300: ERESIA STORICA O FILM CHE FARA’ STORIA?

300 è un film del 2007 diretto da Zack Snyder, adattamento cinematografico della graphic-novel 300 di Frank Miller, ispirata a sua volta ad un altro film, The 300 Spartans, un racconto semi-storico della battaglia delle Termopili svoltasi nel 480 a.C.. Il film è stato diretto da Zack Snyder con il supporto di Frank Miller, ed è stato montato con la tecnica del chroma key per riprodurre le immagini dell’originale fumetto. Il film è uscito nelle sale negli USA il 9 marzo 2007, mentre nelle sale in Italia il 23 marzo 2007. Il film è stato presentato al Festival internazionale del cinema di Berlino 2007, nella categoria fuori concorso. 300 era candidato come miglior film agli MTV Movie Awards 2007, e ha vinto il premio come migliore combattimento (Leonida, interpretato da Gerard Butler, contro il mostruoso immortale).”
Così si legge su wikipedia.

Immagini del film 300

Sicuramente è un film che non può lasciare indifferenti. Chi da un film storico si aspetta il rigore della ricostruzione storiografica, potrebbe restarne deluso. Ma che dico? Potrebbe? Vorrei vedere quanti storici non guarderebbero con orrore verso un simile film. Forse, qualcuno, con maggior intelligenza, alzerebbe le spalle e si limiterebbe a dire “non è cosa che mi riguardi”. Probabilmente farebbe bene. Siamo, infatti, assai più dalle parti del fumetto (e da un fumetto, è stato ispirato). Se la Disney descrive un evento storico facendo interpretare i personaggi da Topolino e Pippo, il risultato, in apparenza, non sarebbe diverso (e nessuno se ne curerebbe). Farebbe davvero bene ad alzare le spalle il nostro storico? Forse no. C’è, infatti, in questo film un messaggio sulla storia attuale che non va sottovalutato. Ed anche lo storico del cinema dovrebbe, quantomeno, vedere questo film e rifletterci.
Qui non siamo in territorio Disney. Se non altro per la crudezza delle immagini, per la gran quantità di sangue che scorre, per la sovrabbondanza di mostri.
Sembra, in realtà di vedere un episodio della saga del Signore degli Anelli. Siamo dalle parti della lotta tra il Bene ed il Male, dove il male ha la forma del mostruoso e del deforme. Persino, uno dei due traditori spartani, appare deforme, assai più del più orrendo gobbo di Notredame.
Il mio quesito è: c’è senso storico nel descrivere gli Spartani di Leonida come dei supereroi e i Persiani, guidati da Serse, come un’orda di mostri infernali?
La risposta più scontata parrebbe: no. Ma è la più giusta? Lo è, se consideriamo la storia come qualcosa di oggettivo. La storia (o meglio la sua descrizione), però, purtroppo, non è MAI oggettiva. È sempre soggettiva. È sempre la descrizione dei vincitori. Certo, anche i vinti narrano la loro storia, ma la loro voce si perde nel nulla.

Di questo il regista pare essere consapevole, se fa dire a Serse (un gigantesco negro effeminato), minacciando Leonida, il re spartano, che cancellerà per sempre la storia di Sparta dalla terra, che delle loro gesta non si serberà più memoria. Questa è una minaccia atroce, per Leonida. Contro la quale invia uno dei suoi uomini migliori a Sparta. Gli affida una sola missione: ricordare le loro gesta a Sparta e al mondo intero. Leonida non teme di morire, teme di essere dimenticato!
Se, dunque, la storia è soggettiva e questa è storia narrata dagli spartani, allora ci stupiamo che appaiano come supereroi? Ci stupiamo che i loro avversari siano dei mostri? Nei grandi conflitti è sempre così. Maggiore è lo sforzo bellico, maggiore sarà l’orrore con cui si guarderà al nemico, sia esso Gengis Khan, Attila, Hitler o Serse.
C’è, però, qualcosa che non quadra. Questo film non è stato fatto dagli spartani. È stato fatto da un regista statunitense (già arrivato al successo con un film horror come L’alba dei morti viventi). È, dunque, un film americano.
Certo l’occidente si è sempre identificato nella Grecia, che è stata la culla della sua cultura, dunque potremmo capire l’identificarsi dell’America (o di una sua parte) con questa città-Stato. Però, di solito, gli occidentali si sono sempre sentiti “ateniesi”, mai “spartani”. Questo (come si diceva prima), forse, perché tra le due città ha vinto Atene e, certamente, perché i valori di democrazia e filosofia portati avanti da Atene sono quelli in cui ci riconosciamo, non certo la violenza e la bellicosità degli spartani.
E i Persiani? Chi sono oggi i Persiani? Geograficamente sono l’Iran. Uno degli “stati canaglia”, come dicono in America. Ma non solo. Forse, nella visione di questo film, i Persiani sono tutti i nemici dell’America, tutti gli “stati canaglia”. Eppure, in quest’identificazione mi pare di vedere un autogol mostruoso degli Stati Uniti. Sembrerebbe quasi un film di propaganda militare anti-iraniana. Se solo non fosse che esagera. Esagera spudoratamente.
Certo, so bene che l’America non è un regime e che questo non è un film di propaganda politica, ma solo puro divertimento commerciale. Però, mi suona così strano immaginare la massima superpotenza mondiale identificarsi in un drappello di trecento guerrieri che combatte contro un esercito sconfinato. In realtà la superpotenza dell’epoca erano i Persiani. Quelli aggrediti ed invasi i Greci. L’America s’identifica, dunque, meglio con la Persia. Se l’America è la Persia (con tutta la sua depravazione e i suoi mostri!), allora chi sono gli spartani? Sono forse i talibani afgani che resistono tra le montagne? Sono forse gli iracheni? Saranno gli iraniani?
Se questo film lancia un messaggio (lo fa?), è un messaggio antiamericano. Appare, insomma, quasi come un’involontaria (?) spietata autocritica. Quella che descrive è un’America spaventosa. Sia che essa possa identificarsi negli Spartani (per i quali la guerra è il solo senso della vita), sia che possa identificarsi nei Persiani (vero regno del Male).
Questo film allora è storico? O è piuttosto uno strumento per manipolare la storia, quella presente, forse più che quella passata? Se lo fa, fallisce totalmente (volendo descrivere la lotta della “Buona America” contro i “Cattivi Mussulmani”) o il suo obiettivo era proprio quello di screditare gli USA?
Dunque, a meno di non voler ridurre il tutto solo a un fumetto (cosa che forse sarebbe quella migliore da fare), questo sembrerebbe un approccio nuovo alla storia (ripreso dal fumetto, ma inserito in una dimensione nuova). Questo film rappresenta una sfacciata volontà di deformare la storia, di caricaturizzarla, ma non con una volontà ironica o satirica (ed esempi simili ne abbiamo visti moltissimi, basti pensare a Mel Brooks o ai Monty Pythons), con un intento apparente di “intrattenimento” simile a quello dell’horror movie o del fantasy, ma, forse, con dietro un senso di sconcerto della civiltà americana, che tramite esso si esprime. Di una civiltà che comincia ad avere orrore di se stessa, che non capisce più dove siano il Bene ed il Male. Di una civiltà che ancora crede che il Bene stia da una parte ed il Male dall’altra. Di una civiltà che sta vivendo, finalmente, la propria crisi adolescenziale, per rendersi conto che il mondo non è tutto o Bianco o Nero.
Per questo, credo, dovremo ricordarci di questo film, quando un giorno, si tireranno le fila della storia di questi nostri giorni. Come di un segnale, di un sintomo, di un mondo in cambiamento. O, almeno, di un nuovo modo di fare cinema.

P.S.: Notevoli sono comunque gli effetti speciali (anche se non ce ne stupiamo più dopo aver visto Matrix, Il Signore degli Anelli o Star Wars) e, soprattutto, la sapiente colorazione delle scene, con tinte che ricordano ora il fumetto, ora vecchi horror movie, con l’alternarsi di scene ora grigie, ora dorate, ora rosse.
La violenza di quasi tutte le scene non ne fa comunque  un film “per tutti”.

Video pubblicato da Cavalierbastard


Video pubblicato da Giorgio23

P.P.S.: Due quesiti: a quando “1.000” sulla spedizione Garibaldina, contro i “demoniaci” Borboni?
O “780” sulla battaglia di Little Big Horn, contro gli “stregoni” indiani?
E, magari, “500”, sulla titanica lotta tra le utilitarie e i mastodontici SUV?

Fiat 500

Annunci

11 responses to this post.

  1. Posted by doner on 10 dicembre 2007 at 23:56

    complimenti! trecento è veramente fatto per essere recensito fantasiosamente…
    io c’ho trovato molto Vanzina dentro… non so tu.
    Continua a leggere le varie di me recensioni
    AVE

    Rispondi

  2. Posted by Iohannes on 11 dicembre 2007 at 09:25

    Che piaccia o no, 300 è un film che comunque, a distanza di tempo, finirà per comunicare di più di quel che sembra…

    Ciao.

    Rispondi

  3. Posted by zop on 11 dicembre 2007 at 12:55

    la tendenza a utilizzare (e distorcere) la storia e usarla come scenografia per proiettare la nostra mentalità odierna è forte nell’arte… ed è a mio avviso il limite dei film storici, a meno che non siano storie volutamente simboliche. Non ho visto il film, e non amo la cinemotografia hollywoodiana di questo tipo. però la tua recensione (tra l’altro un vero ipertesto ricco di link) è molto piacevole e interessante! zop

    Rispondi

  4. Posted by R0bin on 12 dicembre 2007 at 15:47

    Ma in realtà di questi discorsi se ne possono fare a bizzeffe, la realtà è molto più semplice.

    Il film si rifà ad un fumetto del 1998, mi pare, anno più anno meno. Anno in cui la situazione geopolitica era decisamente diversa da quella attuale. Lo scontro tra civilità occidentale e arabo-orientale, doveva ancora dipanarsi. Quindi, letture politiche in questo senso penso siano inadeguate. Così come penso sia inadeguato star li a discutere riguardo la storicità dell’opera, o cercare di trovarne alcuna. Frank Miller utilizza il fatto storico della battaglia tra spartani e persiani come evocativo palcoscenico per narrare quello che a lui veramente interessa: l’epicità dello scontro in cui i pochi tengono testa ai molti.

    Per il resto, come dico sempre, 300 vuol essere un film storico quanto Pretty Woman vuol essere un film d’azione/avventura.

    Rispondi

  5. Posted by happysummer on 12 dicembre 2007 at 18:23

    Vorrei premettere che non ho visto il film, ma ne letto numerose recensioni… Comunque, secondo me, innanzi tutto è vero che la storia la scrivono i vincitori.
    Se i Borboni avessero vinto, ad esemprio, oggi nei libri non si parlerebbe degli eroici mille,ma al massimo di un manipolo di terroristi che minacciarono la stabilità politica.
    Forse più di un film storico “300” vuole essere un film di esavioner, che gioca molto sugli effetti speciali e sulle scene spettacolari, pertanto è quasi d’obbligo l’esasperazione dei cattivi e dei buoni…
    Per stabilire cosa si intenda per “buono” o “cattivo”. si scivola nel discorso etico-religioso oltre che nel soggettivismo.:)

    Rispondi

  6. Posted by Menzinger on 12 dicembre 2007 at 21:07

    Il fumetto sarà pure del 1998 ma il film è del 2007!
    Comunque il conflitto occidente-oriente non è certo una novità nata l’11 settembre 2001.
    Come ricordo personale, mi limito a pensare all’invasione del Kuwait e alla risposta americana nel 1991, che ricordo bene, avendola vissuta da militare (di leva). E questo senza tornare indietro fino alle crociate.
    Sono comunque convinto che questo voglia essere un film “d’intrattenimento”, ma facciamo attenzione a “come” ci vogliono intrattenere. Anche ai tempi dei romani il circo era “solo” uno spettacolo “d’intrattenimento” e nel medioevo i roghi e le escuzioni in piazza attiravano folle di curiosi.
    Tornando ad oggi, anche la qualità della televisione e del cinema che ci viene offerta spesso conserva dietro un messaggio politico, che più è nascosto, più è insidioso. Qui mi pare assai poco nascosto. Come scrivevo mi pare, magari, un marchiano errore di propaganda o una forma particolarmente articolata e complessa di propaganda.
    Sicuramente è un film che lancia segnali forti: forza, onore, orgoglio, patriottismo, conflitto, superiorità della razza, superomismo contro mostruosità, occidente contro oriente. Singolare, ripeto, è prendere i classici “cattivi” (gli spartani) e farli diventare gli eroi.
    Se un ateniese potesse vedere un simile film, credo che reagirebbe come un ebreo di fronte ad un film che esalti la superiorità della razza ariana!

    Rispondi

  7. Posted by argeniogiuliana on 12 dicembre 2007 at 21:51

    Peccato io non abbia visto il film. In compenso ho letto la stupenda critica fatta ed è come se qualcosa si fosse srotolato da una pellicola immaginaria. Scrivi davvero molto bene. Piacere d’averti scoperto per caso:-)

    Rispondi

  8. […] 300: ERESIA STORICA O FILM CHE FARA’ STORIA? […]

    Rispondi

  9. […] “Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi e ricordò ancora bene il fantasioso film “300” tratto dal fumetto di Frank […]

    Rispondi

  10. […] della storia spartana e il più romanzato. In merito ho anche visto il fumettone cinematografico “300”, che fa somigliare la battaglia a uno scontro di supereroi, ma ha un suo fascino pop. I mei […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: