Grazie ai lettori e commentatori di Giovanna e l'angelo

Giovanna e l'angelo - Carlo Menzinger - www.menzingger.too.it

 
Con questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente. Tocca ora ai lettori di Giovanna e l’angelo.
Già avevo ringraziato Carla Casazza per la sua recensione su Carta e Calamaio. Rinnovo il ringraziamento per aver replicato il commento su aNobii e Italian Bibliobloggers. Ricordo qui solo alcune parole:
 
Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perché per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l’invenzione ucronica.
 
Ringrazio quindi l’autrice di romanzi storici Cristina Contilli per le sue parole su Literary e su aNobii:
 
Affesco con Giovanna D'ArcoLo scrittore fiorentino Carlo Menzinger ha scelto nel suo libro Giovanna e l’angelo di raccontare una storia, apparentemente molto conosciuta, come quella di Giovanna D’Arco, da un punto di vista insolito ed indubbiamente innovativo: quello di un angelo che entra nella vita di Giovanna al momento della sua nascita e che continua a vivere anche dopo la sua morte sul rogo.
(…omissis…)
Il libro di Menzinger è diviso in due parti, la prima fedele alla realtà storica termina con la condanna di Giovanna al rogo. La seconda di fantasia comincia con Giovanna che, sopravvissuta al rogo, Giovanna D'Arco - Illustrazione di Niccolò Pizzornoviene ospitata da una famiglia di contadini e poi, dopo essersi ripresa dalle ustioni, arruola un esercito di volontari, formato anche da molte donne e giunge alle porte di Parigi, tanto da ottenere dal re Carlo VII il  titolo nobiliare di “contessa di Parigi” e il comando dell’intero esercito francese nella guerra contro l’Inghilterra.
Giunta a Londra, in missione diplomatica, incontra il giovanissimo re Enrico VI e ottiene la revisione del suo vecchio processo per eresia, anche perché nel frattempo Giovanna ha subito una trasformazione non solo nel carattere, divenendo forte e coraggiosa attraverso tutte le sue imprese militari, ma anche nel fisico, visto che a poco a poco è diventata un uomo e per questo riuscirà una volta tornata in Francia a sposare il re d’Inghilterra che nel frattempo ha subito la trasformazione opposta alla sua, trasformandosi nella principessa Henriette…
Tra i personaggi rilevanti della prima parte c’è il nobile Gilles De Rais, alto ufficiale dell’esercito francese, innamorato di Giovanna, e il duca di Borgogna che invece la farà arrestare e poi condannare, tra i personaggi rilevanti della seconda parte c’è il re bambino Enrico VII che organizza con Giovanna una crociata in Oriente e che una volta divenuto una donna si innamora di lei / lui e la sposa.
Da questa breve sintesi della trama il lettore può intuire come il romanzo di Menzinger, partendo da una base storica reale e ben documentata (ogni capitolo comincia con una citazione tratta da un libro dedicato a Giovanna D’Arco ed in fondo c’è la bibliografia completa divisa per personaggi ed argomenti, su cui l’autore ha lavorato), se ne allontani per diventare una storia davvero fantastica dove l’immaginazione ha il sopravvento sulla realtà.
 
Grazie a Mirtilli75 per averne parlato su aNobii e su Libri e Tutt’Altro, dove ha scritto:
 
Giovanna D'Arco- Film di Luc Besson con Mila JovovicDa Anobii e dal gruppoDue chiacchiere con gli autoriarriva il mio primo romanzo ucronico.
L’impatto è stato forte, ma non in senso negativo.
È la storia di Giovanna d’Arco, raccontata da un angelo che le è sempre vicino, che la guarda mentre diventa una guerriera, che la guarda mentre diventa una Santa, confuso e stupito anche lui dall’anima della Pulzella. Un angelo che vive la vita insieme a lei, che con lei vive la morte e anche oltre. Che sarebbe successo se Giovanna non fosse morta sul rogo?
L’autore riscrive la Storia a modo suo, una storia che forse è un sogno, forse è un incubo, ma lo fa con una scrittura precisa ed accurata, piacevole da leggere ma senza essere banale.
A parte qualche errore di battitura del testo, però ci sono alcune cadute che potevano essere evitate con un miglior editing del libro; in più di un’occasione infatti ci sono frasi che non si addicono al tempo ed alla voce narrante (mi viene in mente “Te ne stavi sulle tue…”, ma ce ne sono altre) che fanno perdere il ritmo alla narrazione; nel complesso comunque è un romanzo originale e ben scritto, una Storia diversa raccontata da un sogno.
Bravo Carlo.
 
 
Ne parlano così su aNobii le lettrici (cui i miei ringraziamenti arrivano, temo piuttosto in ritardo) Mirella:
 
Un libro molto sofisticato,ben scritto e scorrevole nonostante la complessità.
Si nota lo spessore culturale e interiore dell’autore ….insomma da leggere!
 
e Perflinka:
 
Bello per come è scritto. Lo definirei fantastoria. Mi è piaciuta più la prima parte, la seconda appunto troppo strana e sognata.
 
Più dettagliatamente, sempre su aNobii, ne parla l’autrice Monica Caira:
 
E’ un romanzo che reclama a gran voce attenzione, la pretende, impone un ritmo lento. Sono tanti gli eventi, i personaggi, le storie che si accavallano, si Rogosopprimono a vicenda, si integrano, si sconvolgono ed incarnano l’una nell’altra, per poter tenere un passo veloce.
Carlo Menzinger ha svolto un sostanzioso lavoro di ricerca. C’è passione, amore per la storia, nel suo scritto.
Si è trattato del mio primo romanzo ucronico: ero un po’ titubante ed anche timorosa. L’autore mi aveva spiegato che il genere si riferisce ad un’ipotesi di storia che non è stata, che non è quella finita nei testi scolastici. Allora mi sono detta: riuscirò a cogliere la deviazione dalla realtà nel momento in cui questa irromperà nella storia? L’autore mi perdonerà l’ingenuità della questione, perché a posteriori ne comprendo l’enormità.
Durante la lettura si respira storia, si ricordano luoghi, drammi, ma l’occhio che segue la Pulzella è sempre tenero, comprensivo, mai inquisitore e giudicante, così finisce per farti accostare a lei, alla sofferenza che deve aver vissuto per il ruolo maestoso che la storia le ha attribuito, per averlo affidato a lei, una contadinella, una donna, in un epoca nella quale queste erano solo madri, mogli, cuoche, bassa forza lavoro. Che il racconto avvenga attraverso gli occhi di un altro soggetto, dell’angelo che le sta sempre dappresso, consente al lettore un distacco rispetto alle dure vicende della storia, fornendo un punto di osservazione d’insieme che forse altrimenti non si avrebbe.
Ho percorso uno splendido, duro, viaggio insieme ai tuoi personaggi Carlo.
Complimenti vivissimi.
 
Ancora grazie a tutti!
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5 responses to this post.

  1. Posted by SatyaShade on 3 dicembre 2008 at 11:28

    ciao, abbiamo la stessa passione, passa a trovarmi. 😉

    Rispondi

  2. Posted by SatyaShade on 4 dicembre 2008 at 08:34

    sì, hai ragione, ma non è facile lasciarsi una vita alle spalle e ricominciare, sopratutto quando non riesci ad abbandonare qualcuno che appartiene alla vecchia vita e allora decidi di andare avanti, nonostante tutto, e poi sarà il futuro ad avere l’ultima parola, in bene o in male. Buona giornata

    Rispondi

  3. Posted by abigail85 on 4 dicembre 2008 at 22:01

    Anche a me piace molto leggere ma non sono una scrittrice 😉 Ci terrei ad avere il tuo giudizio sul libro anche se qualcosa mi dice che non lo troverai originale

    Rispondi

  4. Posted by Menzinger on 4 dicembre 2008 at 22:59

    @Abigail85: Credo che se un libro ha tanto successo, come Twilight, non può non avere qualcosa di buono.
    Mi piace leggere anche i libri di successo (oltre ai classici o quelli di autori “worstseller”) percheè hanno sempre qualcosa da insegnarti.

    Rispondi

  5. Posted by abigail85 on 5 dicembre 2008 at 10:58

    buona lettura allra 🙂 prima o poi mi imbatterò in un tuo libro 🙂

    Rispondi

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