L'ultima ucronia di Cristo

                                   L'ultima tentazione di Cristo

Ho rivisto in DVD “L’ultima tentazione di Cristo”, il grande film realizzato nel 1988 da Martin Scorsese, con Willem Dafoe, Harvey Keitel e Barbara Hershey (per gli amanti della musica si segnalano una comparsata di David Bowie e la bella colonna sonora di Peter Gabriel).

In realtà, avrei voluto leggere il romanzo di Nikos Kazantzakis, ma ancora non sono riuscito a trovarlo. Spero di poterlo fare presto.
 
Volevo rivedere questo film per avere conferma del mio ricordo della storia, che mi portava a classificarlo come un tipico esempio di ucronia. La visione del disco me ne ha dato pienamente conferma.
Sebbene la parte allostorica occupi non più di un terzo della durata del film (dico per sensazione, non avendo cronometrato nulla), non c’è dubbio che, quando il falso angelo invita Gesù a scendere dalla croce e a vivere un’esistenza normale, amando Maddalena prima e Maria poi, avendo dei figli ed invecchiando, siamo in pieno L'ultima tentazione di Cristoterreno ucronico. Certo, alla fine Cristo scopre che l’angelo è il diavolo e quella vita è la sua ultima tentazione e, quindi, chiede a Dio (ed ottiene) di tornare indietro nel tempo e di morire sulla croce. Il fatto che alla fine il filo della Storia come tutti la conosciamo ricucia la spaccatura ucronica, non toglie che la divergenza ci sia stata.

È anche vero che tutta la narrazione è incentrata sul succedersi delle tentazioni di Cristo e che, quindi, quella sorta di sogno finale ne è la continuazione, ma questo è quello che succede quando siamo di fronte a degli artisti che sanno svincolarsi dai modelli (siano essi il Vangelo o il genere ucronico). Oltretutto è presumibile che né Kazantzakis, né Scorsese sapessero di stare realizzando un’ucronia. Il racconto ci restituisce, poi, un Cristo umanizzato, incerto sul proprio destino, dovere e natura.
 
Se questa storia è un’ucronia (ed io credo lo sia), mi chiedo come questo genere letterario possa essere considerato un sotto-genere della fantascienza! Direi, piuttosto, che l’ucronia è un genere letterario del tutto autonomo, che si colloca tra fantascienza e romanzo storico, ma da entrambi separato, avendo caratteristiche sue proprie.
 
Lascio ad altri di approfondire (come è già stato fatto) l’analisi critica e filosofica dell’opera. Vorrei, invece, riferire qui alcune mie considerazioni sulle similitudini con un’altra opera ucronica: “Giovanna e l’angelo”.
 
Avevo già visto questo straordinario ed intensissimo film anni fa e ne serbavo memoria, eppure posso di

Giovanna e l'angelo - Carlo Menzinger

re di non averlo mai preso in considerazione (nel senso che mi ero dimenticato della sua esistenza) nello scrivere il mio romanzo ucronico “Giovanna e l’angelo”, per il quale, se dei modelli avevo in mente, erano piuttosto il mio stesso “Il Colombo divergente”, da cui avevo mutuato la struttura narrativa, e il romanzo “Orlando” di Virginia Wolf, da cui avevo cercato di riprendere il cambiamento di sesso del/della protagonista e, parzialmente, l’indifferenza con cui queste erano accolte da lui/lei stessa e dal mondo circostante.

Nel rivedere ora questo film, ho notato alcuni parallelismi tra queste due storie, di cui ancora non mi ero accorto. Innanzitutto, il protagonista è una figura sacra, Cristo da una parte, la Santa Giovanna d’Arco dall’altra ed entrambi sono latori di un messaggio divino. L’ucronia, poi, si realizza in tutti e due i casi un attimo prima della morte, sulla croce per uno, sul rogo per l’altra. Per entrambi la nuova vita è onirica, con la forma di un sogno avente la consistenza della realtà. Simile è la solitudine dei protagonisti, pur circondati da tanti compagni. Una solitudine che nasce dalla loro stessa natura eccezionale. E ad attivare l’ucronia abbiamo sempre un angelo. Un “falso angelo” in entrambi casi: demone per uno e ateo per l’altra.

Se, infine, “L’Ultima tentazione” si conclude circolarmente con un ritorno alla croce, anche “Giovanna e l’angelo” si chiude circolarmente, con l’angelo che inizia la narrazione della vita dell’eroina dalla sua nascita, così come era iniziato il romanzo.

Per il resto, ovviamente, i lavori sono assai diversi e diversi sono i tormenti ed i dubbi dei protagonisti. Diversi sono l’ambientazione e lo stile narrativo. Diversissimi sono il ruolo e l’importanza della figura angelica. Diversa la funzione e la presenza delle tentazioni, che non mancano neppure nel mio romanzo. Pur essendo, quindi, così tante le somiglianze, in realtà le differenze sono ancora maggiori, al punto che io stesso, per vari anni (“Giovanna e l’angelo” l’ho scritto soprattutto tra il 2000 e il 2003), non mi sono reso conto che ci fossero.
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12 responses to this post.

  1. Posted by MarcoSorrentino on 28 novembre 2007 at 22:46

    ciao! Ho letto ora il tuo commento sul mio blog. Mi fa davvero piacere che tu mi abbia visitato, tralatro parlando di un film che pongo tra i miei preferiti in senso assoluto, e tu hai offerto profondi ed interessanti pareri. A risentirci presto. Marco Sorrentino

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  2. Posted by Menzinger on 29 novembre 2007 at 11:37

    Sì, a parte l’interesse per il carattere ucronico del film, è sicuramente un ottimo film, con grandi attori (qualcuno trova che Keitel gigioneggi un po’ ma mi pare molto efficace), personaggi intensi e, ovviamente, una grande storia, descritta in un modo assolutamente nuovo.

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  3. Posted by Menzinger on 8 maggio 2008 at 21:50

    Ucronia e web: Chiara Sardelli intervista Carlo Menzinger[..] Riportato dal sito La finestra sul cortile: Ho conosciuto Carlo Menzinger attraverso il web , dl lui apprezzo principalmente l’attività che svolge nella sua città, ma non solo, per far conoscere e dare voce ad un gruppo di autori creativi [..]

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  4. Posted by anonimo on 15 luglio 2008 at 07:15

    Un libro molto sofisticato,ben scritto e scorrevole nonostante la complessità.
    Si nota lo spessore culturale e interiore dell’autore ….insomma da leggere!

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  5. […] –          L’Ultima Tentazione di Cristo […]

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  11. […] –          L’Ultima Tentazione di Cristo […]

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  12. […] o persino Josè Saramago con “Il vangelo secondo Gesù Cristo” o Nikos Kazantakis con “L’ultima tentazione di Cristo”, per non parlare di ragazzi allevati come donatori d’organi che vivono in una Seconda Guerra […]

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