averti tediato,ti saluto gentile amico,con la speranza di tornare presto a leggere le tue interessanti riflessoni..buona vita!your sincerely jackie.

    Rispondi

  18. Posted by Menzinger on 6 febbraio 2010 at 16:14

    @rosamaranto: ripeto ancora una volta che il film mi è piaciuto e che non escludo neppure di tornare a vederlo una seconda volta in 3D, avendolo per ora visto solo in 2D, però, quando lo vedrai, credo che, se hai già visto come immagino vari altri film, non potrai non pensare continuamente: " ma questo l’ho già visto"! Cosa che sinceramente non mi capita con tutti i film. Persino in storie molto più comuni questa sensazione, per me, è stata meno forte.
    Non so se l’occhio in primo piano derivi da Lost e certo non è un invenzione di questa serie anche se da questo telefilm è stato ampiamente sfruttato. Un esempio assai precedente lo riporta poco più sopra nel suo commento Rosdirudella: "l’occhio che uccide" diretto nel 1960 da Michael Powell.
    Il mio quesito era: è giusto esagerare così nelle citazioni cinematografiche? E’ un pregio o un difetto? Personalmente, come autore, è qualcosa che amo. Il mio "Giovanna e l’angelo" è pieno di citazioni (con tanto di nome del citato e opportune note, dove occorre ) e "Cybernetic love" l’abbimo addirittura costrutito come puzzle di citazioni.
    Il dubbio che mi pongo su questo film riguarda dunque in primis la mia stessa produzione: tutto ciò disturba il lettore/spettatore o lo gratifica?

    Rispondi

  19. Posted by Menzinger on 6 febbraio 2010 at 16:34

    @Trans: penso anch’io che Avatar possa segnare, assieme ai pochi altri film in 3D sinora realizzati una pagina della storia del cinema, che, con questo film e con la scelta di realizzare i prossimi due Harry Potter con la stessa tecnologia, sembrerebbe orientarsi verso una diffusione dello strumento.
    Le mie esperienze di 3D però sono state finora divertenti ma molto più prossime all’esperenza di un parco giochi che a quella di un opera artistica. Persino "Viaggio al centro della terra" (l’esempio più evoluto che mi venga in mente) reinterpreta lo splendido romanzo verniano trasformandolo in una mantagna russa.
    Con Avatar si è fatto un passo avanti verso un prodotto narrativamente più maturo.
    Il mio dubbio però è: è questa la direzione in cui va il cinema? E ancora: riusciranno le sale 3D a risolvere l’agonia del cinema come luogo pubblico (tu stessa mi dici che, come anch’io spesso, preferisci attendere l’uscita del DVD).
    Oppure il cinema si orienterà verso forme di interattività più idonee alla fruizione domestica in solitaria, con trame alternative che si snodano secondo i desideri dello spettatore. Non è più probabile questo tipo di sviluppo, con computer in grado di rielaborare le trame su semplici input, muovendo personaggi elettronici / non-attori (qualcosa di simile ai Na’Vi di Avatar, in effetti, ma di più evoluto, totalmente svincolati dall’attore originario, che potrebbe anche non esistere affatto).
    QUesto è un blog letterario e mi sono concentrato sull’aspetto della trama di Avatar, ma quando, semplicisticamente citavo gli effeti speciali di Avatar, mi riferivo anche a questo uso di attori sintetici, che è, molto più del 3D credo sarà il futuro del cinema.

    Rispondi

  20. Posted by rosamaranto on 6 febbraio 2010 at 16:56

    Per quanto mi riguarda ho già espresso il mio punto di vista: tutto è un già visto, non c’è niente di nuovo. Le idee in campo cinemaografico sono andate esaurite molti Avatar fa 🙂

    Rispondi

  21. Posted by rosdrudidurella on 6 febbraio 2010 at 17:54

    Credo che alla fine la pensiamo tutti allo stesso modo con espressioni diverse. Per chiuderla li aggiungo solo un dettaglio che poi tanto piccolo non è. Il cinema è emozione, sogno e riflessione se questo poi arriva da nuove tecnologie o altro non ha nessuna importanza e non mi pongo il problema se il 3 d possa intaccare in qualche modo il futiro del cinema perchè ne fa parte, a breve chissà quante altre cose nuove  usciranno e che ben vengano se continueranno a farci sognare. Avatar per me rappresenta un passo avanti molto lungo, tra la tecnologia e l’emozione passionale vivendo all’interno dell’arte. Poi di tutto il resto (citazioni o plagi) non m’interessa come già avevo spiegato. Anzi noi (Nei commenti precedenti tra te e me) eravamo andati in altre discussioni nello specifico tecnico della preparazione dei critici attuali e del loro giudizio (tropo spesso ignorante) sulle nuove tecnologie e sul cinema in genere. A questo proposito voglio replicare , non mi riferivo agli appassionati o al pubblico, ma a chi fa il critico ocme mestiere e quindi non può non sapere, vedere, conoscere. Quindi se ai miei tempi c’erano i cineclub o cineforum per documentarsi su tutta la cinematografia mondiale, oggi c’è molto di più tra ciò che trovi in rete o in videoteca oltre alle sale cinematografiche. E’ il minimo per chi deve poi giudicare, conoscere tutto. A questo mi riferivo.
    Ti saluto e ricordo che in dvd o in rete i film come Avatar perdono tutto, perchè non li vedi per come sono stati realizzati. 3d e grande schermo senza dimenticare il piacere di condividere le proprie sensazioni ed emozioni insieme ad altre persone, appunto in sala tutta un’altra cosa.
    Ciao e buona domenica.

    Rispondi

  22. Posted by Menzinger on 7 febbraio 2010 at 20:45

    Certo il grande schermo è un’altra cosa ma quando a casa hai un 40-50 pollici, magari con dolby surround, ci si avvicina abbastanza, senza l’emotività però di un pubblico in sala che a casa non si ricrea certo.

    Rispondi

  23. Posted by anonimo on 1 marzo 2010 at 19:59

    Allora, dico una cosa per cominciare, le similitudini con aida degli alberi ci sono (anche se vedendo il video su youtube mi sembrano parecchio forzate), ma c’è un motivo, è una classica fuga di cervelli; alcuni membri dello staff di aida degli alberi hano lavorato con Cameron a questo film.
    Il cinema come tutte le forme di arte si evolvono nel tempo; vi racconto una cosa che mi ricordo: ero alle scuole medie ed in una lezione di cinema che si teneva una volta al mese mi ricordo che l’insegnante diceva che il cinema, come il teatro, come i cartoni animati, in fondo, hanno lo stesso identico svolgimento tutti quanti: c’è il protagonista (il buono) e l’antagonista (il cattivo); e che la differenza trà una commedia ed un dramma è semlicemente il finale.
    Ora, ovviamente questa è la base, guardando centinaia di film , mi sono accorto che ci sono altre cose che compongono un film. Ma il senso di fondo di qualunque film esistente mai creato è sempre quello: l’eterna lotta dell’uomo trà il bene ed il male. Essendo il cinema una forma d’arte a più dimensioni e cioè una forma d’arte ‘in movimento’ ed essendo una forma d’arte che ci appartiene è giusto che sia così; l’arte in fondo rispecchia il nostro io, la nostra mente, dove appunto albeggia il bene ed il male.
    Veniamo ad Avatar: è facile trovare somiglianze, questo perchè Cameron è riuscito a creare una storia talmente semplice (non banale), aggiungendo degli effetti straordinari al film per poter inoltrare meglio al cuore degli spettatori il suo messaggio. A me infatti il film ha colpito tantissimo non solo per gli effetti speciali di cui lui è un mago, ma per la semplicità della storia. Se allontaniamo un attimo gli effetti speciali trovo che sul piano emotivo questo film sia trattato con una grandissima sensibilità (apparte magari alcune scene un po’ troppo pompose), non a caso Cameron ha confessato che in realtà questo film è stato pensato molto prima del ’94, era il sogno della sua vita creare questo film, e probabilmente ci pensava già quando iniziò a frequentare il mondo del cinema.

    Rispondi

  24. Posted by anonimo on 11 maggio 2010 at 01:31

    Ma scusa… ma certe cose che hai scritto si arrampicano proprio sugli specchi! I Na'vi usciti da matrix? Neytiri che sembra Catwoman?Perlomeno informati, che la Marvel a suo tempo fece un personaggio blu con la coda, molto simile ai na'vi… ma se mi paragoni Neytiri a Catwoman, per tanto così paragonamela a Xena XD

    Rispondi

  25. Posted by Menzinger on 11 maggio 2010 at 07:46

    Gli avatar a forma di Na'Vi si basano sullo stesso principio di Matrix, nel senso che hanno un uomo guida steso in una simil-bara elettronica dalla quale muove il corpo robotico. La stessa idea è sta ripresa anche da Il mondo dei replicanti e credo che, in effetti, venga da prima di Matrix, ricordo vagamente  un film con un ragazzino ma mi sfugge il nome.Quanto a Neytiri ha sembianze e movenze feline come la protagonista di Aida e quella di Catwoman. La loro agilità ricorda quella di vari film recenti, da Matrix (di nuovo) in poi, specie quelli con supereroi.Comunque non mi fraintendere, apprezzo anch'io moltissimo questo film per  la semplicità della storia e del messaggio, gli effetti speciali, la tecnica narrativa e descrittiva. 

    Rispondi

  26. […] Insomma, la storia letteraria degli alieni, sebbene legata in gran parte al secondo dopoguerra, sua epoca d’oro, ha radici antiche (gli Dei stessi, non erano in fondo una forma di alieni?) e la sua fortuna non si è ancora estinta, basti pensare al recente successo cinematografico di “Avatar”. […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: