LA FAMIGLIA IMMAGINARIA

Gli editori in genere non fanno i salti di gioia quando gli si propone di pubblicare una raccolta di racconti e posso capirli, dato che anch’io preferisco sempre leggere piuttosto un romanzo. Per quel che mi riguarda il motivo è semplice: il romanzo ti trascina grazie ad un’unica trama, mentre con i racconti dopo poche pagine sei costretto ogni volta a calarti in una nuova atmosfera, immedesimarti in nuovi personaggi, capirne i rapporti tra di loro. Leggere dei racconti, in sostanza, è più faticoso che leggere un romanzo. Anche le raccolte a tema non aiutano molto, perché, sebbene abbiano una maggior unitarietà, il problema persiste. Probabilmente è per questo che i libri di racconti vendono meno e che, quindi, interessano meno anche agli editori.

 

Sono, dunque, davvero rari i casi in cui una silloge riesce ad avere un’omogeneità tale da rendere la lettura continua e scorrevole. In questi giorni ho, però, avuto la fortuna di scoprire una di queste rare perle: una raccolta in cui il passaggio da un racconto all’altro avviene senza “traumi”. Sto parlando de “La famiglia immaginaria” di Lina Dettori (Edizioni Iris), che si fa anche chiamare Eva Carriego.

Lina Dettori ha, infatti, avuto la notevole e rarissima capacità di creare una serie di racconti così fortemente legati tra loro che il passaggio dall’uno all’altro avviene sempre con la massima naturalezza e come in un buon romanzo quando alla fine di un capitolo siamo ansiosi di leggere il successivo, così qui avviene con il passaggio da un racconto all’altro.

Qual è il segreto di Lina? Credo sia, in realtà, legato al fatto che “La famiglia immaginaria” è quasi un romanzo, un grande affresco in cui una famiglia sarda (ma la localizzazione geografica ha un’importanza solo relativa) viene vista da diverse angolazioni, descrivendo ora un personaggio, ora un altro, ora un episodio delle vicende familiari, ora un altro, e, spesso, in un racconto si richiamano fatti che abbiamo già vissuto in un altro. È, dunque, come se stessimo leggendo un romanzo che analizza lo stesso soggetto, “la famiglia Sogos”, da diverse angolazioni.

E come se non bastasse i racconti sono scritti in modo vivace e gradevole e, quindi, le pagine scorrono via leggere, mentre nella mente si dipinge un grande affresco ricco di volti e figure che si muovono ognuna per conto proprio ma in una visione corale.

Quando l’autrice ci descrive uno dei suoi pittoreschi familiari “immaginari” non fa altro che aggiungere un altro tassello alla nostra comprensione di questo piccolo mondo di relazioni parentali che si snoda dalla fine del Ottocento ad oggi ed anzi, per qualche pagina, si protende fin verso un fantasioso futuro, in cui scopriremo nuove specialissime doti di questa stirpe isolana forte, decisa e, spesso, avventurosa.

Un libro tutto da leggere e da gustare.

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12 responses to this post.

  1. Posted by antanz1967 on 8 marzo 2008 at 00:32

    Caro Carlo il mio blog aderisce allo sciopero dei blogger proclamato per lunedi 10 marzo
    con preghiera di diffusione
    per info guarda questo link
    buonanotte

    Rispondi

  2. Posted by antanz1967 on 8 marzo 2008 at 00:32

    ho dimenticato il link!!!!!
    http://blog.libero.it/charlye1957/

    Rispondi

  3. Posted by ladyluly on 8 marzo 2008 at 07:17

    Ciao Carlo, grazie della tua visita e dei tuoi complimenti…che ricambio! Ho letto volentieri il tuo curriculum di scrittore, e ovviamente i tuoi post, e ne sono favorevolmente colpita e interessata..sarei inoltre curiosa di leggere qualcuno dei tuoi libri. Un bacione e complimenti ancora, Lu

    Rispondi

  4. Posted by EvaCarriego on 8 marzo 2008 at 10:53

    Sostiene Menzinger[..] Carlo Menzinger Carlo Menzinger, scrittore, (“Viaggio intorno allo specchio”, raccolta di poesie; i romanzi “Il Colombo Divergente”, un’ucronia su Cristoforo Colombo; “Giovanna e l’angelo”, un’ucroni [..]

    Rispondi

  5. Posted by Ligeia666 on 8 marzo 2008 at 16:55

    il tuo interesse per i romanzi non smorza di certo quello per la poesia…
    ti ringrazio per avermi lasciato quelle commoventi parole e ti auguro uno splendido fine settimana.
    G.

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  6. Posted by biancac on 8 marzo 2008 at 22:17

    mi hai incuriosito, sebbene io sia decisamente una lettrice di romanzi (ma una scrittrice “in privato” di racconti…) ;-))

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  7. Posted by soffiodimaggio on 9 marzo 2008 at 10:04

    IL tuo post mi ha incuriosita. A me piacciono anchei racconti, figli del nostro tempo: in poco spazio accade tutto, o quasi.

    Rispondi

  8. Posted by argeniogiuliana on 9 marzo 2008 at 16:55

    Le tue recensioni sono un una spinta a conoscere e leggere. Con infinita pazienza dai spazio a tutti. Il mio invito è di leggere i tuoi libri. Quello consigliato in questo post trova spazio tra i miei desideri imminenti.La leggerò:-)Buona domenica!

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  9. Posted by anneheche on 11 marzo 2008 at 16:17

    Non potevi esprimere meglio ciò che io penso da sempre!

    anch’io preferisco sempre leggere piuttosto un romanzo. Per quel che mi riguarda il motivo è semplice: il romanzo ti trascina grazie ad un’unica trama, mentre con i racconti dopo poche pagine sei costretto ogni volta a calarti in una nuova atmosfera, immedesimarti in nuovi personaggi, capirne i rapporti tra di loro. Leggere dei racconti, in sostanza, è più faticoso che leggere un romanzo.

    Rispondi

  10. Posted by Effe on 12 marzo 2008 at 07:52

    (che poi no, non è mica vero che qui non ci son venuto, per paura di battere un’ucroniata. Venni e vidi.
    Il blogger, si sa, è un mentitore)

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  11. Posted by JACKALTWOBIS on 12 marzo 2008 at 15:21

    sono recensioni stupende Carlo. Aiutano non solo nella lettura ma soprattutto più di una valida introduzione all’argomento e a quello che si va a leggere!

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  12. Posted by DanielaRaimondi on 15 marzo 2008 at 07:47

    Ho letto sul web, ormai anni fa, alcuni spezzoni di questo libro e ricordo che ho sentito subito il tracciato di una penna esperta. Augurissimi, dunque, e complimenti, davvero meritati.
    daniela

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