Quali sono i principali romanzi ucronici?

È difficoltoso scrivere una lista di romanzi ucronici che possano veramente dirsi rappresentativi del genere, perché ben pochi studiosi seri hanno affrontato la questione (se ne conoscete segnalatemeli). Si trovano in vari siti internet elenchi più o meno caotici, che accomunano opere di fantascienza, romanzi ucronici e romanzi di serie B (qualunque sia la loro natura).

Attingendo a tali imprecise fonti, cerco qui di fare un ennesimo elenco, con difetti analoghi, dunque, a quelli citati. Diciamo che sono i libri che mi paiono più significativi, è una lista che però mi riprometto di correggere e migliorare nel tempo (un punto di partenza, non certo d’arrivo) e per la quale aspetto un contributo da chi legge:

  • "The Man in the High Castle" di Philip Dick (La svastica sul sole – 1962), che ha la peculiarità di descrivere un mondo in cui Germania e Giappone hanno vinto la seconda guerra mondiale e dove i personaggi leggono un libro ucronico in cui, invece, l’Asse ha perso (anche se in modo diverso da quello reale);
  • I cicli di "Invasione" e "Colonizzazione" di Harry Turtledove;
  • "Basil Argyros – Agente dell’Impero di Bisanzio" di Harry Turtledove;
  • "Dramma nelle Terrefonde" di Harry Turtledove, praticamente un "ucronia geologica", in cui il Mediterraneo non è un mare ma una valle;
  • "Per il trono d’Inghilterra" di Harry Turtledove, che descrive un’Inghilterra del XVI secolo sotto il dominio spagnolo;
  • Fatherland” (1992) di Robert Harris, ancora sul successo del nazismo, ma fondamentalmente un giallo-thriller; 
  • "Se Hitler avesse vinto la guerra” di Winston Churchil, che si è cimentato anche con altre storie ucroniche, come “Se Lee non avesse vinto la battaglia di Gettysburg” (If Lee Had Not Won the Battle of Gettysburg,1931);
  • "Il signore della svastica" di Norman Spinrad, in cui Hitler diventa uno scrittore di fantascienza;
  • L’ultima tentazione di Cristo” di Nikos Kazantzakis (1955), in cui Cristo rifiuta la Croce.
  • La trilogia “Romanitas”di Sophia McDougall;
  • "The plot against America" (il complotto contro l’America) di Philip Roth, in cui si ipotizza che il fanatico nazista Charles Lindberg vinca le elezioni al posto di Roosvelt cambiando la storia. La vicenda e’ narrata dal punto di vista di un ragazzo ebreo visto che Lindberg proporrà di discriminare gli ebrei;
  • il “Libro degli Yilané” di Harry Harrison (1984-89), una trilogia che descrive un mondo in cui i dinosauri non si sono estinti ma hanno sviluppato una civiltà evoluta. Harrison ha scritto anche altri lavori ucronici come “A Rebel in Time” (1983), sul tentativo di un soldato di colore di impedire il mutamento del passato effettuato da un folle razzista per portare alla vittoria sudista nella guerra.
  • “La società del tempo” di John Brunner (Times Without Numbers, 1962-69 ed. ital La Società del tempo, Galassia 114, La Tribuna Piacenza, 1970);
  • "1308-1590 America vichinga" di James S. Eriksson, Editore Frassinelli;
  • "Pavana”, di Keith Roberts(Pavane, 1968-70, ediz orig. Pavana, Science Fiction Book Club 54, La Tribuna Piacenza, 1978, Ristampato Classici Urania 146, 1989);
  • Una sorta di ucronia (fantascientifica ante litteram) può essere anche definito “Un americano alla corte di Re Artù” di Mark Twain, dove il protagonista, giunto dal futuro, interagisce con i cavalieri della Tavola Rotonda;
  • "Philip K. Dick is Dead" (L’alternativa) (Alas, ’92, "Uraniargento" n. 3, ed. Mondadori, ’95) di Michael Bishop descrive un mondo in cui l’America ha vinto la guerra del VIetnam e Dick è uno scittore stimato (romanzo ispirato a La Svastica sul sole);
  • "Lord Darcy" di Randal Garrett, in cui la magia è parte della scienza;
  • "Uragano Rosso" di Tom Clancy, in cui s’ipotizza una terza guerra mondiale;
  • "La macchina della realtà" di William Gibson e Blue Sterling in cui si immagina che nel diciannovesimo secolo assieme alla rivoluzione industriale inizi anche la rivoluzione informatica;
  • "Steampunk trilogy" di Paul Di Filippo;
  • "Il sindacato dei poliziotti yiddish" di Michael Chabon, in cui si immagina che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale gli ebrei trovino una nuova patria in Alaska;
  • "Storia di domani" di Curzio Malaparte, in cui il PCI va al potere subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale;
  • “Contro-passato prossimo” (Milano, 1975) di Guido Morselli in cui la Prima Guerra mondiale risulta vinta dagli imperi centrali con il Nord Italia in mano all’Impero Austro-Ungarico;
  • "Roma senza papa" di Guido Morselli
  • Nero italiano” e “Dea del caos” di Giampietro Stocco in cui si ipotizza che l’Italia fascista non sia entrata in guerra nel 1940 e il regime sia proseguito integro fino al 1975;
  • La trilogia “Occidente” di Mario Farneti;
  • L’antologia "I mondi del possibile" di Nicolazzini;
  • "I biplani di D’Annunzio" di Masali;
  • "Se l’Italia", antologia a cura di G. De Turris;
  • Ucronie per il terzo millennio” (2007) l’antologia curata da Carlo Menzinger.

 Per i fumetti andrebbe forse fatta una lista a parte, segnalerei però il n. 240 di Dylan Dog dal titolo "Ucronia" di Tiiziano Sclavi, in cui si immagina una Londra invasa dall’armata "comunazista" (sic!) in cui scimmie senzienti sorvolano le lande di Albione in dirigibile, alieni approdano su una Terra ostile e inabitabile e si assiste ad esperimenti volti a creare il primo computer quantistico della storia. Forse un po’ troppo fantascientifico o, addirittura, troppo fantasioso per poter essere vera ucronia. Mi hanno poi parlato del primo ciclo di Authority (v.1): Implacabili di Warren Ellis. La storia descrive la guerra fra due terre parallele: la nostra, protetta da Authority, ed un`altra governata da un Albione in cui la classe dominante e` composta dagli eredi della corona spagnola, eredi che 500 anni prima erano entrati in contatto con una illuminata specie aliena. 

Comunque moltissimi altri libri sono elencati su www.uchronia.net.

Un’altra lista l’ho fatta su /www.anobii.com

Cosa aggiungereste? Cosa togliereste (a parte i romanzi che ho scritto io,  è chiaro)?

 
L’invito è quello di aiutarmi a scrivere una lista migliore di questa.
_______________________
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44 responses to this post.

  1. Posted by esplanade on 16 gennaio 2008 at 08:28

    argomento del tutto sconosciuto per me, ma affascinante.

    Rispondi

  2. Posted by galati on 16 gennaio 2008 at 15:14

    Anch’io non sono un grande esperto di scrittori ucronici, anche se mi piacciono – senza sapere che lo fossero…- Dick e Morselli. E nella science fiction russa non c’è nulla? Penso ai fratelli Strugackij, o a Stanislaw Lem…La butto lì…
    Ciao.

    Rispondi

  3. Posted by Menzinger on 16 gennaio 2008 at 20:04

    Già, i russi! ottima idea. Non mi vengono idee, a parte Il Maestro e Margherita, con l’episodio di Ponzio Pilato, che forse potrebbe essere ucronico. Bisognerebbe ragionarci. Li vedo bene a fare ucronie, i russi.

    Rispondi

  4. Posted by galati on 16 gennaio 2008 at 20:20

    In effetti! Buona indagine…

    Rispondi

  5. Posted by antanz1967 on 17 gennaio 2008 at 21:31

    Sicuramente è un romanzo ucronico The plot against America (trad. it il complotto contro l’America) di Philip Roth in cui si ipotizza che il fanatico nazista Charles Lindberg vinca le elezioni al posto di Roosvelt cambiando la storia. La vicenda e’ narrata dal punto di vista di un ragazzo ebreo visto che L. proporrà di discriminare gli ebrei

    Rispondi

  6. Posted by Menzinger on 18 gennaio 2008 at 08:14

    Grazie Antanz1967. Ho aggiunto il romanzo di Roth alla lista.

    Rispondi

  7. Posted by Misiu on 21 gennaio 2008 at 14:33

    hmm grazie per la visita e per l’augurio
    in campo ucronico ti consiglio…
    la notte della svastica.
    e per restare in campo dick ti segnalo l’alternativa di bishop

    Rispondi

  8. Posted by Menzinger on 21 gennaio 2008 at 15:57

    Se le mie informazioni non sono sbagliate La notte della svastica di Katharine Burdekin è stata scritta nel 1937, quindi prima della fine della Seconda Guerra Mondiale. Dunque a differenza del romanzo quasi omonimo di Dick, questo, pur descrivendo analogamente un mondo dominato dai nazisti, deve essere considerato un romanzo di fantapolitica, più che un’ucronia, perché descrive un mondo futuro e non un mondo alternativo (che tale appare solo ai nostri occhi di posteri). Certo sorge il sospetto che Dick si sia ispirato a questo libro per scrivere il suo La svastica sul sole.

    Rispondi

  9. Posted by Menzinger on 21 gennaio 2008 at 16:11

    “L’alternativa” (Philip K. Dick is Dead, Alas, ’92), “Uraniargento” n. 3, ed. Mondadori, ’95; traduzione di Delio Zinoni, 334 pagine-L. 7.000; il romanzo di Michael Bishop dedicato al grande scrittore, scomparso nell”82, questo romanzo di Bishop, interamente costituito da ricordi delle opere e della vita di Dick. E’ ambientato in un mondo alternativo nel quale gli States hanno vinto la guerra del Vietnam, e in cui il programma spaziale non ha subito la brusca fermata che ha subito nel nostro.È un’America dai tratti dittatoriali; qui, lo spirito di Dick fà visita ad un suo fan sfegatato, che conserva i suo romanzi di fantascienza, mai pubblicati.
    Il romazo pare decisamente ispirato a La svastica sul sole. Non saprei se non sia da considerare un sottoprodotto del lavoro di Dick. Però, in effetti, ha una struttura ucronica.

    Rispondi

  10. Posted by Misiu on 21 gennaio 2008 at 19:44

    risente molto dellavoro di Dick cmq è un onesto prodotto, un buon libro…
    ne esiste un altro sempre su Hitler( che sembra essere l’argomento pià gettonato) ma non ricordo il titolo

    Rispondi

  11. Posted by Menzinger on 21 gennaio 2008 at 20:36

    Forse pensi a “Fatherland” (1992) di Robert Harris, ancora sul successo del nazismo, ma fondamentalmente un giallo-thriller o a
    “Se Hitler avesse vinto la guerra” di Winston Churchill.

    Rispondi

  12. Posted by anonimo on 22 gennaio 2008 at 07:43

    ciao, ho visto solo oggi e per caso il tuo blog.
    Ti consiglio assolutamente “storia di domani” di Malaparte (1949).
    Ucronia satira e umorismo acuminato si mescolano.
    non so dove sia stato ristampato, magari in qualche raccolta di opere coplete di Malaparte vai sull opac e cercalo in una biblioteca è breve 178 pagine, lo trovi in edizione originale sul mercato antiquario.
    ALEX

    Rispondi

  13. Posted by Hias on 22 gennaio 2008 at 15:19

    “Fatherland” l’ho letto qualche anno fa, e l’ho trovato interessante: non frequento molto autori moderni come Harris, ma conservo un piacevole ricordo di quel libro. Ah, interessante anche il tuo blog.
    Ciao!
    Hias

    Rispondi

  14. Posted by Menzinger on 22 gennaio 2008 at 16:28

    Non sono riuscito a trovare la trama di “storia di domani” di Malaparte.
    Non è che Alex o qualcun altro saprebbe indicarmela.

    Rispondi

  15. Posted by anonimo on 23 gennaio 2008 at 07:54

    la trama di storia di domani è politicamente scorretta e imbarazzante.
    L’opera letteraria infatti si muove sulla scia di Swift e di Ojetti più che su quella di Guareschi.
    ….dopo la caduta del fascismo in Italia Togliatti prende il potere e tutti fanno a gara per ingraziarselo anzi gli italiani dalla camicia nera passano a grotteschi,comportamenti ed atteggiamenti filosovietici che sorprendono i russi che finiscono per non fidarsi troppo dei comunisti…
    Nel romanzo vengono attribuiti ruffianerie servilismi e comportamenti molto disinvolti , ma che non ci stupiscono più di tanto, ai potenti dell epoca con tanto di nome e cognome.
    Negli anni del dopoguerra questo genere di satira sotto forma di romanzo ucronico non fu tollerata, tanto che lo stesso autore fece in modo di far dimenticare di aver scritto quel libro.
    la rimozione perdura tuttora tra i critici letterari.

    Rispondi

  16. Posted by Menzinger on 23 gennaio 2008 at 08:06

    Ho aggiunto anche Malaparte.

    In effetti, l’ucronia può essere portatrice di messaggi politici poco graditi, come ci racconta lo stesso Dick nel suo La svastica sopra il sole, descrivendo, dentro l’ucronia pricipale, l’avversione del regime per un libro ucronico (the Grasshopper Lies Heavy).

    Rispondi

  17. Posted by anonimo on 23 gennaio 2008 at 08:06

    antecedente letterario italiano di storia di domani è “mio figlio ferroviere” di Ojetti romanzo di satira sociale del primo dopoguerra non di fantascienza o di ucronia.
    Il tema affrontato è la sveltezza e l’opportunismo politico.
    Invece l’elezioni del 1948 hanno visto una pubblicistica scatenata sugli effetti di una vittoria del fronte popolare tipo “non votò la famiglia de paolis” ed altri che non mancherò di segnalare.
    Alcuni libelli furono attribuiti a Longanesi.

    Rispondi

  18. Posted by anonimo on 23 gennaio 2008 at 08:12

    ops l’elezioni = le elezioni del 1948
    tanti saluti da alex

    Rispondi

  19. Posted by Bilitis on 23 gennaio 2008 at 23:57

    Ho scoperto con piacere questo termine i suoi significati. Rileggerò qualcuno dei romanzi che hai proposto, mi sembrano tutti interessanti, compreso i tuoi!!!
    Grazie per la tua attenzione.
    P.S.: dove trovo la storia alternativa di Masaniello? Anche se in realtà è stata una fantasia legata, oltre che agli avvenimenti di Napoli, al fatto reale di avere abitato da bambina proprio in quel palazzo storico…
    A presto!

    Rispondi

  20. Posted by Menzinger on 24 gennaio 2008 at 08:59

    Di Masaniello ha scritto Peppino Pompò nell’antologia da me curata UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO, Edizioni Liberodiscrivere, che sarà presentata a Firenze il 16/02/08 alle 17,00 presso la Galleria Donatello, come dico nell’ultimo post.
    Sul libro c’è un apposito Tag nel blog.

    Se ti interessa leggere i miei romanzi puoi ordinarli su http://www.liberodiscrivere.it o chiederli a me.

    Ciao

    Rispondi

  21. Posted by acchiappaeventi on 24 gennaio 2008 at 10:48

    UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO[..] Riscrivere un episodio della storia umana ipotizzando un finale diverso, stravolgere le biografie dei grandi personaggi storici modificandone gli accadimenti. Come sarebbe oggi il mondo occidentale se Cristoforo Colombo invece di tornare tranquillament [..]

    Rispondi

  22. Posted by isher on 31 gennaio 2008 at 07:16

    … direi il principale “testo” – per numero innumerevole di personaggi storici utilizzati – sono i romanzi del cosiddetto “Ciclo del Fiume” di Philip José Farmer ed. Nord…
    (ma se non erro anche il “Signore della Luce di Zelazny” ed Nord con le divinità indù)
    Ciao

    Rispondi

  23. Posted by Menzinger on 31 gennaio 2008 at 08:19

    Per il ciclo del fiume ho trovato questa trama:

    *** 1971: Worlds of Tomorrow – To Your Scattered Bodies (Il fiume della vita)
    Esseri mani, vissuti tra l’anno 1.000.000 A:C. e i giorni nostri, resciuscitano tutti giovani, sulle rive di un fiume. Hanno tutti uno strano tubo. Presto scoprono che basta introdurlo nelle apposite fessure, presenti nelle numerose costruzioni a forma di fungo, per ottenere un pasto completo. Se sono uccisi, si risvegliano il giorno dopo in un’altra parte del fiume. Il protagonista è Sir Richard Francis Burton (lo scopritore delle sorgenti del Nilo) che si metterà in viaggio lungo il fiume con: Alice Liddell Hargreaves (la bambina che ispirò Alice nel paese delle meraviglie), un uomo di Neanderthal, un sopravvissuto dell’Olocausto e un extraterrestre. Tra le comparse, anche duge anziani coniugi di Muggia (provincia di Trieste).
    **** 1971: The Fabolous Riverboat (Alle sorgenti del fiume)
    Ora il protagonista è Samuel Clemens, che risalirà il fiume in barca alla ricerca delle sorgenti.
    **** 1977: The Dark Design (Il grande disegno)
    Sir Richard Francis Burton torna protagonista alla ricerca della sorgente del fiume per capire perché sono lì. I mezzo di trasporto questa volta sarà un dirigibile.
    ** 1980: The Magic Labyrinth (Il labirinto magico)
    Richard Burton riuscirà ad arrivare alle sorgenti ed entrerà nella casa dei misteriosi “Ethicals”.

    Mi sembrerebbe che si aia più dalle parti della fantascienza che dell’ucronia. E’ vero che ci sono personaggi storici ma fuori del loro contesto cronologico abituale, di fatto mi pare un viaggio nel tempo.

    Rispondi

  24. Posted by Menzinger on 31 gennaio 2008 at 08:24

    Quanto a Il Signore della Luce di Zelazny la trama dovrebbe essere:
    “Trama: In un lontano futuro un nuovo pianeta del tutto simile alla terra viene colonizzato dai terrestri. Un gruppo di colonizzatori barricati nella Città Celeste detiene il monopolio della tecnologia precipitando il resto dell’umanità in un perenne medioevo. Considerati come divinità, gli abitanti della Città Celeste assumono i nomi, le caratteristiche e i poteri degli dei del pantheon indù.
    In questo panorama gli dei decaduti Yama Dharma (signore della morte) e Ratri (dea della notte) cercano di riportare in vita Sam (conosciuto anche come Mahasamatman o Siddartha) l’unico che ha la volontà e i poteri di sconvolgere gli equilibri della Città Celeste”
    Direi che è senza dubbio fantascienza.

    Grazie comunque per le segnalazioni, sempre gradite. Un elenco completo di ucronie va proprio realizzato.
    QUello che mi chiedo è: possibile non ce ne siano esempi nell’antichità?

    Rispondi

  25. Posted by antanz1967 on 17 maggio 2008 at 04:02

    Serata ucronica a Modena, non mancate[..] Dopo il successo della SERATA UCRONICA DI FIRENZE (leggi qui), il 24 maggio 2008 alle ore 17,30 a Modena la prof.ssa Sandra Tassi presenta UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO Allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi Interverrano olt [..]

    Rispondi

  26. Posted by antares666 on 17 maggio 2008 at 18:38

    http://antar[..] Dopo il successo della SERATA UCRONICA DI FIRENZE (leggi qui), il 24 maggio 2008 alle ore 17,30 a Modena la prof.ssa Sandra Tassi presenta UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO Allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi Interverrano oltre [..]

    Rispondi

  27. Posted by anonimo on 14 gennaio 2010 at 16:57

    Enrico Brizzi ha scritto un paio di ucronie e quasi tutti i romanzi di tullio Avoledo sono fondamentalmente ucronici.

    Rispondi

  28. Posted by Menzinger on 18 gennaio 2010 at 20:38

    Di Brizzi ho parlato in questo blog in post successivi, per il suo "L’inattesa piega degli eventi". Ora ne è uscito il prequel "La nostra guerra".

    Rispondi

  29. Posted by anonimo on 24 giugno 2010 at 13:30

    ciao…scusa se faccio una domanda al dì fuori del tuo blog…:sei per caso anonimo mantovano!?!?

    Rispondi

  30. Posted by Menzinger on 29 giugno 2010 at 15:02

    Non sono Anonimo mantovano e non lo conosco.

    Rispondi

  31. Posted by anonimo on 12 ottobre 2010 at 05:48

    Il modo in cui esso è stato scritto in questo blog è impressionante, io encanó.Debo ammettere che non ho letto un blog interessante come questo. totamente sono stato soddisfatto con tutte le informazioni fornite qui. Mi permetta di congratularmi.MD

    Rispondi

  32. Posted by galerius on 22 gennaio 2011 at 00:52

    Altri due titoli per la tua lista : Anniversario fatale di Ward Moore, e Garibaldi a Gettysburg di Pierfrancesco Prosperi, entrambi dedicati alla vittoria sudista nella Guerra di secessione, ed entrambi "politicamente corretti" ( la vittoria dei sudisti origina una distopia ).

    Rispondi

  33. Posted by Menzinger on 22 gennaio 2011 at 07:59

    Grazie. "Garibaldi" lo conosco. L'altro mi è nuovo.

    Rispondi

  34. Posted by galerius on 30 gennaio 2011 at 19:38

    Di nulla, figurati…
    Di Anniversario Fatale – uscito in Italia su Urania nel '56 e non più ristampato da allora, credo – si trovano un paio di copie su ebay. Non so se consigliartene l'acquisto ; all'epoca in cui lo lessi non mi sembrò particolarmente interessante o avvincente.

    Rispondi

  35. Posted by Menzinger on 30 gennaio 2011 at 23:06

    Quale sarebbe la divergenza in Anniversario fatale?

    Rispondi

  36. Posted by Menzinger on 8 febbraio 2011 at 20:58

    Scopro ora che esiste un racconto di Stephen King dal sapore ucronico: "Ur".
    Si basa su un Kindle che pare aver accesso non solo al consueto Kindleshop di Amazon ma anche ai Kindleshop di altre (tipo 10 milioni) di dimensioni parallele, nei cui Kindleshop si possono comprare, per leggerle su Kindle, opere (per la nostra dimensione inedite) di Hemingway e altri. Si possono anche consultare le edizioni del New York Times delle varie dimensioni parallele e scoprire, chessò, che la crisi dei missili di Cuba sarebbe potuta finire diversamente.  

    Rispondi

  37. Posted by anonimo on 17 giugno 2011 at 22:10

    Ciao.Ti lascio un titolo che ho letto anni fa, intorno al 1999.Si intitolava "Archangel" e parlava di una Russia in cui Stalin non era morto e si apprestava a riprendere in mano il potere…Non ricordo l'autore però….Complimenti per il tuo ottimo lavoro.

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