Grazie ai lettori di Ansia assassina!

Ancora una volta mi sento in dovere di ringraziare quei lettori che dopo aver letto uno dei miei romanzi sono stati così gentili da pubblicare un loro commento o una recensione vera e propria.
Amicizia legame indissolubileAltri li avevo ringraziati qui, qui, qui, qui e qui e a tutti loro rinnovo i miei ringraziamenti.
 
I nuovi commenti sono talmente tanti che li dividerei in base al romanzo. In questo post citerei quelli di Ansia assassina, nei prossimi parleremo di "Giovanna e l’angelo" e de "Il Colombo divergente".
Colgo però l’occasione per ringraziare anche Miele2 e Giuliana Argenio che mi hanno fatto un gran piacere regalandomi il Premio Amicizia Legame Indissolubile.
Da quanto ho capito è un premio che va trasmesso ad altri, ma non a chi l’ha dato. Non c’è un limite al numero di destinatari. Sono ovviamente in imbarazzo nello scegliere ma lo trasmetto, tra gli amici di Splinder, a:
E a  tutti gli altri (che non me ne vogliano ma li citerò in un’altra occasione!)
 
ANSIA ASSASSINA
 
Comincerei con ricordare le generose parole di un’autrice che si sta facendo strada nel mondo del web, MP Black, che così commenta “Ansia assassina” su aNobii:
 
Una carambola di delitti ben giostrati dall’autore, che dimostra una notevole capacità di espressione, utilizzando una tecnica linguistica fresca, vivace, che rende il libro ancora più piacevole da leggere. Frasi rapide, immediate, che scandiscono una trama superba, dove nulla è lasciato al caso o dato per scontato. Una serie di delitti efferati collegati tra di loro da un filo unico, che porterà allo sconvolgente finale… un vero colpo da maestro. Complimenti all’autore, non è facile scrivere un thriller di questi livelli… Quattro stelle piene, ma, in effetti, anche cinque!!!
 
Sempre su aNobii, la bravissima autrice di “La morale di Pietra”, Monica Caira, che già aveva commentato “Giovanna e l’angelo”, così parla su aNobii e su IBS sempre di “Ansia assassina”:
 
Ansia assassina - seconda edizioneE’ uno stile diverso da quello più ricercato, studiato e a diversi strati di lettura cui Carlo Menzinger ci ha abituato. E’ un noir il cui titolo rappresenta un perfetto biglietto da visita, Ansia assassina.
Le pagine scorrono veloci, i termini sono diretti, i concetti arrivano dritti al cervello, nella loro crudezza.  Le morti si inseguono ad un ritmo che non può essere nel normale ordine delle cose, né può essere annoverato nella casualità, perché troppo serrato, ma diventa talmente incalzante da portarti alla certezza che non può neppure essere voluto, essere cioè il frutto della mente perversa di uno spietato killer, perché la dinamica dei vari accidenti è tale da non poter essere ragionevolmente ricondotta ad una sola mano.
Allora? Allora non si può far altro che andare avanti, come quando si è in fila per un evento eccezionale che ha richiamato un pubblico troppo numeroso, incanalato in un percorso obbligato. Ti senti una spinta invincibile che ti costringe ad un’unica direzione. Devi andare avanti e farlo in fretta perché il cervello continua ad elaborare ipotesi che si sgretolano man mano che si va avanti e, quindi, comincia ad avvilupparsi su se stesso e ti chiede conto di uno sforzo immane che non porta ad alcuna soluzione.
Allora dove mi sta conducendo Menzinger?
L’epilogo è sorprendente, inatteso, fuori dagli schemi, anche fuori dall’immaginario, quando la mente è così crudamente inzuppata nella più turpe delle sequenze quotidiane.
E’ una lettura che merita attenzione, è un giro sul filo della tensione per riflettere su un senso più alto della vita.
Ti passano per la mente il manicheismo (però non lo diciamo all’Autore), la carità cristiana e il primato dell’uomo…avrei anche detto "Egoismo letale".
Sei bravo Carlo, te l’aveva mai detto nessuno? ^_°
 
 
Rossella Drudi, una sceneggiatrici di successo e autrice di un bel thriller di cui ho parlato qui, che incidenteha letto il mio romanzo “Ansia assassina” e così ne ha parlato su Ditelo a me:
 
Ansia Assassina, il buon romanzo di Carlo Menzinger di Preussenthal si legge alla velocità della luce grazie allo scandire e al susseguirsi di tante piccole storie complete e non episodiche con un inizio e una fine. Se volessi descriverlo con taglio cinematografico lo definirei un insieme di corti ad episodi come quei bellissimi film in bianco e nero di una volta, inoltre, le piccole storie hanno tutte richiami demenziali con quel senso dell’humour inglese freddo, sadico e divertente che non guasta mai, anzi in alcuni casi fa riflettere su tutt’altre storie. All’inizio nello scorrere della lettura pensavo fosse un’esagerazione, tutte quelle morti e nei modi più improbabili, diventavano troppo esagerate anche nell’assurdo, attraverso dialoghi anche troppo espliciti si poteva capire con largo anticipo cosa sarebbe successo e come sarebbe finita al storia. Cosa che mi disturba molto perché non sopporto le telefonate in qualunque tipo di racconto, poi ho capito il senso e forse la volontà dell’autore, l’eccesso voluto era il soggetto principe del racconto stesso, dove l’importanza e l’interesse si spostava sul perché i fatti andavano in tale direzione e non sul come o sul chi. Da queste piccole storie si potrebbero realizzare dei cortometraggi o episodi in un unico film. La scrittura leggera e scorrevole di Menzinger si presta alla cinematografia, “visualizza” nello scrivere ogni minima cosa, particolare importante che in pochi adottano anche in sceneggiatura, esclusa me. Perdonatemi questo dualismo, ma sono una sceneggiatrice passata in sordina alla narrativa, inevitabile per me il confronto, visualizzo sempre ogni minimo dettaglio in scrittura e credo sia fondamentale farlo anche nella letteratura di genere. Termino segnalando “Ansia Assassina” ai produttori in cerca di romanzi da “usare” per trasformarli in film. Il giallo di Menzinger è un valido esempio di narrativa “scorrevole e immediata” per plot in stile e scrittura.
Non avevo mai scritto recensioni prima d’ora, sperando di non aver “vergato” astruse corbellerie, (letta la serietà e professionalità delle altre ) vi saluto sperando di avervi incuriosito alla lettura di: “Ansia Assassina, quando si afferma che l’ansia è dannosa assai.
Buona lettura.
 

Cupido assassinato

Una lettrice che si presenta su aNobii come 1949paperina così commenta “Ansia assassina” (su aNobii e e su IBS :
 
La prima cosa che mi viene in mente del libro di Carlo è spiazzante: in ogni senso. Leggi un capitolo, poi un altro, ti godi la scrittura molto piacevole (quella che adoro: frasi brevi, ogni tanto puntini sospensivi, il pensiero scandito da due o tre parole eppure estremamente incisivo), dopo un po’ pensi di aver capito "il metodo" e credi di poter anticipare cosa accadrà. Errore!!! Non voglio parlare della trama, toglierei in qualunque maniera lo facessi la sorpresa della lettura, della scoperta. Possiamo dire il genere giallo o noir? Mhmmm… Si può soltanto leggerlo, assaporarlo, senza volerlo ad ogni costo inserire in una categoria che non sia quella dei libri belli, ben scritti, da aver a portata di mano per rileggere ogni tanto. Bravissimo Carlo, grazie!
 
Sempre a proposito di “Ansia assassina” così ne parla Carla Casazza (alias Boskoop67), che già aveva letto e apprezzato “Giovanna e l’angelo”, su Carta e Calamaio, su aNobii su IBS e su Italian Bibliobloggers:
 
E’ sufficiente leggere  i primi periodi di Ansia Assassina di Carlo Menzinger per venire catturati da questo noir veloce, ritmato, notevolmente cruento, tanto da poter essere definito quasi pulp. Quasi, perché è molto marcato l’elemento di suspance, una tensione tangibile, densa, angosciosa, che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. Che stupisce per un finale inaspettato, minimalista a confronto di tutto il resto della storia.
Un romanzo che si divora in due ore, per stomaci forti che riescano a reggere 17 morti violente e apparentemente immotivate. O meglio, originate da cause sempre molto banali e senza collegamento tra loro, ma che fanno pensare ad un folle deus ex machina, ad un serial killer animato da un’illogico movente che nessuno riesce ad individuare. Al di là della storia coinvolgente e ben scritta, l’autore non rinuncia ad alcuni passaggi che ne rivelano la sensibilità e la capacità di tratteggiare brevi istantanee di quotidiana poesia. come questo brano che descrive i lavavetri: "Tutti lì a togliere piccole gocce di nulla. Tutti lì a pretendere un goccio della nostra irraggiungibile e vicina opulenza di gente che arranca fino al ventisette del mese".
Grazie a tutte!
E già: siete tutte donne! Non pensavo di aver scritto un romanzo "femminile"!
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7 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 18 ottobre 2008 at 11:53

    é BELLA ANSIA ASSASSINA ANCHE SE NON L’HO LETTO MA ME LO RITROVO IN CASA PERCHè QUANDO FAI LE PRESNTZIONE TE LO PORTI SEMPRE DIETRO MA LO CONSIGLIO PERCHè UN GOCCIO L’HO LETTO è BELLO .
    cIAO FEDE

    Rispondi

  2. Posted by antares666 on 18 ottobre 2008 at 14:29

    Ti ringrazio di cuore della segnalazione! A questo punto mi piacerebbe moltissimo leggere Ansia Assassina 🙂
    Un caro saluto!
    Marco

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on 18 ottobre 2008 at 14:55

    entro come anonimo, e non per vergogna, perché tu sai chi sono, e sai che non non mi interessa la pubblicità, ma ci tenevo a scriverti questo in pubblico. perché tutti devono sapere che bella persona che sei.
    amico mio, non sono degna di essere nominata, tantomeno da te. sono la lettrice meno lettrice, ed ancor meno amica, visto che non ti rendo merito per tutto ciò che hai fatto e fai per me. ma questo vale anche per quelle persone che mi sono state e mi sono accanto. nei “pagliativi” che mi ricamo attorno, stento ancora a sopravvivere, ma so che ce la farò, ce la farò ad uscire da questo tunnel.
    ti voglio bene, carlo, ed anche se non mi faccio “viva” (questa parola mi fa sorridere) sappi che nel mio cuore c’è una preghiera fissa per la tua bella anima. meriti davvero tutto il bene del mondo. ti seguo in tutto ciò che fai e che ci regali, anche se da dietro molte quinte…ti abbraccio strettostretto, con tutta la stima e l’affetto che posso.

    Rispondi

  4. Posted by qwe on 18 ottobre 2008 at 22:23

    beh mi sa tanto che dovrò farmi due conti anche io con questa ansia assassina eh!

    Rispondi

  5. Posted by antares666 on 19 ottobre 2008 at 12:14

    Purtroppo il sogno è finito all’improvviso, mi sono svegliato con l’immagine dei pesci marci stampata sul fondo retinico 😦
    Ciao!

    Rispondi

  6. Posted by ceneredirose on 21 ottobre 2008 at 08:45

    non capisco perchè, ma il titolo mi mette…ansia.
    grazie per il tuo apprezzamento, un saluto,
    cenere

    Rispondi

  7. Posted by annalisaeffe on 29 ottobre 2008 at 08:07

    Ma guarda te..ecco perché non trovavo la segnalazione del premio: continuavo ad andare a cercare su ANOBII..beh, che dire, di nuovo PUBBLICAMENTE: G R A Z I E!!! e augurissimi per la tua attività letteraria!!!

    Rispondi

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