Il metaromanzo di Claudio Martini

Claudio Martini, il Presidente della Regione ToscanaChi in Toscana non ha mai sentito il nome di Claudio Martini? Certo in pochi non conoscono, almeno di nome il Presidente della Regione.
Ma il Claudio Martini che questo venerdì presenterà il suo romanzo presso la libreria Chiari di Firenze è un’altra persona, e sembra quasi che con quest’omonimia già l’autore ci voglia trasportare in un mondo di illusione e fantasia.
Claudio Martini, quello di cui vi voglio parlare, è un autore che hanno già detto essere poliedrico e caleidoscopico interprete della realtà e che è alla sua terza prova narrativa pubblicata dal 2004 a oggi,Diecimila e cento giorni - Claudio Martini la seconda per la Besa Editrice, con cui nel 2005 era uscito il fortunato “Diecimila e cento giorni”. In rete Martini è conosciuto con lo pseudonimo di Writer o anche Writer54 e il suo blog personale, “Altre latitudini(ospitato sulla piattaforma di Libero), è uno dei più seguiti.
Claudio Martini, nato nel 1954, residente a Torino ma di origini tarantine, è anche autore di diversi tra saggi e interventi relativi al suo mestiere di psicologo e ricercatore sociale, pubblicati in Italia e in America Latina.
 
Leggere I racconti del ripostiglio di Claudio Martini è un po’ come fare un viaggio nella letteratura. Un viaggio fatto di fantasia e immaginazione. Un viaggio che comincia con una citazione esplicita, quella di Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino e con una doppia citazione implicita. La storia ha, infatti, inizio quando il protagonista varca la soglia di un ripostiglio, chiuso da uno specchio: in un colpo solo stiamo attraversando lo specchio di Alice di Lewis Carroll e entrando nell’armadio delle Cronache di Narnia di C.S. Lewis. Dietro c’è il mondo della fantasia.
I racconti del ripostiglio di Claudio MartiniMoltissime altre sono le citazioni esplicite o implicite in tutta la narrazione. Nella prima riga si parla già di Pratt, l’ideatore di Corto Maltese. Poi incontriamo Rayuela, il romanzo di Julio Cortázar che può essere letto in diverse sequenze (non necessariamente dall’inizio alla fine delle pagine), quindi il Necronomicon di Lovercraft, uno pseudobiblion, cioè un libro mai scritto ma citato come vero in libri realmente esistenti. Un altro esempio di pseudobiblium lo troviamo nel classico ucronico di Dick, La svastica sopra il sole in cui si cita un altro romanzo ucronico, immaginario, La cavalletta non si alzerà più. Il Necronomicon, infatti, è un espediente letterario creato da Lovecraft per dare verosimiglianza ai propri racconti.
 
Citazione esplicita è quella di Sulla strada di Kerouac, il classico della letteratura “itinerante”. Quando poi si cita  Saramago l’autore strizza l’occhio anche a Borges e alla sua biblioteca. Quando parla del tempo perduto, poi, non si può non pensare a Proust. Ci sono poi anche Ballard, Mishima e Burroughs e molti altri in questo viaggio nella letteratura. Ma non mancano le citazioni cinematografiche come quella del Cielo sopra Berlino di Wenders.
 
Molti di questi riferimenti hanno un significato preciso, c’aiutano a capire cosa stiamo leggendo: innanzitutto la raccolta di racconti trovata nel ripostiglio è anch’essa quasi uno pseudobiblion come il Necronomicon, poi essendo il romanzo di Martini composto (o meglio, forse, “integrato”) da vari racconti, può anche essere letto in maniera non lineare, come Rayuela, ad esempio leggendo prima i racconti e poi il romanzo in cui sono inglobati o viceversa. L’ultimo capitolo ci fornisce poi la chiave per una lettura circolare e senza fine.
Il riferimento a Kerouac ci riporta all’idea del viaggiare. Il viaggio qui però è cosa Jack Kerouacassai diversa, dato che il protagonista di ben poco s’allontana dal suo ripostiglio e di quel tipo di viaggi on the road dice “tanti anni fa qualcuno ha scritto un romanzo che narrava di spostamenti continui su macchine vocianti ubriacone obesodall’Atlantico al Pacifico (…) Vent’anni dopo chi scrisse quelle parole era diventato un ubriacone obeso che viveva a rimorchio dei ricordi a casa di una mamma anziana”. Il suo è, invece, un viaggio soprattutto mentale, anche se continuano a esplodere tra le pagine frasi che esprimono il desiderio di partire, di fuggire, di allontanarsi, di cercare altri luoghi: “vorrei andar via dalla piazza, dalla città, dal paese, dalle mie abitudini”, “la vita è a Sud”, “mi piacerebbe tanto andare lì… Grecia, Marocco, Tunisia”, “licenziarsi e partire per l’Australia”, “a volte vorrei imbattermi in qualcosa di inconsueto” o addirittura scopriamo il masochistico annichilimento di “correre a perdifiato su sentieri innevati desiderando di essere inseguito da un branco di lupi”.
Questo desiderio di partire è, in fondo, “aspirazione di vivere altre storie”, cosa che il protagonista riesce a fare leggendo e scrivendo. Perché i due ruoli, quello dello scrittore e quello del lettore, sono in realtà mescolati, ogni lettore contribuisce a creare la storia che legge e ogni scrittore è sempre lettore, se non altro di se stesso e della propria anima.
 
Il romanzo è dunque un contenitore da cui scaturiscono, uno dietro l’altro una serie di racconti. L’atmosfera e l’amore per i libri ci ricordano molto L’ombra del vento di Ruiz Zafon (di cui ho scritto qui), con questo costruire una storia intorno ad altre storie (un romanzo, uno pseudobiblion, per Ruiz Zafon, dei racconti per Claudio Martini).
L’autore cita, però, espressamente Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino, che è un romanzo sul piacere di leggere romanzi, in cui protagonista è il Lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Il romanzo ha la struttura di un metaromanzo, dove all’interno della storia principale si inseriscono altre storie, pressoché slegate dal contesto generale. I racconti del ripostiglio segue uno schema simile, anche se al posto degli incipit dei romanzi qui ci sono dei racconti.
 
matrjoskaIl romanzo di Martini parte come una sorta di matrioska: il protagonista trova una raccolta di racconti e legge il primo di questi che, a sua volta parla di due personaggi, Marco e Giovanna, che trovano un antico libro, al cui interno si parla del Necronomicon, il libro immaginario di Lovercraft. Dunque un libro dentro un altro libro, dentro un racconto, dentro un romanzo!
I racconti sono apparentemente autonomi e si svolgono nel passato, nel presente e persino nel futuro, eppure appaiono sempre elementi ad unirli, quali il nome dei personaggi (quante volte compare una Giovanna?). A volte questi cambiano nome ma il loro carattere e le loro vicende ci ricordano figure già incontrate in racconti precedenti. E poi ci sono i personaggi del romanzo, della storia-contenitore, che a volte entrano o escono dai racconti e incontrano il protagonista. Lui stesso pare spesso essere attore delle storie che legge, al punto che spesso ci si chiede se certi racconti non descrivano proprio lui.
E c’è una certa vena autobiografica che fa pensare ad un possibile immedesimazione dello stesso autore con l’io narrante o con i personaggi dei racconti. Il legame tra questi appare da frasi disseminate lungo il testo come “qualche indizio c’è, anche se non è detto che il protagonista debba essere lo specchio dell’autore”, detto dal protagonista nel cercare di scoprire chi possa essere la’utore dei misteriosi racconti che ha scoperto per caso, o la sua osservazione “mi è sembrato quasi che l’autore descrivesse, estremizzandoli, alcuni momenti della mia vita attuale”.
 
Com’è dunque questo protagonista (e nel contempo alcuni suoi alter-ego? Facciamo parlare ancora il libro: “un uomo introverso, a tratti cupo, poco incline ai rapporti e alle convenzioni sociali” per il quale c’è “solo lo scorrere di giorni identici come foss(e) morto da tempo”, un uomo che sente “il morso della noia”, in un tempo “vuoto e inessenziale”. Si capisce dunque il suo desiderio di cambiamento e di fuga.
 
Un altro elemento importante di questo libro articolato e ricco di sfumature è la memoria o la sua assenza (un racconto importante per la trama si chiama “amnesia”). La memoria qui sembra qualcosa di perduto ma che forse non si vuole neanche recuperare pienamente, perché “di questi tempi la memoria è un fardello”.
 
In questo romanzo, con le dovute diversità, ho ritrovato molti aspetti dei miei romanzi: la circolarità narrativa dei miei Giovanna e l’angelo e Ansia assassina, il gusto per la citazione di Giovanna e l’angelo, la pulsione a viaggiare de Il Colombo divergente. È, però, leggendo l’ultimo racconto della serie, quello denominato Ipertempo, che ritrovo gli elementi teorici alla base dell’ucronia, il genere letterario cui appartengono i miei due romanzi Il Colombo divergente e Rappresentazione grafica del tempo bidimensionaleGiovanna e l’angelo. Quando nel racconto si dice “proviamo a immaginare che il tempo, invece di essere una linea retta, che conosce solo una direzione, sia rappresentabile come un piano a due dimensioni” si sta immaginando la possibilità che il tempo segua percorsi alternativi a quelli reali, concetto alla base di ogni ucronia. Quando l’autore scrive di “una biforcazione che ti conduce a vivere nuovi eventi” altro non fa che parlare di una divergenza allostorica.
Saggiamente, però, uno dei personaggi si chiede: “ma perché pensare solo di tornare indietro? Non sarebbe meglio progettare vie nuove, almeno per vivere in modo migliore la seconda parte della vita?
Aldilà della suggestione storica e letteraria di immaginare diversi passati e diversi presenti, quel che conta veramente è, infatti, saper vivere il presente al meglio e prepararsi un buon futuro.
 
In conclusione, cosa dire di questo libro? È un romanzo interessante, ricco di suggestioni che è doveroso approfondire, scritto da una persona che ama i libri e la letteratura e ha il desiderio di trasmettere questa passione. Un libro complesso ma che si legge piacevolmente e volendo velocemente, salvo poi tornare sulle pagine lette più volte, a scoprirne i piccoli tesori più o meno nascosti. Un autore con un elevato potenziale narrativo.
 
 
Chi volesse approfondire, si ricordi che il 14 novembre alle ore 18,00, presenterò il romanzo di Claudio Martini "I RACCONTI DEL RIPOSTIGLIO" presso la Libreria Chiari (in Piazza Salvemini) di Firenze.
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20 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 11 novembre 2008 at 23:31

    Grande Carlo! Splendido post, anche se sono di parte 🙂 W.

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  2. Posted by scriverecala on 12 novembre 2008 at 09:55

    Claudio Martini a Firenze (lo scrittore)[..] Claudio Martini, scrittore omonimo del Presidente della Regione Toscana, presenterà questo venerdì alle 18,00 a Firenze, alla Libreria Chiari in Piazza Salvemini il suo libro I racconti del ripostiglio. Il libro sarà presentato da [..]

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  3. Posted by scriverecala on 13 novembre 2008 at 09:20

    venerdi’ Claudio Martini a Firenze (lo scrittore)[..] Claudio Martini a Firenze (lo scrittore) Claudio Martini, scrittore omonimo del Presidente della Regione Toscana, presenterà questo venerdì alle 18,00 a Firenze, alla Libreria Chiari in Piazza Salvemini il suo libro I racconti del r [..]

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  4. Posted by ValentinaD on 13 novembre 2008 at 20:36

    Peccato non essere di Firenze o abitare nei paraggi!

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  5. Posted by anonimo on 13 novembre 2008 at 22:45

    Splendido post, anche se potevamo giocare sul possibile equivoco per attrarre in libreria sostenitori e critici del Governatore…
    A domani!

    Caterina

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  6. Posted by jumpOnBoard... on 14 novembre 2008 at 11:27

    buon fine settimana!

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  7. Posted by Menzinger on 15 novembre 2008 at 22:43

    E’ stato un pomeriggio piacevole, con una buona partecipazione da parte del pubblico, tra cui c’erano anche il critico letterario Braschi, venuto assieme al giallista Sergio Calamandrei e vari bloggers, soprattutto di Libero. Ho notato parecchie presenze di “non-fiorentini”. La conversazione si è snodata bene anche perché il libro, come già sapete, è interessante e ricco di spunti per la discussione, poiché affronta forme letterarie particolari e diverse (romanzo, racconto, metaromanzo, pseudobiblion, liste, racconto ciclico) ed è denso di citazioni letterarie e non solo (Calvino, Lewis, Carrol, Prat, Burroughs, Wenders, Kerouac, Lovercraft e molti altri). Dopo alcune letture di brani, il pubblico ha sottolineato alcuni aspetti di analisi psicologica e la capacità di descrizione dei luoghi di questo autore.

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  8. Posted by anonimo on 16 novembre 2008 at 20:56

    Contenta di averti conosciuto, mi congratulo per la bella presentazione .Un saluto Adriana

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  9. Posted by anonimo on 16 novembre 2008 at 22:19

    Carlo, ero sicuro di averlo già fatto ieri sera, ma evidentemente ero in preda a una crisi di stanchezza e lo devo avere solo immaginato. Grazie per la tua presenza, per la presentazione attenta e per la tua disponibilità. Un saluto affettuoso. Writer.

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  10. Posted by Menzinger on 18 novembre 2008 at 23:00

    Grazie a te Claudio, per avermi dato l’opportunità di parlare del tuo libro.
    Un saluto ad Adriana, di cui ho letto qui http://blog.libero.it/ZaYra/5899844.html il commento alla serata.

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  11. Posted by ElisabettaM on 3 febbraio 2009 at 19:59

    Scrittori Emergenti[..] Prendo da Carlo questa lista di scrittori esordienti. Fatela passare in giro!!!!!!!!!!! Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. [..]

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  12. Posted by monicaira on 3 febbraio 2009 at 22:36

    http://stavo[..] HO COPIATO! Essì! Ho copiato l’idea e la lista che segue dal blog di Carlo Menzinger, ottimo scrittore ucronico (per chi non sapesse di cosa si tratta, consiglio vivamente di visitare il blog di Carlo – http://www.menzinger.splinder.com – e di leggere [..]

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  13. Posted by kikmaster on 4 febbraio 2009 at 17:13

    facciamo conoscere questi autori[..] Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. Qualcuno dice che internet possa aiutare. Ci sono catene di messaggi che si diffondo all [..]

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  14. Posted by ElisabettaM on 6 novembre 2009 at 14:46

    Facciamo conoscere questi autori[..] Riprendo da Carlo Menzinger, instancabile promoter di noi scrittori che abbiamo messo a disposizione le nostre opere in lettura gratuita su aNobii, la "classifica" di gradimento che sta tenendo aggiornata. Carlo, sei bravissimo, a te i miei [..]

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  15. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  16. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  17. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  18. Posted by EvaPorata on 4 luglio 2010 at 11:26

    Facciamo conoscere questi autori[..] Copio incollo integralmente. Avete nessuno da aggiungere?! ;-)CriFacciamo conoscere questi autori Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger":_________________________________Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCE [..]

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