Parlare di ucronie

Venerdì 11 aprile 2008 presso la Stanza della Poesia, nel Palazzo Ducale di Genova GIANNA MARIA CAMPANELLA, una delle autrici di UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO ha presentato "2007: UN ANNO TRA PROSA E POESIA". 

Gianna Campanella e Elena Zucchini a Genova

Nel corso della serata, sono state illustrate varie opere di questa scrittrice, tra cui il volume da me curato (Ucronie per il terzo millennio) e Elena Zucchini ha letto uno dei racconti dell’antologia "Il Berlusconi divergente" da me scritto, che, per la sua attualità, ha riscosso, mi dicono, un particolare successo.

Una nuova occasione per parlare di ucronie sarà

Il 16 maggio 2008 alle ore 17,00.

In via Baldovinetti 5, a Firenze,

presso il Liceo Scientifico Rodolico

le professoresse Cristina Minucci e Anna Nunziati

presentano agli studenti gli autori

Carlo Menzinger e Sergio Calamandrei,

che parleranno loro di UCRONIE.Giovanna e l'angelo

Il Colombo divergenteIn particolare, saranno presentati

i romanzi

Il Colombo divergente 

Giovanna e l’angelo

e l’antologia Ucronie per il terzo millennio.

Inoltre,

 

 

Carlo Menzinger presenta Ucronie per il terzo millennio

Dopo il successo della
SERATA UCRONICA DI FIRENZE (leggi qui),
il 24 maggio 2008 alle ore 17,30
a
Modena

la prof.ssa Sandra Tassi presenta
UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO
Allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi

  Interverrano oltre al curatore dell’antologia (
Carlo Menzinger) anche alcuni autori,
tra cui la modenese
Angela Rosati,
autrice di 8 racconti e della copertina del volume e lo scrittore fiorentino
Sergio Calamandrei
(autore anche del giallo L’Unico Peccato).
L’incontro si terrà presso

Il Salotto Culturale di Simonetta Aggazzotti
in Viale Martiri della Libertà, 38 (41100 Modena).

Ucronie assortite

E’ prevista anche

l’amichevole partecipazione del gruppo di

scrittori modenesi

I Semi Neri.

La serata è aperta a tutti.

Vi attendiamo numerosi.

Il Dott Menzinger e gli Ucronici con Editore

Leggi anche:

 

 

 

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10 responses to this post.

  1. Posted by scriverecala on 16 aprile 2008 at 08:49

    Ucronie intense ci attendono, Carlo.

    Sarà un maggio interessante.

    Volevo poi dirti che ho iniziato a leggere IL LERCIO di Irvine Welsh, un giallo un po’ anomalo. Ma ho per adesso interrotto la lettura di quel romanzo per una serie di ragioni che ho indicato nel post IL LERCIO di Irvine Welsh, ovvero: ancora la banalità del male
    http://calablog.splinder.com/post/16759120/IL+LERCIO+di+Irvine+Welsh%2C+ovv
    dove, in sostanza, ho parlato del perché spesso risulti difficile difendersi dal male e, per certi versi, anche della questione se sia il caso di proporre in letteratura delle crude descrizioni di fatti che possano ferire chi legge. In conclusione, mi chiedo: IL LERCIO di Irvine Welsh è un libro assolutamente inutile o, al contrario, è un libro che andrebbe fatto leggere obbligatoriamente a scuola, per preparare i ragazzi ad affrontare il mondo?

    Ti sarei grato se tu volessi leggere il brano e, volendo, lasciarmi un commento al post. Oppure potresti inviarmi il commento e lo potrei pubblicare come un post a parte.
    Ti ringrazio.

    PS per le medesime ragioni ho interrotto anche la lettura di BASTOGNE di Brizzi al primo capitolo.

    Rispondi

  2. Posted by Menzinger on 16 aprile 2008 at 15:25

    Caro Sergio,
    ho letto il post e trovo che sei sempre molto saggio nelle tue analisi. Il libro non l’ho letto. Cerco di non aver preclusioni verso nessun genere di letteraturatura e verso nessun tipo di scrittura. Credo che anche i libri peggiori possano insegnarci qualcosa. Se leggi per imparare a scrivere, puoi imparare dagli altri anche “cosa non fare”. Questo può essere un esempio. Se, però, leggi per (o “anche per”) il piacere di leggere, allora perché perder tempo con qualcosa che ti disturba? E’ giusto provare cibi nuovi, ma se dopo un paio di bocconi, il piatto ci fa schifo, dobbiamo andare avanti? Se un film ci spaventa o disgusta dobbiamo continuare a guardarlo? Se un quadro ci pare orrendo dobbiamo restare ad osservarlo? La risposta ovvia parrebbe: no. Ma è così? Per il cibo non avrei dubbi. Il corpo ha esigenze precise. Per il cibo dell’anima, l’arte, forse la risposta è un’altra. A volte, a forza di studiare un libro, un quadro o un film, ne capiamo i meccanismi, i segreti, i messaggi e, improvvisamente, qualcosa che ci pareva brutto c’appare interessante o, magari, fantastico. Ma la violenza può produrre arte? E’ arte lasciar morire un cane legato ad una corda in una sala di museo, come è avvenuto di recente? Non credo che dalla violenza possa nascere molta arte. Se nasce è solo perché viene “trascesa”, superata. I film di Tarantino sono violenti ma mi piaciono. Hanno umorismo e creatività. Superano la violenza che esprimono. Non saprei dire di questo libro, ma, fidandomi del tuo giudizio, credo che difficilmente lo leggerò e credo che difficilmente meriti esser letto.

    Sollevi però anche un altro tema importante: i giovani devono conoscere la violenza? Vivivamo in un mondo violento. Quando è giusto che un giovane si renda conto di come è fatto il mondo?
    E’ vero che ci sono persone violente ma non mi pare che la violenza pervada così la nostra vita. Far credere ai ragazzi che la violenza sia così presente, forse porta loro stessi a diventare violenti per difendersi.
    Libri come questo credo richiedano una certa maturità nel lettore, in modo che sia consapevole della relatività del mondo descritto. Noi non parliamo così. Non viviamo così. La maggior parte della gente è diversa da così.

    Rispondi

  3. Posted by scriverecala on 17 aprile 2008 at 14:02

    A maggio bisognerà pubblicizzare un po’ gli incontri ucronici che ci aspettano.

    Lancio al riguardo un sondaggio tra i lettori:
    quanto prima occorre pubblicizzare un evento su internet per ottenere risultati ottimali?

    a) una settimana prima, così la gente si organizza per venire

    b) due giorni prima, sennò la gente avvisata troppo in anticipo se ne dimentica

    c) tutti i santi giorni, a partire da 20 giorni prima dell’evento

    d) in tre post, 12 gg prima, 5 giorni prima e il giorno prima

    e) varie ed eventuali

    Rispondi

  4. Posted by scriverecala on 17 aprile 2008 at 14:03

    Grazie, Carlo, per il commento su IL LERCIO

    Rispondi

  5. Posted by Menzinger on 17 aprile 2008 at 14:16

    f) Tutti i giorni per tre mesi: così poi nessuno ne può più e non viene nessuno!!!

    Rispondi

  6. Posted by jumpOnBoard... on 17 aprile 2008 at 15:44

    Grazie x il commento,la prima frase sopra la foto del micio è tratta da una canzone di elisa:

    DON’T WAKE ME UP TOO SOON
    I DON’T WANT TO SEE THE WORLD
    I NEED TO BE NOONE
    ALL I WANT IS JUST TO BE

    Rispondi

  7. Posted by Menzinger on 17 aprile 2008 at 20:38

    Sulla stessa sensazione di questi versi, nel 2001, scrissi un haiku:

    Esita dentro
    L’uccello dal suo guscio
    Uscendo fuori

    Rispondi

  8. Posted by Eliselle on 17 aprile 2008 at 23:19

    basta cliccare….

    Rispondi

  9. Posted by coridefe on 20 aprile 2008 at 23:44

    Accidenti, peccato, se era a Firenze sarei venuto volentieri…

    Rispondi

  10. Posted by flash6155 on 8 maggio 2008 at 00:26

    Credo siano molto importanti simili iniziative che favoriscono il contatto fra gli Autori e i giovani, soprattutto gli studenti: ciò avvicina la scuola ad una cultura che loro percepiscono più viva e, in questo modo, si sentono più coinvolti ed è più facile che siano stimolati a leggere.
    Un saluto,
    Rosalba

    Rispondi

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