Tre romanzi da non perdere

LA MANCATA UCRONIA DI BASTASI
 
La fossa comune  di Alessandro BastasiTra gli autori più segnalati in rete, su aNobii, ho trovato Alessandro Bastasi. Incuriosito da tanto apprezzamento, ho voluto conoscerlo, leggendo qualcosa di suo e ho avuto piena conferma del suo talento.
La fossa comune è un bel romanzo scritto da Alessandro Bastasi ed edito da 0111 Edizioni.
Si tratta di una storia intensa e ricca, che descrive le vicissitudini di un italiano nella Russia di Eltsin. Attenta è la ricostruzione storico, politica, culturale dell’ex URSS, uscita dalla Perestroika gorbachoviana.
Il protagonista nutre un odio profondo verso il nuovo leader russo e giunge al punto di programmarne l’uccisione. Se Bastasi l’avesse lasciato fare, saremmo entrati in un’interessante ucronia, che certo meriterebbe d’esser scritta. L’autore invece, all’ultimo, ferma la mano del protagonista e ne nasce un altro genere di racconto. A Bastasi non intereAlessandro Bastasissa descrivere i “se della Storia”. A quest’autore interessa di più mostrarci che due dei personaggi, Gorbachov ed Eltsin, che spesso in Occidente, sono visti come i salvatori della Russia, invece, hanno contribuito ad affossare quel Paese. Visione che forse non tutti potranno condividere, ma leggendo queste pagine, difficilmente si potrebbe non porsi il dubbio se quegli anni siano davvero stati un bene per la grande nazione euroasiatica o piuttosto solo un tentativo, non brillante, di reagire alla perdita della Guerra Fredda.
Il romanzo di Bastasi è dunque una storia che si muove, con disinvoltura e precisione, dentro la Storia (quella con la “S” maiuscola”) ma è anche la vicenda di un uomo, il protagonista, Vittorio Ronca, disegnato con profondità e intensità. Vittorio è un uomo che vorrebbe poter fare qualcosa di grande, di importante, e che mal si adatta ai lavori che di volta in intraprende, seppur all’inBoris Eltsinizio con successo. Questo suo desiderio lo porta persino a bruciare le proprie relazioni sentimentali, a lasciar andare in malora la propria carriera. Sarà soprattutto per questo desiderio che accetterà di uccidere Eltsin, pur essendo consapevole che un simile omicidio avrebbe cambiato ben poco e che altri simili a Eltisn ne avrebbero preso il posto. Pur vedendo la Storia come un processo immodificabile, sente il forte desiderio di prendervi parte.
E sarà questo desiderio, in un impulso poco ragionato, a portarlo alla “fossa comune”.
Questo è, dunque, un romanzo importante, interessante, ragionato, ben costruito e ben scritto.
Un appunto lo farei solo alla casa editrice: la sovracopertina è ingestibile (si stacca dal libro) e sotto abbiamo solo una copertina completamente bianca. Anche l’attaccatura dei fogli non è delle migliori. Bastasi meriterebbe un’edizione migliore!
 
 
 
  
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IL CANTO DI DUE POETI
 

Beatrice di Paolo CiampiLeggere “Beatrice” di Paolo Ciampi (Edizioni Polistampa) è scoprire in un colpo solo due poeti: la poetessa estemporanea Beatrice Bugelli di Pian degli Ontani e l’autore Paolo Ciampi, che di lei ci parla.

In questo libro Paolo Ciampi fa narrare alla stessa Beatrice la propria vita, ed è storia vera, non inventata, come reale fu Beatrice, questa poetessa analfabeta la cui vita ha attraversato tutto il XIX secolo e i cui versi, creati all’impronta, hanno raggiunto una fama che ha varcato i confini nazionali.

È grazie a poeti come lei che la Poesia è nata, nei tempi antichi, quando non era ancora materia da letterati ma semplice “canto”, quando la poesia serviva a liberare l’animo dai suoi pesi, a dare voce alla meraviglia per le bellezze del creato, a narrare gesta di Dei e eroi. La poesia di Beatrice è quella dei cantastorie che, sino ai tempi di Omero, erano i soli portatori di quest’arte, i cui versi ripetevano generazione dopo generazione, sempre mutandoli, ora di più, ora di meno.

Beatrice era una di quei poeti che mettevano nell’arte una maggior dose di sé che non altri, era una poetessa che metteva la vita e la gioia nei suoi canti.

Paolo è un poeta che, esprimendosi in una narrativa appassionata, ci restituisce quella poesia Paolo Ciampischietta e sincera, onesta e vera, come la bocca da cui sgorgava.

Quella che ci narra è una bella storia di vita di montagna, che si snoda su monti che anch’io ho imparato ad amare, il bell’appennino pistoiese, Pian di Novello, Pian degli Ontani, il Libro Aperto. Il Libro La doganaccia vista da Pian degli OntaniAperto (nome che in realtà pare essere una deformazione popolare di “Libero et Patri”, ovvero il Monte di Bacco e Giove) sulle cui pagine di pietra solamente sono scritte, con lettere d’aria, le poesie dei “poeti-pastori” dell’Appennino. Un Libro Aperto che tutti i versi accoglie e nessuno trattiene.

Ma Beatrice fu scoperta da alcuni studiosi di poesia popolare e alcuni dei suoi versi non si sono persi e sono giunti fino a noi, mentre lei stessa ha avuto l’onore di scendere in città e di rivolgere la parola persino al re. Ultimo in ordine di tempo, ma non certo in abilità e passione, a parlarci di lei è Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, che in questo libro, che non è una biografia ma un romanzo, meglio che con qualsiasi trattato, ha saputo renderci, io credo, lo spirito vivace di questa poetessa montana.

Un libro delicato e pieno, da leggere e conservare.

Un autore, anzi due, da scoprire.

 

 

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IL ROMANCE DI BARBARA RISOLI
 
Il veleno del cuore di Barbara RisoliConfesso che i romanzi sentimentali, seppur d’ambientazione storica, non rientrano abitualmente tra le mie letture, per cui mi trovo un po’ in difficoltà nel valutare il bel romanzo di Barbara RisoliIl veleno del cuore” (0111 Edizioni). Il volume è collocato in una collana che si chiama “Gli inediti – Sentimentale” e questo già lo identifica in qualche modo. Mi era già capitato di sentir parlare di romance e mi sono dunque, innanzitutto, chiesto se la definizione potesse corrispondere a questa storia. Leggo su Wikipedia che “se in italiano, il termine romanzo si riferisce a qualunque narrazione lunga in prosa, in inglese romance sta ad indicare le forme narrative di carattere eroico-mitiche tendenti all'allegoria e in cui si presentano elementi di fantastico, mentre le narrazioni in cui la rappresentazione della vita e la cornice sociale sono realistiche vengono indicate con il termine novel.” Dunque dovrei dire che questo libro è una “novel” e non un “romance”, almeno secondo il modo di definirlo inglese. In italiano però mi pare sia più comune dire che “il romance ha per definizione una storia d’amore in primo piano”, che “si sviluppa in un contesto storico, un'ambientazione precisa, ricchissima di particolari sulla vita nei secoli che ci hanno preceduti”.
In tal senso allora “Il veleno del cuore” sarebbe proprio un romance. Devo dire però di non esser riuscito a trovare una definizione “ufficiale” del genere letterario (suggeritemene una).
La trama, piuttosto ben costruita, narra la difficoltà di un amore che stenta a nascere, tra due personaggi apparentemente distanti e diversi ma intimamente vicini e simili: la figlia di un Conte e un ladro che diverrà anche un assassino.
La maggior difficoltà di questo amore deriva, nella prima parte, dall’incomprensione reciproca e dall’orgoglio dei due, che stentano a avvicinarsi e, nella seconda parte, da eventi esterni ma non del tutto esogeni, in quanto generati proprio dal comportamento passionale e piuttosto irresponsabile dei protagonisti.
Accanto a loro si muovono soprattutto altri due personaggi, che ne fanno da contraltare: una serva e il padre di lei, che della serva si innamorerà.
Una struttura, dunque, precisa e lineare, delineata in un mondo che vede sullo sfondo l’imminente inizio della Rivoluzione Francese.
Direi che questo però è assai più romanzo sentimentale che non storico, perché gli eventi storici sono solo una cornice sottile che potrebbe essere mutata agevolmente, senza danneggiare il quadro all’interno. Lo stesso si potrebbe dire dell’ambientazione geografica, dato che della Bretagna l’autrice nulla ci dice oltre i nomi di due o tre località (Saint- Malò, in particolare). Eppure sia il periodo storico che gli splendidi paesaggi non vengono approfonditi, perché in realtà tutto quello che sembrerebbe interessare all’autrice sembra sia più che altro avere a disposizione un’epoca di forti differenze sociali, un po’ violenta e, soprattutto, un periodo che abbia in sé un certo romanticismo.
In questo romanzo quello che conta è il sottile gioco delle parti tra la gelida Eufrasia e il Barbara RIsolifurfantesco Venanzio, i loro trucchi, le loro trasformazioni e camuffamenti, il loro diventare e fingersi rispettivamente La Vedova Zoraide e il Duca Rues, le loro emozioni e tentennamenti, il loro difficile cammino verso l’amore e, infine, verso un impossibile matrimonio.
Chi ama le storie sentimentali può certo leggere “Il veleno del cuore” ed appassionarsi alla vitalità dei suoi protagonisti, alle pulsazioni dei loro cuori. Il libro è, infatti, piacevole e ben scritto.
Per quanto riguarda l’editore, 0111 Edizioni è lo stesso editore di Bastasi, di cui ho parlato poco sopra, per il quale già avevo notato la poco pratica copertina mobile e l’impaginazione con incollatura troppo stretta che rende difficile l’apertura del volume, caratteristiche che ritrovo anche qui. Noto, inoltre, che questo, come la maggior parte dei piccoli editori, non dedica risorse all’editing dei libri e il risultato è la presenza di una buona quantità di refusi, che avrebbero potuto essere facilmente evitati.

 

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13 responses to this post.

  1. Posted by FairyRain on 14 aprile 2009 at 09:04

    Grazie per gli auguri che ricambio! 🙂

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  2. Posted by RisoliBarbara on 14 aprile 2009 at 12:33

    Grazie per questa splendida citazione del mio romanzo e per il commento dettagliato che condivido pienamente. Piccola precisazione ad onor del vero: la casa editrice NON PROMETTE EDITING, dice a lettere cubitali che non applicherà alcuna correzione al testo inviato ed eventualmente accettato (se sottoposto a selezione). Quindi, giusto prendermi ogni responsabiltà come autore per eventuali errori e refusi.
    Ancora grazie, Carlo!

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  3. Posted by Menzinger on 14 aprile 2009 at 22:53

    La questione dell’editing, purtroppo, è un problema comune a molti editori minori, che si affidano alla buona volontà degli autori.
    Però questa difficilmente basta, perché l’attività di editing è un vero e proprio mestiere e va fatto con attenzione e professionalità. Anche dopo aver riletto dieci volte lo stesso testo, all’autore possono scappare vari refusi. Questo non dovrebbe essere compito dell’autore, così come non dovrebbe esser compito dell’autore curare il marketing e la promozione del volume, ma di norma è proprio così.
    Del resto i “piccoli” non hanno risorse da investire nei “nuovi autori” e cercano di ridurre i costi come possono.

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  4. Posted by valeriand on 18 aprile 2009 at 15:58

    Contenta che il mio commento sul libro ti abbia incuriosito. In fondo è il motivo per cui continuo a scrivere dei libri che leggo.
    Pienamente d’accordo sulla questione dell’editing, anche se credo che le piccole case editrici dovrebbero valorizzare ciò che pubblicano proprio evitando refusi e copertine scadenti.

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  5. Posted by verbavolant2008 on 6 maggio 2009 at 07:50

    Non conosco Ciampi, ma la Risoli e Bastasi sono due autori che faranno parlare di sè sicuramente. Come tu del resto! 🙂
    Grazie per l’apprezzamento nel commento al libro della Costantini!

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  6. Posted by Menzinger on 8 maggio 2009 at 18:57

    I MAGNIFICI SETTE[..] Mi capita spesso di leggere libri scritti da autori poco noti, di cui i media non parlano e di scoprire che hanno scritto romanzi belli e interessanti. Sono certo che questo non è capitato solo a me. Vorrei che chiunque avesse letto qualche a [..]

    Rispondi

  7. Posted by Menzinger on 8 maggio 2009 at 19:01

    I MAGNIFICI SETTE[..] Mi capita spesso di leggere libri scritti da autori poco noti, di cui i media non parlano e di scoprire che hanno scritto romanzi belli e interessanti. Sono certo che questo non è capitato solo a me. Vorrei che chiunque avesse letto qualche aut [..]

    Rispondi

  8. Posted by colf on 2 giugno 2009 at 12:53

    Anche nelle mie letture i romanzi non sono tra i miei preferiti.
    Ma ho cominciato ad apprezzare alcuni tipi di romanzi in cui non si parla solo di amori smielati fini a se stessi, ma ci sono di fondo altre storie ..
    Questo con sfondo i rivoluzione francese, intrighi, giochi di ruoli..sembra molto ricco di situazioni e storie intriganti e culturali.
    Grazie anche per questo altro sugerimento letterario.

    ciao.
    Buona giornata.

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  9. Posted by ElisabettaM on 6 novembre 2009 at 14:46

    Facciamo conoscere questi autori[..] Riprendo da Carlo Menzinger, instancabile promoter di noi scrittori che abbiamo messo a disposizione le nostre opere in lettura gratuita su aNobii, la "classifica" di gradimento che sta tenendo aggiornata. Carlo, sei bravissimo, a te i miei [..]

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  10. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  11. Posted by anonimo on 11 ottobre 2010 at 18:15

    Spettacolare, mi è piaciuto molto questo blog. Grazie per aver condiviso questa bellissima esperienza con me. Ho intenzione di suggerire ad altri amici per godere, come ho fatto io.

    Rispondi

  12. Posted by anonimo on 11 ottobre 2010 at 23:16

    Questo blog ha attirato la mia attenzione per tutte le idee nuove e diverse. Devo dire che ho imparato molto dalla lettura di questo blog. La ringrazio molto per la condivisione di questa bellissima esperienza con me. Ho intenzione di suggerire ad altri amici per godere, come ho fatto io.MD

    Rispondi

  13. […] 5)   Come la pioggia – Andrea Bonvicini 6)   Cuor di briossshhh! – Annalisa Fracasso 7)   La fossa comune – Alessandro Bastasi 8)   Cinque canti di separazione – Marco Valenti 9)  A passo di danza – Elisabetta Modena […]

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