ROMANZI DI COMPAGNIA

 
Gli interessi in comune di Vanni SantoniOggi pomeriggio sono stato in Feltrinelli, a Firenze, per sentire la presentazione del nuovo romanzo di Vanni SantoniGli interessi in comune”, edito da Feltrinelli.
Ho incontrato per caso, solo pochi giorni fa, Santoni su aNobii, l’immenso portale dei libri e dei lettori. Due cose mi hanno incuriosito e spinto ad andare a questa presentazione: che questo autore avesse effettuato il mitico “salto” da un editore minore come RGB a una “major” come Feltrinelli e che venisse da un esperienza di scrittura collettiva, essendo trai fondatori di SIC, il progetto di “Scrittura Industriale Collettiva”.
Mentre ascoltavo la presentazione ho subito pensato che avrei potuto parlarne in abbinamento con un altro libro, che ho finito di leggere da qualche settimana “Da qualche parte in Grecia” di Daniele Vannini. Sebbene i libri immagino siano molto diversi (quello di Santoni l’ho acquistato ma devo ancora leggerlo), ho percepito subito alcune similitudini, che la lettura de “Gli interessi in comune”, forse mi confermerà: i due autori sono entrambi fiorentini (ma questo conta il giusto) e, soprattutto, descrivono entrambi dei gruppi di amici. Li separa una discreta differenza generazionale, dato che Daniele Vannini (che pare un diminutivo di Vanni ma è il più “grande” dei due) parla da cinquantenne di un gruppo di quarantenni e Vanni Santoni, un trentenne, da quel che ho capito parla di un gruppo di ventenni.
Entrambi poi fanno abbondante uso di soprannomi, quasi che l’amicizia richieda di superare il nome e che in gruppo ci si identifichi solo con nomi di battaglia. Il gruppo somiglia, dunque ad una banda, in entrambi i casi. L’uso del soprannome mi ripo0rta a quello dei nick, sempre più diffuso, segno, forse, di una società in crisi d’identità, a ogni livello generazionale, a quanto pare.
Mi chiedo se questo genere di letteratura, che parla di amicizie di gruppo, abbia un nome. Forse sì. C’è sempre qualcuno che da un nome a qualcosa. Certo non mancano esempi di libri che raccontano storie di gruppo.
Il rappresentante della Feltrinelli ha parlato di romanzo generazionale. La definizione non mi è nuova ma non è quella che cerco. Cosa vuol dire generazionale? In genere con questo termine si parla delle generazioni emergenti, quelle dei ventenni o trentenni. Il romanzo di Vannini che parla di quarantenni allora è generazionale? Forse no.
Cane da compagniaLi chiamerei quasi “romanzi di compagnia” se non fosse che poi mi vengono in mente quei cagnolini da grembo per vecchie signore.
Userei magari la definizione “Groupie books”, se non fosse che con “groupie” di norma si intende una ragazzina che segue un gruppo rock da fan appassionata.
Dato che spesso il gruppo è un po’ branco, forse si potrebbe parlare di “branchismo” o “letteratura branchica” ma mi vengono subito in mente Baricco e i suoi barbari con le branchie e siamo di nuovo fuori strada.
E qui , ovviamente, sto scherzando!
Penso, infine, ad Altman e ai suoi film definiti “corali” e allora mi dico che questa è l’etichetta migliore Groupies(sempre che serva a qualcosa averne una) per descrivere questi due libri: “narrativa corale”.
 
Purtroppo posso dire poco del libro di Santoni e mi riservo di approfondire alla prossima occasione, dopo averlo letto. Voglio dire solo ancora un paio di cose. Da quanto ho capito gli “interessi in comune” di questi ragazzi sono le droghe, ogni tipo di droga e il libro è diviso in capitoli che hanno ognuno il nome di uno stupefacente, dalle psichedeliche a quelle più innocue come il caffè e… il sesso. Eppure credo che sulla descrizione delle droghe prevalga la descrizione dei personaggi.
Sex drugs & Rock 'n rollAlla presentazione l’autore era accompagnato da tre suoi coetanei, presumo amici, che sono intervenuti commentando e leggendo il libro. Nessuno di loro aveva l’aspetto del drogato. Non escludo che possano essersi anche fatti qualche spinello, ma l’impressione che ho avuto vedendoli é che questo non sia il libro di un autore che parla della sua esperienza di droga, quanto piuttosto di un autore che parla delle sue esperienze d’amicizia. Uno dei ragazzi ha detto che nel libro prevale lo stile narrativo sul contenuto. Il rappresentante dell’editore ha detto che un libro con una solida storia ed una trama. Sono curioso di scoprire com’è realmente.
 
Vi vorrei ora parlare, invece del libro di Vannini, che, a differenza di quello di Santoni ho già letto.
 
DA QUALCHE PARTE QUESTA GENTE L’HO GIÁ VISTA
 
 
Da qualche parte in Grecia di Daniele VanniniIl romanzo “Da qualche parte in Grecia” è stato scritto dal mio due volte collega Daniele Vannini. L’autore, oltre che scrittore, lavora, infatti, come legale, per la mia stessa banca, ma, essendo questa piuttosto grande, non l’ho mai incontrato personalmente.
Faccio quest’introduzione non solo per inquadrare i miei rapporti con l’autore (che potrebbero interessare poco) ma, soprattutto, perché sono rimasto molto colpito dalla capacità di Daniele Vannini di descrivere una tipologia di persone con cui anch’io ho a che fare. I protagonisti del libro sono, infatti, non solo fiorentini o senesi (come la maggior parte dei miei colleghi) ma non mancano la figura del bancario e, ovviamente, quella dell’avvocato. Per giunta anche l’età anagrafica dei personaggi corrisponde alla mia: sono tutti quarantenni!
Tutto ciò m’ha subito dato l’impressione di leggere una storia “vissuta”. In realtà, credo che anche un qualunque lettore, che conosca meno tali ambienti, avrebbe la stessa sensazione, perché Vannini scrive bene ed è assai abile a raffigurare i personaggi, a farli muovere ed interagire.
Qualcuno ha detto che per scrivere bene occorre scrivere di cose che si conoscono. Questa è una regola che molti autori disattendono. Vannini no: lui la segue e la forza del suo narrare sembra essere anche nell’aver saputo rispettare questa regola basilare.

Il grande freddo

    
Mediterraneo di SalvatoresLa storia mi ricorda quella di alcuni grandi film corali, come “Il grande freddo”, “Compagni di scuola” e, anche per le ambientazioni, “Mediterraneo”. Racconta, infatti, di un gruppo d’amici che si ritrova dopo molti anni.
L’argomento è, però, affrontato in modo nuovo ed originale rispetto a tali modelli. Innanzitutto è giocato di più sulla preparazione di questo incontro che sul medesimo. Inoltre, trovo importante il modo di raffrontarsi di questi personaggi con lo scorrere del tempo. Alcuni di loro vengono spesso chiamati, anche dal narratore, con i loro soprannomi giovanili. Lo scorrere degli anni li ha cambiati. Alcuni sono uomini di successo, altri meno. In ogni caso sono tutti diversi da come erano ai tempi della loro amicizia. Eppure il ritornare assieme li fa tornare indietro, li fa tornare “titolari” dei propri soprannomi di gioventù. A Creta, in cui si svolge parte della storia, il tempo per loro non si è fermato, è addirittura andato a ritroso!
Dall’Italia la scena si sposta, infatti, in quest’isola, dove uno di loro, lo Spaccone, li ha invitati in una bella villa per una vacanza che dovrebbe culminare con una cena con il gotha della finanza internazionale.
Tutti, compreso il lettore, si chiedono cosa mai possano avere a che Compagni di Scuola di Verdonefare una simile banda di “compagnoni”, con le loro stranezze e incomprensioni, con i VIP della finanza. Su questo mistero è costruito il racconto. La conclusione del romanzo, ovviamente, non la svelo, ma devo dire che è riuscita a sorprendermi, con quel suo doppio colpo di coda finale, che porta a credere di aver capito il senso dell’incontro e dopo poco ad offrire una diversa soluzione al mistero.
Dunque, nell’insieme un libro che ci offre dei bei personaggi, ognuno con la sua storia (che ti prende e ti porta avanti nella lettura) e con una trama generale ed un mistero che danno unitarietà al romanzo e accompagnano piacevolmente il lettore per le non poche pagine che compongono questo romanzo arioso e solare come la località in cui si svolge.
Da leggere.
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15 responses to this post.

  1. Posted by anonimo on 30 maggio 2008 at 12:04

    Io ho letto il (bel) romanzo di Vanni Santoni.
    Volendo entrare nello specifico, il termine “drogati” è fuorviante di per sé, non siamo più negli anni ’80 con gli eroinomani in stazione. I protagonisti de “Gli interessi in comune” sono sperimentatori, molto poco abusivi, più simili ad alchimisti del sé.
    Detto questo, credo che l’autore abbia scelto il tema delle droghe (non a caso di ogni genere, compreso sesso, noce moscata e il più socialmente accettato ma non meno micidiale alcol) come metafora della società dei consumi e del consumo di sé. La coralità c’è, ed è tanta, e forte, ma più che una generazione “Gli interessi in comune” descrive un mondo, il nostro, iperrapresentato (o meglio, tutto rappresentazione), in cui la ricerca (chimica, sessuale o introspettica poco importa) di dimensioni “di sé reale” diventa l’unica possibile difesa al deserto dei valori.

    Francesco (anobii)

    Rispondi

  2. Posted by kikmaster on 30 maggio 2008 at 14:06

    Ciao a tutti! Volevo chiedere un favore a Fabrizio Graziani, uno degli autori di “Ucronie per il terzo millennio”. Per caso passa per di qui? Carlo, sai come posso rintracciarlo? Ha sritto un racconto sulla macchina del tempo che mi piacerebbe riportare sul mio blog, che è intitolato appunto “la macchina del tempo”. sarebbe possibile?

    Grazie. 😉

    Complimenti per il vostro libro. Bravi davvero!

    Rispondi

  3. Posted by sarmigezetusa on 30 maggio 2008 at 17:12

    Caro Carlo, intanto grazie per la tua presenza alla prima uscita pubblica de “gli interessi in comune”.
    Torneró sul libro appena lo avrai letto, per ora mi limito un paio di precisazioni.
    I tre co-presentatori “giovani” erano Salimbeni (scrittore e drammaturgo), Raveggi (scrittore e drammaturgo), Merlini (scrittore e gioranlista), quindi oltre che amici anche “addetti ai lavori” (ci mancherebbe che avessero l’aspetto di drogati… E poi quale sarebbe l'”aspetto del drogato”? Stando agli ultimi fatti di cronaca coincide in modo sorprendente con l’aspetto di noti attori, sportivi e parlamentari…) E’ quindi giusto sottolineare come l’accento sia sui personaggi: come ho giá detto in altra sede il sottotema delle sostanze ha la medesima funzione di quella che hanno gli elementi chimici ne “il sistema periodico” di Primo Levi, ovvero quello di individuare registri e toni (tanto emotivi quanto narrativi) adatti a descrivere determinati aspetti relazionali, sociali, ambientali, filosofici della contemporaneitá.
    Le esperienze di amicizia appartengono infine solo ai personaggi, giacché lo scopo di un autore di romanzi (come del resto di qualunque altra opera di fiction) é in ultima istanza la buona narrazione, la rappresentazione credibile del narrato, non la descrizione analitica della realtá (per quello ci sono i saggi).

    Rispondi

  4. Posted by sarmigezetusa on 30 maggio 2008 at 17:15

    (la – indubbia – coralitá é forse anche una reazione naturale alla accresciuta complessitá del reale dove il mondo e il paesello si sovrappongono obbligatoriamente, ma su questo torneremo poi)
    🙂

    Rispondi

  5. Posted by antanz1967 on 31 maggio 2008 at 00:51

    caro Carlo sto inaugurando una serie di interviste sul mio blog tu saresti eventualmente disposto a farti intervistare via e-mail? per me sarebbe un onore ed un piacere
    antonella

    Rispondi

  6. Posted by Menzinger on 31 maggio 2008 at 21:48

    Grazie sarmigezetusa per l’utile precisazione. Qualcosa del genere m’era parso d’intuire dalla presentazione.
    Comunque non è mia abitudine valutare un libro solo per averne sentito parlare, né, tantomeno una persona per averla vista un’ora.
    Tornerò dunque meglio (spero) più avanti in merito alla sostanza di questo libro.

    @antanz1967: mi farebbe molto piacere una tua intervista. Fammi sapere.

    @Francesco e sarmigezetusa: avete ragione. L’uso del termine “drogato” è una generalizzazione, ma volevo far capire che secondo me questo non è un libro scritto per raccontare esperienze allucinogene ma per parlare d’altro. Di rapporti umani, mi è parso di capire. Confermerò (o meno) dopo la lettura.

    Rispondi

  7. Posted by MarcoSorrentino on 24 giugno 2008 at 22:36

    ciao, questo libro di cui parli, Da qualche parte in Grecia,
    mi ha incuriosito fortemente, sarà forse per le similitudini che hai constatato nel tuo post, questo genere di tematiche mi ha spesso affascinato.
    Un saluto e alla prossima. Marco

    Rispondi

  8. Posted by ElisabettaM on 3 febbraio 2009 at 19:59

    Scrittori Emergenti[..] Prendo da Carlo questa lista di scrittori esordienti. Fatela passare in giro!!!!!!!!!!! Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. [..]

    Rispondi

  9. Posted by monicaira on 3 febbraio 2009 at 22:36

    http://stavo[..] HO COPIATO! Essì! Ho copiato l’idea e la lista che segue dal blog di Carlo Menzinger, ottimo scrittore ucronico (per chi non sapesse di cosa si tratta, consiglio vivamente di visitare il blog di Carlo – http://www.menzinger.splinder.com – e di leggere [..]

    Rispondi

  10. Posted by kikmaster on 4 febbraio 2009 at 17:13

    facciamo conoscere questi autori[..] Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. Qualcuno dice che internet possa aiutare. Ci sono catene di messaggi che si diffondo all [..]

    Rispondi

  11. Posted by ElisabettaM on 6 novembre 2009 at 14:46

    Facciamo conoscere questi autori[..] Riprendo da Carlo Menzinger, instancabile promoter di noi scrittori che abbiamo messo a disposizione le nostre opere in lettura gratuita su aNobii, la "classifica" di gradimento che sta tenendo aggiornata. Carlo, sei bravissimo, a te i miei [..]

    Rispondi

  12. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

    Rispondi

  13. Posted by Menzinger on 10 novembre 2009 at 01:06

    http://blogg[..] Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger": _________________________________ Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI. che cominciava così: "Si dice sempre che gli scrittori “minori&rdq [..]

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  14. Posted by EvaPorata on 4 luglio 2010 at 11:26

    Facciamo conoscere questi autori[..] Copio incollo integralmente. Avete nessuno da aggiungere?! ;-)CriFacciamo conoscere questi autori Dal Blog "La legenda di Carlo Menzinger":_________________________________Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCE [..]

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