L’eterna ucronia di Roma

Roma Eterna - Robert SilverbergNon è certo la prima volta che qualcuno immagina un’ucronia con al centro l’Impero Romano, basti pensare a “Romanitas” di Sophia McDougall, che come “Roma Eterna” immagina che l’Impero Romano duri fino ai giorni d’oggi.
Roma Eterna” però ha, innanzitutto, il pregio di essere scritto da un autentico professionista della scrittura, quel Robert Silverberg che ogni appassionato di fantascienza conosce per i suoi numerosi romanzi.
Che si tratti di una buona penna si intuisce subito e se ne ha conferma a lettura ultimata, giacché a questo autore riesce di realizzare una delle imprese più difficili: costruire un romanzo che si snoda in un arco temporale che va dal 1203 al 2723 ab Urbe Condita, ovvero per ben 1520 anni, dal 450 al 1970 Dopo Cristo.
Qual’è il principale problema nello scrivere un romanzo con un arco temporale così esteso?
Semplicemente il fatto che non possiamo mantenere gli stessi personaggi da un capitolo all’altro, antico romanoessendo separati ciascuno da vari decenni, e che quindi il lettore non può appassionarsi alle loro vicende per l’intero testo, dato che dopo poche pagine li abbandona per sempre. Inoltre, anche la continuità ambientale si perde, dovendo descrivere avvenimenti che riguardano più continenti e diverse epoche storiche.
E come fa Silverberg a risolvere questo problema? Creando un altro problema, apparentemente, ovvero trasformando il romanzo in una serie di racconti. Pessima soluzione, verrebbe da pensare, dato che così il lettore si trova ogni volta a doversi calare in nuove situazioni e imparare a conoscere e amare nuovi personaggi. Se allora “Roma Eterna” è una raccolta di racconti, perché definirla un romanzo?
La risposta è che questo, in effetti, è proprio un romanzo, e che, a dispetto del continuo mutare dei personaggi, delle epoche storiche e degli scenari, il libro mantiene una sua unitarietà. Come?
antichi romani oggiGrazie al fatto che il protagonista del romanzo non è nessuno degli Imperatori, funzionari, militari o altre figure che incontriamo: il solo e vero protagonista è l’Impero Romano. Silverberg riesce nella magia di riuscire a far appassionare il lettore non alle vicende di singoli uomini o donne ma a quelle di un’entità apparentemente astratta come un Impero.
Si legge un capitolo dopo l’altro (un racconto dopo l’altro, se preferite) con la curiosità di arrivare al successivo e di vedere come gli eventi che stiamo vivendo nella lettura si svilupperanno, anni e anni dopo, nel capitolo successivo. La lettura però non somiglia mai (o quasi) ad un trattato di Storia, perché in ogni capitolo vediamo vivere e muoversi vere donne e veri uomini, con i loro amori, le loro passioni, ambizioni e illusioni. Solo raramente le descrizioni storiche sembrano appesantire un po’ la narrazione.
L’amante della Storia, certo proverà maggior gusto di altri nella lettura, potendo vedere come il Cristianesimo avrebbe anche potuto essere cancellato, come Maometto avrebbe potuto venire assassinato prima di diffondere la sua parola, come le invasioni barbariche avrebbero potuto essere fermate, come la Rivoluzione Francese si sarebbe svolta in una capitale come Roma e molte altre questioni, una per ogni capitolo, che non vorrei rivelare qui, per non togliere il gusto della lettura di questo che ritengo si possa certo considerare come un ottimo esempio di romanzo ucronico.
450 pagine che scorrono bene dalla prima all’ultima.
P.S. io l’ho letto in inglese perchè in italiano non sono riuscito a trovarlo.
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19 responses to this post.

  1. Posted by krishel on 8 febbraio 2009 at 01:48

    Se non ricordo male, visto il periodo, doveva essere “Morire Dentro”.

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  2. Posted by scriverecala on 9 febbraio 2009 at 08:14

    L’aggiungerò alla mia lista dei desideri

    Rispondi

  3. Posted by byronofrochdale on 11 febbraio 2009 at 08:05

    Oh my goodness! devo avere questo libro…
    potrebbe rispondere ai miei gusti piuttosto esigenti in fatto di verosimiglianza storica e a una domanda che mi pongo fin dall’infanzia: cosa sarebbe successo se Roma non fosse caduta?
    Romanitas l’ho visto in libreria ma, non so perchè, non mi ha fatto una buona impressione. com’è?

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  4. Posted by antares666 on 11 febbraio 2009 at 11:45

    Mi dispiace per il malessere provocato dai conati, ma aspergere di vomito un giornalista è un’azione di eroismo!
    Un immenso abbraccio

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  5. Posted by ElisabettaM on 12 febbraio 2009 at 09:42

    Grazie Carlo, mi hai fatto conoscere un nuovo scrittore che varrà sicuramente il piacere di leggere

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  6. Posted by BALOTH on 12 febbraio 2009 at 12:32

    per il problema dei personaggi è come i pilastri della terra , che si fa un salto generazionale giusto ???

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  7. Posted by ceglieterrestre on 27 febbraio 2009 at 09:41

    Carlo un grandissimo abbraccio.
    Le giornate si sono allungate,
    la primavera inizia a fare capolino,
    ti regalo un saluto e un po’ di colore.
    Una felice giornata

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  8. […] –          Roma eterna […]

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  9. […] unità narrativa nasce dall’aver scelto un protagonista “non umano”. Penso ad esempio a “Roma eterna” di Silverberg, in cui protagonista è davvero l’Impero […]

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  10. […] –          Roma eterna […]

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  11. […] –          Roma eterna […]

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  12. […] meglio allora leggere “Roma eterna” (2004) di Robert Silverberg, che, sebbene non inventi un mondo del tutto originale, almeno ci […]

    Rispondi

  13. […] del 1991, di Harris (“Fatherland” del 1992), King (“22/11/’63” del 2011) o Silverberg (“Roma Eterna” del 2004), solo per citarne […]

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  14. […] chiama la Terra). Qualcosa di simile l’ha realizzato Robert Silverberg con un’altra ucronia, “Roma Eterna”, in cui il protagonista è l’Impero Romano, visto nel suo sviluppo ucronico, dal 450 al 1970 […]

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  15. […] Stephen King (“22/11/’63” ma anche il ciclo della Torre Nera), Robert Silverberg (“Roma eterna”), Robert J. Sawyer (“La genesi della specie”) e Joe Lansdale (il surreale “La notte del […]

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