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Web-editing: scrivere e illustrare un libro grazie alla rete

Ribloggato da Disegno Libero....:

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Sto partecipando ad un progetto di questo tipo, riguardante un libro di fantascenza  per ragazzi.  Si tratta di "Jacopo Flammer nella terra dei suricati" scritto da Carlo Menzinger.

Il web-editing consiste nel pubblicare il proprio libro online prima della stampa, per permettere ad altre persone di intervenire, sia nella parte scritta che nella parte di immagini. Il testo è revisionato e migliorato da altri scrittori o appassionati del genere, mentre allo stesso tempo piu artisti collaborano per illustrarlo.

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Questo è un post di Cinzia Damonte, una delle illustratrici, che parla del suo lavoro per realizzare i disegni di JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI.

STORIE DI RE, VISCONTI, CAVALIERI E ALTRO ANCORA

Ultimamente mi è capitato di leggere alcuni romanzi di autori italiani “poco noti” di ambientazione fantasy o medievale e che, comunque, parlano di re, principesse, visconti, conti e cavalieri.

Essendo in vergognoso ritardo (vedi le date in cui li ho recensiti!) nel postare i miei commenti, cerco di rimediare inserendoli tutti  in quest’unico post, scusandomi con tutti e, soprattutto, con gli autori, per non essere riuscito prima a torvare loro uno spazio sul mio blog.

 

IL CANE, IL SANTO, Il PRETE, LA PUTTANA, IL CONTE E IL VISCONTE

Lele Lampione - Il Cane del Santo

Lele Lampione – Il Cane del Santo

Quando ho deciso di distribuire gratuitamente in e-book il mio ultimo romanzo, “La Bambina dei Sogni”, immaginavo di non fare una cosa particolarmente originale, anche se abbastanza nuova. Credo, infatti, che il destino del mercato del libro sia questo: testi digitali distribuiti gratuitamente e finanziati solo tramite la pubblicità veicolata.

Il primo libro che leggo, a parte il mio, pubblicato con lo stesso principio (e-book gratuito) è “Il Cane del Santo”, breve romanzo di ambientazione medievale scritto da Lele Lampione, che si può scaricare gratis (il libro, non il Lampione) e senza DRM dal suo blog

Si tratta di una storia di paese, che si legge facilmente e con piacere. Narra una serie di vicende tra loro più o meno connesse, se non altro per il fatto di svolgersi negli stessi luoghi e di essere legati da una trama generale, che narra del crollo della chiesa locale e dei tentativi di ricostruzione realizzati, in competizione tra loro, dal Conte e dal Visconte, due cugini sempre in gara. Sotto le rovine della chiesa vengono ritrovati gli abiti del prete e della più bella puttana del locale bordello. Qualcuno immagina la conversione di costei e l’assunzione in cielo di entrambi. Il bordello viene santificato. I tentativi di ricostruire la chiesa vengono frustrati da vari eventi quali eserciti di passaggio, nevicate eccezionali, alberi che non si fanno tagliare.

Il tutto si chiude con un colpo di scena finale.

Sicuramente un libro con un ottimo rapporto qualità/prezzo (tendente a infinito!), per il quale, in realtà, meriterebbe spendere anche qualche euro, se si vuole passare qualche ora in spensieratezza.

Firenze, 31/03/2012 

FINISTORIA

Finisterra - Le Sorgenti del Dumrak

Finisterra – Le Sorgenti del Dumrak

Finisterra  – Le Sorgenti del Dumrak” è un romanzo scritto a dieci mani da Sara Bosi, Simone Covili, Massimiliano Prandini, Gabriele Sorrentino, Marcello Ventilati (Edizioni Domino – Dic. 2011).

Avendo scritto anche io il romanzo a sei mani Il Settimo Plenilunio e altre cose a quattro, so bene quanto sia difficile arrivare a produrre un testo omogeneo e lineare. In questo però i cinque autori sono riusciti bene e nella lettura non si percepisce alcuno stacco o salto di stile, segno di una buona regia di gruppo. Il testo, inoltre, è scritto correttamente, cosa mai scontata.

Si tratta di un fantasy, un libro che potrà piacere a chi cerca storie in cui, come qui, appaiono Cavalieri d’Argento, Uomini della Foresta e Eroi fantasma, in cui ci sono luoghi chiamati Ultima Frontiera, la religione è quella della Triade, contrapposta ai Cento Dei e dove c’è un Imperatore che siede su un Trono di Porpora.

Chi legge questo genere di libri deve amare antiche leggende immaginarie. Per lui sarà allora piacevole scoprire pagina dopo pagina, i segreti di antiche battaglie avvenute cinquecento anni prima e saprà gustare la lunga attesa dell’azione, che si protrae per decine di pagine, anche se non siamo certo dalle parti di film come Stalker o romanzi come Il Deserto dei Tartari, perché alla fine, ben oltre la metà del romanzo, l’attesa, un po’ per volta, finisce, e assistiamo a qualche scontro e qualche avventura. Questo volume del resto si presenta come il primo di una serie e, dunque, parrebbe preparatorio di assai maggiori imprese, che si immagina arriveranno in seguito, come in seguito, forse, riusciremo a comprendere meglio se qualcuno è sopravvissuto al crollo della volta sul capo dei combattenti nello scontro finale.

Insomma, siamo di fronte a un fantasy tradizionale, anche se privo di alcune figure classiche, come elfi, gnomi e troll, che non delude gli amanti del genere con trovate troppo fantasiose, che possono allontanare la narrazione dagli standard.

Certo dopo aver letto “Bestiario stravagante” di Massimiliano Prandini, personalmente, non essendo un cultore del fantasy classico, mi sarei aspettato qualche trovata in più, ma evidentemente la frizzante penna di Prandini che in tale raccolta c’aveva regalato alcuni racconti assai fantasiosi, qui è anche troppo diluita nel gruppo.

Firenze, 14/04/2012

 

IL RE DELLA REPUBBLICA TOTALE

Ombra di Luce - Luca Ventura

Ombra di Luce – Luca Ventura

Di Luca Ventura avevo già letto la piccola fiaba “Il libro della vita”, rivolto a un pubblico di bambini. “Ombra di Luce” è un romanzo fantasy che si rivolge a un pubblico più adulto, anche se sempre con un vigile occhio infantile, come può essere quello degli amanti del fantasy.

Il libro appare diviso in due parti sono marginalmente legate e mostra due mondi alternativi un po’ stereotipati.

Nel primo incontriamo una strana Repubblica con Re e Principesse (! – non dovrebbe essere una Monarchia?), in lotta contro fantasmi cattivi.

La seconda parte diventa più astratta, quasi un mondo surreale.

 

Firenze, 21/07/2012

I DRAGHI ALLE PORTE DI MILANO

I Draghi dei Visconti - Francesca Romana D'Amato

I Draghi dei Visconti – Francesca Romana D’Amato

I Draghi dei Visconti”, come si può intuire dal titolo, è un fantasy due volte italiano. Italiano perché scritto da una nostra connazionale, Francesca Romana D’Amato. Italiano perché ambientato tra il Lago Maggiore e Milano.

Di peculiare ha, oltre all’ambientazione storica nella Lombardia degli anni dal 1322 al 1325, anche la scelta, tra le varie figure fantastiche, di una tra le meno abusate (ma non certo nuove per la letteratura contemporanea, basi pensare a “Eragorn”): i draghi.

I Draghi della D’Amato sono Draghi parlanti, orgogliosi, con una propria dignità e tutto sommato simpatici. Grazie a speciali filtri magici riescono persino a parlare con gli umani, che confondendoli con normali creature, pensano di addomesticarli e sfruttarli come cavalcature nelle loro guerre.

I Draghi non gradiscono il furto delle proprie uova e i centri di addestramento umani, ma anziché arrivare a bruciare e mettere a soqquadro Milano e dintorni, si mostrano fini diplomatici e politici.

Non per nulla, sono Draghi nati nel Paese di Machiavelli!

Insomma, un romanzo piuttosto scorrevole, gradevole alla lettura e, grazie allo sfondo storico nostrano, un po’ più solido e consistente di altre simili storie.

Dunque, non posso che fare all’autrice, ancora poco nota, un grosso “in bocca al…drago”!

 

Firenze, 06/08/2012

ILLUSTRARE IL SECONDO CAPITOLO DI JACOPO FLAMMER

Sto cercando illustratori per JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI, il secondo volume della serie I GUARDIANI DELL’UCRONIA, che segue JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE.

Da maggio 2012, abbiamo avviato la fase di web-editing: chiunque vuole può dare suggerimenti per migliorare il romanzo, dalla correzione di errori a consigli per la trama. Chi volesse contribuire alla revisione on-line può farlo qui.

Si tratta di un romanzo di fantascienza per ragazzi, percui vorrei che come il precedente possa avere dei disegni.

CERCO ILLUSTRATORI!

JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE è stato illustrato da Niccolò Pizzorno e Ludwig Brunetti.

Questa volta vorrei fare un lavoro simile a quello de Il Settimo Plenilunio, cioè trasformarlo in una “gallery novel“, ovvero in un romanzo illustrato da numerosi artisti.

Chiedo, quindi, a chi voglia partecipare un impegno ridotto eventualmente anche a un solo disegno. Se ne volete fare di più, questo però non può che farmi piacere. Vorrei solo una certa coerenza con le immagini già realizzate sia per questo romanzo, sia per il precedente (prima parte, seconda parte, terza parte).

Parlo di questo libro anche nel mio sito.

I personaggi da disegnare saranno oltre ai tre ragazzini, numerosi animali nati da evoluzioni alternative dei suricati, degli orsi, dei velociraptor, dei maiali, dei pappagalli. Inoltre, alcuni capitoli si svolgono nella terra di Govinia dove ogni passato e ogni futuro possibili si incontrano, dove è, quindi possibile incontrare gli esseri più strani, le architetture più misteriose, gli ambienti più irreali che possiate immaginare.

Penso che un disegnatore potrà divertirsi a reinventare tutto ciò!

Finora hanno inviato i lor disegni:

Niccolò Pizzorno

Fabio Balboni

Marco Divaz

e altri hanno già promesso di contribuire (ma aspetto di vedere i loro disegni prima di citarli).

Ecco l’inizio del SECONDO CAPITOLO:

OLTRE LA PORTA
I tre bambini strizzarono gli occhi, accecati dalla luce che inondava l’oscurità della grotta dal grande occhio che si stava spalancando al centro della parete.
Marco e Jacopo erano in mutande, mentre Elisa indossava ancora lo strano gonnellino di foglie che aveva preparato per lei il Sommo Guardiano della Porta di Orvuuul, il grande orso Ortuz. Degli indumenti che Jacopo indossava quando era partito da Firenze appena dieci giorni prima, gli unici che aveva ancora erano gli occhiali e un berretto di stoffa con la visiera. Erano stati solo dieci giorni, ma a lui parevano un’eternità. Dieci giorni in cui aveva visto e vissuto cose che nessun altro bambino o adulto aveva mai sperimentato prima, soprattutto gli ultimi otto, trascorsi nella terra del Popolo delle Amigdale.
Questi sono due disegni degli ilustratori che hanno aderito finora per questo capitolo:
Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - Capitolo 2
Jacopo, Marco ed Elisa nella Porta del Tempo – Illustrazione di Niccolò Pizzorno
La parete continuò ad aprirsi, liberando i bambini dall’oscurità di quella
strana ‘grotta tecnologica’, di quel modernissimo marchingegno preistorico in
cui erano rinchiusi.
La Porta del Tempo - Illustrazione di Fabio Balboni
La Porta del Tempo – Illustrazione di Fabio Balboni
“Si sta aprendo” sussurrò Elisa, riprendendo a respirare.
Leggi anche:

GLI ALIENI SONO TRA NOI

Yukio Mishima

Stella meravigliosa” dell’autore giapponese Yukio Mishima (letto nell’edizione Guanda), è forse uno dei romanzi che meglio rappresenta l’angoscia da guerra fredda, la paura della bomba atomica e la perdita di riferimenti degli anni ’60 del secolo scorso. Non a caso a scriverlo è proprio un autore nato nel solo Paese ad aver subito il devastante effetto di due esplosioni nucleari, barbaramente provocate su una popolazione civile.

Mishima, pseudonimo di Hiraoka Kimitake (平岡公威) (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è autore particolare, apolitico per auto-definizione, ma nazionalista e militarista per comportamento. Si toglierà la vita in diretta televisiva mediante la cerimonia rituale del seppuku “taglio dello stomaco”). Per i giapponesi, infatti, il ventre è la sede dell’anima e con questo suicidio se ne mostra l’immacolatezza, confermando il proprio onore non macchiato.

Stella meravigliosa” ci parla di una famiglia di alieni che vive sulla Terra. Il padre viene da Marte, la madre da Giove, la figlia da Venere, il figlio da Mercurio. Sulla Terra poi i membri di questa insolita famiglia non sono i soli extra-terrestri. Ce ne sono anche altri del sistema solare e persino provenienti da stelle lontane. Detto così vengono in mente storielle buffe alla Mork & Mindy o qualche cartone animato, al massimo Men in Black. Il romanzo, però, ha ben altro tono e spirito.

Stella Meravigliosa -Yukio Mishima

Come può essere che alieni di pianeti diversi siano parenti? Semplicemente perché tutti loro sono esattamente uguali a noi. Un po’ come ne l’Invasione degli Ultracorpi, anche qui abbiamo a che fare con alieni nel corpo di esseri umani. Solo che non ci sono arrivati traumaticamente. Semplicemente un giorno, di solito alla vista di un UFO, hanno scoperto di non essere umani e hanno intuito di provenire da un pianeta o da un altro.

Insomma, una famiglia di svitati? Forse, ma Mishima non li descrive nettamente come tali. Pur lasciandoci il dubbio, segue le loro vicende con partecipazione. Questi alieni sono consapevoli di non dover dare nell’occhio, di non dover mostrare la loro “superiorità”, ma hanno una missione: salvare la Terra dall’incombente minaccia nucleare e l’umanità dalla quasi sicura prossima autodistruzione.

Possiamo aspettarci che, da un momento all’altro, per motivi accidentali, scoppi una guerra. Basterà che qualcuno prema il pulsante di un telecomando e un antimissile, un missile Nike, uno ICBM a combustibile solido o un minuteman voleranno alla velocità oraria di ventitremila chilometri. Nessuno potrà sfuggire.. non avranno neppure il tempo soffrire” (pag. 117).

Seppuku di Yukio Mishima

Il padre JñichirÜ allora si espone, cercando di far proseliti, tenendo conferenze in cui annuncia che i dischi volanti che qualcuno vede in cielo (gli extraterrestri li vedono più facilmente e questo provoca in loro una vera estasi) compaiono per avvertire l’umanità del pericolo incombente.

Ci sono, però, anche gli alieni provenienti dalla costellazione del Cigno. Anche loro amano l’umanità. Anche loro la vogliono salvare, ma hanno altri metodi. Sono convinti che per noi non ci siano più speranze e vedono l’esistenza degli umani come una dolorosa e inutile agonia. Vogliono dunque accelerare il nostro processo di autodistruzione, provocando un’eutanasia di massa.

 
 

 

 

 

 

Un giorno riescono a trovare il padre e gli espongono le loro teorie. Spiegano che “gli esseri umani sono caratterizzati da tre malattie congenite, ovvero da tre difetti predestinati. Il primo è l’interesse per gli oggetti, il secondo l’interesse per gli esseri umani , il terzo l’interesse per le divinità. Se l’umanità rinunciasse a questi tre interessi potrebbe forse evitare la distruzione, ma a mio parere sono malattie inguaribili” (pag. 156). Secondo gli alieni del Cigno, che argomentano filosoficamente la questione, tutte e tre queste malattie portano alla costruzione della bomba atomica e, inevitabilmente, alla sua attivazione.

JñichirÜ si mostra d’accordo con loro, ma lui combatte ancora per far affermare la Pace. Ha maggior fiducia nell’umanità, che ritiene avere, a compensazione delle tre malattie, cinque pregi, quelli che il marziano vorrebbe scrivere sul nostro epitafio:

Suicidio atomico

Mentivano spudoratamente.

Ornavano di fiori sia la gioia sia il dolore.

Tenevano in gabbia uccellini.

Arrivavano in ritardo agli appuntamenti.

Ridevano sovente.

Riposino in pace nel sonno eterno>>.

Che, tradotto nella vostra lingua, suona:

<<Qui giace la specie umana che abitava in un pianeta chiamato Terra.

Erano degli artisti.

Usavano gli stessi simboli sia per la gioia sia per il dolore.

Privavano gli altri della libertà affermando per contrario la propria.

famiglia di alieni

Conoscevano l’arte di spazzare via temporaneamente il vuoto con il loro fiato.

Riposino in pace nel sonno eterno” (pag. 174).

Questi al marziano sembrano motivi sufficienti per salvarci. Uscito però dalla lunga discussione con gli altri extraterrestri, qualche giorno dopo il padre si ammala e conscio di avere ormai poco da vivere nel suo corpo umano decide di partire con tutta la famiglia i cui membri, dividendosi, sarebbero tornati ciascuno al proprio pianeta.

C’è in questo totale rassegnazione e impotenza.

“<<Ma che cosa accadrà all’umanità dopo la nostra partenza?>> domandò Kazuo attento a evitare la folla.

Iyoko scorse un sorriso sul volto del marito, che rispose con un tono insolitamente rude e frettoloso:

<<Si arrangerà.>>” (pag. 198).

E la famiglia raggiunge dei dischi volanti e, effettivamente, parte, lasciandoci soli con le nostre paure e angosce da guerra fredda, con l’incubo nucleare, senza neppure quel gruppetto di pazzoidi visionari a difenderci da noi stessi.

L'esercito di Mishima

Forse Mishima ha saputo cogliere la vera ragione di tutte le apparizioni di dischi volanti tanto frequenti in quegli anni: eravamo spaesati, due guerre micidiali avevano sconvolto il mondo, un’altra totale e finale, c’attendeva, pronta a sconvolgere e devastare l’intero pianeta. La scoperta delle potenza dell’energia nucleare ci lasciava attoniti e, in tutto ciò dov’era Dio, dov’erano gli Dei? Come poteva Dio permettere tutto questo? Se lo permetteva era un Dio inutile. Stavamo cominciando a esplorare lo spazio e allora cominciammo a sognare che un aiuto ci potesse davvero venire dal cielo, un cielo concreto e reale, questa volta, non quello astratto della Fede. Da quel cielo cominciarono ad arrivare gli alieni. A volte minacciosi, pronti ad accelerare la nostra follia suicida, come gli extra-terrestri della costellazione del Cigno, altre volte portatori di un messaggio di pace.

Mishima, però, non sembra credere nella Pace (non per nulla aveva fondato un proprio esercito personale). I suoi protagonisti che per la Pace combattono ci appaiono come dei poveri invasati e non siamo poi così convinti, come loro stessi affermano, della loro superiorità. E da cosa nascerebbe tale superiorità?

Forse dalla “indispensabile caratteristica degli extraterrestri di nutrirsi delle verità più terribili riuscendo a trasformarle in sogno”. (pag. 193).

Di contro questo è il più grande difetto dell’umanità: non accettiamo la verità, per quanto ovvia e evidente e non sappiamo più sognare.

Romanzo questo, dunque, che ci presenta gli alieni in modo del tutto peculiare, lontano dalle impostazioni della fantascienza. Gli extraterrestri sono in fondo solo uomini che si preoccupano delle sorti del mondo e dell’umanità. Pochi tra tantissimi. Ognuno a modo suo. Tutti un po’ “fuori dal mondo”, un po’ alieni, appunto. Eppure bastano una gravidanza o una malattia a colpire i loro corpi in prestito, perché la prospettiva delle cose anche per loro muti e il personale torni a contare di più del generale. Alla fine anche loro, spaventati dai dolori del vivere quotidiano, sono tornati a essere umani e come tali a disinteressarsi dell’uomo. Perché se una delle tre malattie dell’uomo e l’interesse per gli altri uomini, il suo continuare a parlare di loro, a ragionare come se l’Uomo fosse il metro e il centro di tutte le cose, questo non toglie che, quando le esigenze del corpo chiamano, il solo uomo cui all’uomo importi è se stesso.

Con una simile visione delle cose non sorprende che Mishima si sia suicidato, seppur in modo tanto preordinato e plateale: quale speranza si può nutrire con una simile visione del mondo?

Firenze, 15/05/2011

Questo commento è stato pubblicato nel n. 9 (“Alieni”) di “IF – Insolito & Fantastico”, edizioni Tabula Fati, del marzo 2012.

LA BAMBINA CHE SCONFISSE LA NATURA

La bambina che amava Tom Gordon – Stephen King

Stephen King

Le storie in cui l’uomo affronta la Natura a mani nude mi hanno sempre affascinato, fin dai tempi di “Robinson Crusoe” .
In “La bambina che amava Tom Gordon”, Stephen King ce ne offre un esempio magistrale. Gli ingredienti sono pochi, ma il loro sapore è potente. Il naufragio non avviene su un’isola, ma in un bosco. L’uomo, infatti, può trovarsi a fronteggiare da solo, con le proprie sole energie la Natura ovunque, anche in un deserto, in una prateria, su un ghiacciaio, su un mondo alieno o in un parco metropolitano. Basta che sia solo (o quasi) e che non abbia (o quasi) tecnologia a supportarlo, ma solo la propria intelligenza, la propria ostinata determinazione, il proprio smodato desiderio di sopravvivere.
E se a perdersi è una bambina di nove anni? Ecco la magia di King. Immaginate una normale passeggiata familiare nei boschi, immaginate una bambina che si inoltri tra gli alberi per un bisognino urgente, immaginate che non ritrovi il sentiero e che ostinatamente continui a camminare nella direzione sbagliata, finendo là dove nessuno la cercherà mai, troppo lontano.
Immaginate che cali la notte, non una ma più volte. Immaginate che questa bambina riesca a superare la paura e a scoprire la magia di come si sopravvive per giorni e giorni. Immaginate che a darle la forza non sia Dio, ma un campione di baseball, il suo beniamino, che l’accompagnerà nelle sue allucinazioni.
Tutto questo (sembra poco ma non lo è!) rende questo romanzo coinvolgente e trascinante come la saga di Ayla della Aulen, come gli infiniti episodi delle sei stagioni di Lost, come Darwinia di Wilson, come le grandi storie che parlano dell’uomo nella sua essenza primordiale di fame, sete, freddo, malattia e paura. Storie che ci spiegano come è nato Dio ma, soprattutto, cos’è veramente l’Uomo.

Firenze, 29/06/2010

Leggi anche:

- Il western fantasy di King – L’ultimo Cavaliere (La Torre Nera) – Stephen King

- La bambina che sconfisse la natura – La bambina che amava Tom Gordon – Stephen King

- King for President of Ucronia – 22/11/’63 – Stephen King

- IT: un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali – IT – Stephen King

 

Tutti i libri del 2011

La strada - McCarthy

Film tratto da La Strada di McCarthy

Il 2011 è stato un anno di belle letture. Al primo posto segnalerei La Strada di McCarthy, il miglior libro tra quelli letti quest’anno e forse anche in passato. In classifica lo farei seguire subito da altri romanzi di qualità, come Trilogia della città di K., La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, Cecità, Non Lasciarmi e Io sono Leggenda.

Appena un gradino più sotto segnalarei It, L’indagine del Tenente Gregory, La solitudine dei numeri primi, Esercizi di stile, Mille e una luna, L’uomo greco, Il Profeta, Il Trono di Spade, Uomini che odiano le Donne, Alexandros, Io sono Dio e Accabadora.

Tra gli esordienti mi hanno colpito soprattutto Massimiliano Prandini, Silvio Donà e Alessandro Bastasi.

Insomma, un anno all’insegna di letture azzeccate e piacevoli. Due sole delusioni: La mostra delle atrocità di Ballard e I demoni di Dostojevsky.

Facendo un po’ di statistiche, posso dire di aver letto nel corso dell’anno 49 libri per un totale di 15.033 pagine. Tra questi 10 erano di autori “poco noti” (come preferisco chiamare gli emergenti). Almeno 6 penso si possano considerare bestseller e almeno 2 classici. 1 era di poesia. 9 non erano né di poesia, né di narrativa.

Ed ecco l’elenco con alcuni link a mie recensioni sul blog (le altre le trovate nella mia Libreria su aNobii), che spero di poter incrementare presto.

It – Stephen King (letto in gran parte nel 2010)

20 Racconti – Massimo Bolognino

IF Insolito & Fantastico n. 5 (Vampiri)

L’indagine del Tenente Gregory – Stanislaw Lem

Esercizi di Stile –Raymond Queneau

20 Poesie- Massimo Bolognino

La Solitudine dei Numeri Primi – Paolo Giordano

Gaudì - Juan Eduardo Cirlot

Montecuccoli 1937-38 – Carla Casazza

Gran Bretagna (Guide Mondadori)

La caduta dei giganti – Ken Follett

Il Vampiro – Franco Mistrali

Livornesi ar Barre – vol.2 – Enrico Faggioni

Bestiario stravagante – Massimiliano Prandini

L’Errore di Cronos – Barbara Risoli

Mille e Una Luna – AAVV

Trilogia della città di K. – Agota Kristof

16 Rose Arancioni – Michele Ciardelli

Scricchiolino – Valeria Marzoli Clemente

La Nave del Destino. Asia – Marco Mazzanti

Stella Meravigliosa – Yukio Mishima

La Strada – Cormac McCarthy

Pinocchio 2112 – Silvio Donà

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo – Audrey Niffenegger

Il Labirinto d’Acqua – Annalisa Fracasso

IF Insolito & Fantastico n. 6 (Altrimondi)

L’Uomo Greco – AAVV

Il Profeta – Kahil Gibran

La Gabbia Criminale – Alessandro Bastasi

La Mostra delle Atrocità – James G. Ballard

Solar – Ian McEvan

Il Trono di Spade (Le cronache del ghiaccio e del fuoco – vol. 1) – George R.R. Martin

Uomini che odiano le Donne (Millennium Trilogy vol. 1) – Stieg Larsson

Il Cammino di Santiago- Paulo Coelho

Escursioni nel Parco Adamello-Brenta – Enzo Guardumi, Fabrizio Torchio

La Doppia Morte di Quincas l’Acquaiolo – Jorge Amado

Alexandros – Valerio Massimo Manfredi

Io sono Dio – Giorgio Faletti

Il Mestiere di Scrivere – Raymond Carver

IF Insolito & Fantastico n. 7 (Distopie)

Io sono Leggenda – Richard Matheson

Non Lasciarmi – Kazuo Ishiguro

Cecità – José Saramago

La Fine del Mondo e il Paese delle Meraviglie – Haruki Murakami

I Figli del Serpente – Giuseppe Barone

Corpi Freddi – Kathy Reichs

I Demoni – Fedor Dostojevsky

Accabadora – Michele Murgia

Ansia assassina – Carlo Menzinger (lettura in corso)

La Bambina che salvava i Libri – Markus Zusak (lettura in corso)

Ansia assassina” l’ho scritto io. L’ho messo in lista perché è un romanzo edito e lo sto rileggendo per farne una nuova edizione.

Nel corso dell’anno ho anche lavorato al nuovo romanzo “Via da Sparta”, di cui non ho completato ancora la prima stesura e a “La Bambina dei Sogni”, di cui sto curando l’editing e che spero di pubblicare nel corso del 2012. Ho anche lavorato alla revisione e all’illustrazione di “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”. Ho poi cominciato a buttar giù qualche riga di un romanzo apocalittico la cui idea risale a qualche anno fa e qualche capitolo di uno sulla vita moderna.

Qui trovate i libri che ho letto nel 2010, 2009, 2008, 2007.

MIGRAZIONE DA SPLINDER A WORDPRESS

Dopo quasi un mese di travaglio seguito all’annuncio del tragico collasso della galassia splinderiana, credo di aver finalmente trovato casa per il mio blog http://menzinger.splinder.com. Il mio primo tentativo è stato quello di riattivare la pagina http://carlomenzinger.blogspot.com/ che già avevo su Blogger. La prima scoperta sconvolgente è stata che Blogger non ha (o almeno non mi pare abbia) una community degna di quella cui mi ero abituato su Splinder. Lì per lì mi ero rassegnato a perdere tutti i vecchi post e i relativi commenti. Ho scoperto però che ci sono varie procedure per esportare e reimportare altrove i vecchi blog e così ho tentato di trasferire i contenuti da Splinder a Blogger. Ho provato a seguire il sistema riportato qui, ma ho scoperto che il file che avevo estratto era troppo pesante per essere trattato. Per effettuare la migrazione ho dovuto effettuare un passaggio intermedio trasferendo tutto su Logga.me, dove ho aperto un apposito blog di transizione http://logga.me/carlomenzinger/.

Non riuscendo a completare il passaggio su Blogger, ho tentato con WordPress, assai più simile a Logga.me Per esportare da Logga.me basta andare su Strumenti – Importa e selezionare WordPress Ci viene chiesto di importare il file WXR (.xml) che abbiamo creato esportando il blog già importato su Logga.me. Purtroppo a un certo punto la procedura si è inceppata e non sono più riuscito ad andare avanti. Il software mi ha chiesto di contattare l’assistenza, cosa che ho fatto, ricevendo una risposta in tempi rapidi. Mi hanno chiesto di inviare il file esportato da Splinder, cosa che ho fatto e il giorno dopo mi hanno comunicato di avere esportato tutto su WordPress. Avevano però importato solo i post fino al 7 giugno 2009. E tutti gli altri? Non c’erano neppure i commenti! Ho scritto di nuovo all’assistenza di WordPress, che con un paio di veloci passaggi ha risolto tutti i problemi! GRAZIE WORDPRESS, thank you Chris and Karim for your help! (Il solo problema per chi mastica solo italiano è che la conversazione con questi due Happiness Engineer – come si firmano – è stata tutta in inglese).

Ecco così il mio nuovo blog http://carlomenzinger.wordpress.com/.

Ora devo solo capire come funziona la Community.

L'agonia di Splinder

In home page della piattaforma blog Splinder si legge: 

ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web
.”

Credevo fossero solo voci da splinderiani pessimisti, ma purtroppo il giorno si avvicina: il pianeta Splinder sta morendo e il popolo web ha iniziato la sua diaspora.
Anche io ho così abbandonato mestamente la mia tana digitale degli ultimi anni http://menzinger.splinder per migrare nella galassia Blogger.
Già nel 2008 avevo aperto una pagina su Blogger, ma senza svilupparla, così l'ho riattivata, implementata e avviato da ieri il mio nuovo blog http://carlomenzinger.blogspot.com 
dove continuerò a parlare soprattutto di libri.
Spero che Splinder lasci almeno una versione statica del sito da usare come archivio dei vecchi post, che non mi sembra abbia molto senso esportare in massa e che impegherei troppo a trasferire poco per volta.
Spero di trovare presto molti di voi su Blogger. In ogni caso fatemi sapere dove vi siete rifuggiati per sfuggire al collasso di Splider.
Spero che questo sia un arrivederci e non un addio.

  
 

L’UCRONIA EVOLUTIVA DI WILSON

Darwinia - RObert Charles Wilson Tempo fa diedi nel mio blog la seguente definizione di ucronia: L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.
Si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la storia. Le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi. L'ucronia può descrivere il momento in cui la storia muta o gli effetti di questo mutamento.”
Non si può dire che “Darwinia”, il romanzo di Robert C. Wilson, pubblicato per la prima volta nel 1999, rispecchi in pieno questa definizione.
La narrazione si svolge in quattro epoche storiche: 1912, 1921,1945, 1965 con un epilogo nel 1999.
Non c’è dunque dubbio che tratti fatti “storici” antecedenti alla sua stesura. Se dunque “1984”, il romanzo di Orwell, non può essere considerato un’ucronia (ma una distopia), narrando di un futuro ipotetico (essendo stato scritto nel 1948), questa obiezione non vale per “Darwinia”.
Non solo: gli eventi ucronici descritti si differenziano dalla realtà conosciuta perché nel 1912 è successo qualcosa che ha cambiato il mondo, ma questo qualcosa si è generato in una remotissima preistoria. È li che dovremmo collocare la divergenza allostorica.
Nel 1912 l’Europa viene cancellata e sostituita da un mondo alternativo in cui tutta l’evoluzione del pianeta ha seguito un percorso diversissimo, con una divergenza presumibilmente da collocarsi in corrispondenza della comparsa dei primi insetti sulla terra (probabilmente 225 milioni di anni fa, se sono vere le recenti teorie che ne vedono l’apparizione 100 milioni di anni prima delle angiosperme).
Si può parlare dunque di ucronia preistorica (o “preucronia”, termine da me coniato in precedenza) come per “Il libro degli Ylané” di Harrison, “Il mondo perduto” di Conan Doyle o “Viaggio al centro della terra” di Verne.
Quello che Wilson descrive è, tra le altre cose, la reazione del resto del mondo a questo Robert Charles Wilson misterioso sconvolgimento, con pesanti impatti sulla religione e la scienza, al punto che il mutamento verrà definito “Miracolo”.
Di Miracolo però non si tratta, ma di una tecnologia evolutissima (al lettore scoprire cosa sia successo).
Bisogna dire, dunque, che un qualche artifizio qui è stato usato. Non una macchina del tempo (il cui uso fa di solito propendere per un’esclusione dal campo ucronico), ma l’ipotesi di una civiltà superiore che governi l’universo.
Se dunque l’allostoria è sempre in precario equilibrio tra romanzo storico e fantascienza, qui si può dire che Wilson, ancor più di Turtledove con i suoi alieni che interrompono la Seconda Guerra Mondiale, ci sta portando nel mondo ipotetico della fantascienza.
Quando al grado accettabile di probabilità di verificarsi, beh, credo che dovremmo mettere una lunga serie di zeri dopo la virgola!
Fantascienza o ucronia che sia, questo è comunque un romanzo affascinante, soprattutto perché ci mostra l’uomo impotente davanti alla vastità e inesplicabilità della Natura, l’uomo che arranca e fatica a capire, ma non si arrende. Il protagonista Guilford si pone allora sulla scia di Robinson Crusoe, mentre attraversa le foreste aliene dell’Europa rinnovata, è un naufrago volontario su un continente intero, uno straniero nella culla dell’umanità resa all’improvviso il luogo più selvaggio e inospitale che si possa immaginare.
Wilson coniuga dunque con maestria la miglior avventura con i grandi quesiti del “se”, interrogandosi, con la leggerezza dei grandi narratori, sulla religione, la politica e il senso dell’esistenza dell’umanità. Tutto questo creando un mondo alternativo trai più fantasiosi e originali che siano stati mai prodotti.
 
Firenze, 29/06/2010
 
Leggi anche:


§ Preucronie
§ Il mondo perduto di Conan Doyle
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Jacopo Flammer e il Popolo delle amigdale
§ Ucronie preistoriche di Harrison 
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Parliamo di ucronia
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Cos’è un’ucronia?
§ Quali sono i principali romanzi ucronici?
§ Una rivista sull’Ucronia
§ Giovanna e l'angelo
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Il Colombo divergente
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Ucronie per il terzo millennio
§ Ucronie sul fascismo
§ Ucronie sul nazismo – Fatherland
§ Ucronie sul nazismo – La svastica sul sole
§ Roma eterna
§ L’ucronia sul Vangelo di Saramago
§ L’ucronia sul Vangelo di Kazanzakis
§ L’ucronia di Borges
  


 

 

 

 

 

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CARMILLA E ALTRE STORIE: QUANDO IL VAMPIRO DIVENTA DONNA

Joseph Sheridan Le Fanuè nato a Dublino (Irlanda) nel 1814 e morto nel 1873. A lui dobbiamo un interessante rivisitazione della figura del vampiro in un racconto del 1872 intitolato “Carmilla”, scritto dunque venticinque anni prima della pubblicazione di “Dracula” di Bram Stoker e cinquantasei anni dopo “Il Vampiro” di Polidori.
Si tratta probabilmente della prima versione femminile di questo non-morto apparsa in un’opera di narrativa moderna. Il racconto si presenta più articolato e psicologicamente evoluto del racconto di Polidori ma, non essendo un romanzo, ha una struttura più semplice di “Dracula”, e sviluppa la natura particolarmente sensuale della (apparentemente) giovane donna-vampiro.
Bisogna però dire che gli elementi fondamentali di questa figura sono gli stessi che avevamo notato in Polidori, solo che volti al femminile: è di aspetto e origini nobili, ha modi misteriosi (nasconde il proprio passato), ha un grande fascino e un incredibile potere di seduzione, cerca il sangue di una giovane donna, inganna un’altra fanciulla (in Polidori un gentiluomo) che si illude di poter essere sua amica.
In Polidori è meno chiaro, ma qui la donna-vampiro ha chiaramente la capacità di rimanere giovane e immutata per vari decenni e, infatti, viene ritrovato un ritratto antico la cui somiglianza con Carmilla stupisce la protagonista (ma non suo padre).
Compaiono però alcuni elementi nuovi, che ritroveremo in seguito, ad esempio in Dracula: i denti aguzzi, il fatto di dormire in una tomba, di assentarsi per lunghe ore, una dieta che comincia a essere sospetta.
Carmilla non sembra avere un particolare bisogno di sangue umano, nel senso che Le Fanu non dice che le sia impossibile vivere senza, ma se ne nutre, a volte colpendo velocemente, altre volte seducendo lentamente la propria vittima.
L’ambientazione, questa volta, è la Stiria (in Austria) e ci avviciniamo dunque un po’ ai Carpazi di Stoker, rispetto all’Inghilterra di Polidori.
 
Quello che rende particolare questo racconto è una certa natura lesbica del rapporto di Carmilla con le propria vittime. Si tratta di un racconto ottocentesco, percui non aspettatevi scene di sesso né passioni travolgenti, però Carmilla bacia teneramente la sua vittima, si infila nel suo letto e questa è affascinata da lei, anche se il padre della protagonista non vede in questo rapporto nulla di più di un’intensa amicizia femminile.
 
Ho letto “Carmilla” in un volume edito da Newton Compton, (nella collana Biblioteca Economica Newton, che vanta prezzi davvero competitivi) intitolato “Carmilla e altri racconti di fantasmi e vampiri”. Edizione curata da Gianni Pilo, che riunisce oltre alle 55 pagine del racconto principale, che chiude il volume, altri quattordici racconti che parlano di fantasmi (“Il testamento del gentiluomo Toby”, “Il dissoluto Capitano Walshave di Wauling”, “Il fantasma della signora Crowl”), non-morti e morti viventi (“Schalken il pittore” e “La notte alla Locanda della Campana”), case infestate (“Cronaca di alcune stranezze occorse in Augier Street”), quadri che prendono vita (“Il fantasma e il conciaossa”), una strana mano, che mi ha fatto capire da dove, forse, derivi la famosa Mano della Famiglia Addams (“Racconti di fantasmi della Tiled House”), misteriosi animali (“Il gatto bianco di Drumgunniol”), assassini (“La cugina assassinata”), demoni (“La persecuzione”, “Il Patto con il Diavolo”), visite all’inferno (“Il sogno dell’ubriaco”) e processi onirici infernali (“Il Giudice Harbottle”).
 
L’intero volume è ancora oggi una piacevole lettura per gli amanti del genere, anche se lo stile è decisamente quello del XIX secolo, con frasi introduttive e rassicurazioni al lettore sulla veridicità dei fatti raccontati e l’attendibilità delle fonti, e per noi risulta ormai difficile spaventarsi.
 
Firenze, 18 Giugno 2010
 
Joseph Sheridan Le Fanu è nato a Dublino (Irlanda) nel 1814 e morto nel 1873. A lui dobCarmilla - Le Fanubiamo un interessante rivisitazione della figura del vampiro in un racconto del 1872 intitolato “Carmilla”, scritto dunque venticinque anni prima della pubblicazione di “Dracula” di Bram Stoker e cinquantasei anni dopo “Il Vampiro” di Polidori.
Si tratta probabilmente della prima versione femminile di questo non-morto apparsa in un’opera di narrativa moderna. Il racconto si presenta più articolato e psicologicamente evoluto del racconto di Polidori ma, non essendo un romanzo, ha una struttura più semplice di “Dracula”, e sviluppa la natura particolarmente sensuale della (apparentemente) giovane donna-vampiro.
Bisogna però dire che gli elementi fondamentali di questa figura sono gli stessi che avevamo notato in Polidori, solo che volti al femminile: è di aspetto e origini nobili, ha modi misteriosi (nasconde il proprio passato), ha un grande fascino e un incredibile potere Carmilla - Le Fanudi seduzione, cerca il sangue di una giovane donna, inganna un’altra fanciulla (in Polidori un gentiluomo) che si illude di poter essere sua amica.
In Polidori è meno chiaro, ma qui la donna-vampiro ha chiaramente la capacità di rimanere giovane e immutata per vari decenni e, infatti, viene ritrovato un ritratto antico la cui somiglianza con Carmilla stupisce la protagonista (ma non suo padre).
Compaiono però alcuni elementi nuovi, che ritroveremo in seguito, ad esempio in Dracula: i denti aguzzi, il fatto di dormire in una tomba, di assentarsi per lunghe ore, una dieta che comincia a essere sospetta.
Carmilla non sembra avere un particolare bisogno di sangue umano, nel senso che Le Fanu non dice che le sia impossibile vivere senza, ma se ne nutre, a volte colpendo velocemente, altre volte seducendo lentamente la propria vittima.
L’ambientazione, questa volta, è la Stiria (in Austria) e ci avviciniamo dunque un po’ ai Carpazi di Stoker, rispetto all’Inghilterra di Polidori.
 
Le Fanu Quello che rende particolare questo racconto è una certa natura lesbica del rapporto di Carmilla con le propria vittime. Si tratta di un racconto ottocentesco, percui non aspettatevi scene di sesso né passioni travolgenti, però Carmilla bacia teneramente la sua vittima, si infila nel suo letto e questa è affascinata da lei, anche se il padre della protagonista non vede in questo rapporto nulla di più di un’intensa amicizia femminile.
 
Ho letto “Carmilla” in un volume edito da Newton Compton, (nella collana Biblioteca Economica Newton, che vanta prezzi davvero competitivi) intitolato “Carmilla e altri racconti di fantasmi e vampiri”. Edizione curata da Gianni Pilo, che riunisce oltre alle 55 pagine del racconto principale, che chiude il volume, altri quattordici racconti che parlano di fantasmi (“Il testamento del gentiluomo Vampira. Illustrazione di Luca Oleastri per Il Settimo Plenilunio - www.innovari.itToby”, “Il dissoluto Capitano Walshave di Wauling”, “Il fantasma della signora Crowl”), non-morti e morti viventi (“Schalken il pittore” e “La notte alla Locanda della Campana”), case infestate (“Cronaca di alcune stranezze occorse in Augier Street”), quadri che prendono vita (“Il fantasma e il conciaossa”), una strana mano, che mi ha fatto capire da dove, forse, derivi la famosa Mano della Famiglia Addams (“Racconti di fantasmi della Tiled House”), misteriosi animali (“Il gatto bianco di Drumgunniol”), assassini (“La cugina assassinata”), demoni (“La persecuzione”, “Il Patto con il Diavolo”), visite all’inferno (“Il sogno dell’ubriaco”) e processi onirici infernali (“Il Giudice Harbottle”).
 
L’intero volume è ancora oggi una piacevole lettura per gli amanti del genere, anche se lo stile è decisamente quello del XIX secolo, con frasi introduttive e rassicurazioni al lettore sulla veridicità dei fatti raccontati e l’attendibilità delle fonti, e per noi risulta ormai difficile spaventarsi.
 

Firenze, 18 Giugno 2010
 

  Leggi anche:

- Perché scrivere di vampiri e licantropi nel terzo millennio?
- "Il vampiro" di John W. Polidori
– "Il Vampiro" di Franco Mistrali
"Dracula di Bram Stoker
Tutti i post su "Il Settimo Plenilunio"
-
"Karpat Infinite Love" di Karinee Price
Vampiri – N. 5 di IF – Insolito & Fantastico
Oltretomba – N. 2 di IF – Insolito & Fantastico
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–>" di Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei
- "Bestiario stravagante" di Massimiliano Prandini
- "Twilight" di Stephenie Meyer – l'amore ai tempi dei vampiri
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