Cos'è un metaromanzo?

I racconti del ripostiglioIn attesa di poter presentare, venerdì 14 novembre alle ore 18,00, il romanzo di Claudio Martini "I RACCONTI DEL RIPOSTIGLIO" presso la Libreria Chiari (in Piazza Salvemini 18) di Firenze (ingresso libero), ho raccolto alcune informazioni sul metaromanzo (argomento di cui vorrei parlare in quell’occasione).

Anticipo qui alcune note trovate su internet:

Il metaromanzo è un romanzo in cui l’autore descrive l’operazione di stesura del romanzo stesso.
Il metaromanzo è una narrazione che assume come proprio oggetto l’atto stesso del Denis Diderotraccontare, così da sviluppare un romanzo nel romanzo.
All’interno di un metaromanzo l’autore introduce delle proprie considerazioni sullo scritto che sta producendo, ma anche degli avvisi o delle osservazioni rivolte direttamente al lettore. In questo modo l’autore stabilisce un rapporto con il lettore, creando con esso un dialogo continuo. A questo modo più che raccontare una storia, il narratore affronta questioni teoriche sul modo e sulle motivazioni dello scrivere: dall’auto osservazione nell’atto dello scrivere allo svelamento delle tecniche del racconto e delle scelte più profonde.
Nonostante il metaromanzo possa essere considerato una novità tipicamente novecentesca, e in particolare postmoderna, ne troviamo già autorevoli esempi nel Settecento, come ad esempio il Tristam Shandy di Laurence Sterne o Jacques il fatalista di Denis Diderot. Nella Italo Calvinonarrativa italiana contemporanea un esempio di metaromanzo può essere considerato Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979) di Italo Calvino in cui il lettore stesso è presentato come un personaggio. Spesso la narrazione vede da una parte il racconto vero e proprio, dall’altra il racconto delle considerazioni dello scrittore; nel romanzo di John Fowles, La donna del tenente francese, ad esempio, a un certo punto lo scrittore dichiara di non sapere cosa farsene di un personaggio di nome Charles.
Altri esempi di metaromanzo potrebbero essere La vita fa rima con la morte di Amos Oz (romanzo che racconta come nasce un romanzo), Northanger Abbey di Jane Austen (parodia del romanzo gotico) e Sogno senza fine del Visconte di Lascano Tegui.
Una corrente narrativa che fa ricorso al meta romanzo come forma espressiva è il nouveau Claude Simonroman, una corrente narrativa affermatasi in Francia negli anni Cinquanta, sostanziata dagli scrittori Alain Robbe-Grillet, Michel Butor, Nathalie Sarraute, Claude Simon e, più avanti, Georges Perec, vuole invece esibirla provocatoriamente, andando alla ricerca della “testualità assoluta”.

Togliendo di mezzo ogni illusione referenziale, il romanzo si trasforma in metaromanzo: cioè va a parlare di se stesso, e diventa autoreferenziale. Anche la descrizione diventa metadescrizione, quindi un’analisi delle condizioni che rendono possibile una descrizione. Le parole smettono di attingere all’universo delle cose e si mettono a parlare di se stesse; e la descrizione tratta le parole come cose, ne cerca e ne esalta la materialità fonica: di qui la tipica insistenza sui giochi di parole e su certe imprevedibili assonanze. In pratica, sono le caratteristiche del significante a determinare la produzione del significato.

Leggi anche:

Annunci

14 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 3 novembre 2008 at 23:43

    Molto interessante questo contributo sul metaromanzo, Carlo. Io lo definirei come un testo che riflette sui propri meccanismi di costruzione, quindi, come hai evidenziato nel tuo post, come un romanzo sul romanzo. Ciao. Writer.

    Rispondi

  2. Posted by ladilunaa on 4 novembre 2008 at 06:48

    sì, davvero molto interessante, leggerti è un accrescimento, grazie
    felice giorno

    Rispondi

  3. Posted by ElisabettaM on 4 novembre 2008 at 10:09

    Mi ricordo che all’università, mentre io preparavo non so più quale esame di filosofia, mio marito (ci siamo conosciuti in facoltà) preparava proprio un esame di letterature comparate in cui il tema monografico era proprio questo tipo di letteratura… e lesse proprio La donna del tenent francese, La gelosia, ecc.
    Già allora mi interessavo di letteratura più che di filosofia (in cui mi sono laureata… .-)) )
    Ciao Carlo, e buon ONOMASTICO!!!

    Rispondi

  4. Posted by Elisaday on 4 novembre 2008 at 14:24

    sinceramente non mi viene in mente nient’altro da aggiungere alla tua spiegazione

    Rispondi

  5. Posted by scriverecala on 4 novembre 2008 at 18:25

    Scusa Carlo, quand’è la presentazione?

    Rispondi

  6. Posted by Menzinger on 4 novembre 2008 at 19:56

    Grazie a tutti e, in particolare, a Elisabetta per gli auguri di onomastico.
    Hai ragione Sergio, mi ero dimenticato di inserire la data. Ho rimediato: la presentazione sarà venerdì 14 ale 18,00. L’indiirzzo lo trovate con il link.

    Rispondi

  7. Posted by dalloway66 on 5 novembre 2008 at 14:30

    La tua sintesi mi sembra perfetta… completa e dettagliata…
    un abbraccio

    Rispondi

  8. Posted by anonimo on 7 novembre 2008 at 18:42

    Grazie per l’indicazione, Carlo.
    Il 14 ho un convegno fino alle 18 in un luogo distante 1,3 km (15 minuti circa, secondo internet).
    Cercherò di evadere qualche minuto prima ed essere puntuale da te.

    Sergio

    Rispondi

  9. Posted by floria1405 on 8 novembre 2008 at 22:12

    Caro Carlo, mi pare proprio che la tua sintesi vada più che bene. L’argomento è complesso, anche perché se la modernità ( e la postmodernità) è il luogo d’elezione del metaromanzo, la riflessione metatestuale in realtà è piuttosto antica (basti pensare la metateatro di Aristofane o di Plauto). Dal punto di vista tecnico quello che scrivi è ineccepibile. Dal punto di vista “filosofico”, se mi è concesso dire così, la questione cruciale è: perché oggi la domanda sul senso della scrittura è diventata così incalzante presso gli stessi scrittori? n.b. un altro libro che presenta tratti di metaromanzo à “Foe” di Coetzee
    http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/381/cafelib.htm

    Rispondi

  10. Posted by strillino on 6 marzo 2009 at 15:55

    Allora anche Petrolio di Pasolini appartiene alla fattispecie del metaromanzo? E’ curioso il fatto che l’incipit dice: “Questo romanzo non comincia”, come nota in risposta ad una serie di puntini a cui dovrebbero corrispondere gli antefatti. E i capitoli sono Appunti.

    Rispondi

  11. Posted by anonimo on 11 ottobre 2010 at 23:17

    Questo blog ha attirato la mia attenzione per tutte le idee nuove e diverse. Devo dire che ho imparato molto dalla lettura di questo blog. La ringrazio molto per la condivisione di questa bellissima esperienza con me. Ho intenzione di suggerire ad altri amici per godere, come ho fatto io.MD

    Rispondi

  12. […] finalmente, qualcosa in questo metaromanzo si muove. Il protagonista incontra il Dottor Narin, padre dell’evanescente Mehmet dai molti nomi, […]

    Rispondi

  13. […] e scrittore Tengo riscrive trasformandolo in un bestseller. Si tratta di un vero e proprio metaromanzo, il cui pseudobiblion, “La crisalide d’aria”, assume un peso e una rilevanza crescente, al […]

    Rispondi

  14. […] dalla trama principale, dato che (questo non me l’aspettavo) quello che ho letto era quasi un meta-romanzo, se non un meta-meta-romanzo o, se preferite e forse più correttamente, un romanzo matrjoska, dato […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: