QUALCHE LETTURA

 

 

IL ROMANZO EPISTOLARE DI FINE SECONDO MILLENNIO
 
Leggo su Wikipedia che il romanzo epistolare è un particolare tipo di romanzo, che non ha un ritmo narrativo diretto ma che si affida allo scambio di lettere tra personaggi.
Fanno da modelli al romanzo epistolare alcuni testi classici dal carattere poetico scritti in forma di lettere come le Heroides di Ovidio, una serie di lettere d'amore che l'autore attribuisce ad amanti appartenenti alla mitologia, ma soprattutto il diffondersi delle raccolte di libri di lettere nel cinquecento.
Trai più celebri romanzi epistolari Wikipedia ricorda:
Il genere epistolare non è comunque uno dei più frequentati e neppure dei più semplici da praticare, dato che il ricorso allo scambio di corrispondenza focalizza il punto di vista, rinunciando alla visione onnisciente, tende ad eliminare il dialogo e a sviluppare le parti intimistiche e riflessive più di altre forme letterarie. Scrivere un romanzo di questo genere nell’era delle –mail, degli SMS, dei forum, delle chat e di facebook, potrebbThe Boopen Editore: Paolo Scatarzi e Marco Valenti Parte IIIe apparire come un’operazione nostalgica e fuori tempo, in un mondo in cui le sole lettere che si ricevono sono quasi esclusivamente le bollette!
Eppure questa forma narrativa sa svelare un suo fascino, proprio in quanto strumento per descrivere le pulsioni dell’io e raccontare i rapporti interpersonali.
Una simile forma poi può apparire particolarmente spontanea, se a usarla sono due autori, come nel caso di Paolo Scatarzi e Marco Valenti, che mi immagino immedesimarsi ciascuno in uno dei due corrispondenti del loro romanzo “Un senso alle cose” (Boopen Editore). Non saprei dire chi dei due possa essere il “padre” di Marcello e chi il “padre” di Luca, i due protagonisti. Probabilmente entrambi hanno contribuito alla pari a definirli entrambi. Da autore, dunque, questo libro mi ha incuriosito molto, proprio per la tecnica di scrittura.
Eppure la storia noThe Boopen Editore: Paolo Scatarzi e Marco Valenti Parte IIn procede tutta solo per scambio di corrispondenza. Ci sono due momenti in cui Marcello e Luca scompaiono come narratori e rimangono solo dei personaggi. Uno di questi è la parte in cui Marcello incontra la donna da lui investita ed è, in realtà, la parte che mi ha maggiormente emozionato e commosso.
Questi due amici si scrivono per uno strano motivo, per una misteriosa scelta di uno dei due, di non incontrarsi più e di non parlarsi più neanche al telefono. All’amico di un tempo, che non si rassegna a questa rottura, Marcello concede solo la possibilità di un rapporto epistolare.
Il lettore allora si arrovella per capire cosa mai sia successo, cosa li abbia divisi. E poiché Luca ha da poco trovato la donna della sua vita, subito si immaginano sviluppi almodovariani, gelosie omosessuali o altro, ma non è lì che The Boopen Editore: Paolo Scatarzi e Marco ValentiScatarzi e Valenti ci stanno portando. La sorpresa sarà un’altra. E anche quando a metà del romanzo il mistero sarà svelato, dovremo aspettare poco prima che un nuovo evento muti ancora i rapporti trai due amici “da sempre”, divenuti “amici di penna”.
Di Marco Valenti già conoscevo la vena narrativa avendo letto il suo “Cinque canti di separazione” e qualcosa dei suoi racconti ritrovo anche in questa importante collaborazione con Paolo Scatarzi, dove i due dimostrano un ottimo affiatamento.
 
 

 

 

 
PICCOLO DIARIO GASTRONOMICO DELLA MALATTIA
 
 Diario Piccolo - Rosa NociIl “Diario Piccolo” (Edizioni Il Pavone) di Rosa Noci è forse un libro “terapeutico”, uno di quei libri scritti per esorcizzare un dolore profondo dell’autore. Qualcosa del genere, del resto, ci spiega la stessa autrice nel prologo dove scrive “nell’aprile del 2007, dopo alterne vicissitudini, mi è stato diagnosticato un tumore al seno. (…) Già ‘conoscevo’ il cancro per aver condiviso le esperienze di persone a me care e per la mia professione: da oltre dieci anni opero come tecnico in un servizio di radioterapia. (…) Le pagine che seguono sono state la spontanea risposta alla malattia e alla sua invadente intromissione nella mia vita.”
Nell’epilogo ci spiega poi che sua “madre è mancata l’11 novembre 2001. È sopravvissuta al cancro, un cancro al seno, per poco meno di dieci anni, accettando e affrontando con coraggio e determinazione ogni tipo di cura.”
La scelta stilistica di Rosa Noci è quella di narrare questa malattia non su di sé o su sua madre, ma su una nonna e di descriverla non attraverso gli occhi della malata stessa o della figlia, ma di un nipotino ancora in età prescolare, che ogni cosa guarda con disincanto e innocenza, che molto intuisce ma non tutto comprende, che percepisce l’essenziale delle vicende che lo circondano, pur non afferrando sempre appieno il linguaggio con cui gli eventi sono espressi.
Ne nasce questo delicato e lieve “Diario piccolo”, che profuma di cucina, di tempi passati, di Rosa Nocimemoria, di piccole, buone cose, di spensieratezza e di giochi, su cui il “male” irrompe ma in fondo non in modo devastante, portandosi via poco alla volta questa nonna così brava a cucinare e così gentile, fino a farla partire per sempre, in compagnia dell’angelo custode, verso un mondo paradisiaco dalla struttura favolistica e infantile, come ad un bambino di quell’età di solito si cerca di dipingere la Morte.
Sono pagine odorose e saporose di semplice buona cucina, queste, in cui non manca mai qualche riferimento culinario a piatti semplici ma saporiti, il cui gusto porta con sé la memoria dell’infanzia.

 

 

 

 

 
polpette al sugo
 
SILVIO PELLICO VISTO DA CRISTINA CONTILLICristina Contilli
 
Libro particolare questo “Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita: la vita dentro e fuori dal carcere di Alexandre Andriane, Federico Confalonieri, Piero Maroncelli e Silvio Pellico” (Giovane Holden Edizioni) scritto da Cristina Contilli.
Particolare, innanzitutto, nel formato che è quello di un insolito A4 e che riunisce 54 pagine scritte ad interlinea larga. Formato non dei più agevoli, in realtà, per chi ama portarsi, come me, i libri appresso quando si sposta, magari in una tasca. Particolare il titolo, così lungo da sembrare già un Silvio Pellicoromanzo (forse per questo l’editore ha scelto un formato di copertina così grande! – scusate la battuta).
Particolare la scelta di quest’autrice di voler narrare in così poche pagine di tanti personaggi (ma di fatto il vero protagonista mi è parso Silvio Pellico).
Particolare la scelta di narrare tramite il dialogo, ovvero di presentarci molti degli eventi, anziché mostrandoceli direttamente nel momento in cui si compiono, facendoceli raccontare dai personaggi stessi, che più che agire, di solito parlano della loro situazione presente e passata. Marchio stilistico che avevo già notato negli altri romanzi della Contilli, letti in passato, quali “Il Porto di Calais” e “Il duello: Costanza Arconati tra Giovanni Berchet e Pietro Borsieri”.
Particolare e notevole, come sempre, l’impegno di Cristina Contilli nella ricostruzione storica degli eventi.
Particolare la scelta di fare un romanzo di quella che sarebbe anche potuta rimanere una biografia (o un gruppo di biografie), dando così vita e voce a un Silvio Pellico ormai libero ma sempre più cagionevole.
 

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6 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 19 agosto 2009 at 21:05

    Grazie per il tuo delizioso commento a “Un senso alle cose”.
    Sono ritorni come questo che rendono contenti di aver scritto con tanta fatica.
    marco valenti

    Rispondi

  2. Posted by antares666 on 23 agosto 2009 at 12:40

    Ciao carissimo! Come va la produzione ucronica?

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  3. Posted by ElisabettaM on 6 novembre 2009 at 14:46

    Facciamo conoscere questi autori[..] Riprendo da Carlo Menzinger, instancabile promoter di noi scrittori che abbiamo messo a disposizione le nostre opere in lettura gratuita su aNobii, la "classifica" di gradimento che sta tenendo aggiornata. Carlo, sei bravissimo, a te i miei [..]

    Rispondi

  4. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  5. […] di Dylan Dog – Tiziano Scalvi, Angela Stano 17) L’Accademia dei Sogni – William Gibson 18) Un senso alle cose – Marco Valenti, Paolo Scatarzi 19) Diario piccolo – Rosa Noci 20) Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita – […]

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  6. […] Faccio fatica a starle dietro (la sua pagina su anobii è questa), ma ne ho letti ormai vari: “Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita: la vita dentro e fuori dal carcere di Alexandr…”, “Il Porto di Calais: amori, cospirazioni e duelli nella Francia del 1804” e “Il duello: […]

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