FASCISMO ETERNO

Fascisti su MarteCredo che per la vicinanza storica, per l’abbondanza di possibili sviluppi e per i contenuti politici, etici e morali, la Seconda Guerra Mondiale sia uno dei periodi storici maggiormente frequentati dagli autori di ucronie. Basti pensare ai celeberrimi "La svastica sopra il sole" e "Fatherland" di cui ho già parlato in questo blog.

Vorrei qui parlare di due romanzi, uno recente e l’altro recentissimo, di due importanti autori italiani, che immaginano entrambi diversi esiti delle vicende belliche nell’Italia fascista. Si tratta di "Nero italiano" di Stocco e "L’inattesa piega degli eventi" di Brizzi.

NERO ITALIANO

La prima volta che sono venuto a conoscenza di "NERO ITALIANO", è stato quando, dopo aver scritto un paio di romanzi ucronici (“Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo”) , decisi di scoprire chi altri avesse scritto delle ucronie. Trai principali autori italiani trovai Giampietro Stocco e trai suoi romanzi questo “Nero italiano”. Si tratta del primo romanzo di quest’autore che, in seguito ne ha pubblicati vari altri. È stato pubblicato nel 2003.
In seguito ho avuto il piacere e l’onore di conoscere personalmente, anNero itlaiano - Giampietro Stoccoche se solo via web, l’autore.
Solo ora però sono riuscito a leggere questo romanzo, che si presenta come una precisa e classica ucronia, senza eccessive contaminazioni di altri generi letterari.
La trama è, infatti, nettamente allostorica: si immagina che Mussolini abbia rinunciato ad entrare in Guerra accanto ai tedeschi e che l’Italia sia rimasta neutrale. Si suppone poi che il Duce sia morto nel 1944 e che gli sia successo il genero Galeazzo Ciano, qui dipinto come un uomo pavido ed insicuro, che avrebbe poi traghettato il Paese in una dittatura morbida fino agli anni ’70, periodo in cui si svolge il romanzo, che immagina l’avvento al potere niente meno che di una donna che riesce a diventare Presidente del Consiglio (cosa mai successa neppure in quest’Italia democratica!).
Non voglio svelare oltre la trama, perché è molto interessante e ben costruita e il lettore si sente subito trascinato a seguire le vicende della nuova stella nascente della politica, questa Maria De Carli, e dei suoi oppositori. L’occhio dell’autore si sposta con movimenti impercettibili da un personaggio all’altro, effettuando con maestria i cambi di punto di vista.
I personaggi sono fortemente caratterizzati: la De Carli decisa e spietata, Ciano debole e pauroso, il giornalista Marco carrierista ma combattuto, la sua fidanzata Silvia agguerrita, l’anarchico Boria scontroso e tenebroso, i piccoli politici meschini come sempre.Giampietro Stocco
Personaggi netti e precisi ma mai superficiali, così come netta e precisa ma ricca e articolata è la trama, che risulta molto plausibile e razionale anche se ricca di colpi di scena e sorprese.
Lo stile narrativo è pulito e lineare, con un’abile gestione dei dialoghi ed un equilibrato utilizzo delle parti descrittive.
Nel complesso dunque un libro molto interessante, che ci fa riflettere sulla nostra Storia patria, su come le cose sarebbero potute andare e su come sono poi realmente andate, un libro che si lascia leggere piacevolmente e che scorre via in fretta ma lasciando sicuramente un segno importante nella memoria e nella coscienza del lettore.
 
 

L’INATTESA UCRONIA DI BRIZZI
 
Quando scoprii l’ucronia e realizzai che i miei primi romanzi erano delle allostorie, mi L'inattesa piega degli eventistupii che questo genere fosse così poco conosciuto e anche che fosse “frequentato” da un numero di autori tutto sommato ristretto. Si tratta infatti di un genere letterario che offre possibilità creative pressoché illimitate e che meriterebbe davvero ben altri spazi nelle nostre librerie.
Quando scopro un nuovo autore che “si converte” al genere, questo mi fa dunque molto piacere. Negli ultimi tempi la conversione più illustre è stata quella di Silverberg, il grande scrittore di fantascienza, che ha scritto il bel romanzo ucronico “Roma Eterna”.
Nella piccola comunità degli amanti dell’ucronia ha fatto dunque un certo scalpore venire a sapere che anche un autore come Enrico Brizzi, noto per i romanzi giovanilistici “Jack Frusciante è uscito dal Gruppo”, “Bastogne” e “Tre ragazzi immaginari”, avesse pubblicato un’ucronia.
Il romanzo, piuttosto corposo con le sue 518 pagine, è edito da Baldini Castoldi Dalai ed ha un titolo squisitamente ucronico “L’INATTESA PIEGA DEGLI EVENTI”.
L’ambientazione è una delle più praticate dall’ucronia: immaginare un diverso esito della Seconda Guerra Mondiale. In questo Brizzi è stato preceduto da esempi più che illustri, da Winston Churchill, a Philip K. Dick, a Robert Harris, a Philip Roth (autore citato nei ringraziamenti in fondo al libro di Brizzi), ai nostri Curzio Malaparte, Giampietro Stocco e Mario Farneti.
Ogni autore immagina diversi sviluppi della Storia. Brizzi immagina un’Italia che non abbia seguito la Germania nella sua avventura bellica e in cui il fascismo sia sopravvissuto dunque fino al 1960, anno in cui la storia è ambientata e in cui muore il Duce.
A differenza di altri roEnrico Brizzimanzi ucronici, qui la Storia appare in primo piano solo a tratti, prevalendo le vicende personali del protagonista, un giornalista che, punito dalla fidanzata tradita e figlia del suo capo, viene “spedito” in Africa a seguire le partite di calcio nelle colonie italiane per il giornale sportivo Stadio. L’Italia, infatti è uscita dalla Guerra con un bell’impero coloniale, che ancora conserva.
Il calcio è dunque il tema dominante di questo romanzo e attraverso di esso, Brizzi descrive quest’Italia colonialista, questi italiani in Africa, pieni di vizi ma anche di umanità.
Per me che non sopporto il calcio in nessuna forma, quando ho realizzato che questo era così determinante nella narrazione, ho temuto che leggere le descrizioni di tante partite potesse essere per me un tormento eccessivo, difficilmente compensabile persino dall’amore per l’ucronia, ma dopo qualche perplessità iniziale dovuta a questa motivazione, la narrazione mi ha preso e sono persino riuscito ad emozionarmi nella descrizione di una delle partite determinati, quella che avrebbe potuto aggiudicare al San Giorgio la vittoria della Serie Africa.
Nel complesso è dunque un buon libro, leggibile e godibile (soprattutto per quei milioni di italiani che, a differenza di me amano il calcio), in cui si apprezzano le descrizioni di tantiFascisti su Marte personaggi, decisamente “italiani”. Simpatiche le citazioni di personaggi famosi (immagino che molte mi siano sfuggite, riguardando calciatori degli anni sessanta, per me ignoti), che ritroviamo in ruoli anomali, come un Bontempo, che spadroneggia in Africa e mescola la gestione della Res Publica con quella della propria squadra, o un Sandro Pertini agitatore rivoluzionario degli indipendentisti africani.
La trama non è particolarmente articolata, ma sufficiente a fare da collante tra la descrizione di una partita di calcio e la successiva.
Peraltro l’”inattesa piega degli eventi”, per me che frequento il genere, non mi parsa pare poi così imprevedibile. Direi anzi che l’autore ha saputo mantenere un apprezzabile verosimiglianza e plausibilità degli sviluppi storici. Anche se mi chiedo se un’Italia in cui il fascismo fosse sopravvissuto, sarebbe davvero stata così “simile” all’Italia attuale e se forse non sarebbe stato più corretto accentuare gli aspetti distopici. Non siamo certo dalle parti dei “quando c’era Lui stavamo meglio”, ma descrive pur sempre un’Italia uscita dalla Guerra assai meglio che nella realtà.

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18 responses to this post.

  1. Posted by passandoperme on 8 marzo 2009 at 16:05

    intanto imparo. e tu hai visto qualche partita di calcio?alice

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  2. Posted by happysummer on 8 marzo 2009 at 17:46

    Certo che l’Ucronia è un genere narrativo interessante e ancora molto da scoprire!

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  3. Posted by happysummer on 8 marzo 2009 at 17:48

    Quanto alle tue considerazioni finali, Carlo, anche con l’entrata in guerra, la disfatta, la caduta del Fascismo, in fondo… non è che oggi l’Italia sia tanto diversa da quando c’era Lui.
    Anzi, sta diventanto sempre più simile….

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  4. Posted by Menzinger on 8 marzo 2009 at 21:23

    @Alice: Il calcio? Forse in vita mia avrò visto dieci partite, gran parte dei mondiali. Non mi ispira alcuna simpatia.

    @Happysummer: mala tempora currunt! Ahinoi!

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  5. Posted by ceneredirose on 9 marzo 2009 at 16:40

    passo per un saluto.
    cenere

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  6. Posted by PierreLouis on 8 maggio 2009 at 18:52

    Mi piacciono le ucronie, anche se oggi ( come oggi) non se ne sente il bisogno…

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  7. Posted by Menzinger on 8 maggio 2009 at 19:01

    I MAGNIFICI SETTE[..] Mi capita spesso di leggere libri scritti da autori poco noti, di cui i media non parlano e di scoprire che hanno scritto romanzi belli e interessanti. Sono certo che questo non è capitato solo a me. Vorrei che chiunque avesse letto qualche aut [..]

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  8. Posted by PierreLouis on 8 maggio 2009 at 20:55

    Ho letto un libro comprato sui di una bancarella, senza nemmeno l’ISBN. Si intitola “Figlio di Vescovo”, di Biagio Arixi.

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  9. Posted by Menzinger on 15 dicembre 2009 at 21:40

    Incredibile! Su Vanity Fair del 4 novembre 2009 è uscito un articolo intitolato "Io sono ucronico"! Dunque l’ucronia arriva anche sui giornali femminili. Parrebbe che siamo quasi allo "sdoganamento" del genere.
    E sapete di chi parla l’articolo?
    Nientemeno che di lui: Enrico Brizzi.
    Sinceramente pensavo che l’esperienza di cui sopra sarebbe stata un episodio unico nella sua produzione letteraria e invece no: eccolo di nuovo a scrivere ucronico. Questa volta ci offre il prequel de "L’inattesa piega degli eventi" dal titolo "La nostra guerra".

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  10. […] –          Nero italiano […]

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  11. […] –          Nero italiano […]

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  12. […] –          Nero italiano […]

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  13. […] di Roth, “La svastica sul sole” di Dick o “Fatherland”, ma anche di opere come “Nero italiano” di Stocco o “L’inattesa piega degli eventi” di […]

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  14. […] e i nostrani Mario Farneti, Giampiero Stocco, Guido Morselli, Luca Masali, Enrico Brizzi (“L’inattesa piega degli eventi”) o persino Josè Saramago con “Il vangelo secondo Gesù Cristo” o Nikos Kazantakis con […]

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