“LA BAMBINA DEI SOGNI” SI PUO’ SCARICARE GRATIS

La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di Preussenthal

La Bambina dei Sogni - Carlo Menzinger (copertina di Angelo Condello)

Ci siamo! A questo punto direi che posso varare il mio nuovo libro.

Ho appena realizzato la versione .epub per lettori di e-books del romanzo LA BAMBINA DEI SOGNI.

Alla pagina del mio sito www.menzinger.too.it è possibile scaricare gratuitamente il libro nei seguenti formati:

.pdf

.html

.epub

Nella stessa pagina trovate anche i link per leggerlo on-line sul sito www.liberodiscrivere.it ovvero qui o qui

Gli ebook ve li offro in lettura gratuita. Anzi, copiateli e regalateli a tutti i vostri amici.

Questo è il copyleft, signori e signore!

Per gli affezionati al fruscio delle pagine tra le dita ho anche realizzato una versione cartacea che può essere ordinata direttamente qui

Il prezzo di copertina è di € 15,00. Non mi interessa però guadagnarci. Consiglio a tutti la lettura gratuita in e-book.

Se preferite la carta, ordinando ora  su Lulu potete averlo a € 12,00.

Chi ne volesse una copia con dedica e, soprattutto, uno sconto speciale può chiederlo direttamente a me, contattandomi qui o scrivendomi.

Se la chiedete a me, posso mandarvela a € 10,00, comprese le spese di spedizione con “piego libro”.

Intendo, infatti, ordinare un buon numero di volumi, per poter usufruire di uno sconto consistente.

Fatemi sapere se siete interessati al volume su carta, in modo che io possa ordinare il maggior numero di copie per volta.

Se invece avete scaricato il volume, mi farebbe piacere saperlo. Segnalate che avete il libro su anobii e dopo che l’avrete letto, per favore, lasciateci un commento. Potete lasciare commenti anche su Lulu.

Grazie a tutti!

Di seguito la trama.

TRAMA

Paolo incontra sulla metropolitana una bambina di quattro anni, Elena, e sospetta che sia stata rapita.

Scopre poi che sua madre è morta da poco e la piccola vive ora in orfanatrofio. La bambina pare, stranamente, legarsi a lui e Paolo le si affeziona, al punto che decide di prenderla con sé, nonostante abbia già una figlia di sei anni, Laura.

Elena diventa sempre più presente nei sogni di Paolo e della sua famiglia, fino ad assumere un’inquietante corporeità.

Buon download e buona lettura!

I RICCI ALIENI VENUTI DAL PASSATO

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery

L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery è un libro stimolante ed emozionante. Credo che questo gli vada riconosciuto e vada detto subito, prima di addentrarsi in maggiori precisazioni.

La prima di queste è che per apprezzarlo bisogna accettare un presupposto: si tratta di un romanzo fantasociologico. Il genere letterario non credo esista, ma mi spiego meglio. La storia è vista da due diversi punti di vista, quello delle due protagoniste, una portinaia colta e una dodicenne iperintelligente.

Ebbene, questi due personaggi sono assolutamente poco realistici, pensano e si esprimono come dubito che nessuna portinaia (“La fenomenologia mi sfugge, e questo mi è insopportabile”, è una delle preoccupazioni di Madame Michel) e nessuna dodicenne abbiano mai pensato. Questo, però, l’autrice lo sa, lo capisce e ce lo dice subito.

La tentazione di alcuni però immagino sia quella di dire: queste caratterizzazioni sono inverosimili, dunque il libro non si regge. Penso però che sbaglierebbero a pensare così, come uno che, prendendo in mano un libro di fantascienza, esclami “perbacco, ma qui si immagina che gli alieni esistano e siano scesi sulla terra! Questo è assurdo!” e quindi chiuda il libro, accantonandolo.

Alla fantascienza ormai siamo abituati e giudicheremmo oltremodo sciocco che qualcuno ne rifiuti la lettura perché parla di mondi che non esistono. Se un libro parla di alieni non vuol dire che non parli anche di  uomini e donne e che non abbia più “profondità” (sempre che questa sia un pregio!) di altri libri che non lo fanno. Occorre accettare la premessa fantastica.

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery - il film

Allo stesso modo dobbiamo accettare che Muriel Barbery ci parli di una portinaia che legge Tolstoj, ascolta Mozart, ama la pittura olandese e degusta il sashimi e di una dodicenne che riflette sui Movimenti delle cose e delle persone e fa riflessioni da laureata in filosofia (come è l’autrice).

Accettiamo queste due extraterrestri e caliamoci nel loro mondo. Sarà ovviamente un mondo alieno, pieno di cultura e di riflessioni. Calandoci, scopriremo che è anche un mondo umano, ricco di sentimenti e emozioni . Del resto anche Muriel Barbery ammette, per bocca della piccola Pandora, che “molte persone intelligenti hanno una specie di bug: credono che l’intelligenza sia un fine. Hanno un’unica idea in testa: essere intelligenti, e questa è una cosa stupidissima.

Riccio

Se ci lasceremo trasportare, allora tutte le citazioni e riferimenti colti che ci offre la Barbery non ci indisporranno come un gioco saccente, ma ci culleranno e ci stimoleranno, ci spingeranno a voler leggere Anna Karenina (se per caso non l’abbiamo ancora fatto), a imparare il Go, a scoprire i manga, a conoscere qualcosa di più della pittura olandese, a guardare Tokyo-Ga di Wenders o i film giapponesi di Otzu, a leggere gli haiku (l’autrice parla di “hokku”, i tre versi iniziali di una poesia giapponese, quelli che ne contengono il senso,  e da cui poi nascerà l’haiku).

Per questo è un libro stimolante.

Se poi sapremo apprezzare l’amore per la vita delle protagoniste (sebbene una sia un’aspirante suicida!), la loro ricerca di un senso nelle cose, il loro desiderio di Bellezza, la loro difficoltà di rapportarsi con un mondo che credono non possa capirle, per il loro essere così diverse dai canoni cui dovrebbero appartenere (la portinaia zotica e ignorante e la bambina allegra e superficiale che non sono), staremo entrando nello spirito del libro.

Nel leggerlo mi sono poi posto un quesito: sto leggendo un libro moderno?

Direi che ha una sua originalità, che deriva proprio dalla anomala caratterizzazione dei personaggi, ma se penso a quanti riferimenti ci sono alla cultura antica e a quanto ha scritto Baricco sui Barbari, sulla fine della “profondità” e sulla cultura che trova la propria ricchezza in “superficie”, allora mi viene fortemente da dubitare che lo sia. È soprattutto questo insistere della dodicenne sulla “profondità” (in decisa controtendenza rispetto alle sue coetanee) che mi fa dubitare. La nostra è un’epoca di relazioni (non il tempo del “riccio” che si chiude in se stesso). La cultura non è più ricerca del senso, ma ricerca delle relazioni, dei rapporti tra le cose. Questo la Barbery sembra ignorarlo. La portinaia iperistruita che non comunica le proprie conoscenze (se non alla fine) e la ragazzina iperintelligente che reprime le proprie capacità per non sembrare “strana” sono davvero antimoderne.

Poco male. Vorrà dire che questo sarà uno degli ultimi buoni libri del XX secolo, anche se è stato scritto in questo terzo millennio.

Muriel Barbery

Del resto ha il merito di fare interessanti osservazioni come:

La maggior parte della gente, quando si muove, beh, si muove in funzione di ciò che ha intorno”. Sembra un concetto banale, ma, come scopre la protagonista più giovane, ci si può anche muovere a prescindere. C’è allora un’arte del movimento. Qualcosa che l’arte figurativa da sempre cerca di cogliere. È un’importante sottolineatura. Il suo corollario è espresso poco più avanti: “La forza di un soldato non sta nell’energia che impiega per intimidire l’avversario inviando un mucchio di segnali, ma nella capacità di concentrare in sé la forza focalizzandosi su sé stesso.

E che dire di riflessioni sull’importanza dei nomi buttate lì con frasi come “la coscienza per manifestarsi ha bisogno di un nome” o sulla prevalenza delle capacità relazionali e oratorie che portano alla considerazione che “gli uomini vivono in un mondo in cui sono i deboli a dominare”. E qui si esprime la paura baricchiana dell’Antico per il Nuovo Barbaro! Siamo entrati in un’epoca in cui la forza fisica non basta più per dominare. È più importante la capacità di creare consensi, di trasmettere messaggi, di fare rete.

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery - il film

Anche la nostra portinaia, però ha sprazzi di filosofica modernità quando si interroga pensando “la contaminazione tra le mie aspirazioni alla cultura legittima e la propensione alla cultura illegittima non è un marchio imputabile alla mia bassa estrazione e al mio accesso solitario ai lumi della mente, bensì una caratteristica delle odierne classi intellettuali dominanti”: il cinema, la musica leggera, i murales, il web fanno cultura come (e ormai di più) delle Università e delle Accademie (“Mi domando perché l’università si ostini a insegnare i princìpi narrativi a colpi di Propp, Greimas o altre torture simili invece di investire in una sala di proiezione”).

Eppure Madame Michel continua ad essere legata fortemente alla vecchia cultura. Adora persino la grammatica, cui l’autrice dedica persino uno dei suoi haiku:

La grammatica

lo stadio di coscienza

che porta al bello”.

Questo perché “Io credo che la grammatica sia una via d’accesso alla bellezza. Quando parliamo, quando leggiamo o quando scriviamo, ci rendiamo conto se abbiamo scritto o stiamo leggendo una bella frase”, come pensa la portinaia.

Parole sante, che sottoscrivo, ma non certo moderne.

Questi due “ricci” sono esseri antichi che cercano il contatto umano e che lo troveranno grazie a un altro alieno (in senso geografico, questa volta), un giapponese comparso nel loro condominio di ricchi francesi (“per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre”), quasi a testimoniare l’incapacità dell’Occidente di creare rapporti umani del vecchio tipo (del resto i rapporti virtuali qui non compaiono: nessuna delle due naviga nel web, chatta o fa parte di community).

Riccio

Sono due “ricci” che alla totalità, all’universalità delle cose preferiscono la delicata finezza delle piccole cose (“una camelia può cambiare il destino”), il senso dell’haiku: un particolare ha in sé l’universo.

Forse proprio per questo ci suscitano simpatia: sono due aliene venute da un passato ormai morto ma cui siamo ancora fortemente e romanticamente legati. In fondo questa loro grande cultura e intelligenza, ci fanno piacere, ci rincuorano, ci parlano di un mondo migliore che forse non esiste più, che forse non è mai esistito. Come una bella favola pre-moderna.

P.S. E’ il primo libro che ho letto in e-book (sul PC, perchè ancora non avevo un e-reader).

Firenze, 27/08/2010

LA STELLA LUCENTE DI KEATS

il poeta John Keats

John Keats

Già da un po’ avevo voglia di leggere questa raccolta di poesie (“Keats – Poesie – con un saggio di Jorge Luis Borges – Oscar Mondadori) di John Keats, il poeta romantico inglese prematuramente scomparso (Londra, 31 ottobre 1795 – Roma, 23 febbraio 1821).

Mi è capitato poi di vedere il piacevole film di Jane Campion “Bright Star”, la storia romanzata del difficile amore dell’autore per Fanny Brawne e ho quindi finalmente deciso di prendere in mano la silloge.

 

Bright Star

Sebbene la lettura sia gradevole, non mi ha però entusiasmato e le aspettative, suscitate da precedenti letture e dal recente film sono rimaste un po’ deluse, forse per certi toni un po’ giovanilistici e per un senso dell’amore e della vita troppo legati alla visione di un giovane uomo, stroncato dalla malattia a soli 25 anni d’età e per una sorta di voluta sudditanza culturale verso i vari autori da lui spesso citati (“a loving-kindness for the great man’s fame”), da cui si libererà solo nelle liriche dell’ultimo periodo. Chissà cosa mai avrebbe potuto produrre in maturità quest’uomo, comunque considerato uno dei maestri del romanticismo inglese e tanto apprezzato persino da Oscar Wilde (forse per l’uso di paradossi e ossimori di cui proprio quest’ultimo è stato un campione).

Quello che traspare dal film – credo giustamente – è un uomo ossessionato dalla Poesia, cui si dedica anima e corpo (“Sono convinto che… lo scrivere bene sia, dopo l’agire bene, la cosa più nobile del mondo”; “O for ten years, that I may overwhelm Myself in poesy”) e per il quale l’umanità in fondo pare poco portata (“Is there so small a range / In the present strenght of manhood, that the high / Imagination cannot freely fly / As she was wont of old?”).

Per quanto a volte i riferimenti ai classici del passato e ai grandi modelli pesino un po’, altre volte, comunque, i versi si dispiegano in veri e propri piccoli racconti o in delicati quadretti.

Poesie - John Keats

 

 

Ma lasciamo parlare i suoi versi almeno per un poco:

 

WOMAN! when I   behold thee flippant, vain,
  Inconstant,   childish, proud, and full of fancies;
  Without that modest   softening that enhances
The downcast eye, repentant of   the pain
That its mild light creates to   heal again:

        5

  E’en then, elate,   my spirit leaps, and prances,
  E’en then my soul   with exultation dances
For that to love, so long, I’ve   dormant lain:
But when I see thee meek, and   kind, and tender,
  Heavens! how   desperately do I adore

        10

Thy winning graces;—to be thy   defender
  I hotly burn—to be   a Calidore—
A very Red Cross Knight—a stout   Leander—
  Might I be loved by   thee like these of yore.
 
Light feet, dark violet eyes,   and parted hair;

        15

  Soft dimpled hands,   white neck, and creamy breast,
  Are things on which   the dazzled senses rest
Till the fond, fixed eyes,   forget they stare.
From such fine pictures,   heavens! I cannot dare
  To turn my   admiration, though unpossess’d

        20

  They be of what is worthy,—though   not drest
In lovely modesty, and virtues   rare.
Yet these I leave as   thoughtless as a lark;
  These lures I   straight forget—e’en ere I dine,
Or thrice my palate moisten:   but when I mark

        25

  Such charms with   mild intelligences shine,
My ear is open like a greedy   shark,
  To catch the   tunings of a voice divine.
 
Ah! who can e’er forget so fair   a being?
  Who can forget her   half retiring sweets?

        30

  God! she is like a   milk-white lamb that bleats
For man’s protection. Surely   the All-seeing,
Who joys to see us with his   gifts agreeing,
  Will never give him   pinions, who intreats
  Such innocence to   ruin,—who vilely cheats

        35

A dove-like bosom. In truth   there is no freeing
One’s thoughts from such a   beauty; when I hear
  A lay that once I   saw her hand awake,
Her form seems floating   palpable, and near;
  Had I e’er seen her   from an arbour take

        40

A dewy flower, oft would that   hand appear,
  And o’er my eyes   the trembling moisture shake.

 

Firenze, 02/08/2010

Leggere in catena

Su aNobii, nel Gruppo Due Chiacchiere con gli autori è possibile prendere in prestito dei libri direttamente dagli autori. Sono presenti, infatti, numerose catene di letture in cui ogni lettore, dopo aver letto e commentato un libro lo passa al lettore successivo.

C’è poi una lista di lettura particolare, la CATENA MULTIPLA, nella quale i lettori sono anche autori. Ciascuno propone il proprio libro agli altri e mentre il secondo lettore legge il libro del primo autore in catena, questo legge quello dell’ultimo, il terzo legge quello del secondo e così via.

In una di queste catene ho letto due libri: “I Figli del Serpente” e “Amore nel Sangue“.

I FIGLI  DI DAN BROWN

I figli del Serpente – G. L. BaroneLeggere “I Figli del Serpente” di Giuseppe Barone (Edizioni A.Car. – 2010) è stata una bella e piacevole sorpresa. Devo dire che la frase scritta in prima di copertina mi aveva un po’ maldisposto verso la lettura. Accanto all’ombra di un beduino armato di mitra, si legge infatti “Il terrorismo islamico è una pestilenza su scala mondiale, fino a dove siamo disposti a spingerci per annientarlo?” e già mi veniva da immaginarmi una moderna crociata di cristiani pronti ad annientare islamici in una rinnovata pulizia etnica di hitleriana memoria, con il compiacimento dell’autore. Il libro è, per fortuna, cosa diversa e non si respira aria di razzismo. Caso mai i veri estremisti qui sono proprio i cattolici!

I figli del Serpente - G. L. Barone

I Figli del Serpente - G.L. Barone

I personaggi sono delineati bene, senza eccessi, senza ricercare superflui approfondimenti psicologici, ma limitandosi a ciò che è funzionale alla storia. Forse c’è qualche spiegazione di troppo, a volte sottolineata dallo stesso autore (a che serve descrivere il funzionamento di un agenda elettronica o come si nomina un amministratore delegato?), ma la lettura scorre molto bene e coinvolge, senza inceppamenti o appesantimenti.

Insomma, un altro autore ancora poco noto, ma che meriterebbe altri spazi e che, considerata anche la giovane età, quale si intuisce dalla foto sul risvolto di copertina, avrà modo di crescere e stupirci ancora.

Firenze, 01 Novembre 2011

AMAR MAFIA

Amore nel sangue - Fabiana Andreozzi, Vanessa Vescera

Amore nel sangue - Fabiana Andreozzi, Vanessa Vescera

Se fossi abituato a scegliere le mie letture dal titolo o dalla copertina, non penso che avrei mai letto “Amore nel sangue” di Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescara (note anche come Licio e Vany su anobii), 0111 Edizioni. Guardando il libro mi viene, infatti, da pensare a un romanzo rosa appena tinto di rosso dal sangue di qualche delitto. Il sospetto potrebbe anche essere quello di trovarsi davanti a un amore vampiresco alla Twilight, ma non è così.

In effetti, c’è davvero una storia d’amore. C’è una bella ragazza dalle origini misteriose e ci sono due cugini che se la contendono.

Quello che c’è in più in questo libro è l’ambientazione nella Palermo del 1989, quella delle stragi in cui perirono i magistrati Falcone e Borsellino. Non si fanno i loro nomi, ma si parla della morte di un giudice che molto ricorda la loro.

Amore nel sangue” è dunque una storia di mafia, di famiglie d’onore, di odii e vendette. Tutto ciò dà un diverso spessore ai tormenti amorosi di una protagonista che altrimenti sarebbe parsa troppo giovane, con i suoi diciotto anni, per poter avere una storia davvero tormentata tra il suo promesso sposo Ciccio e il suo amante Angelo.

Cu fu?

Ecco allora le lotte tra famiglie e all’interno della famiglia stessa per mantenere o acquistare potere.

Certo, poco si dice dei reali interessi economici della mafia, della sua influenza sulla politica, del controllo del territorio, ma le dinamiche dei rapporti di parentela sembrano realistiche.

Alle autrici forse interessa di più mostrare la difficoltà a uscire dal giro della gente d’onore, dai ruoli decisi dai clan, dalla gabbia di un potere violento.

Avendo più volte sperimentato la scrittura a più mani, ne conosco le difficoltà, ma bisogna dire che leggendo mai mi sono trovato a pensare che un brano o un altro fossero di un’autrice piuttosto che dell’altra, segno che le due penne hanno ben amalgamato i rispettivi inchiostri.

Una nota, infine, sull’editore: sembra che finalmente la 0111 Edizioni abbia imparato a rilegare i libri! In passato avevo letto volumi pubblicati da loro che si spaginavano dopo pochi minuti di lettura. “Amore nel sangue” sembra invece ben rilegato, la carta ha un buono spessore e l’impaginazione è corretta.

Firenze, 27/01/2012

Falcone e Borsellino

Falcone e Borsellino

L’UCRONIA FANTASCIENTIFICA DI TURTLEDOVE

Ucronia di Turtledove

Invasione - Anno zero - Harry Turtledove

Harry Turtledove, lo scrittore statunitense nato a Los Angeles nel 1949, è comunemente considerato un autore di allostorie, se non, forse, uno dei maggiori autori di ucronie.

In particolari i suoi cicli di romanzi “Invasione” e “Colonizzazione” sono considerati, di norma, ucronici.

Nel definire l’ucronia ho più volte sostenuto che questa si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la Storia e che le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi.

“Invasione anno zero” è il primo romanzo del suddetto ciclo. Si svolge nel 1942 (dunque rigorosamente nel passato (essendo stato scritto nel 1994) e descrive un attacco alieno che si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale, iniziando proprio nel momento in cui l’Asse e gli Alleati si trovavano in una situazione di sostanziale parità.

Il romanzo descrive con logica attendibilità, attraverso le vite dei protagonisti, il mutare degli equilibri bellici e delle relative alleanze per effetto di questa divergenza ucronica.

Lo scrittore di fantascienza e ucronia Harry Turtledove

Harry Turtledove

Come non definire, però, “artifizio” un’invasione aliena? Che differenza ci sarebbe rispetto a un viaggio nel tempo?

Che differenza ci sarebbe, ad esempio, rispetto a quanto narrato da “Countdown Dimensione Zero”, il film diretto da Don Taylor e interpretato da Kirk Douglas in cui a causa degli imprevisti effetti di una misteriosa tempesta magnetica, una portaerei atomica americana dei giorni nostri, la ‘Nimitz’, torna indietro nel tempo e si ritrova nel 1941, proprio alla vigilia dell’attacco giapponese alla base hawaiana di Pearl Harbour? Per il comandante della nave la scelta è tra il mutare il corso della Storia e il lasciare che gli eventi si susseguano come sappiamo.

Tenderei a dire che dove ci sono viaggi nel tempo siamo nello spazio della fantascienza, poiché le nostre conoscenze scientifiche attualmente non considerano possibili spostamenti di esseri viventi da un’epoca un’altra (discorso diverso per la materia inanimata e i buchi neri).

Anche per un’invasione aliena il discorso potrebbe porsi negli stessi termini. Non abbiamo, infatti, prova dell’esistenza di altre civiltà (salvo non voler credere ai numerosi avvistamenti di U.F.O.). La probabilità però che forme di vita intelligenti esistano su altri pianeti è quanto mai elevata.

Turtledove del resto non immagina che i suoi extra-terrestri arrivino viaggiando alla velocità della luce o oltre (cosa che non si ritiene possibile), ma suppone che arrivino sulla Terra dopo un lunghissimo viaggio, di vari decenni almeno, dato che si dice che il contingente dei Coloni (che segue quello degli Invasori) è già partito da quarant’anni e non è ancora arrivato.

Anche gli alieni sono piuttosto plausibili, dotati come sono di una tecnologia di poco superiore a quella nostra attuale (che però surclassa quella del periodo bellico).

Gli effetti sugli equilibri internazionali sono quanto meno accettabili e la ricostruzione ucronica fatta da Turtledove, viste le premesse, appare logica.

Come fare dunque a non accettare tra le ucronie un romanzo con così forti caratteristiche fantascientifiche, scritto per giunta da un autore considerato un maestro della storia controfattuale?

Si tratta, inoltre, di un romanzo affascinante, che scorre via veloce nonostante le 539 pagine stampate da Editrice Nord, lasciando il desiderio di continuare a leggere gli altri romanzi del ciclo. Tolte forse le primissime pagine, che servono a ricordare come si stava svolgendo la Guerra e che ho trovato un po’ noiose, il romanzo prosegue alternando con maestria le vicende dei numerosi personaggi, terrestri e alieni, sparsi su tutto il pianeta. Una storia, dunque, che fa lustro al genere.

Colpisce il gusto un po’ retrò che porta l’autore a descrivere gli alieni (la c.d. Razza) con una rigidezza da film di fantascienza degli anni ’50, così come la tecnologia dei Rettili appare quasi inventata da un autore di allora (sebbene con la “conoscenza del poi”). Che questa sia una scelta esplicita sembra evidente, e non stona affatto con la narrazione, rendendola, in un certo senso, più ucronica e meno fantascientifica. Mi riferisco, ad esempio, al fatto che i Rettili utilizzino mitra, elicotteri e computer, piuttosto che prodotti di una tecnologia fantastica superiore.

Credo che questo romanzo (e l’intero ciclo) debba essere considerato un po’ lo spartiacque tra ucronia e fantascienza, il limite estremo verso cui l’ucronia può spingersi.

Tre popoli una guerra

Immagine propaganda Seconda Guerra Mondiale

Accettare questo significa, implicitamente, accettare nel genere anche le ucronie evolutive di Verne, Doyle, Harrison e Wilson, che certo si pongono un passo più addentro all’allostoria, poiché presumono una divergenza avvenuta nella preistoria ma senza “artifizi”. Ciò che rende i loro romanzi vicini alla fantascienza è il fatto che la divergenza ucronica sia immaginata in un passato così remoto che i mutamenti sull’oggi divengono colossali.

Si può allora cominciare a immaginare una classificazione dell’ucronia che parte dalla fantascienza, passa per l’allostoria pura e arriva al romanzo storico.

Trasversale a questa classificazione ci potrebbe essere quella in base alla distanza temporale tra l’oggi narrativo e la divergenza ucronica passata.

Invasione aliena

Mars Attack - locandina film

Il romanzo di Turtledove, a differenza delle citate ucronie preistoriche vede la divergenza totalmente contestuale al tempo narrato. L’Invasione ha infatti inizio alla prima pagina del romanzo e continua per tutto il periodo della narrazione, continuando a influenzare il flusso degli eventi. L’evento che muta la Storia, in effetti, non è solo quello dello sbarco iniziale (vera divergenza) ma lo sono tutti gli atti degli alieni. Altro aspetto peculiare di questo romanzo, sintomo dell’originale creatività dell’autore.

Firenze, 08/07/2010

Leggere gratis LA BAMBINA DEI SOGNI

Ecco tutti i capitoli de LA BAMBINA DEI SOGNI, per chi volesse iniziare a leggerli senza aspettare la pubblicazione:

LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 1 – Underground Baby
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 2 – L´Isola dei Bambini Perduti
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 3 – La bambina del sogno
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 4 – La visita
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 5 – Mia moglie
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 6 – Lo sconosciuto onirico
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 7 – Seconda visita
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 8 – A casa
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 9 – Il nonno
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 10 – Apparizioni
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 11 – Maria
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 12 – Litigi
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 13 – La famiglia di Elena
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 14 – L´adozione
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 15 – Incubi / Cap. 16 Altri Incubi
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 17 – La cena
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 18 – Abbandonata
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 19 – Scomparsa
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 20 – All´ospizio
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 21 – Con Maria
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 22 – Ritrovata
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 23 – Alla ricerca del padre
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 24 – Le memorie risvegliate
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 25 – A cuore aperto
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 26 – L´investigatore dell´incubo
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 27 – In cerca d´aiuto
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 28 – Lo squilibrato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 29 – Oberon
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 30 – Sospettato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 31 – La resa dei conti
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 32 – Accusato
LA BAMBINA DEI SOGNI – Cap. 33 – Pazzo
LA BAMBINA DEI SOGNI – COPYLEFT E WEB-EDITING
LA BAMBINA DEI SOGNI – Quarta di copertina

Il volume è ancora soggetto a “web-editing” ovvero siete tutti invitati a leggerlo on-line e a suggerirmi eventuali correzioni o modifiche.

La bambina dei sogni - Illustrazione di Angelo Condello per il romanzo di Carlo Menzinger

La bambina dei sogni - Illustrazione di Angelo Condello per il romanzo di Carlo Menzinger

Appena saremo pronti, intendo realizzarne un e-book che vorrei distribuire gratuitamente in copyleft.

Sono aperte le prenotazioni: scrivete qua sotto o a menzin@virgilio.it per segnalarmi se volete ricevere una copia (datemi la vostra e-mail per la spedizione).

Dato che non tutti amano la lettura in elettronico, realizzerò anche una versione cartacea con sistema di print-on-demand, cercando di ottenere il prezzo di copertina più basso possibile.

Se vi interessa una copia su carta, fatemelo sapere sempre scrivendo a menzin@virgilio.it. Più prenotazioni riceverò, più copie potrò ordinare e maggiore sarà lo sconto che potrò praticare, percui passate parola!

La copertina è stata realizzata da Angelo Condello, che già aveva collaborato attivamente per illustrare il romanzo “Il Settimo Plenilunio”.

Un elenco dei capitoli si può trovare anche qui.

LA BAMBINA CHE SCONFISSE LA NATURA

La bambina che amava Tom Gordon - Stephen King

Stephen King

Le storie in cui l’uomo affronta la Natura a mani nude mi hanno sempre affascinato, fin dai tempi di “Robinson Crusoe” .
In “La bambina che amava Tom Gordon”, Stephen King ce ne offre un esempio magistrale. Gli ingredienti sono pochi, ma il loro sapore è potente. Il naufragio non avviene su un’isola, ma in un bosco. L’uomo, infatti, può trovarsi a fronteggiare da solo, con le proprie sole energie la Natura ovunque, anche in un deserto, in una prateria, su un ghiacciaio, su un mondo alieno o in un parco metropolitano. Basta che sia solo (o quasi) e che non abbia (o quasi) tecnologia a supportarlo, ma solo la propria intelligenza, la propria ostinata determinazione, il proprio smodato desiderio di sopravvivere.
E se a perdersi è una bambina di nove anni? Ecco la magia di King. Immaginate una normale passeggiata familiare nei boschi, immaginate una bambina che si inoltri tra gli alberi per un bisognino urgente, immaginate che non ritrovi il sentiero e che ostinatamente continui a camminare nella direzione sbagliata, finendo là dove nessuno la cercherà mai, troppo lontano.
Immaginate che cali la notte, non una ma più volte. Immaginate che questa bambina riesca a superare la paura e a scoprire la magia di come si sopravvive per giorni e giorni. Immaginate che a darle la forza non sia Dio, ma un campione di baseball, il suo beniamino, che l’accompagnerà nelle sue allucinazioni.
Tutto questo (sembra poco ma non lo è!) rende questo romanzo coinvolgente e trascinante come la saga di Ayla della Aulen, come gli infiniti episodi delle sei stagioni di Lost, come Darwinia di Wilson, come le grandi storie che parlano dell’uomo nella sua essenza primordiale di fame, sete, freddo, malattia e paura. Storie che ci spiegano come è nato Dio ma, soprattutto, cos’è veramente l’Uomo.

Firenze, 29/06/2010

Tutti i libri del 2011

La strada - McCarthy

Film tratto da La Strada di McCarthy

Il 2011 è stato un anno di belle letture. Al primo posto segnalerei La strada di McCarthy, il miglior libro tra quelli letti quest’anno e forse anche in passato. In classifica lo farei seguire subito da altri romanzi di qualità, come Trilogia della città di K., La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, Cecità, Non lasciarmi e Io sono leggenda.

Appena un gradino più sotto segnalarei It, L’indagine del Tenente Gregory, La solitudine dei numeri primi, Esercizi di stile, Mille e una luna, L’uomo greco, il Profeta, Il trono di spade, Uomini che odiano le donne, Alexandros, Io sono Dio e Accabadora.

Tra gli esordienti mi hanno colpito soprattutto Massimiliano Prandini, Silvio Donà e Alessandro Bastasi.

Insomma, un anno all’insegna di letture azzeccate e piacevoli. Due sole delusioni: La mostra delle atrocità di Ballard e I demoni di Dostrojevsky.

Facendo un po’ di statistiche, posso dire di aver letto nel corso dell’anno 49 libri per un totale di 15.033 pagine. Tra questi 10 erano di autori “poco noti” (come preferisco chiamare gli emergenti). Almeno 6 penso si possano considerare bestseller e almeno 2 classici. 1 era di poesia. 9 non erano né di poesia, né di narrativa.

Ed ecco l’elenco con alcuni link a mie recensioni sul blog (le altre le trovate nella mia Libreria su aNobii), che spero di poter incrementare presto.

It – Stephen King (letto in gran parte nel 2010)

20 Racconti – Massimo Bolognino

IF Insolito & Fantastico n. 5 (Vampiri)

L’indagine del Tenente Gregory – Stanislaw Lem

Esercizi di stile –Raymond Queneau

20 Poesie- Massimo Bolognino

La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano

Gaudì – Juan Eduardo Cirlot

Montecuccoli 1937-38 – Carla Casazza

Gran Bretagna (Guide Mondadori)

La caduta dei giganti – Ken Follett

Il vampiro – Franco Mistrali

Livornesi ar barre – vol.2 – Enrico Faggioni

Bestiario stravagante – Massimiliano Prandini

L’errore di Cronos – Barbara Risoli

Mille e una luna – AAVV

Trilogia della città di K. – Agota Kristof

16 rose arancioni – Michele Ciardelli

Scricchiolino – Valeria Marzoli Clemente

La nave del destino. Asia – Marco Mazzanti

Stella Meravigliosa – Yukio Mishima

La strada – Cormac McCarthy

Pinocchio 2112 – Silvio Donà

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo – Audrey Niffenegger

Il labirinto d’acqua – Annalisa Fracasso

IF Insolito & Fantastico n. 6 (Altrimondi)

L’uomo greco – AAVV

Il profeta – Kahil Gibran

La gabbia criminale – Alessandro Bastasi

La mostra delle atrocità – James G. Ballard

Solar – Ian McEvan

Il trono di spade (Le cronache del ghiaccio e del fuoco – vol. 1) – George R.R. Martin

Uomini che odiano le donne (Millennium Trilogy vol. 1) – Stieg Larsson

Il Cammino di Santiago- Paulo Coelho

Escursioni nel Parco Adamello-Brenta – Enzo Guardumi, Fabrizio Torchio

La doppia morte di Quincas l’Acquaiolo – Jorge Amado

Alexandros – Valerio Massimo Manfredi

Io sono Dio – Giorgio Faletti

Il mestiere di scrivere – Raymond Carver

IF Insolito & Fantastico n. 7 (Distopie)

Io sono leggenda – Richard Matheson

Non lasciarmi – Kazuo Ishiguro

Cecità – José Saramago

La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Haruki Murakami

I figli del serpente – Giuseppe Barone

Corpi freddi – Kathy Reichs

I demoni – Fedor Dostojevsky

Accabadora – Michele Murgia

Ansia assassina – Carlo Menzinger (lettura in corso)

La bambina che salvava i libri – Markus Zusak (lettura in corso)

Ansia assassina l’ho scritto io. L’ho messo in lista perché è un romanzo edito e lo sto rileggendo per farne una nuova edizione.

Nel corso dell’anno ho anche lavorato al nuovo romanzo “Via da Sparta”, di cui non ho completato ancora la prima stesura e a “La bambina dei sogni”, di cui sto curando l’editing e che spero di pubblicare nel corso del 2012. Ho anche lavorato alla revisione e all’illustrazione di “Jacopo Flammer nella terra dei suricati”. Ho poi cominciato a buttar giù qualche riga di un romanzo apocalittico la cui idea risale a qualche anno fa e qualche capitolo di uno sulla vita moderna.

Qui trovate i libri che ho letto nel 2010, 2009, 2008, 2007.

MIGRAZIONE DA SPLINDER A WORDPRESS

Dopo quasi un mese di travaglio seguito all’annuncio del tragico collasso della galassia splinderiana, credo di aver finalmente trovato casa per il mio blog http://menzinger.splinder.com. Il mio primo tentativo è stato quello di riattivare la pagina http://carlomenzinger.blogspot.com/ che già avevo su Blogger. La prima scoperta sconvolgente è stata che Blogger non ha (o almeno non mi pare abbia) una community degna di quella cui mi ero abituato su Splinder. Lì per lì mi ero rassegnato a perdere tutti i vecchi post e i relativi commenti. Ho scoperto però che ci sono varie procedure per esportare e reimportare altrove i vecchi blog e così ho tentato di trasferire i contenuti da Splinder a Blogger. Ho provato a seguire il sistema riportato qui, ma ho scoperto che il file che avevo estratto era troppo pesante per essere trattato. Per effettuare la migrazione ho dovuto effettuare un passaggio intermedio trasferendo tutto su Logga.me, dove ho aperto un apposito blog di transizione http://logga.me/carlomenzinger/.

Non riuscendo a completare il passaggio su Blogger, ho tentato con WordPress, assai più simile a Logga.me Per esportare da Logga.me basta andare su Strumenti – Importa e selezionare WordPress Ci viene chiesto di importare il file WXR (.xml) che abbiamo creato esportando il blog già importato su Logga.me. Purtroppo a un certo punto la procedura si è inceppata e non sono più riuscito ad andare avanti. Il software mi ha chiesto di contattare l’assistenza, cosa che ho fatto, ricevendo una risposta in tempi rapidi. Mi hanno chiesto di inviare il file esportato da Splinder, cosa che ho fatto e il giorno dopo mi hanno comunicato di avere esportato tutto su WordPress. Avevano però importato solo i post fino al 7 giugno 2009. E tutti gli altri? Non c’erano neppure i commenti! Ho scritto di nuovo all’assistenza di WordPress, che con un paio di veloci passaggi ha risolto tutti i problemi! GRAZIE WORDPRESS, thank you Chris and Karim for your help! (Il solo problema per chi mastica solo italiano è che la conversazione con questi due Happiness Engineer – come si firmano – è stata tutta in inglese).

Ecco così il mio nuovo blog http://carlomenzinger.wordpress.com/.

Ora devo solo capire come funziona la Community.

L'agonia di Splinder

In home page della piattaforma blog Splinder si legge: 

ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web
.”

Credevo fossero solo voci da splinderiani pessimisti, ma purtroppo il giorno si avvicina: il pianeta Splinder sta morendo e il popolo web ha iniziato la sua diaspora.
Anche io ho così abbandonato mestamente la mia tana digitale degli ultimi anni http://menzinger.splinder per migrare nella galassia Blogger.
Già nel 2008 avevo aperto una pagina su Blogger, ma senza svilupparla, così l'ho riattivata, implementata e avviato da ieri il mio nuovo blog http://carlomenzinger.blogspot.com 
dove continuerò a parlare soprattutto di libri.
Spero che Splinder lasci almeno una versione statica del sito da usare come archivio dei vecchi post, che non mi sembra abbia molto senso esportare in massa e che impegherei troppo a trasferire poco per volta.
Spero di trovare presto molti di voi su Blogger. In ogni caso fatemi sapere dove vi siete rifuggiati per sfuggire al collasso di Splider.
Spero che questo sia un arrivederci e non un addio.

  
 

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