Archive for dicembre 2007

BOOKWEB TV

Scrivere prima del computer era un’ardua impresa fatta di fogli appallottolati e buttati via, di pile di carta da leggere e rileggere e annotare con infiniti rimandi, asterischi e altri segni.

Il computer c’ha donato la magia del taglia-incolla, la poesia dell’archiviazione elettronica.

Poi è giunta la nuova rivoluzione: internet. E lo scrittore non è stato più solo. Ha cessato di essere un uomo chiuso in se stesso, con innnumerevoli parole conservate in attesa di un improbabile editore. Internet c’ha dato la possibilità di incontrare i lettori. Per alcuni tanti, per altri pochi, ma certo meglio del colloquio con la scrivania.

E sono nati i siti di scrittura, Scrittura Fresca, Liberodiscrivere e tanti altri. Sono nate le Community di autori. Gli scrittori si sono incontrati, riconosciuti, uniti. Sono nati lavori di gruppo (come Parole nel web), antologie, scambi di ogni tipo.

Poi è arrivato You tube e abbiamo potuto ammantare di multimedialità i nostri scritti. Sono nati i blog, per dare maggior spazio alla creatività individuale, non più vincolata dai format  dei siti di scrittura.

Si sono, quindi, sviluppati la stampa digitale e il print on demand e la scrittura dal video è potuta tornare sulla carta, alle sue origini, ma finalmente liberata, grazie a editori come Liberodiscrivere.

E, infine, ecco http://www.booksweb.tv/, la Tv via internet di tutti gli scrittori.

Cosa sia non lo so ancora nemmeno io, ma mi pare promettente.

Vedremo. Vediamo. Guardiamola. Osserviamola.

 

La malattia dello scrivere

BISOGNA PRENDERE SPECIALI PRECAUZIONI CONTRO LA MALATTIA DELLO SCRIVERE, PERCHE’ E’ UN MALE PERICOLOSO E CONTAGIOSO.

Pietro Abelardo (1079-1142)

Zafón è un esordiente?

Louis Zafon

               L'ombra del vento di Zafon

L’ombra del vento” è un romanzo che ormai hanno letto e commentato in tanti. Rimando, quindi, a più autorevoli recensioni per un giudizio più esteso sull’opera. Voglio qui limitarmi a lasciare le mie impressioni su un aspetto particolare della sua scrittura. Dirò soltanto, a titolo di commento generale, che è un grande libro, scritto per gli amanti dei libri.
Quando l’ho letto, avevo sentito dire che si trattava dell’opera prima di Zafón. Non sapevo se fosse vero (non lo era!). Non conoscevo, in effetti, altri lavori di questo autore. Devo dire, però, che in queste pagine si respira il sapore dell’opera prima. Si respira l’aria di chi ha lottato per emergere nel disperato mondo dell’editoria ed è riuscito (uno tra moltitudini) ad emergere. Per certi aspetti lo stile mi ricorda quello di tanti autori esordienti (e molti ne ho letti). Si sente l’amore per la letteratura ed i libri, che tutti costoro accomuna (i migliori di costoro, almeno, e mi viene in mente, ad esempio, “L’unico peccato” di Sergio Calamandrei).
Se fosse vero che Carlos Ruiz Zafón (nato a Barcellona il 25/09/1964) è un esordiente (di grandissimo successo), e così vorrei credere, allora avrei capito questo costruire una storia dentro la storia, questo disegnare personaggi reali che sono legati a personaggi letterari. Avrei capito il mescolarsi (non surreale ma concreto) di fantasia e realtà, che è il tentativo, spesso vano, di tanti esordienti.
Con questo voglio dire che la sua è un’opera immatura? Tutt’altro. Voglio dire che in queste pagine si respira tutta la tensione e la passione di un dilettante. E con dilettante non intendo dire che "non è un professionista". Al contrario. Voglio dire che Zafon pare qualcuno che scriva per il diletto di scrivere. Qualcuno che ama la letteratura, i suoi personaggi e i pensieri che esprime.
Nel leggerlo pensavo che magari un giorno avrei scoperto che questo libro è il frutto di un abile operazione di marketing, che Zafon non esiste ma è solo una maschera, dietro cui si cela un abile staff di scrittori-pubblicitari e pensavo anche che questo non avrebbe tolto valore al libro, perché dove c’è qualità, questa rimane, comunque sia stata generata. Semplicemente, allora, mi sarei sbagliato nel valutarlo, perché, ripeto, “L’ombra del vento” mi pareva piuttosto il prodotto geniale e sudato di un abile artigiano della parola, emerso fortunosamente dalla folla dei bricoleurs della scrittura per affiancarsi, nel successo, ai grandi autori di romanzi industriali, attenti al proprio target e supportati da eserciti di consulenti. 
Credo, infatti, che gli scrittori si possano dividere in tre categorie:
·        industriali (la maggior parte degli autori di best seller);
·        artigiani (i grandi affabulatori, i grandi narratori):
·        i bricoleurs (l’esercito sconfinato dei dilettanti della scrittura, trai quali, ogni tanto, emerge un artigiano o un industriale, talora un genio).
 
Ora leggo su “L’indice” che “la storia editoriale del romanzo L’ombra del vento, dello scrittore barcellonese Carlos Ruiz Zafón – fino a oggi autore di libri per ragazzi e sceneggiatore a Hollywood poco noto ai più – è la prova che il potere del passaparola dei lettori è superiore a qualsiasi risonante campagna promozionale. Infatti, sebbene scarsamente pubblicizzato, il romanzo ha raggiunto i vertici delle classifiche dei libri più venduti in numerosi paesi e in alcuni casi, come è accaduto in Spagna, vi è rimasto per più di un anno. Molteplici le ragioni di un tale successo. Fra queste spicca una sapiente miscela di ingredienti atti a conquistare un pubblico ampio e variegato. Nelle sue quattrocentotrentotto pagine, attraverso una fitta rete di storie dentro le storie, L’ombra del vento intreccia diversi generi narrativi ad alto gradimento popolare: romanzo poliziesco e romanzo sentimentale, romanzo storico e romanzo gotico, tragedia e commedia.”
Scopro poi che, aveva già scritto quattro romanzi tra 1993 e il 1999 (“Il principe della nebbia”, “Il palazzo di mezzanotte”, “La luce di settembre” e “Marina”). Tutti antecedenti “L’ombra del vento che è del 2001. Ho letto che tre di questi o forse tutti e quattro dovrebbero essere romanzi per ragazzi. Altre fonti non li classificano, però, come tali. Chi ha informazioni in merito, potrebbe segnalarmelo.
 
Dunque, non un esordiente assoluto, ma un esordiente che dopo un decennio di tentativi riesce ad emergere. Cosa che mi conferma in buona parte le considerazioni fatte, perché noi piccoli autori spesso continuiamo a essere bricoleurs anche dopo aver scritto decine di romanzi (se qualcuno riesce ad avere la forza e la perseveranza per arrivare a tanto), senza aver ancora sfiorato il successo o riuscire almeno a trasformarci in artigiani del libro.
 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: