Cos'è un'ucronia?

A quanto pare sono in pochi a saperlo e questo non mi stupisce, perché il termine non si può certo dire dei più usati, eppure il genere letterario che rappresenta è ricco di possibilità creative e sta cominciando a riscuotere discreti successi.
Vorrei allora non solo cercare di fare un po’ di chiarezza su questo misterioso vocabolo ma anche spezzare una lancia a favore di questo genere letterario, che meriterebbe ben altri spazi. Mi piacerebbe, poi, poter avviare un censimento di questo genere di opere, troppo spesso presentate come appartenenti ad altri generi. Anche in questo chiedo la collaborazione di chiunque legga.
 
Cominciamo con la definizione del genere.
Arriviamoci progressivamente. Partiamo da una definizione imprecisa:
Un’ucronia è un racconto dove si narrano vicende immaginarie di personaggi reali in ambienti reali.”
Per intenderci se io parlo di un personaggio storicamente esistito e gli faccio compiere azioni che non ha compiuto in realtà potrei dire che sto scrivendo un’ucronia.
La definizione è riduttiva. In ogni romanzo storico c’è una parte di “realtà storica” ed una parte di fantasia. Nel romanzo storico, però, la creatività dell’autore si limita ai particolari, ai dettagli, può arrivare a descrivere ad esempio dei dialoghi mai avvenuti, ma il suo obiettivo è la ricostruzione della storia e del personaggio storico descritto.
Nel romanzo storico può capitare di leggere le vicende di personaggi immaginari in contesti storici (o presunti tali).
L’ucronia va oltre. Descrive eventi immaginari al punto da rendere la storia completamente diversa.
L’ucronia è narrazione del “se”, del “what if”. Racconta, ad esempio, come sarebbe stata l’Italia se non ci fosse stata la Seconda Guerra Mondiale, oppure come sarebbe stata la Francia se Napoleone non fosse andato in esilio o come sarebbe stato il mondo se Cristoforo Colombo fosse sbarcato in Messico e fosse stato fatto prigioniero degli aztechi (come scrivo nel mio “Il Colombo divergente”). L’ucronia può anche narrare cosa sarebbe stato di Giovanna d’Arco se fosse sopravvissuta al rogo (ed è questo che scrivo nel mio “Giovanna e l’angelo”). C’è persino chi ha fatto un elenco di molte delle possibili ucronie: http://xoomer.alice.it/fmboschetto/lista_ucronie.htm.
 
Un’altra definizione, presa da Wikipedia, è:
L’ucronia è una forma di narrativa che tratta di un mondo la cui storia si è differenziata dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti degli eventi ipoteticamente possibili.
Il termine deriva dal greco e significa letteralmente "nessun tempo" (da ou = non e chronos = tempo), per analogia con utopiache significa nessun luogo, e indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. Il termine è stato coniato dallo scrittore francese Charles Renouvier in un testo apparso nel 1857 che intendeva ricostruire la storia europea quale avrebbe potuto essere e non è stata” (Uchronie, l’utopie dans l’histoire).”
Suoi sinonimi possono essere “allostoria” e “storia alternativa” e, direi io, anche “fantastoria”.
L’ucronia, infatti, viene classificata, di solito, più che come un genere del romanzo storico (classificazione che personalmente non disdegno), piuttosto come parte della fantascienza. Forse anche perché alcuni degli autori più importanti, come Dick, sono autori di fantascienza.
In inglese pare che sia noto come “counterfactual history” o “alternate history”: per una volta almeno i termini “mediterranei” sembrano però più sintetici e suggestivi, perciò lasciamo pure da parte gli anglicismi.
 
Arriverei dunque ad una definizione “finale” che potrebbe suonare così:
 L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.
Si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la storia.
Le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi.
L’ucronia può descrivere il momento in cui la storia muta o gli effetti di questo mutamento.”
 
Direi anche che quando la storia muta il suo corso, si crea quello che già nel mio “Il Colombo divergente” chiamavo “universo divergente”.
 
Lasciate, per finire, che vi dia una definizione del tutto personale e un po’ “poetica”:
l’ucronia è il sogno della Storia.
È la Storia sognata da ciascuno di noi.
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39 responses to this post.

  1. Posted by happysummer on 13 gennaio 2008 at 09:37

    Sai che mi interessa questo genere? Sono attratta dal romanzo storico, ma il ritorno al passato per cambiarlo è davvero intrigante!

    Rispondi

  2. Posted by Ucronia on 13 gennaio 2008 at 15:11

    Ciao! Ho intitolato il mio blog Ucronie non facendo riferimento al genere letterario che la parola è venuta ad indicare, ma al suo valore etimologico. In realtà non ho letto molta letteratura ucronica, fatta eccezione per qualche lavoro di Dick.
    Ciao, e buon lavoro!

    Rispondi

  3. Posted by ondainlove on 13 gennaio 2008 at 15:20

    grazie l’interessante spiegazione: confesso che non conoscevo questo termine.
    grazie al tuo post ho scoperto senza volerlo con il mio blog mi sono catapultata in unicronia.
    o dovrei diere piuttosto che “sto facendo unicronia”?
    o ancora “il mio blog è un’unicronia”?
    ciao e grazie.

    Rispondi

  4. Posted by dottorTroy on 13 gennaio 2008 at 15:43

    Vedo che condividiamo in pieno il senso del termine ucronia. Riguardo al romanzo di wu ming, infatti, parlo di ucronia implicita, riferendomi alla prima accezione da te riferita nel post (quella imprecisa!).

    a presto

    Rispondi

  5. Posted by Thumper on 13 gennaio 2008 at 15:58

    Insomma, se ho capito bene, quando la sera, prima di addormentarmi, immagino me stessa vincere il superenalotto ed il mattino dopo andare in ufficio (tardi, molto tardi) e mandare a f..lo tutti, sono ucronica? 😉

    Rispondi

  6. Posted by maxna1981 on 13 gennaio 2008 at 16:29

    Non esattamente,Thumper,in quanto non sai ancora cos’accadrà il giorno dopo.
    Come riferimento all’osservazione lasciata sul mio blog,Carlo,credo che sia più corretto dire che l’eternità è dove la nostra memoria persiste nell’indeterminato.Che ne pensi?
    Grazie
    Max

    Rispondi

  7. Posted by mianonnaincarriola on 13 gennaio 2008 at 17:06

    ne ho scritti quattro di racconti ucronici

    questo è il link del tag ucronia

    http://mianonnaincarriola.splinder.com/tag/ucronia

    Rispondi

  8. Posted by mianonnaincarriola on 13 gennaio 2008 at 17:13

    i primi tre sono esperimenti di un romanzo ucronico mai completato

    Rispondi

  9. Posted by kikmaster on 13 gennaio 2008 at 21:18

    Ciao Carlo. Buon anno anche a te!

    Grazie per essere passato per il mio piccolo blog. Interessanti gli argomenti che tratti. Se mi permetti ti linko al mio sito, così posso continuare a seguirti, magari quando ho un po’ più di calma…

    Ciao da Enrico Matteazzi

    Rispondi

  10. Posted by lauraetlory on 14 gennaio 2008 at 07:27

    Interessante il tuo blog e questo post. Scrivere un’ucronia e’ una bella sfida. Quasi quasi…
    Laura e Lory

    Rispondi

  11. Posted by Menzinger on 14 gennaio 2008 at 08:29

    Happysummer, sì, l’ucronia ha davvero molte possibilità inespresse!

    Ucronia, in realtà gli esempi di letteratura ucronica temo siano meno di quanti potrebbero essere. Presto inserirò un post in merito.

    Ondainlove, in realtà molti fanno “ucronia” (non “unicronia”) senza saperlo. Io stesso ho scritto il mio primo romanzo ucronico senza sapere di farlo!

    DottoTroy, in effetti, ti vedo assai ben preparato in materia.

    Thumper, saresti stata ucronica se avessi immaginato di aver vinto l’enalotto, diciamo dieci anni fa, e questo avesse oggi degli effetti sulla storia, ad esempio, con quei soldi saresti potuta diventare un’imprenditrice e, ancora più ricca, aprire una TV, che avesse messo in ginocchio le TV nazionali, facendo andare anche in crisi qualche partito politico!
    L’ucronia è, infatti, sempre determinata da un evento del passato che modifica la storia.

    Mianonnaincariola, lieto di averti scoperto. Leggerò anche gli altri tre.

    Kikmaster, verrò a trovarti anch’io.

    Lauraetlory, dai, provateci! Ho appena curato un’antologia ucronica (Ucronie per il terzo millennio – Edizioni Liberodiscrivere) ma chissà che non se ne faccia un sequel!

    Rispondi

  12. Posted by Menzinger on 14 gennaio 2008 at 08:35

    Maxna1981, cosa sia l’eternità è certo difficile da definire. Aldilà di una definizione scientifica, possiamo attibure a parole come infinito ed eterno molteplici definizioni “poetiche” o filosofiche, che con dati presupposti, possono sempre dirsi valide.

    Rispondi

  13. Posted by mianonnaincarriola on 14 gennaio 2008 at 09:34

    ti ho linkato

    se fai l’antologia fammi sapere

    Rispondi

  14. Posted by Pralina on 14 gennaio 2008 at 10:20

    Molto interessante… 🙂

    Rispondi

  15. Posted by Menzinger on 14 gennaio 2008 at 13:51

    Prima di fare un sequel di UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO, aiutatemi a farlo diventare il libro dell’anno! 😉
    Leggetelo, parlatene!

    Lo trovate su Liberodiscrivere (www.liberodiscrivere.it) come gli altri miei romanzi ucronici (Il Colombo divergente e Giovanna e l’angelo).

    Rispondi

  16. Posted by mianonnaincarriola on 14 gennaio 2008 at 16:25

    ok lo faccio …ma anche tu leggi e parla del mio romanzo: la tana del salmone lo trovi ovunque

    Rispondi

  17. Posted by kikmaster on 15 gennaio 2008 at 15:16

    Ok. Ti ho linkato.

    Mamma mia! Sai che il genere mi intriga proprio? Ma non ho ancora letto nulla… Mi piacerebbe acquistare uno dei tuoi libri. Ma si trova nelle librerie (magari a Vicenza) oppure lo devo acquistare per forza on-line?

    Ciao e grazie!

    Enrico

    Rispondi

  18. Posted by Menzinger on 15 gennaio 2008 at 16:00

    Qualcosa si trova nelle librerie liguri.
    Ti consiglio di acquistarli su http://www.liberodiscrivere.it.
    Oppure posso spedirti io qualcosa.

    Ciao

    Rispondi

  19. Posted by sedge on 15 gennaio 2008 at 22:29

    Ciao Carlo, hai ragione bisogna parlarne e io nel mio piccolo l’ho fatto qualche giorno fa e non manchera’ l’occasione di rifare pubblicita’.

    Ho una domanda: si puo’ considerare ucronia l’operazione dell’eneide? Cioe’, partire da un fatto semivero come la guerra di troia, inventare una storia intera ricca di personaggi ed eventi per celebrare la nascita di un popolo, ovvero la nascita di Roma?

    Rispondi

  20. Posted by Menzinger on 15 gennaio 2008 at 22:58

    Ho visto il tuo nuovo post di cui ti ringrazio di cuore. E’ così che dovrebbe funzionare. Dovremmo cercare di fare l’uno da megafono all’altro, visto che non disponiamo dei mezzi della grande distribuzione.

    Quanto all’Eneide: no. Non è un’ucronia. Casomai è una legenda.
    Se creo un’origine mitica per un presente uguale a quello attuale, non siamo in campo ucronico. Diciamo che quello è il meccanismo tipico della storiografia di “partito” e, appunto, della letteratura “legendaria” che inventa o amplifica le origini mitiche di una famiglia, un popolo, una città o altro.

    Rispondi

  21. Posted by DanielaRaimondi on 23 gennaio 2008 at 09:49

    ah, ecco, ora posso inserire i tuoi romanzi in un filone preciso.
    Ciao, Carlo, spero che quest’anno sia iniziato nel migliore dei modi.
    daniela

    Rispondi

  22. Posted by Menzinger on 23 gennaio 2008 at 10:59

    Ebbene sì, Daniela, sia il Colombo divergente, sia Giovanna e l’angelo sono delle ucronie e altrettanto i racconti di Ucronie per il terzo millennio. Ma ho scritto anche libri di altro genere.
    Inoltre, devo dire che quando scrissi Il Colombo non sapevo esistessero le ucronie e, nell’inventare gli universi divergenti, al massimo pensavo ai libri di fantascienza sui viaggi nel tempo.
    Credo, comunque, che entrambi i romanzi siano qualcosa di più e di diverso rispetto ad un “classico” romanzo ucronico, innanzitutto per l’importante funzione della voce narrante (figura che non si può definire storica) e per la caratterizzazione dei personaggi e poi, per i diversi riferimenti alla letteratura, alla leggenda e alla religione che si possono trovare in entrambi e che fanno travalicare loro il piano storico-ucronico.

    Rispondi

  23. Posted by SaR on 27 gennaio 2008 at 13:00

    In parole povere, descrivere un evento storico ipotetico. Coi se e coi ma…però così la storia non si fa! Comunque va bene lo stesso, l’importante è parlare e far discutere, ciò che manca oggi alle -moltitudini! Un caro saluto.

    Rispondi

  24. Posted by cecilia2day on 17 marzo 2008 at 11:04

    Interessante intervento: nemmeno io sapevo cosa fosse un’ucronia; e la trovo piuttosto interessante.
    Anche se personalmente non la ritengo così differente dalla fanta -scienza – storia -politica.

    Ciao.
    c.

    Rispondi

  25. Posted by ladyluly on 20 marzo 2008 at 16:46

    Non conoscevo questo termine e il suo significato, pur scrivendo libri (vergogna :-()…trovo molto affascinante leggere un romanzo del genere, e voglio leggere anche il tuo…baci, Lu

    Rispondi

  26. Posted by anonimo on 16 maggio 2008 at 15:08

    Già c’è confusione nella storia in quanto non si è sempre scritta la verità.Infatti io sono un testimone vivente di fatti da me visti ,durante la famosa resistenza partigiana dove si sono appunto raccontate tante ucronie come dici tu cioè balle.

    Rispondi

  27. Posted by Menzinger on 16 maggio 2008 at 20:36

    Caro anonimo, hai ragione nel dire che spesso la storia è fallace o addirittura riscritta in modo scorretto. QUesto però non si chiama ucronia. L’ucronia è invenzione narrativa e mi dice che le cose nel passato si sono svolte in un modo diverso da come tutti sanno che si sono svolte e che questo ha avuto degli evidenti effetti sul presente. Se Brizzi ha scritto ora un libro in cui ti racconta che Mussolini è morto nel 1960 (se non erro) non vuol certo farti credere che le cose sono realemente andate così ma raccontarti come sarebbe oggi l’Italia se questo fosse successo. Sono rielaborazioni della storia che ci aiutano anche a capirla meglio, a capire l’importanza e le implicazioni di certi fatti.

    Rispondi

  28. Posted by ceglieterrestre on 18 luglio 2008 at 14:57

    Ciao Carlo ho iniziato a leggerti ‘Giovanna e l’angelo’ mi scorre velocemente nella mente, sei bravissimo.Ti ringrazio, oggi so molte cose in più , che ieri non sapevo, poi ti dirò.Un grande abbraccio franca

    Rispondi

  29. Posted by annaritav on 17 novembre 2009 at 15:55

    Molto interessante. In fondo anche Bastardi senza gloria di Tarantino può definirsi un’ucronia cinematografica. Complimenti per la chiarezza e per la ricchezza di informazioni, Annarita.

    Rispondi

  30. Posted by Menzinger on 17 novembre 2009 at 23:17

    Non saprei se Bastardi senza gloria di Tarantino possa davvero definirsi ucronia. Non l’ho visto, ma dalla trama mi pare più che altro "interpretazione" della Storia. Certo non credo siano mai esistite le bande di ebrei americani con il compito di uccidere i tedeschi, e quindi forse potremmo parlare di ucronia (dato ce si riscrive la Storia), anche se, per quel che conosco Tarantino, penso che l’intento non fosse prettamente allostorico.

    Rispondi

  31. Posted by anonimo on 12 ottobre 2010 at 05:00

    completamente incredibile come questo blog è stato scritto, lo ammetto encanó.Debo non hai letto un blog interessante come questo. totamente sono stato soddisfatto con tutte le informazioni fornite qui. Mi permetta di congratularmi. Buon blog. MD

    Rispondi

  32. Posted by aatt2005 on 29 aprile 2011 at 21:35

    Molto interessante! Sono attratto dalle infinite storie possibili in infiniti universi paralleli al nostro (alcuni fisici teorici ipotizzano che siano "distanti" l'uno dall'altro di frazioni di millimetro (o anche moltissimo meno) ma che possono comunicare debolmente solo attraverso la gravità oppure tramite wormhole o tunnel relativistici.

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