Fatherland e le ucronie naziste

Ho letto in edizione Mondadori “Fatherland” di Robert Harris, un classico dell’ucronia.
Come “La svastica sopra il sole” di Dick (di cui ho già parlato qui), oltre ad essere entrambi due dei romanzi ucronici più famosi, tutti e due immaginano un mondo in cui la Germania abbia vinto la seconda guerra mondiale.

Il mondo nel 1964 secondo "Fatherland"

A parte questi due aspetti, i due romanzi sono però piuttosto diversi tra loro. Innanzitutto è diverso lo scenario: in Fatherland la Germania si è espansa soprattutto verso est, arrivando fino agli Urali, mentre nel romanzo visionario di Dick l’America è stata spartita tra Germania e Giappone. Qui, invece, il ruolo del Giappone appare minimo, dato che il solo vero trionfatore del conflitto è il Terzo Reich. In entrambi l’Italia non svolge alcun ruolo di rilievo.
Fatherland - il filmÈ stato scritto che “Fatherland” non sarebbe pienamente ucronico perché sulle ricostruzioni ambientali prevale la trama di tipo thriller/poliziesco. Non sarei d’accordo con una simile affermazione, perché credo che un romanzo ucronico non dovrebbe essere solo “ricostruzione storica” ma debba avere anche una trama che possa attrarre il lettore.
In ogni caso la ricostruzione di un mondo dominato da Berlino è realizzata con un’attenta documentazione e sembra molto plausibile.
Anche per quanto riguarda la trama, “Fatherland” è ben costruito e si seguono con piacere le avventure dell’ufficiale delle SS Xavier March che, nel 1964, indaga su alcune morti che sembrano avere la loro causa in una serie di furti di opere d’arte perpetrati da gerarchi nazisti durante la Guerra, riuscendo poi a scoprire… molto di più.
Belli pure i personaggi. Rimane molto impresso il bambino, figlio del protagonista, che per rispetto delle regole del nazismo, tradisce il suo stesso padre, di cui si vergogna, perché non sufficientemente “allineato” al regime, sebbene sia un ufficiale delle SS! Interessante anche la figura della giornalista americana, intorno alla quale si snoda il “doppio gioco”.
La storia si sviluppa come un ottimo romanzo di spionaggio con tanto di belle donne, interrogatori con tortura e fughe. Al punto, in effetti, che in certi momenti quasi ci si dimentica che lo scenario è inventato, che Joseph Kennedy non è mai stato presidente degli Stati Uniti, che non ha certo incontrato Adolf Hitler nel 1964 e che la Comunità Europea non è un insieme di stati satelliti del Terzo Reich.
Ciò che fa di questo romanzo un buon esempio di allostoria è anche il riuscire a farci riflettere su mondi possibili e, in particolare, dandoci un quadro per nulla caricaturale di un mondo germanizzato, ci consente di meglio apprezzare il nostro presente e meglio capire il passato, su cui, peraltro, fornisce importanti informazioni, ricostruendo, storicamente e non ucronicamente, l’orrore dei lager e della “soluzione definitiva” per lo sterminio del popolo ebraico.
 
* * * *
 
La seconda guerra mondiale, il nazismo e il fascismo sono argomenti stimolanti per gli autori ucronici, certo per la vicinanza degli eventi e per la loro enorme rilevanza storica, cosa che rende più facile immaginare gli effetti delle “divergenze” sul presente, rispetto ad eventi più antichi. Oltre a "The Man in the High Castle" di Philip Dick (La svastica sul sole – 1962), ricorderei "Se Hitler avesse vinto la guerra” di Winston Churchil; "Il signore della svastica" di Norman Spinrad, in cui Hitler diventa uno scrittore di fantascienza; "The plot against America" (il complotto contro l’America) di Philip Roth, in cui si ipotizza che il fanatico nazista Charles Lindberg vinca le elezioni al posto di Roosvelt; "Il sindacato dei poliziotti yiddish" di Michael Chabon, in cui si immagina che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale gli ebrei trovino una nuova patria in Alaska; “Storia di domani" di Curzio Malaparte, in cui il PCI va al potere subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale; Nero italiano” e “Dea del caos” di Giampietro Stocco in cui si ipotizza che l’Italia fascista non sia entrata in guerra nel 1940 e il regime sia proseguito integro fino al 1975; La trilogia “Occidente” di Mario Farneti; e forse anche "I biplani di D’Annunzio" di Masali. Persino io ho pubblicato un racconto allostorico su Hitler nell’antologia “Ucronie per il terzo millennio".
Credo che questo sia il periodo storico più sfruttato in assoluto dalla storia controfattuale!
*****
A proposito di Ucronie per il terzo millennio, Vi ricordo che chiunque abbia voglia di discutere di libri e ucronia è invitato
SABATO 4 OTTOBRE 2008 ALLE ORE 17,00
 alla
SERATA UCRONICA
PRESSO L’AREA LIBERODISCRIVERE DI GENOVA
Via GT Invrea 38 rosso 1629 Genova
durante la quale altri autori ucronici ed io presenteremo la raccolta
 

Allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi
Edizioni Liberodiscrivere (www.liberodiscrivere.it)
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30 responses to this post.

  1. Posted by byronofrochdale on 2 ottobre 2008 at 06:45

    ricordo di aver visto il film, tantissimi anni fa. il libro, però, non l’ho letto. in realtà non sapevo neanche che esistesse un romanzo da cui era stato tratta la pellicola. 🙂 se mi capita me lo leggerò, anche se quel periodo storico non suscita particolarmente il mio interesse.

    Rispondi

  2. Posted by ceneredirose on 2 ottobre 2008 at 14:02

    l’ho letto, anni fa.
    anche se non è del genere che prediligo, l’ho trovato molto bello.
    un saluto,
    cenere

    Rispondi

  3. Posted by rosdrudidurella on 2 ottobre 2008 at 15:07

    Ciao Carlo, qui c’è la tua recensione, vieni a leggerla baci e saluti
    Rossella

    http://diteloame.splinder.com/post/18588225/ANSIA+ASSASSINA+DI+CARLO+MEZIN

    Rispondi

  4. Posted by Menzinger on 2 ottobre 2008 at 20:52

    Grazie ROssella! Che bella recensione.
    Magari qualcuno davvero volesse fare un film con uno dei miei libri!

    Rispondi

  5. Posted by chiaramarinoni on 3 ottobre 2008 at 07:44

    Ho visto il film, ma il libro no.
    Un genere un po’ agnostico per me.
    Credo però che conoscere il passato, anche negativo, si neccessario.
    Un saluto Chiara.

    Rispondi

  6. Posted by Gisan51 on 3 ottobre 2008 at 07:48

    Blog davvero interessante e adatto ai miei gusti. Mi permetto di linkarti sul mio blog.
    Buona giornata.

    Rispondi

  7. Posted by antares666 on 3 ottobre 2008 at 08:27

    Il film l’ho sul disco esterno del pc da più di un anno e non ho ancora avuto il tempo di vederlo. Mi procurerò il libro quanto prima.
    Un caro saluto!

    P.S.
    Sull’ossario ti ho risposto nel mio blog 🙂

    Rispondi

  8. Posted by zop on 3 ottobre 2008 at 09:13

    azz io non posso esserci alla serata ucronica, causa distanze, altrimenti ci sarei passato! 🙂 ma per caso riprendete l’evento o dei pezzi con una telecamerina? dimmelo nel caso! ciao IN BOCCA AL LUPO e complimenti!!!!

    Rispondi

  9. Posted by rosdrudidurella on 3 ottobre 2008 at 11:10

    Ciao Carlo,
    mi fa piacere ti sia piaciuta la recensione, e da quanto leggo nei commenti sul mio blog, incuriosisce spingendo a leggerlo, ti consiglio quindi di pubblicarla sul tuo blog. Per quanto ti ho detto, sì, la storia si presta molto per essere trasformata in un film, ma non saprei proprio dove indirzzarti perchè nonostante faccia questo mestiere da una vita, è sempre difficilissimo riuscire a realizzare un contratto, mai come oggi pur conoscendo praticamene tutti. Le logiche che usano i produttori sono diverse e legate più che al conenuto di ciò che proponi o alla fattibilità, alla distribuzione è lei che detiene il potere di un film. Se tu hai una distribuzione poi trovi tutti i produttori che vuoi per realizzarlo, ma la distribuzione non guarda che storia hai scritto vuole il cast che per lei in questo momento detta legge (non esiste ma loro ne sono convinti), quindi ti chiedono di portarglielo e dopo forse ecc. COme nel gioco del gambero si va al contrario. Questo grazie alla situazione economica attuale e al sistema dittatoriale del duopolio rai/mediaset unici veri produttori del tutto. Ecco questo è quanto, comunque posso mandarti alcuni indirizzi di produzioni cinematografiche indipendenti, che hanno anche una casa editrice puoi mandarlo a loro.
    Baci
    Rossella

    Rispondi

  10. Posted by Wolfghost on 3 ottobre 2008 at 12:00

    Davvero interessante! Mi ha fatto sorridere la tua annotazione che “In entrambi [i romanzi] l’Italia non svolge alcun ruolo di rilievo.” 😀 E come potrebbe essere diversamente?? ;)))
    Invece trovo assolutamente plausibile la storia del bambino che tradisce il padre nel nome del Nazismo. Immagino che sia successo davvero e spesso negli anni del nazismo.

    Rispondi

    • Posted by Nicola on 7 gennaio 2014 at 20:59

      in che senso “Come potrebbe essere diversamente”?
      in ogni caso in uno dei due romanzi l’Italia ha un discreto impero, anche se non come quello tedesco

      Rispondi

  11. Posted by anneheche on 3 ottobre 2008 at 21:52

    L’ho letto. E’ bello. Inoltre, meno fantascientifico di quanto si possa credere. Se (sì, lo so: la storia non si fa con i “se” e i “ma”), nel 1941 la Germania avesse puntato subito su mosca (ma non è comunque la tesi adombrata dal libro), anzichè rinviare l’attacco finale per rafforzare i lati nord e sud, quasi sicuramente la guerra si sarebbe conclusa. Il ruolo dell’Italia? Ma quale ruolo! 😉
    Buona serata!

    Rispondi

  12. Posted by Menzinger on 3 ottobre 2008 at 22:17

    Il film non l’ho visto ma dai brani che ho trovato su you tube e e che ho linkato in basso ho avuto l’impressione che il libro sia assai meglio del film, che mi ha dato l’impressione di una certa lentezza.

    Eh sì, credo che in America nello studiare la Seconda Guerra Mondiale ai ragazzi difficilmente venga presentata l’Italia come un elemento deterinante dell’alllenza nazista, la famosa linea RoBerTo (Roma-Berlino-Tokyo) sembra quasi che la conosciamo solo qui da noi. Sarà forse anche per il fatto imbarazzante che si sia cambiato sponda a metà guerra.

    @annheche: fantascientifico? Per nulla. Io credo che quello di considerare l’ucronia parte della fantascienza sia un grosso equivoco.
    E’ fantascienza così come la storia è scienza (un po’ lo è ma è certo cosa diversa).
    Di questi tempi si usa dire che la storia non si fa con i “se” e con i “ma”. I “se” però aiutano molto a comprenderla meglio: rendersi conto che le cose sarebbero potute andare diversamente c’aiuta a dare il giusto peso agli eventi e ci fa capire la relatività del corso della Storia.
    Non credo nei “percorsi immutabili del Destino”. Scrivendo ucronie ci si rende conto di come basti davvero pochissimo per mutare totalmente il futuro.

    Rispondi

  13. Posted by anneheche on 3 ottobre 2008 at 22:41

    Condivido, caro!

    Rispondi

  14. Posted by BALOTH on 4 ottobre 2008 at 10:24

    se penso che la germania ha vinto la seconda guerra mondiale mi viene solo voglia di tremare

    Rispondi

  15. Posted by antares666 on 4 ottobre 2008 at 12:16

    Apporto un altro libro ucronico alla tua collezione, sempre che tu già non lo conosca…
    http://antares666.splinder.com/post/18607953
    Buon fine settimana

    Rispondi

  16. Posted by Menzinger on 5 ottobre 2008 at 18:22

    @Antares666: post interessantissimo il tuo, che raccomando a tutti di leggere.

    Rispondi

  17. Posted by ElisabettaM on 14 ottobre 2008 at 09:47

    Ciao Carlo, grazie per il tuo commento sul mio blog. In effetti della Compagnia della Rancia avevo visto solo West Side Story prima d’ora, ma adesso che i miei bimbi sono un pò più cresciuti (e che quindi posso lasciarli ai nonni un pò di più) conto di vedere più musicals.
    Su Fatherland hai scritto un post bellissimo. Io l’ho letto due volte, mi è piaciuto tantissimo e l’ho consigliato ai miei studenti quando insegnavo storia alle superiori (è durato poco l’insegnamento, poi sono rimasta a casa a fare la mamma a tempo pieno).
    Guardando il blog in lungo e in largo ti faccio i complimenti perché sei molto competente in quello che scrivi, per me è un piacere venire qui perché imparo tante cose ( e come aspirante scrittrice va benissimo).
    Buone cose!
    Alla prossima!

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  18. […] di una delle prime ucronie mai scritte, precedendo di vari anni quelle di Dick, Turtleodove, Harris e […]

    Rispondi

  19. […] “Dramma nelle Terrefonde” e “Per il trono d’Inghilterra”), Robert Harris (“Fatherland”), Philiph Roth (“Il complotto contro l’America”), Harry Harrison (“Il Libro degli […]

    Rispondi

  20. […] ucronie sul nazismo si pensa quasi sempre a “La svastica sul sole” (1962) di Dick o a “Fatherland” (1992) di Harris, ma “Complotto contro l’America” (2004) di Philip Roth, pur trattando i […]

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  21. […] come “Complotto contro l’America” di Roth, “La svastica sul sole” di Dick o “Fatherland”, ma anche di opere come “Nero italiano” di Stocco o “L’inattesa piega degli eventi” di […]

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  22. […] e lettori, con opere di Saramago (“Il vangelo secondo Gesù Cristo” del 1991, di Harris (“Fatherland” del 1992), King (“22/11/’63” del 2011) o Silverberg (“Roma Eterna” del 2004), solo per […]

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  23. […] “Dramma nelle Terrefonde” e “Per il trono d’Inghilterra”), Robert Harris (“Fatherland”), Philiph Roth (“Il complotto contro l’America”), Harry Harrison (“Il Libro degli […]

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