GLI INTERESSI IN COMUNE DI SANTONI

Gli interessi in comune di Vanni SantoniA fine maggio sono stato in Feltrinelli, a Firenze, per sentire la presentazione del nuovo romanzo di Vanni SantoniGli interessi in comune”, edito dalla stessa Feltrinelli.
Avevo incontrato per caso, solo pochi giorni prima, Santoni su aNobii, l’immenso portale dei libri e dei lettori. Due cose mi avevano incuriosito e spinto ad andare a questa presentazione: che questo autore avesse effettuato il mitico “salto” da un editore minore come RGB a una “major” come Feltrinelli e che venisse da un’esperienza di scrittura collettiva, essendo trai fondatori di SIC, il progetto di “Scrittura Industriale Collettiva”.
Dalla presentazione già mi ero fatto l’idea di trovarmi davanti un romanzo che parlasse di amicizia, in particolare di gruppi di amici, quelli che scherzosamente chiamo “romanzi di compagnia”.
Fin da allora, prima di leggere il libro, mi era chiaro quali fossero gli “interessi in comune” di questi ragazzi: le droghe, di ogni tipo. Il libro è, infatti, diviso in capitoli che hanno ognuno il nome di uno stupefacente, dalle psichedeliche a quelle più innocue come il caffè e… il sesso. Mi ero anche fatto l’idea che rispetto alla descrizione delle droghe prevalesse la descrizione dei personaggi.
Dopo averlo letto posso confermare la centralità della descrizione delle dinamiche di un gruppo di amici e l’importanza delle droghe nella narrazione, questa, però, forse superiore a quanto avessi immaginato. In un certo senso il romanzo è quasi una piccola enciclopedia sugli effetti delle droghe!
Per chiarire l’argomento trattato, occorre, innanzitutto, dire che i personaggi descritti sono un gruppo di Vanni Santoniragazzi, di cui seguiamo la storia da metà degli anni novanta al 2006. Dai tempi del liceo a quelli dell’università, sebbene non siano esattamente dei secchioni. L’autore è un trentenne “spaccato”: è nato nel 1978 a Montevarchi, in provincia di Firenze. E questa zona della Toscana, alle porte di Firenze, il Valdarno, fa da sfondo attivo alle loro avventure. Si respira dunque un certo spirito autobiografico.
I personaggi che sono descritti in questo romanzo di Santoni, mi fanno un po’ pensare ai vitelloni di felliniana memoria o ai bamboccioni citati tempo addietro dal nostro Presidente Napolitano. Sono ragazzi che vivono a spese e a carico delle famiglie d’origine, direi piccolo borghesi, che studiacchiano ma che sembrano privi di alcun vero interesse e di alcuna maturità emotiva. Ne è un esempio il fatto che le donne in questo libro non compaiano quasi mai, se non come oggetti occasionali di un rapporto. Questi ragazzi passano il tempo al bar e a giocare (tra tutti i giochi prevale Magic).
Su cosa si regge allora la loro amicizia? Un po’ su queste chiacchiere da bar, su queste partite, ma soprattutto su quelli che sono i loro “interessi in comune”: le droghe.
Queste sono per loro quasi un vero interesse culturale: ne provano sempre di nuove, come studiosi continuano a sperimentarne di diverse, eppure in loro non c’è alcuno spirito o volontà scientifica o analitica, solo il desiderio di fare esperienza. Non viene detto ma la vera molla sembra essere il tentativo di combattere una sorta di noia esistenziale.
I vitelloni di Federico FelliniAnch’io vivo in Toscana, a Firenze, ma ci sono arrivato ormai laureato e appartengono ad un’altra generazione, quella dei quarantacinquenni, quindi non posso dire di conoscere veramente bene i trentenni fiorentini. Conosco però alcune persone della zona e della stessa fascia d’età, ma il mondo descritto da Santoni non corrisponde particolarmente né alla mia impressione della Toscana, né a quanto mi raccontano. A leggere queste pagine si ha l’impressione che il Valdarno pulluli di gente “fatta” o “allucinata” (per come sono presentati definirli drogati non parrebbe quasi corretto). È possibile che il mondo descritto abbia proporzioni assai più estese di quanto comunemente si crede? È possibile che siano così tanti i sedicenni/ventiquattrenni che fanno uso di sostanze stupefacenti di vario genere? E davvero circola una così grande varietà di droghe?
Qualunque sia la risposta, questa non conta per valutare la qualità di questo libro. Non stiamo parlando di un saggio ma di un romanzo. La narrativa, superati i tempi del realismo, è libera di esprimere qualunque realtà, anche totalmente inventata. Se qualcuno vuole scrivere che a Firenze le massaie comprano l’eroina a chili nei supermercati (tanto per esagerare, nulla del genere viene scritto dall’autore!) è libero di farlo e magari il suo libro, con un certo sapore almodovariano, potrebbe essere godibilissimo.
Segnalo, inoltre, che l’argomento “droghe” è trattato con la più assoluta indifferenza e normalità. L’autore non condanna né giudica nessuno, né i drogati, né gli spacciatori, né le droghe in sé. Neppure però si inserisce in quel filone letterario che osanna l’uso degli stupefacenti. Santoni si limita a raccontare il rapporto di un gruppo di ragazzi con queste sostanze. Mi verrebbe da dire la loro “esperienza” con gli stupefacenti, eppure il termine mal si addice a questo tipo di narrazione. Fa troppo pensare ad un approccio al fenomeno tipico degli anni ’60. Il modo di parlarne qui è molto diverso. Più moderno. Più disincantato. Più, appunto, indifferente. La droga ha perso, qui, ogni valenza politica o liberatoria.
È giusto parlare così di prodotti che indubbiamente sono nocivi per la salute e lo spirito? Certamente non offrirei questo libro in lettura ad un minorenne. Chi lo legge deve avere la maturità necessaria per capire che quello che qui viene descritto come normale, normale non è affatto ed è anzi pericoloso. Detto ciò, però non vorrei dare giudizi morali sul libro.
Vorrei ora, piuttosto, dire qualcosa su come è scritto.
Recentemente ho avuto modo di scrivere quanto io ritenga importante la presenza di una trama per fare Marjuanaun buon romanzo. Qui, sebbene la trama sia ridotta all’osso e non sia essenziale, abbiamo comunque una storia che scorre bene lo stesso. Si descrive l’evoluzione di un’amicizia, con i suoi alti e bassi. Non si sente l’esigenza di una vera trama. Ogni capitolo, in effetti, ne ha una propria. Ugualmente siamo curiosi di vedere cos’altro inventeranno questi ragazzi e un capitolo tira dietro il successivo. L’essere poi questi (che son ben 23!) dedicati ciascuno ad una droga diversa, rende il volume, come scrivevo sopra,quasi una piccola enciclopedia narrativa del genere e non può non suscitare una discreta curiosità.
Si aggiunga che il tutto è scritto bene, con uno stile diretto ma non banale, immediato ma non asciutto, e capirete di avere davanti un prodotto di qualità.
Vorrei ancora sottolineare che questo libro, sebbene edito da un editore importante come Feltrinelli, è un romanzo scritto da un esordiente (o quasi), con alle spalle solo (o principalmente) la pubblicazione di una raccolta di racconti, “Personaggi precari”, di cui ho già scritto. Mi chiedo allora cosa può aver indotto la Feltrinelli a decidere di pubblicarlo, a decidere di dare alle stampe questa storia e non tanti altri romanzi che certo devono venir proposti loro ogni giorno, alcuni sicuramente di qualità.
La risposta, credo sia in parte nel tema trattato, nella capacità di questo giovane autore di descrivere con assoluta normalità un mondo marginale che minaccia di diventare “centrale”, un mondo di giovani che vivono un po’ ai limiti, pur facendo parte a pieno titolo di una comunità più ampia che è quella dei giovani italiani e forse dei giovani di tutto il mondo. Forse Iacopo, Paride, Sasso, Malpa, Mimmo, Mella e gli altri non saranno davvero rappresentativi del mondo di oggi per il loro rapporto con le droghe ma lo sono certo per la loro immaturità, svogliataggine e disillusione.
Dunque, credo che un editore possa aver trovato in queste pagine la descrizione di un modo di vivere che deve aver ritenuto potesse interessare il pubblico. Farlo riflettere su se stesso e sui propri figli. Credo che in questo non si sia sbagliato. Penso che questo libro potrà far parlare ancora molto di sé. Potrà essere oggetto di analisi e discussione.
Posso dunque senz’altro consigliarvi, se avete almeno diciott’anni e vi ritenete poco suscettibili al fascino delle sostanze allucinogene (!!!), la lettura di questo libro.
E segnatevi questo nome: “Vanni Santoni”, perché ne sentirete parlare presto ancora.

Vanni Santoni – Gli interessi in comune

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13 responses to this post.

  1. Posted by BALOTH on 26 novembre 2008 at 08:07

    domanda la foto del ragazzo rappresenta santoni?
    Non mi piace una amicizia che si basa sulle droge ,mi mette una tristezza addosso…però deve essere interessante se hanno fatto una descrizione sugli effetti di queste droghe , magari ogni amico consuma una droga differente ??

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  2. Posted by lauraetlory on 26 novembre 2008 at 09:09

    E’ un libro che prima o poi leggero’, ma la tua analisi, Carlo, mi conferma che di sicuro non e’ uno di quei libri che restano in bella vista sul mio scaffale per una rilettura. Il fatto che Feltrinelli lo abbia pubblicato testimonia, spero, della qualita’ di scrittura di Vanni. Ma anche che sempre piu’ spesso le case editrici cercano il libro in base al target. In questo caso quei famigerati “young adults” che vanno per la maggiore tra gli editor di Mondadori/Rizzoli. Sono loro il pubblico da acchiappare e, in questo caso, direi che lo scopo e’ raggiunto. Mi auguro per Vanni che il suo libro possa raggiungere buoni risultati di vendite e che gli consenta di pubblicare ancora.
    Laura

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on 26 novembre 2008 at 18:35

    bel pezzo

    Rispondi

  4. Posted by compagnidiviaggio on 27 novembre 2008 at 12:49

    laq tua analisi conferma l’intervista che ha rilasciato al mio ops nostro per alcuni che commentano qui .

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  5. Posted by oscarmontani on 28 novembre 2008 at 07:24

    Lasci un apprezzamento per questo bel “pezzo” giornalistico: bravo Carlo! Il libro, ovviamente l’ho letto: lascia il segno, soprattutto da un punto di vista letterario.

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  6. Posted by carmela1982 on 28 novembre 2008 at 13:08

    questi nn sono il genere di libri che leggo io… ma trovo molto interessante questo blog basato sulla lettura.

    un abbraccio fatoso^^

    fatina carme

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  7. Posted by ElisabettaM on 3 febbraio 2009 at 19:59

    Scrittori Emergenti[..] Prendo da Carlo questa lista di scrittori esordienti. Fatela passare in giro!!!!!!!!!!! Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. [..]

    Rispondi

  8. Posted by monicaira on 3 febbraio 2009 at 22:36

    http://stavo[..] HO COPIATO! Essì! Ho copiato l’idea e la lista che segue dal blog di Carlo Menzinger, ottimo scrittore ucronico (per chi non sapesse di cosa si tratta, consiglio vivamente di visitare il blog di Carlo – http://www.menzinger.splinder.com – e di leggere [..]

    Rispondi

  9. Posted by kikmaster on 4 febbraio 2009 at 17:13

    facciamo conoscere questi autori[..] Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. Qualcuno dice che internet possa aiutare. Ci sono catene di messaggi che si diffondo all [..]

    Rispondi

  10. Posted by ElisabettaM on 6 novembre 2009 at 14:46

    Facciamo conoscere questi autori[..] Riprendo da Carlo Menzinger, instancabile promoter di noi scrittori che abbiamo messo a disposizione le nostre opere in lettura gratuita su aNobii, la "classifica" di gradimento che sta tenendo aggiornata. Carlo, sei bravissimo, a te i miei [..]

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  11. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  12. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  13. Posted by EvaPorata on 4 luglio 2010 at 11:26

    Facciamo conoscere questi autori[..] Copio incollo integralmente. Avete nessuno da aggiungere?! ;-)CriFacciamo conoscere questi autori Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger":_________________________________Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCE [..]

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