TANTE NUOVE RECENSIONI PER I MIEI ROMANZI

A questo punto avrei dovuto postare un nuovo capitolo de Il Settimo Plenilunio, ma continuo a ricevere tanti commenti (quasi tutti positivi) sui miei libri, che mi sento in dovere di ringraziare ancora i miei lettori e di citare le loro parole.

Vorrei cominciare con il lettore che mi è parso più "entusiasta": Antares666, che sul suo blog "Esilio a Mordor, dove già mi aveva dedicato uno spazio tempo fa con questo post, mi ha ora dedicato qui delle parole molto belle che quasi mi imbarazzano. Credo che meriti riportare per intero quanto scrive :

martedì, 23 settembre 2008

 

IL COLOMBO DIVERGENTE DI CARLO MENZINGER DI PREUSSENTHAL, IL CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA UCRONICA CONTEMPORANEA

A chi almeno una volta nella vita non è capitato di chiedersi come sarebbe il mondo se Colombo non avesse scoperto l’America? Il problema della scelta e della fatalità si pone ad ogni evento della nostra vita quotidiana, visto che a tutti può capitare un incidente o un’occasione in grado di stravolgere la vita, sia in senso positivo che negativo.
Quando però abbiamo a che fare con un evento cruciale per l’intera Storia umana, sorge occasione di meditare. Cosa sarebbe accaduto se si fosse presentata una difficoltà insormontabile nel viaggio del navigatore genovese, al punto di innescare un corso degli eventi radicalmente diverso da quello che noi tutti conosciamo? Le domande che ognuno di noi si pone a questo proposito, nella maggior parte dei casi rimangono irrisolte e non portano a nulla: molti le ritengono oziose e non ne capiscono l’immensa portata filosofica.
Non è stato così per lo scrittore Carlo Menzinger di Preussenthal, che ha costruito un romanzo di rara bellezza ed efficacia, intitolato Il Colombo Divergente. Anticipo soltanto il presupposto su cui la densissima trama si costruisce. A causa di un gesto fatto da un anziano cacique, un capo tribù di un’isola dei Caraibi, Colombo decide di intraprendere una rotta verso settentrione anziché verso meridione com’è avvenuto nella nostra realtà. Così procedendo, le caravelle arrivano fino alla terra dei Totonachi, soggetti all’Impero di Ahuitzotl.
Questi, per nulla intimorito dai prigionieri europei, concepisce un piano folle quanto immaginifico: costruire navi per raggiungere la terra da cui sono giunti stranieri tanto ricchi e potenti.
Alla narrazione sono inframmezzate mirabili poesie, evocatrici di immagini surreali ed esotiche. Notevole la descrizione dell’infanzia di Cristoforo, in particolare il brano in cui si descrive il suo primo incontro con la morte. La narrazione del condottiero morente sul suo cavallo in agonia, sembra la trasposizione in letteratura di un convulso dipinto leonardesco.
Qualcuno potrà dire che è stata sopravaluta un po’ la personalità decisa e creativa di Ahuitzotl – così contrastante con quella dell’inetto Moteuczoma Xocoyotzin – attribuendo a tale sovrano un eccessivo titanismo. Altri potranno pensare che si sono sottovalutate per contro le difficoltà tecniche che lo Huey Tlahtoani avrebbe incontrato imbarcandosi in un’impresa tanto azzardata.
Secondo me non dovrebbe stupire più di tanto: non sono mancate tra le genti amerindiane personalità eccezionali, in grado di sfidare nemici molto più potenti di loro e anche di riportare vittorie. Basti pensare all’Inca Manco Capac II, che imparò a cavalcare e a adoperare l’alabarda, o ai capi Mapuche Caupolican e Lautaro, che sconfissero gli Spagnoli strappando ai vinti i segreti della fusione del ferro e dell’uso delle armi da fuoco.
A questo punto mi rendo conto che le parole non bastano, così consiglio vivamente a tutti la lettura di questo originalissimo romanzo.

Fornisco qualche link utile: il post del blog dell’autore che descrive il libro in questione, il sito in cui sono presentate le sue opere ucroniche, alcune recensioni e commenti, e per finire le pagine di anobii sulla prima e sulla seconda edizione di questo prezioso volume.

_____

Fin qui le parole di Antares666 ed io… sono rimasto senza!

Di questo stesso libro ha parlato qui solo pochi giorni prima anche la bravissima scrittrice Laura Costantini (di uno dei cinque libri che ha scritto con la Falcone vi dirò presto). Ecco le sue parole:

domenica, 14 settembre 2008
Quota 35/7788

(…)
E per finire un libro che sarà il mio quota 36: Il Colombo divergente di Carlo Menzinger . Carlo è uno scrittore ucronico, ovvero una degenerazione della figura, già abbastanza autolesionista, dello scrittore di romanzi storici. Per chi non lo sapesse l’Ucronia è il divertirsi a immaginare a come sarebbero andate le cose se… In questo caso quel satanasso di Menzinger si diverte ad immaginare cosa sarebbe accaduto se Cristoforo Colombo avesse incontrato gli Aztechi molto prima dei Conquistadores. Vi dico solo, giunta a trenta pagine dalla fine, che per immaginare quello che Menzinger ha immaginato ci vogliono: una gran penna, una grandissima cultura e un ancor più grande gusto per cambiare le carte in tavola. Ve lo consiglio caldamente.
Laura
 
Di questo stesso libro Laura Costantini scrive anche qui:
 
Un passato e un futuro diversi

E’ questo che Menzinger ci propone, immaginando un bivio nella vita e nelle esplorazioni di Cristoforo Colombo. Un bivio che avrà conseguenze tali da creare un futuro del tutto diverso da quello che noi, oggi, stiamo vivendo. Un lavoro enorme di documentazione, una penna felicissima, una voce narrante misteriosa e onnipresente, interventi poetici con ballate che si snodano come un coro greco in una tragedia. In fondo di questo si tratta: della tragedia di un uomo cui è stato affidato l’atroce compito di cambiare il mondo. In cambio deve rinunciare a se stesso, vivendo all’inseguimento di un sogno di gloria che, a ben vedere, non gli apparteneva. Libro da leggere.

___________
 
Fin qui "Il Colombo divergente", ma non sono mancati nuovi commenti anche per "Giovanna e l’angelo" e "Ansia assasina".
 
Cominciamo da "Giovanna e l’angelo". Così ne scrive qui, sul suo blog "Carta e calamaio", Carla Casazza (alias Boskoop67):
 
giovedì, 18 settembre 2008, 20:18
 

Cosa sarebbe accaduto se la storia fosse andata in modo diverso? E’ questa la domanda da cui prende spunto la letteratura ucronica, che non conoscevo ed ho scoperto grazie a Carlo Menzinger e al suo romanzo "Giovanna e l’angelo".

Carlo spiega: “L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.

Si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la storia.

Le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi.

L’ucronia può descrivere il momento in cui la storia muta o gli effetti di questo mutamento.”

Così in "Giovanna e l’angelo" l’autore gioca con la storia immaginando una Giovanna d’Arco il cui destino sarà diverso da quello che abbiamo studiato sui libri di scuola; una Giovanna raccontata attraverso le parole di un angelo ateo in cerca di Dio e innamorato della Pulzella d’Orleans.

Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perchè per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l’invenzione ucronica.

Per approfondire la conoscenza di questo genere letterario consiglio di leggere l’approfondimento pubblicato da Menzinger nel suo blog.

_______________
Ed ecco, infine, le parole di Cristiana su aNobii che qui ci parla di Ansia assassina:
 
Più che Ansia Assassina l’avrei intitolato Angoscia cittadina!
Scherzo!
Alcuni dialoghi li ho trovati senza tensione ed un pò "bloccanti" rispetto alla trama: nel senso che il testo porta la mente a correre sul filo della scoperta, dell’investigazione e le parole, i dialoghi appunto, mi hanno fatto un pò da tirante. Ovviamente questa è una mia personale interpretazione, non me ne voglia l’autore.
Per quanto riguarda il testo nel suo complesso, ho trovato molto affascinante la trama, la velocità con cui gli avvenimenti trascorrono e, soprattutto, corrono e concorrono a sballottare il lettore da una storia all’altra.
Si sa quello che sta per accadere, ma non se ne capisce il motivo.
Il finale?
Calmo, quasi statico, il tempo fermato su quello che dovrà velocemente accadere.
Da leggere.
Ringrazio Carlo.
p.s.
per caso, sotto sotto, sei un pò misogino?
A questa domanda le ho risposto:

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9 responses to this post.

  1. Posted by verbavolant2008 on 23 settembre 2008 at 22:47

    Carlo, grazie per la citazione! Adesso ho una pila di libri da smaltire che non ha eguali (in cima c’è Ansia Assassina) ma appena ne avrò “eliminato” qualched’uno il Colombo Divergente lo voglio leggere di sicuro!

    Rispondi

  2. Posted by lauraetlory on 24 settembre 2008 at 07:53

    Che bello essere citata qui. E che bello il tuo libro!
    Laura

    Rispondi

  3. Posted by anonimo on 24 settembre 2008 at 09:22

    grazie cmq per avermi messo sul tuo blog, ripeto, e lo ripeterò fino alla nausea, che le mie sono opinioni del tutto soggettive. Non ho espresso giudizio negativo sul tuo libro che MI é PIACIUTO!
    Ciao. Cristiana

    Rispondi

  4. Posted by antares666 on 24 settembre 2008 at 10:00

    Ti ringrazio dei complimenti e della pubblicazione della mia recensione! Sono contento che ti sia piaciuta.
    Un caro saluto!
    Marco

    Rispondi

  5. Posted by vampyr8 on 24 settembre 2008 at 14:10

    quando uno è bravo è bravo :)

    Rispondi

  6. Posted by NoBlur on 25 settembre 2008 at 07:46

    Grazie del suggerimento… Ma ho già un account aNobii e i libri sono in vendita anche lì =)

    Rispondi

  7. Posted by auradanzante07 on 26 settembre 2008 at 21:59

    Viene voglia vera di scoprire ciò che narri, Carlo.
    Le parole dei tuoi lettori, sopra riportate, hanno un grande pregio.
    A presto.
    Buon fine settimana. :) Aura

    Rispondi

  8. Posted by Valberici on 28 settembre 2008 at 09:42

    Ho comprato “Il Colombo Divergente” su ibs la settimana scorsa…purtroppo ci vorranno ancora un paio di settimane (se va bene) prima che mi arrivi…ma appena ce l’ho fra le mani lo leggo e poi ti faccio sapere se mi è piaciuto ;)

    Rispondi

  9. Posted by argeniogiuliana on 6 ottobre 2008 at 11:26

    Che fosse un pò misogino l’avevo pensato anch’io all’inizio. Un esempio raro di giovane uomo con una gran cultura storica, una gran mente. Dovrò aggiornare la biblioteca e sistemare i libri di Carlo che mi mancano.

    Rispondi

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