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ILLUSTRARE L’UNDICESIMO CAPITOLO DI JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

Abbiamo ancora un altro illustratore per il romanzo JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI, il secondo volume della serie I GUARDIANI DELL’UCRONIA (che segue JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE).

Qualcun altro vuole aggiungersi?

JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI è un romanzo di fantascienza per ragazzi. Credo che per questo tipo di lettori le illustrazioni siano importanti.

Per la pubblicazione de Il Settimo Plenilunio, abbiamo fatto una cosa simile (parlavo allora di “gallery novel“): un romanzo illustrato da numerosi artisti. Ognuno dà la sua interpretazione.

Credo possa essere un’occasione soprattutto per giovani illustratori che vogliono cominciare a farsi un curriculum.

Chiedo, a chi ha voglia, di partecipare con un impegno ridotto eventualmente anche a un solo disegno. Se ne volete fare di più, questo però non può che farmi piacere. Vorrei, se possibile, una certa coerenza con le immagini già realizzate sia per questo romanzo, sia per il precedente (prima parteseconda parteterza parte). Trovate i disegni ai link precedenti. Contattatemi: vi aiuterò a scegliere le scene e vi fornirò informazioni per descriverle meglio.

I personaggi da disegnare saranno oltre ai tre ragazzini, numerosi animali nati da evoluzioni alternative (suricati, orsi, velociraptor, maiali, pappagalli…). Inoltre, alcuni capitoli si svolgono nella terra di Govinia, dove ogni passato e ogni futuro possibile si incontrano. Quindi, vi si possono incontrare gli esseri più strani, le architetture più misteriose, gli ambienti più irreali che possiate immaginare. Insomma dei paesaggi su cui sbizzarrire tutta la vostra fantasia! Se ne avete realizzati già o ne avete in mente di specifici, posso provare ad adattare il romanzo per inserirci i vostri disegni.

Penso che un disegnatore potrà divertirsi a reinventare tutto ciò!

Finora hanno inviato i loro disegni:

Niccolò Pizzorno

Fabio Balboni

Marco Divaz

Guido De Marchi

Evelyn Storm

Cinzia Damonte

Antonio Morgia

Liliana Capraro

Si è aggiunto ora

Alessio Pilia

cui do il benvenuto e ringrazio.

Questi sono due suoi disegni, il malvagio Colonnello Gruhum, che perseguita Jacopo, e il Guardiano dell’Ucronia Ortuz di Kleua:

 Ortuz - Jacopo Flammer nella terra dei Suricati - Alessio Pilia- Carlo Menzinger

Hanno, inoltre, inviato due nuovi disegni Liliana Capraro (un intelliraptor nel suo nido con i piccoli) e Niccolò Pizzorno (la copertina del volume, con Jacopo Flammer e alcuni suricati).

 

 Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati - Carlo Menzinger, Niccolò Pizzorno

Parlo di questo libro anche nel mio sito.

Ecco l’inizio dell’UNDICESIMO CAPITOLO:

 

CAPITOLO 11 – NELLA CITTÀ DEI SURICATI

 

“Guardate!” indicò Elisa “siamo di nuovo nella valle dei bisonti.”

“Credo di sì” rispose Jacopo, scrutando il contorno della pianura. “Le montagne attorno sembrano le stesse e il fiume laggiù pare quello che avevamo visto nell’altro universo. Era lì che gli erectus cacciavano i bisonti. Gli alberi però sono molto diversi.”

“Quelli laggiù però sono proprio bisonti” disse la bambina “e quelli sono dei rinoceronti.”

“Però quella collinetta non la ricordo” rispose Jacopo, indicando un circolo di terra in lontananza.

I suricati li guidarono proprio in quella direzione. Avvicinandosi si accorsero che era invece un muro di terra e sassi, costruito a forma d’anello.

 

CONTINUA QUI:

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161745

Ecco alcune immagini per questo capitolo (sono tutte mie rielaborazioni di immagini trovate in rete, che sarò lieto di sostituire con vostri lavori):

ILLUSTRARE IL DECIMO CAPITOLO DI JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

C’è qualcun altro che vuole illustrare il romanzo JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI, il secondo volume della serie I GUARDIANI DELL’UCRONIA (che segue JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE)?

 

JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI è un romanzo di fantascienza per ragazzi. Credo che per questo tipo di lettori le illustrazioni siano importanti.

 

JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE (il volume precedente) è stato illustrato da Niccolò Pizzorno e Ludwig Brunetti.

Questa volta vorrei fare un lavoro simile a quello de Il Settimo Plenilunio, cioè trasformarlo in una “gallery novel“, ovvero in un romanzo illustrato da numerosi artisti.

Credo possa essere un’occasione soprattutto per giovani illustratori che vogliono cominciare a farsi un curriculum.

 

Chiedo a chi ha voglia di partecipare un impegno ridotto eventualmente anche un solo disegno. Se ne volete fare di più, questo però non può che farmi piacere. Vorrei solo una certa coerenza con le immagini già realizzate sia per questo romanzo, sia per il precedente (prima parteseconda parteterza parte). Trovate i disegni ai link precedenti. Contattatemi e vi aiuterò a scegliere le scene e vi fornirò informazioni per descriverle meglio.

 

I personaggi da disegnare saranno oltre ai tre ragazzini, numerosi animali nati da evoluzioni alternative (suricati, orsi, velociraptor, maiali, pappagalli…). Inoltre, alcuni capitoli si svolgono nella terra di Govinia, dove ogni passato e ogni futuro possibile si incontrano. Quindi, vi si possono incontrare gli esseri più strani, le architetture più misteriose, gli ambienti più irreali che possiate immaginare. Insomma dei paesaggi su cui sbizzarrire tutta la vostra fantasia! Se ne avete realizzati già o ne avete in mente di specifici, posso provare ad adattare il romanzo per inserirci i vostri disegni.

 

Penso che un disegnatore potrà divertirsi a reinventare tutto ciò!

 

Finora hanno inviato i loro disegni:

Niccolò Pizzorno

Fabio Balboni

Marco Divaz

Guido De Marchi

Evelyn Storm

Cinzia Damonte

Antonio Morgia

 

Si è aggiunta ora

Liliana Capraro

cui do il benvenuto e ringrazio.

Questo è il suo disegno, un grifone, uno degli esseri mitologici che popolano Govinia:

 

Grifone - Liliana Capraro

Grifone – Liliana Capraro

 

Parlo di questo libro anche nel mio sito.

 

 

Ecco l’inizio del DECIMO CAPITOLO:

 

CAPITOLO 10 - ATTESA

 

L’aria a Firenze era calda, come sempre in estate. Marika non aveva voglia di accendere il condizionatore. Aveva invece spalancato tutte le finestre per fare un po’ di vento. Ugualmente non c’era un filo d’aria.

Aveva finito di riordinare casa. Senza Jacopo in giro a fare disordine, era stato molto più facile e veloce del solito, ma questo le aveva acuito il senso di vuoto. Se solo avesse avuto un po’ più da fare, avrebbe notato meno l’assenza del figlio.

Suo marito era ancora al lavoro. Marika teneva tra le mani un romanzo, ma non riusciva a girar pagina. Rileggeva sempre la stessa, senza mai riuscire a capire o ricordare cosa ci fosse scritto. Dopo un po’ si arrese, lasciò il volume sul divano e raggiunse la libreria con gli album delle foto.

 

CONTINUA QUI:

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161729

Questa è un’immagine rielaborata da me che sarò lieto di sostituire con qualcosa di realizzato da voi per questo capitolo:

 

Erasmo Fortini in una vecchia foto (Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati)

Erasmo Fortini in una vecchia foto (Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati)

IL FUTURO É NELLE STELLE

Isaac Asimov - Abissi d'Acciaio

Isaac Asimov – Abissi d’Acciaio

Dopo aver letto i romanzi “fuori ciclo” di Isaac AsimovLa Fine dell’Eternità”, “Tutti i miei Robot” (che racchiude “Io Robot”, “Il Secondo Libro dei Robot” e racconti vari) e “Nemesis” ho proseguito la mia rilettura in ordine cronologico degli eventi narrati nei romanzi dei tre cicli concatenati di questo autore, iniziando il primo vero ciclo quello dei robot che comprende:

*Abissi d’Acciaio (1953),

*Il Sole Nudo (1957),

*I Robot dell’Alba (1983),

*(Immagine Speculare – racconto in “Il meglio di Asimov”)

*I Robot e l’Impero (1985).

Abissi d’Acciaio” è ambientato un migliaio d’anni dopo l’inizio della colonizzazione dei Mondi Esterni. Siamo dunque in un futuro piuttosto lontano rispetto a quello prossimo di “Tutti i miei Robot”.

Sorprende un po’ vedere che, in fondo, persino la robotica in mille anni, nella visione asimoviana, non sembra aver fatto poi grandissimi progressi, se il protagonista A. Danieel Olivaw è ancora un prototipo di automa perfettamente umanoide. Progresso tecnologico che sembrava ormai prossimo nella raccolta di racconti.

Anche in questo romanzo del 1953 lo scrittore russo-americano non ha saputo immaginare gli sviluppi recenti della telefonia e manda il protagonista Elijah Baley a chiamare da un telefono pubblico.

Si può dire che questa è una distopia, dato che immagina una Terra sovrappopolata e condizioni di vita non ottimali, ma l’ottimismo asimoviano e la sua costante fiducia nel futuro, ne fanno una distopia troppo “felice” per essere raffrontata con altre ben più cupe. Basti pensare all’efficienza delle strade mobili, all’attenzione e serenità di Astropoli. Ci fa sorridere persino la “catastrofica” previsione di una Terra popolata da otto miliardi di abitanti (ma bisogna comunque dire che sono già stati colonizzati decine di Mondi Esterni). Magari tra mille anni potessimo essere solo otto miliardi!

Per Asimov una simile pressione demografica (quanto ci siamo vicini, purtroppo!) rende indispensabile la colonizzazione di nuovi mondi, processo che la Terra aveva da tempo interrotto, delegandolo ai Mondi Esterni.

Abissi d'acciaio - il film è in preparazione

Abissi d’acciaio – il film è in preparazione

Se c’è qualcosa che mi ha sempre emozionato e che ho sempre condiviso nelle mie letture giovanili di questo autore è questo suo messaggio: il futuro dell’Uomo è nella colonizzazione dello Spazio. L’umanità, se non troverà nuove frontiere sarà condannata a una vita distopica da polli in batteria, con alimentazione artificiale e case ridotte all’essenziale. Asimov immagina, per esempio, il ritorno ai bagni pubblici (i Diurni).

Il romanzo si snoda come un vero giallo con i due protagonisti, l’umano e l’automa, che investigano assieme, mettendo in comune le proprie diverse capacità, a dimostrazione che solo nell’unione di uomo e robot ci sarà un futuro per noi, nonostante le prevedibili opposizioni che potranno derivarne, come gli intrighi dei medievalisti, qui descritte.

Anche i personaggi più scettici (forse anche alcuni lettori) verranno infine, convertiti all’ottimistico credo asimoviano: Conquista dello Spazio e Robotica.

  

Fiumalbo, 22/08/2012

P.S. Andremo su Marte grazie a un realitiy?

Isaac Asimov

Isaac Asimov

Web-editing: scrivere e illustrare un libro grazie alla rete

Ribloggato da Disegno Libero....:

Clicca per visitare l'articolo originale
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Sto partecipando ad un progetto di questo tipo, riguardante un libro di fantascenza  per ragazzi.  Si tratta di "Jacopo Flammer nella terra dei suricati" scritto da Carlo Menzinger.

Il web-editing consiste nel pubblicare il proprio libro online prima della stampa, per permettere ad altre persone di intervenire, sia nella parte scritta che nella parte di immagini. Il testo è revisionato e migliorato da altri scrittori o appassionati del genere, mentre allo stesso tempo piu artisti collaborano per illustrarlo.

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Questo è un post di Cinzia Damonte, una delle illustratrici, che parla del suo lavoro per realizzare i disegni di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI.

ILLUSTRARE IL NONO CAPITOLO DI JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

C’è qualcun altro che vuole illustrare il romanzo JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI, il secondo volume della serie I GUARDIANI DELL’UCRONIA (che segue JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE)?

 

JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI è un romanzo di fantascienza per ragazzi. Credo che per questo tipo di lettori si importante offrire un libro illustrato.

 

JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE (il volume precedente) è stato illustrato da Niccolò Pizzorno e Ludwig Brunetti.

Questa volta vorrei fare un lavoro simile a quello de Il Settimo Plenilunio, cioè trasformarlo in una “gallery novel“, ovvero in un romanzo illustrato da numerosi artisti.

Credo possa essere un’occasione soprattutto per giovani illustratori che vogliono cominciare a farsi un curriculum.

 

Chiedo a chi ha voglia di partecipare un impegno ridotto eventualmente anche un solo disegno. Se ne volete fare di più, questo però non può che farmi piacere. Vorrei solo una certa coerenza con le immagini già realizzate sia per questo romanzo, sia per il precedente (prima parteseconda parteterza parte). Trovate i disegni ai link precedenti. Contattatemi e vi aiuterò a scegliere le scene e vi fornirò informazioni per descriverle meglio.

 

I personaggi da disegnare saranno oltre ai tre ragazzini, numerosi animali nati da evoluzioni alternative (suricati, orsi, velociraptor, maiali, pappagalli…). Inoltre, alcuni capitoli si svolgono nella terra di Govinia, dove ogni passato e ogni futuro possibile si incontrano, dove, quindi si possono incontrare gli esseri più strani, le architetture più misteriose, gli ambienti più irreali che possiate immaginare. Insomma dei paesaggi su cui sbizzarrire tutta la vostra fantasia! Se ne avete realizzati già o ne avete in mente di specifici, posso provare ad adattare il romanzo per inserirci i vostri disegni.

 

Penso che un disegnatore potrà divertirsi a reinventare tutto ciò!

 

Finora hanno inviato i loro disegni:

Niccolò Pizzorno

Fabio Balboni

Marco Divaz

Guido De Marchi

Evelyn Storm

Cinzia Damonte

Antonio Morgia

 

Parlo di questo libro anche nel mio sito.

Cinzia Damonte mi ha appena mandato questo nuovo disegno che mostra il dialogo tra la Tigre Graan e la scimmia Sapur.

 

Sapur e Grann - Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati - Carlo Menzinger

 

Ecco l’inizio dell’NONO CAPITOLO:

 

CAPITOLO 9 – SE QUESTO È UN UOMO

 

Trascorsero tutto il giorno nel Prato. Fu solo al mattino del giorno successivo che Kliiin e Vaaa gli fecero segno di seguirli. Era una splendida giornata di sole. L’aria era tiepida e profumata di erba e fiori. Jacopo prima di partire volle riprendersi il telecomando e le pistole, ma gli fu restituito solo il primo. Per fortuna gli resero il fucile che aveva rubato al raptor Gruhum quando l’avevano fatto cadere nella trappola. Forse non avevano capito cosa fosse.

 

CONTINUA QUI:

http://www.spazioautori.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161714

 

Ecco un’immagine che ho rielaborato per questo capitolo (e che sarò lieto di sostituire con un nuovo disegno che vorrete farmi avere):

Altri disegni sono qui.

Firenze, 08/04/2013

ILTEXAS NON È UN PAESE PER VECCHI

Joe R. Lansdale - La Notte del Drive-In

Joe R. Lansdale – La Notte del Drive-In

La notte del Drive-in” riunisce i due romanzi brevi di Joe R. LandsdaleDrive-in” (1988) e “Drive-in 2” (1989), due storie allucinate in cui la provincia americana riesce a mostrare il peggio di sé, in una situazione surreale e assurda.

Dopo aver letto un altro autore texano come Cormac McCarthy (“La Strada” e “Non è un Paese per Vecchi”) verrebbe proprio da pensare che il Texas non sia un posto da frequentare!

Sarà che il vecchio istinto selvaggio del cow-boy da quelle parti non deve essere ancora morto, ma Lansdale, come McCarthy, ci mostra un’umanità davvero spietata e poco conta che questa violenza emerga in situazioni irreali ed estreme. La sensazione che rimane è quella di una violenza latente ed esplosiva.

Lansdale ci mostra un enorme Drive-in improvvisamente isolato dal resto del mondo, con gli spettatori costretti a sopravvivere a forza di pop-corn e coca-cola e che passa presto al cannibalismo.

Le allucinazioni prendono corpo e alcuni uomini si trasformano in autentici mostri, in un ambiente sempre più irreale.

Nel secondo volume, il pubblico riesce finalmente a uscire dal Drive-in ma fuori tutto è cambiato e li attende un mondo non meno assurdo di quello in cui erano sopravvissuti, dove i dinosauri carnivori sono forse meno pericolosi degli stessi sopravvissuti.

Un mondo senza speranze e senza lieto fine. Anche qui come in McCarthy c’è una strada da percorrere alla ricerca di un mondo migliore, ma anche qui la speranza muore subito, perché la strada, sempre più disastrata non fa altro che riportare i protagonisti sempre indietro, nel solito posto, al folle Drive-in, ormai trasformato in un mondo di perversione e violenza totali.

Joe R. Lansdale

Joe R. Lansdale

Il profondo pessimismo che emerge è solo in parte mitigato dall’umorismo ironico e cattivo che scaturisce dall’assurdità delle situazioni, prese in parte in prestito da fantascienza, horror e pulp, ma riviste con uno sguardo del tutto particolare, che fanno di questa coppia di romanzi un testo unico nel suo genere, che strizza l’occhio al cinema di serie B, prendendolo e prendendosi crudelmente in giro.

Il secondo volume perde di unitarietà, raccontando tre diverse vicende, e porta agli estremi il surrealismo violento e fantascientifico del primo romanzo.

Firenze, 20/08/2012

LA TV UCCIDE LA CULTURA

Ray Bradbury - Fahreheit 451

Ray Bradbury – Fahreheit 451

Una delle distopie forse più spesso citata di questi tempi è “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury e questo non ci stupisce, perché forse ancor più di “1984”, è riuscita a prevedere e descrivere tanta parte del nostro tempo attuale.

Quello che ci mostra è il fagocitamento della cultura, rappresentata soprattutto dai libri, da parte della televisione, divenuta ormai tridimensionale e interattiva, con una sorta di finta chat monodirezionale.

Per inciso, la soluzione tecnica che porta alla TV 3D e all’equivalente dei nostri attuali grandi schermi sono, nel romanzo, delle stanze intere in cui ogni parete è uno schermo. Dal punto di vista tecnico Bradbury immagina anche la miniaturizzazione delle auricolari e cani robotizzati.

Se questo libro però, è tanto famoso non è per le invenzioni e le ambientazioni tecnologiche, ma per i roghi dei libri, di cui si sono purtroppo visti esempi reali durante il nazismo e ridicole imitazioni nostrane con falò di “leggi inutili”.

L’aspetto più inquietante e realistico di questo romanzo fantascientifico è il modo in cui, secondo Bradbury, il mondo sarebbe arrivato ad abolire e bandire i libri.

Il ricordo che avevo, da una precedente lettura giovanile, era di un potere centrale autoritario che applicava verso i libri la propria violenta censura, ma nel libro non è così. O meglio questo è solo ciò che succede dopo, nei tempi descritti dal testo. A portare a ciò, similmente a oggi, è il disinteresse per la cultura, surclassata dal fascino vacuo della televisione. A questo si unisce la paura di pensare, perché pensare significa capire e interrogarsi sul senso della vita e delle cose e questo può essere doloroso. La gente guarda la TV e ignora i bombardieri che passano sopra le loro teste per andare a combattere e devastare i Paesi vicini. A uccidere i libri è stato il disinteresse delle persone più che la censura del potere politico. Terribile!

Ray Bradbury - Fahrenheit 451

Ray Bradbury – Fahrenheit 451

È forse vero, come pensano i personaggi del libro, che la cultura porta dolore, perché ci aiuta a capire quanta ingiustizia, violenza, mancanza di senso, tristezza possa esserci nel mondo.

I personaggi di “Fahrenheit 451” vogliono essere felici, non vogliono soffrire. Vogliono essere distratti e intrattenuti dalle loro stanze della televisione, in cui i presentatori li chiamano per nome e i cui attori vengono chiamati La Famiglia, come se davvero lo fossero per gli spettatori.

I libri dunque vengono ora bruciati dai pompieri (in una sorta di contrappasso) e chi li nasconde viene punito, anche con la morte, ma a decretarne la fine sono state proprio le persone, quelle stesse che denunciano senza pietà i possessori di testi. Persino la moglie del protagonista, il pompiere pentito che nasconde in casa alcuni libri salvati dai suoi stessi roghi, denuncerà il marito, che sarà costretto a bruciare la loro stessa casa con tutto ciò che contiene.

Eppure il romanzo lascia uno spazio alla speranza. C’è sempre, ci sarà sempre, chi è pronto a combattere per salvare la cultura, la nostra storia. Il protagonista incontra, dunque, infine un gruppo di persone che impara a memoria i libri per poi poterli riscrivere un giorno, in tempi migliori. Ci vorrà però la deflagrazione esplosiva della guerra per annientare quel mondo e consentire la rinascita di uno nuovo e l’avvio di tempi migliori.

Ancora non siamo a tanto, ma queste letture dovrebbero istruirci e farci capire quanto male possa farci un’informazione passiva.

Ray Bradbury

Ray Bradbury

A mitigare la distopia immaginata da Bradbury, abbiamo oggi internet che è molto di più di una TV interattiva: un sistema di comunicazione diffuso e difficilmente controllabile in modo centralizzato, ma non per questo dobbiamo e possiamo accettare l’appiattimento culturale che deriva dalla perdita del mondo rappresentato dalla letteratura. Oltre a internet, questo nostro XXI secolo ci ha, per fortuna, dato anche il print-on-demand, le auto pubblicazioni e gli ebook. Tutti strumenti, specie l’ultimo, che consentono il diffondersi dei libri, quelli antichi ma anche quelli nuovi. Se la tendenza alla loro scomparsa è forte, questi strumenti attivano e consentono lo sviluppo di forze contrarie che ci lasciano lo spazio – spero – per un ottimismo maggiore di quello con cui poteva guardare allora il recentemente scomparso Ray Bradbury.

 

Firenze, 20/08/2012

 

 

libri che bruciano

ILLUSTRARE L’OTTAVO CAPITOLO DI JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI

Sto cercando illustratori per JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI, il secondo volume della serie I GUARDIANI DELL’UCRONIA, che segue JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE.

Ho completato un primo giro di revisioni grazie ai lettori di Liberodiscrivere e del Gruppo di anobii per il web-editing, anche se le revisioni non finiscono mai e chiunque vuole può dare suggerimenti per migliorare il romanzo, dalla correzione di errori a consigli per la trama.

Chi volesse contribuire alla revisione on-line può farlo qui.

Ora, soprattutto,

CERCO ILLUSTRATORI!

JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI è un romanzo di fantascienza per ragazzi, quindi vorrei che, come il precedente, possa avere dei disegni.

JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE è stato illustrato da Niccolò Pizzorno e Ludwig Brunetti.

Questa volta vorrei fare un lavoro simile a quello de Il Settimo Plenilunio, cioè trasformarlo in una “gallery novel“, ovvero in un romanzo illustrato da numerosi artisti.

Credo possa essere un’occasione soprattutto per giovani illustratori che vogliono cominciare a farsi un curriculum.

Chiedo a chi ha voglia di partecipare un impegno ridotto eventualmente anche un solo disegno. Se ne volete fare di più, questo però non può che farmi piacere. Vorrei solo una certa coerenza con le immagini già realizzate sia per questo romanzo, sia per il precedente (prima parteseconda parteterza parte). Trovate i disegni ai link precedenti. Contattatemi e vi aiuterò a scegliere le scene e vi fornirò informazioni per descriverle meglio.

I personaggi da disegnare saranno oltre ai tre ragazzini, numerosi animali nati da evoluzioni alternative (suricati, orsi, velociraptor, maiali, pappagalli…). Inoltre, alcuni capitoli si svolgono nella terra di Govinia, dove ogni passato e ogni futuro possibile si incontrano, dove, quindi si possono incontrare gli esseri più strani, le architetture più misteriose, gli ambienti più irreali che possiate immaginare. Insomma dei paesaggi su cui sbizzarrire tutta la vostra fantasia! Se ne avete realizzati già o ne avete in mente di specifici, posso provare ad adattare il romanzo per inserirci i vostri disegni.

Penso che un disegnatore potrà divertirsi a reinventare tutto ciò!

Finora hanno inviato i loro disegni:

Niccolò Pizzorno

Fabio Balboni

Marco Divaz

Guido De Marchi

Evelyn Storm

Cinzia Damonte

Si è ora aggiunto anche:

Antonio Morgia

con questo disegno:

Illustrazione per Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati

Suricato disegna lontra – Antonio Morgia

Parlo di questo libro anche nel mio sito.

Ecco l’inizio dell’OTTAVO CAPITOLO:

IL MINISTERO UCRONICO DI GOVINIA

 

Su Govinia la carrozza volante su cui avevano viaggiato nonno Erasmo e nonna Marta rimase in attesa di nuovi passeggeri davanti al colossale palazzo del Ministero Ucronico, che fluttuava nell’aria con le sue seicento colonne, le sue tremila bandiere e le sedici scalinate d’accesso. Un misterioso sistema antigravitazionale permetteva a quel palazzo, grande come una collina, di librarsi a trenta metri da terra. Si poteva raggiungere mediante sedici scale mobili di materiale semitrasparente rosa.

Sotto il palazzo si estendeva un parco con fontane e piccoli laghetti popolati da anatre, cigni alcuni gialli, altri blu e altri verdi (un prodotto dell’ingegneria genetica del XXI secolo), seymourie (anfibi del Permiano Inferiore), ichthyosteghe del Devoniano e snurtz, l’evoluzione lacustre del gatto, piccoli dinosauri acquatici e un’evoluzione nana dello psittacosauro cinese, un dinosauro erbivoro acquatico.

 

CONTINUA QUI:

http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=161707

Ecco alcune immagini per questo capitolo:

Ichthyostega del Devoniano (Guido De Marchi)

Palazzo volante di Govinia, la città dei Guardiani dell’Ucronia

Uno snurtz, un gatto di lago

Erasmo Fortini saluta Graan la tigre

 

Leggi anche:

Tutti i post su Jacopo Flammer

Tutti i post su “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”

Cerco illustratori per Jacopo Flammer

Il primo capitolo di ”Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”

Il secondo capitolo di ”Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”

Il terzo capitolo di ”Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”

Il quarto capitolo di ”Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”

Il quinto capitolo di “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati

- Il sesto capitolo di “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”

- Il settimo capitolo di “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”

- Jacopo Flammer su Liberodiscrivere

- “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati” su “I Libri di Carlo Menzinger”

QUANDO I MICROBI PENSANO

Isaac Asimov - Nemesis

Isaac Asimov – Nemesis

Sto rileggendo (ogni tanto), secondo l’ordine cronologico degli avvenimenti narrati, i romanzi e i racconti che compongono i cicli dei Robot, dell’Impero e della Fondazione di Isaac Asimov.

Sono appena all’inizio e non so se riuscirò mai ad arrivare in fondo. Per ora ho letto i primi libri che vengono considerati una sorta di prequel, fuori serie, rispetto agli altri:

  •  “Tutti i miei Robot” (“Io robot”, “Il Secondo Libro dei Robot” e racconti vari)
  • “Nemesis”.

Asimov era un autore che adoravo in epoca pre-adolescenziale e subito successiva, ma anche ora non mi delude. All’epoca avevo letto vari libri in ordine sparso, anche perché i romanzi di congiunzione tra le serie dovevano in parte ancora essere scritti o tradotti. “Nemesiscompreso.

Questa volta ho letto “Tutti i miei robot”, mentre allora avevo letto i volumi singoli che lo compongono. “Nemesis è stato una lettura nuova.

Nemesis” (1989) è un’interessante variante narrativa e scientifica del pianeta pensante del romanzo di LemSolaris” (1961).

Le atmosfere e i toni sono totalmente diversi e anche i due pianeti. Solaris è davvero un pianeta trasformato in un grande organismo. Il satellite di Nemesis ospita invece una forma di vita microscopica, i cui rappresentanti sono collegati tra loro come i neuroni nel cervello.

La riflessione di Lem sulla mente è filosofica e profonda. Quella di Asimov è più diretta, ma non meno interessante.

Di sicuro Asimov non può aver ignorato l’opera del russo.

Isaac Asimov

Isaac Asimov

Asimov stesso scrive esplicitamente che Nemesis non ha nulla a che fare con romanzi dei cicli, ma non c’è dubbio che questo romanzo rappresenti un passaggio importante nella storia della colonizzazione dello spazio immaginata da Asimov, mostrando sia la colonizzazione del primo pianeta fuori dal sistema solare (anche se Nemesis sarebbe in realtà una lontanissima stella gemella del Sole, che secondo alcune teorie, con il suo passaggio avrebbe provocato le passate grandi estinzioni sulla Terra), sia l’uso dei viaggi iperspaziali.

Come si può leggere su Wikipedia, nel finale del libro, Asimov accenna brevemente al suo famoso ciclo della Fondazione: Janus Pitt si chiede infatti «Chi avrebbe imparato a interpretare le tendenze e a prevedere il futuro in una galassia brulicante d’umanità?» un chiaro riferimento alla psicostoria.

Inversamente, un riferimento a questo romanzo è presente in Fondazione anno zero: Hari Seldon infatti cita una leggenda che riguarda una giovane donna «capace di comunicare con un intero pianeta che ruotava attorno ad un sole chiamato Nemesis

Gli umani sbarcano su Eritro, la luna del pianeta gigante Megas, che ruota attorno a Nemesis. Interessante la descrizione delle motivazioni che renderebbero tale satellite abitabile, ma ancor più affascinante è come la quindicenne Marlene, dotata di estrema sensibilità nel riconoscere dalla gestualità i pensieri delle persone, riesce a entrare in contatto con i procarioti e a capire come quelle che sembravano malattie provocate da questi organismi, fossero solo tentativi di comunicare di quegli esseri.

Il tutto è condito con una serie di intricati rapporti affettivi tra i personaggi, da quello tra la madre di Marlene, l’astronoma che ha scoperto Nemesis, e il marito, una spia, a quello della donna con l’ambizioso capo di Rotor, la colonia terrestre che è partita alla conquista del sistema solare di Nemesis. L’antagonismo di questo con Gennar, antico spasimante della madre di Marlene, l’amicizia di Gennar con la ragazza.

Insomma, Asimov, come sempre sa coniugare interessanti ipotesi scientifiche, un costante invito (che non posso che condividere) a fare tutto il possibile per trovare nuovi spazi alla preoccupante crescita dell’umanità, una trama avvincente che mescola avventura, psicologia, spionaggio e non solo, un buon numero di personaggi ben delineati, uno stile narrativo sempre semplice e chiaro, nonostante la complessità degli argomenti trattati.

Passo dunque a iniziare il ciclo dei Robot, rileggendo “Abissi d’Acciaio”.

 

Firenze, 13/07/2012

 

FUGA IN BIBLIOTECA OLTRE IL TEMPO

Haruki Murakami - Kafka sulla Spiaggia

Haruki Murakami – Kafka sulla Spiaggia

Dove può fuggire un adolescente giapponese in conflitto con il padre assente? Ovviamente in una biblioteca specializzata in haiku. Questa, molto in sintesi, è la trama di “Kafka sulla Spiaggia” di Haruki Murakami.

In questo nostro tempo, in cui i ragazzi sono calamitati da ben altre attrazioni, questa scelta del ragazzo che si fa chiamare Kafka e del suo amico immaginario che si fa chiamare Corvo, fa già di questo romanzo una storia originale e irreale.

Se poi il giovane in questione fa amicizia con uno strano bibliotecario transessuale, cerca di sfuggire a un complesso di Edipo con esplicita maledizione paterna che lo condannerebbe a uccidere il genitore, giacere con la madre e la sorella (che non vede da quando era bambino), la trama assume caratteri ancor più singolari.

Haruki Murakami

Haruki Murakami

Quando poi il ragazzo si addentra in un bosco al di fuori del tempo, guidato da antichi soldati dispersi e ritrova l’amata padrona della biblioteca come era da ragazza, capirete che Murakami è in grado di scatenare la propria fantasia ben oltre gli schemi consueti, cosa che lo rende uno degli autori più interessanti di questo inizio millennio, come già avevo notato dalla lettura de “Il Paese delle Meraviglie e la Fine del Mondo”.

Mi riprometto dunque di leggere altro di Murakami, per capire fin dove possa arrivare la sua creatività.

 

Firenze, 12/7/2012

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