L'UNICO PECCATO SAREBBE NON LEGGERLO

"L’unico peccato" di Sergio Calamandrei, Editrice Zona: ecco un giallo che è qualcosa di più di un semplice giallo.

L'unico peccato di Sergio Calamandrei

Con quest’opera prima Sergio Calamandrei ci guida in un’avventura che è un intreccio di storie e di personaggi, d’incontri e di riflessioni.
L’ambientazione fa subito capire dove dobbiamo collocare questo lavoro. È, infatti, ambientato nella Biblioteca Nazionale di Firenze e non mancano le pagine dedicate ad un Circolo di aspiranti scrittori.
Siamo dunque più dalle parti della letteratura che non altrove.
L’autore riesce, infatti, a cogliere sempre la giusta occasione per offrire al lettore occasioni di riflessioni sempre nuove, man mano che la ricerca investigativa attorno al delitto procede.
E non manca l’esplorazione psicologica, il lavoro di definizione e tratteggio dei personaggi.
Si tratta, dunque, di un libro completo e “pieno”. Di un libro in cui si sente che l’autore ha riversato anni di riflessione e di vita e un lungo ed intenso impegno di scrittura.
Il risultato, quindi, non può che essere ottimo: un romanzo piacevole, variegato e coinvolgente, un testo che, pur edito al di fuori delle “major” dell’editoria, ha tutte le caratteristiche per essere un libro “importante”, che ben avrebbe figurato nelle principali collane gialle dei massimi editori nazionali, un libro che non può mancare nella vostra libreria (io ne ho già acquistate varie copie, che ho regalato ad amici e, purtroppo, ho prestato la mia copia personale e ancora non l’ho riavuta… credo che finirò per comprarne una nuova!).
Non perdetevi allora questa occasione per scoprire un nuovo, brillante autore.
 
La trama in estrema sintesi è questa: Firenze, inizio anni novanta. Un investigatore privato conduce un’indagine sul suicidio di uno studente fuoricorso che lo porta a scoprire un misteriosi traffici che ruotano attorno alla Biblioteca Nazionale. Nel corso dell’indagine l’investigatore incontra il Club degli Aspiranti Scrittori dove si riuniscono persone che si dilettano a scrivere. Due storie d’amore che coinvolgono alcuni di questi aspiranti scrittori si intersecano con la trama gialla. 

Vorrei ora rivelarvi il finale: il colpevole è…. No, scherzavo! Lascio a voi di scoprire chi sia e soprattutto quale sia questo Unico Peccato, scoprendo così anche quella che è la filosofia che c’è dietro un’opera tanto intensa, dalle cui pagine traspare, come scrivevo, il lavoro di anni e la ricerca continua di una qualità da offrire a un pubblico che, vogliamo augurarci, potrà crescere sempre più.
 Lascio ora la parola all’autore che così descrive questo libro:

Sergio Calamandrei

 

 
<<“Ci sono dei libri gialli in cui il detective arriva alla soluzione del caso per intuizione, al termine di un lungo processo di empatia con l’assassino. Egli a poco a poco assorbe, se così si può dire, l’ambiente in cui è maturato il delitto e arriva a ragionare come il colpevole, identificandolo in tal modo. In altri gialli la soluzione viene trovata come freddo risultato di un processo esclusivamente logico, un po’ come risolvere un’equazione alla lavagna. In alcuni libri, infine, il colpevole è il maggiordomo e tutto quello che c’è scritto in mezzo è uno spreco di tempo.
Io, tra i miei personaggi non avevo alcun maggiordomo e quindi decisi che dovevo risolvere il caso Berti col mio metodo personale, il metodo Arturi, detto anche della logica per forza.”
 
Così riflette Domenico Arturi, investigatore privato fiorentino dal passato non limpidissimo e dalle amicizie inquietanti prima di affrontare una lunga notte che lo porterà a scoprire cosa si nasconde dietro l’apparente suicidio di uno studente universitario fuorisede.
Siamo a Firenze, agli inizi degli anni novanta e un fuoricorso, aspirante scrittore e collaboratore saltuario con la Biblioteca Nazionale, muore precipitando dalla finestra del suo appartamento. Il padre incarica Domenico Arturi di chiarire le motivazioni del suicidio. L’investigatore, il cui motto è “lo scopriremo solo vivendo”, si immerge in un’indagine atipica che lo porta in contatto con un originale Club popolato da personaggi particolari; tra questi: un professore amante di Borges e con un lontano passato sudamericano, uno studente che crede nella “Teoria Romantica dell’Amore” e che litiga in continuazione con un seguace della “Teoria Casualistica dell’Amore”, un vecchietto che parla solo per citazioni, ritenendo che ormai a questo mondo tutto quel che merita di essere detto, lo sia già stato.
Seguendo le labili tracce lasciate dal giovane morto l’investigatore si imbatte in uno spacciatore, ex poliziotto, estremamente pericoloso, e in una cittadina svizzera dove producono ottimi cioccolatini. Accompagnato da un’insegnante di ginnastica ormai specializzata nel respingere i pretendenti, Arturi partecipa a una spettacolare festa in una villa nelle campagne attorno a Firenze. Quella sera ci scappa il secondo morto, questa volta sparato, e a quel punto diventa chiaro che il volo fatto dal presunto suicida deve essere riletto da un altro punto di vista.
Nel frattempo appaiono libri antichi della Biblioteca Nazionale che non dovrebbero esistere e si sviluppano due storie d’amore. La prima è quella di un avvocato trentenne già consumato dal proprio lavoro che cerca di rigenerarsi con un pericolosissimo amore per una ventenne. La seconda nasce tra una ricercatrice universitaria, ossessionata dalla propria abilità nell’interpretare il linguaggio del corpo, e un bibliotecario il quale ritiene esista un unico peccato che cerca in tutti i modi di evitare, commettendone molti altri nel frattempo.
Tra ulteriori spari, “amici” svizzeri, irruzioni della polizia, pranzi sentimentali al caffè Neri-Peruzzi di Piazza Santa Croce e momenti di amore intenso, tutte le storie precipitano verso la conclusione e alla fine l’investigatore resta con un po’ di amaro in bocca perché forse non tutto è andato a finire com’era giusto.>>
 
Su http://www.calamandrei.it/unicopeccatointervista.htm c’è, infine, un’intervista a Calamandrei, in cui l’autore ci parla del libro.
Un’altra recensione si trova qui.
 
Il volume (232 pagine) è un po’ caro se ordinato in libreria (€ 21,00), ma è possibile ottenere sconti richiedendolo all’autore mediante il suo sito internet (€ 14,80).
Il sito internet dell’autore è www.calamandrei.it.
Il suo blog è www.calablog.splinder.com.
Consiglio la visita ad entrambi, se non altro per leggere le interessanti riflessioni dell’autore sul moderno mercato dell’editoria http://www.calamandrei.it/editoria.htm.
Buona lettura.
P.S. Chi volesse incontrare Sergio Calamandrei, potrà venire alla Galleria Donatello di Firenze alle ore 17,00, in via degli Artisti 2R, dove presenterà il volume "Ucronie per il terzo millennio".
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13 responses to this post.

  1. Posted by happysummer on 30 gennaio 2008 at 19:59

    Ne hai fatto una bellissima recensione: fai venire la voglia di leggerlo subito!

    Rispondi

  2. Posted by katiuccia on 30 gennaio 2008 at 20:58

    Io lo sto leggendo

    Rispondi

  3. Posted by argeniogiuliana on 30 gennaio 2008 at 21:55

    Ho preso Ansia Assassina e prenderò anche il suo. Bravo Carlo…Splinder si riscatta ogni tanto.

    Rispondi

  4. Posted by Menzinger on 30 gennaio 2008 at 22:02

    Davvero Giuliana? Allora l’altro mio romanzo deve esserti piaciuto davvero. Ansia assassina comunque è molto diverso da Giovanna e l’angelo. Spero ti piacia altrettanto. Il libro di Sergio va davvero letto. Io ho avuto il piacere di leggerlo prima che lo mandasse all’editore. Conservo ancora gli A4 su cui era stampato.
    @Katiuccia: ti sta piacendo?

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  5. Posted by nursey on 30 gennaio 2008 at 22:20

    sei molto bravo a recensire! Fai venir voglia di leggere! Cavoli in sto periodo non ho un minuto di tempo per aprire un libro ( per esempio il tuo) speriamo di riuscire a respirare prima o poi…let’s keep in touch!

    Rispondi

  6. Posted by sedge on 31 gennaio 2008 at 08:39

    Questa è una recensione.

    Rispondi

  7. Posted by razza75 on 31 gennaio 2008 at 09:27

    Il libro di sergio era piaciuto molto anche a me (credo di averlo “recensito” a maggio 2007).

    Rispondi

  8. Posted by scriverecala on 31 gennaio 2008 at 18:09

    Caro Carlo, ti ringrazio per l’ottimo giudizio sul mio libro. In effetti ci ho messo svariati anni (e ho dedicato parecchie riflessioni) per portare a termine quel romanzo e credo che questo fatto gli abbia conferito una densità di contenuti che viene notata in chi lo legge.

    Ma la qualità (se poi c’è effettivamente) di questo libro alla quale tengo di più è la piacevolezza e il divertimento della lettura.

    Perchè per inserire nel libro contenuti interessanti non ho, in definitiva, faticato poi molto, mentre per ottenere (sperando di esserci riuscito) la scorrevolezza del testo ho dovuto sudare sangue.

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  9. […] esperimento di Sergio Calamandrei, autore di numerosi racconti e del romanzo “L’Unico Peccato”, consiste nel prendere uno dei personaggi de “Il Settimo Plenilunio”, Piero De Mastris, e […]

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  10. […] esperimento di Sergio Calamandrei, autore di numerosi racconti e del romanzo “L’Unico Peccato”, consiste nel prendere uno dei personaggi de “Il Settimo Plenilunio”, Piero De Mastris, e […]

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  11. […] fa ho avuto il piacere di leggere in anteprima il romanzo di Sergio Calamandrei “L’unico peccato”. Di recente, ho potuto leggere anche “Sesso Motore 2 – Saggio sul poco sesso”. […]

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  12. […] del romanzo “L’Unico Peccato” del fiorentino Sergio Calamandrei, sono andato a ricercare la recensione che avevo pubblicato quando uscì la prima edizione, per scoprire che il mio post risaliva addirittura al 30 gennaio […]

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  13. […] l’uscita della prima edizione del suo romanzo ambientato nella Biblioteca Nazionale di Firenze “L’unico peccato”; […]

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